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domenica 11 dicembre 2011

Quei "poveri" contribuenti con yacht ed elicottero

Quando inizialmente, nell'accettare l'incarico di condurre il governo, il professor Mario Monti fece cenno ai tre pilastri della sua azione -rigore, crescita, equità- pensai seriamente, e ingenuamente, che quel termine equità, ormai così svalutato in politica, potesse godere, con il governo tecnico, di un rinnovato vigore.
Ma non è stato così. La manovra è, come si dice, spalmata sui ceti più deboli e meno abbienti. E, a proposito di coloro che, per dirla alla Monti, appartengono a quella categoria dei "paghi chi ha dato di meno" (che io faccio coincidere con i più abbienti), sul Sole 24 Ore  se ne dipinge un bel ritratto. Sono i possessori di aerei privati, yacht e auto di lusso, una buona fetta dei quali dichiara al fisco redditi, in media, di 20mila euro.

I nuovi poveri con yacht e aereo. Secondo Marco Mobili [fonte il Sole 24 Ore] il 42,4% di tutte le barche di lusso, cioè circa 42mila natanti, appartiene a contribuenti che dichiarano fino a 20mila euro di reddito annui.
Bisogna considerare che la fascia di contribuenti che dichiara fino a 20 mila euro l'anno rappresenta il 66,4% del totale di tutti i contribuenti (una bella quota, quindi), totale che assomma a 41,8 milioni di contribuenti. Sempre all'interno di questa categoria dei 20mila euro di reddito rientrano anche i possessori di 518  aeroplani o elicotteri (che rappresentano il 25,7% di tutti quelli circolanti). E poi dice che non si riesce ad arrivare a fine mese! E per forza: sapete quanto consumano un aereo  o uno yacht?
Ma non è finita qui.

La fascia di mezzo. Nella categoria dei contribuenti da 20 a 50mila euro si trovano 12,2 milioni di italiani. Le  auto di lusso in questa fascia sono 217.334, il 36,6% del totale, e si trova anche  il 30% degli aerei e il 27% circa di proprietari di barche sopra i 10 metri.

I ricchi nullatenenti. Infine, i contribuenti sopra i 100mila euro all'anno sono circa 400mila, poco meno dell'1% di tutti i contribuenti. Questi signori hanno intestato solo 72mila auto di lusso e il 14,4%, degli yacht.  Osserva Mobili
Uno strano Paese davvero l'Italia dove paradossalmente il lusso diminuisce al crescere della ricchezza dichiarata al fisco.
Mentre tra chi dichiara meno di 20mila euro si trova il 42% dei proprietari di natanti nella categoria sopra i 100mila ce n'è il 14%. E' chiaro che la statistica non può distinguere tra un natante e l'altro, che l'essere entrambi sopra i 10 metri non li rende certamente uniformi dal punto di vista del costo, e lo stesso dicasi di un aeromobile o delle auto di grossa cilindrata: il possedere questi veicoli non è per forza indice di lusso. Per carità, sono tutte considerazioni vere. Sta di fatto che c'è qualcosa che non torna: anche se non tutti i veicoli sono equiparabili, possederne uno o più di uno, spesso mal si accorda con il reddito dichiarato inoltre, tra chi dichiara sopra 110mila euro, è forse necessaria un'indagine mirante stabilire l'anomalia dei pochi beni di lusso dichiarati. Il contribuente italiano, si sa, è abituato a schernirsi, non vuole fare l'esibizionista. Vi è la necessità, affinchè le aliquote calino, di stanare  i finti poveri e i ricchi nullatenenti. Sarebbe un un buon viatico verso quella continuamente evocata equità.

sabato 15 ottobre 2011

Equità ed altruismo in bambini di 15 mesi

credit greatergood.berkeley.edu
Michael Tomasello è convinto che l'altruismo sia una caratteristica innata negli umani, contrariamente a quello che accade negli scimpanzè o in altri primati non umani. A dar manforte  questa tesi vi è questo lavoro pubblicato su Plos One [Schmidt and Sommerville 2011] che ha studiato il comportamento altruistico e il senso di equità e giustizia in soggetti di 15 mesi di età. In genere si riteneva che la manifestazione dei primi comportamenti altruistici si verificasse durante l'infanzia; gli autori di questo lavoro invece pensano di aver dimostrato che questo atteggiamento è rilevabile già a poco più di un anno dalla nascita. Fondamentalmente due gli aspetti investigati dagli studiosi: la sensibilità all'equità e la volontà di condividere. Uno dei pochi sistemi di verifica utilizzabili con soggetti di questa età è il paradigma VOE, violation-of-expectation cioè paradigma della violazione dell'aspettativa e l'osservazione del comportamento esplicito in compiti di condivisione. 

Equità.
Il paradigma VOE utilizzato in questo lavoro consisteva nel far vedere ai bambini due filmati: in uno l'attore versava del latte e in un altro distribuiva dei cracker; il momento in cui versava o distribuiva era mascherato da uno schermo nero. La fase di test presentava due quadri: D con una distribuzione equa dei crackers o del latte in un contesto sociale (presenza di altri attori) ed E con una distribuzione non equa dei crackers o del latte, sempre in un contesto sociale. La medesima distribuzione di crackers e latte veniva offerta anche in assenza di contesto sociale  F-G (vedi Fig. 1)

Fig. 1 credit plos one
Il risultato dell'esperimento è stato che i bambini hanno osservato per un tempo del 15% superiore il quadro E (test) nel quale la distribuzione di crackers o latte non era  equa rispetto a quella in cui era equa, all'interno del contesto sociale, mentre quando la distribuzione non equa avveniva in assenza di contesto sociale G (post-test) non vi era differenza di tempo di fissazione, a dimostrazione, forse, che è proprio il contesto sociale in cui avviene la distribuzione iniqua, quello che viola l'aspettativa di equità dei bambini (Fig. 2). Vi era anche assoluta uguaglianza di risultati indipendentemente dal fatto che si usassero crackers o latte.

Fig. 2 credit plos one
Altruismo.
L'esperimento sull'altruismo vedeva la presenza di due attori, uno familiare e l'altro non familiare. Al bambino veniva chiesto di scegliere uno di due giocattoli posti sopra un tavolo. Una volta preso il giocattolo, l'attore familiare consegnava al bambino anche l'altro giocattolo. A questo punto interveniva l'attore non familiare che cominciava a chiedere con insistenza un giocattolo. Quale giocattolo avrebbero regalato i bambini? Dei 26 bambini che condivisero un giocattolo, 12 condivisero il giocattolo preferito (32%, condivisori altruisti), 14 diedero il giocattolo non preferito (37%, condivisori egoisti) mentre 12 (32%) non condivisero affatto.

Fig. 3 credit plos one


Allo scopo di verificare se vi era correlazione tra aspettativa di equità e altruismo, i dati sono stati sottoposti ad analisi. Si sono confrontati condivisori altruisti e condivisori egoisti con il tempo di fissazione del test VOE. E i risultati, riassunti nella Fig. 4, sono stati estremamente significativi: il 92% dei condivisori altruisti aveva guardato più a lungo il quadro con la distribuzione iniqua dell'esperimento dei crackers, mentre i condivisori egoisti e i non condivisori avevano guardato più a lungo il quadro con la distribuzione equa.

Fig. 4 credit plos one


Il risultato era quindi una relazione tra condivisori altruisti e interesse morale a una distribuzione equa, che in questo caso era costituita dalla distribuzione dei crackers o del latte, mentre tra condivisori egoisti e non condivisori non vi era preferenza morale tra distribuzione equa o iniqua.
Sembrerebbe dunque che il senso della giustizia, il desiderio di imparzialità abbiano uno sviluppo precoce e siano presenti anche quando, obiettivamente, non sono ancora stati appresi, a significare che sono forse caratteristiche innate. C'è però da considerare che questo comportamento altruistico e improntato all'equità non è il più diffuso in assoluto: il comportamento più diffuso è quello di condivisore egoista. Comunque, la presenza di questi condivisori altruisti anche in così tenera età è un fatto che sembrerebbe accertato, ancora più rilevante se ci si aggiunge che la quasi totalità di questi altruisti ha implicazioni morali e rimane più colpito da una distribuzione iniqua di risorse che da una equa.


Schmidt MFH, Sommerville JA, 2011 Fairness Expectations and Altruistic Sharing in 15-Month-Old Human Infants. PLoS ONE 6(10): e23223.doi:10.1371/journal.pone.0023223

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