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sabato 4 gennaio 2014

I dati sugli ascolti TV del messaggio di Napolitano: boom o falso boom?

Insomma anche i dati sugli ascolti TV del messaggio di fine anno di Napolitano si prestano alle polemiche. Qualche giornale titola Boom di ascolti, non funziona boicottaggio tra cui, in maniera interessata, Rai News, l'Unità, l'agenzia AGI e molti altri, insomma non sto a elencarli tutti. Chiaramente dal versante Grillo non ci stanno e sulla Fucina ribattono: Falso boom.
Chi ha ragione? E' il tipico caso del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. I dati sono quelli, inconfutabili e, per il valore e la credibilità che possono avere, non si possono comunque travisare. Quando si parla di boom ci si riferisce alle sole reti Rai, sulle quali dal 2013 al 2013 c'è stato un aumento di circa il 12% che però diventa del 2,8% se si considerano tutte le TV. Nonostante questo aumento del numero di spettatori lo share diminuisce, ciò significa che quest'anno c'era più gente davanti al televisore del 2012 ma  che, rispetto all'anno scorso, guardava altre cose. Indirettamente è forse un altro segnale della crisi.

mercoledì 1 gennaio 2014

Dalle parole ai fatti, la retorica nei discorsi pubblici: il messaggio di fine anno di Napolitano

In questi ultimi tempi capita non raramente di incontrare parole infarcite di pura retorica quando si leggono o ascoltano discorsi di uomini delle istituzioni o di politici in genere. Probabilmente è la drammatica situazione a richiederlo. Tanto più le condizioni economiche e sociali di una popolazione sono tragiche, quanto più i politici sentono di doverla rassicurare  (e la popolazione sente di dover essere rassicurata). La facilità della vicinanza e della generosità a parole rende conto dell'enorme diffusione di questi discorsi retorici e spesso vuoti, fatti magari anche in buona fede, ma che non hanno quasi nessuna consistenza.
Sembra non sfuggire a questo giudizio, a parer mio, nemmeno il messaggio di fine anno del Capo dello Stato. Nonostante l'innovazione di una rubrica delle lettere al Presidente, appare stridente il contrasto tra le richieste più che legittime che i cittadini inviano alle istituzioni e quello che le istituzioni rispondono. Dico quello che le istituzioni rispondono non solo a parole, perchè a parole le cose sembrano così semplici. Date un po' un'occhiata ai romanzi di fantascienza, o ai programmi dei partiti -che è più o meno lo stesso- e vi renderete conto della facilità con cui si fanno le cose a parole.

martedì 1 gennaio 2013

Testo del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Il sito del Quirinale rende disponibile il testo completo del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica. Il messaggio ha avuto critiche positive e negative, in linea con quelli che erano i giudizi complessivi dei critici prima del messaggio. Non sfugge, a discorsi come questo, una certa dose di retorica e di genericità, ma il secondo aspetto, la genericità, è anche frutto dell'imparzialità cui è obbligato il Presidente della Repubblica.
Alcune osservazioni potrebbero intendersi come veri e propri suggerimenti per il prossimo governo, ma è noto che a parole i politici sanno spendersi molto e un prossimo governo che, a parole, facesse propri questi suggerimenti di Napolitano non significherebbe che ha intenzione di realizzarli.
Il Capo dello Stato precisa anche la questione dello spread, che per alcuni sarebbe soltanto una bolla, delineandone gli effetti sulla bilancia dei pagamenti: 85 miliardi di euro di interessi l'anno. Immaginiamoci a quanto sarebbe arrivata questa cifra se lo spread non fosse sceso da circa 600 a circa 300.

lunedì 31 dicembre 2012

Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: messaggio di fine anno 2012. Diretta streaming

Questo è l'ultimo messaggio di fine anno di Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica italiana in carica. Nel maggio del prossimo anno, infatti, scadrà il suo mandato, essendo stato eletto, dopo 4 scrutini, il 16 maggio del 2006. In questa pagina di Wikipedia viene ripercorso l'andamento dei quattro scrutini che hanno portato all'elezione di Giorgio Napolitano.
Per chi volesse seguire il messaggio del Capo dello Stato che, come noto avviene a reti unificate a partire dalle 20:30, sono disponibili i tre canali Rai, tutti e tre con una diretta streaming. Anche il sito del Quirinale ne trasmette una sul canale Youtube della Presidenza della Repubblica.


domenica 1 gennaio 2012

Testo del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Napolitano

imagecredit quirinale.it
Sul sito del Quirinale è disponibile il testo del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il video. Ecco il testo. Qui invece il video.

"L'Italia può e deve farcela. La nostra società deve uscirne più severa e più giusta, più dinamica, moralmente e civilmente più viva, più aperta, più coesa"

"Grazie a tanti di voi, a tanti italiani, uomini e donne, di tutte le generazioni e di ogni parte del paese, per il calore con cui mi avete accolto ovunque mi sia recato per celebrare la nascita dell'Italia unita e i suoi 150 anni di vita". Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha aperto il tradizionale messaggio televisivo, a reti unificate, di fine anno.

"Il mio è, in sostanza, un grazie per avermi trasmesso nuovi e più forti motivi di fiducia nel futuro dell'Italia. Che fa tutt'uno con fiducia in noi stessi, per quel che possiamo sprigionare e far valere dinanzi alle avversità: spirito di sacrificio e slancio innovativo, capacità di mettere a frutto le risorse e le riserve di un'economia avanzata, solida e vitale nonostante squilibri e punti deboli, di un capitale umano ricco di qualità e sottoutilizzato, di un'eredità culturale e di una creatività universalmente riconosciute. Non mi nascondo, certo, che nell'animo di molti, la fiducia che ho sentito riaffiorare e crescere nel ricordo della nostra storia rischia di essere oscurata, in questo momento, da interrogativi angosciosi e da dubbi che possono tradursi in scoraggiamento e indurre al pessimismo. La radice di questi stati d'animo, anche aspramente polemici, è naturalmente nella crisi finanziaria ed economica in cui l'Italia si dibatte. Ora, è un fatto che l'emergenza resta grave: è faticoso riguadagnare credibilità, dopo aver perduto pesantemente terreno".

Per il Presidente della Repubblica "lo sforzo di risanamento del bilancio, culminato nell'ultimo, così impegnativo decreto approvato giorni fa dal Parlamento, deve essere portato avanti con rigore. Nessuna illusione possiamo farci a questo riguardo. Ma siamo convinti che i frutti non mancheranno. I sacrifici non risulteranno inutili. Specie se l'economia riprenderà a crescere : il che dipende da adeguate scelte politiche e imprenditoriali, come da comportamenti diffusi, improntati a laboriosità e dinamismo, capaci di produrre coesione sociale e nazionale. Parlo dei sacrifici, guardando specialmente a chi ne soffre di più o ne ha più timore. Nessuno, oggi - nessun gruppo sociale - può sottrarsi all'impegno di contribuire al risanamento dei conti pubblici, per evitare il collasso finanziario dell'Italia. Dobbiamo comprendere tutti che per lungo tempo lo Stato, in tutte le sue espressioni, è cresciuto troppo e ha speso troppo, finendo per imporre tasse troppo pesanti ai contribuenti onesti e per porre una gravosa ipoteca sulle spalle delle generazioni successive".

Per il Capo dello Stato è necessario impegnarsi "a fondo per colpire corruzione ed evasione fiscale. E' un'opera di lunga lena, che richiede accurata preparazione di strumenti efficaci e continuità: ed è quanto si richiede egualmente per un impegno di riduzione delle disuguaglianze, di censimento delle forme di ricchezza da sottoporre a più severa disciplina, di intervento incisivo su posizioni di rendita e di privilegio. Ma mentre è giusto, anzi sacrosanto, fare appello perché si agisca in queste direzioni, è necessario riconoscere come si debba senza indugio procedere alla puntuale revisione e alla riduzione della spesa pubblica corrente : anche se ciò comporta rinunce dolorose per molti a posizioni acquisite e a comprensibili aspettative".

Quindi, "per procedere con equità si deve innanzitutto stare attenti a non incidere su già preoccupanti situazioni di povertà, o a non aggravare rischi di povertà cui sono esposti oggi strati più ampi di famiglie, anche per effetto della crescita della disoccupazione, soprattutto giovanile. Ma più in generale occorre definire nuove forme di sicurezza sociale che sono state finora trascurate a favore di una copertura pensionistica più alta che in altri paesi o anche di provvidenze generatrici di sprechi. Bisogna dunque ripensare e rinnovare le politiche sociali e anche, muovendo dall'esigenza pressante di un elevamento della produttività, le politiche del lavoro. Senza mettere in causa la dimensione sociale del modello europeo, il rispetto della dignità e dei diritti del lavoro".

Il Presidente ha ricordato i tanti incontri con le maestranze delle fabbriche: "Comprendo, e sento molto, in questo momento, le difficoltà di chi lavora e di chi rischia di perdere il lavoro, come quelle di chi ha concluso o sta per concludere la sua vita lavorativa mentre sono in via di attuazione o si discutono ancora modifiche del sistema pensionistico. Ma non dimentico come nel passato, in più occasioni, sia stata decisiva per la salvezza e il progresso dell'Italia la capacità dei lavoratori e delle loro organizzazioni di esprimere slancio costruttivo, nel confronto con ogni realtà in via di cambiamento, e anche di fare sacrifici, affermando in tal modo, nello stesso tempo, la loro visione nazionale, il loro ruolo nazionale".

Il Paese ha davanti grandi prove. "L'Italia può e deve farcela - ha detto il Presidente - la nostra società deve uscirne più severa e più giusta, più dinamica, moralmente e civilmente più viva, più aperta, più coesa. Rigore finanziario e crescita. Crescita più intensa e unitaria, nel Nord e nel Sud, da mettere in moto con misure finalizzate alla competitività del sistema produttivo, all'investimento in ricerca e innovazione e nelle infrastrutture, a un fecondo dispiegarsi della concorrenza e del merito. E' a queste misure che ha annunciato di voler lavorare il governo, nel dialogo con le parti sociali e in un rapporto aperto col Parlamento. Obbiettivo di fondo : più occupazione qualificata per i giovani e per le donne".

Per il Capo dello Stato "i sacrifici sono inevitabili per tutti: ma la preoccupazione maggiore che emerge tra i cittadini, è quella di assicurare un futuro ai figli, ai giovani. E' questo obbiettivo che può meglio motivare gli sforzi da compiere : è questo l'impegno cui non possiamo sottrarci. Perseguire questi obbiettivi, uscire dalle difficoltà in cui non solo noi ci troviamo è impossibile senza un più coerente sforzo congiunto al livello europeo. E' comprensibile che anche in Italia si manifesti oggi insoddisfazione per il quadro che presenta l'Europa unita. Ma ciò non deve mai tradursi in sfiducia verso l'integrazione europea: solo uniti potremo ancora progredire e contare come europei in un quadro mondiale radicalmente cambiato. All'Italia tocca perciò levare la sua voce perché si vada avanti verso una più conseguente integrazione europea, e non indietro verso anacronistiche chiusure e arroganze nazionali. Abbiamo solo da procedere nel cammino intrapreso, anche per far meglio sentire, in seno alle istituzioni europee - in condizioni di parità - il nostro contributo a nuove, meditate decisioni ed evoluzioni dell'Unione".

"E' importante ora che l'Italia possa contare su una fase di stabilità e di serenità politica", ha sottolineato il Presidente Napolitano. "Mi auguro che i cittadini guardino con attenzione, senza pregiudizi, alla prova che le forze politiche daranno in questo periodo della loro capacità di rinnovarsi e di assolvere alla funzione insostituibile che gli è propria di prospettare e perseguire soluzioni per i problemi di fondo del paese. Non c'è futuro per l'Italia senza rigenerazione della politica e della fiducia nella politica. Solo così ci porteremo, nei prossimi anni, all'altezza di quei problemi di fondo che sono ardui e complessi e vanno al di là di pur scottanti emergenze. Avvertiamo quotidianamente i limiti della nostra realtà sociale, confrontandoci con la condizione di quanti vivono in gravi ristrettezze, con le ansie e le incertezze dei giovani nella difficile ricerca di una prospettiva di lavoro. E insieme avvertiamo i limiti del nostro vivere civile, confrontandoci con l'emergenza della condizione disumana delle carceri e dei carcerati, o con quella del dissesto idrogeologico che espone a ricorrenti disastri il nostro territorio, o con quella di una crescente presenza di immigrati, con i loro bambini, che restano stranieri senza potersi, nei modi giusti, pienamente integrare. Ci si pongono dunque acute necessità di scelte immediate e di visioni lungimiranti".

Occorre "una nuova 'forza motivante' perché si sprigioni e operi la volontà collettiva indispensabile ; occorrono coraggio civile e sguardo rivolto 'con speranza fondata verso il futuro'", ha detto il Presidente Napolitano riprendendo "alte voci spirituali" levatesi nei giorni natalizi. E ha concluso: "La fiducia in noi stessi è il solido fondamento su cui possiamo costruire, con spirito di coesione, con senso dello stare insieme di fronte alle difficoltà, dello stare insieme nella comunità nazionale come nella famiglia. E allora apriamoci così al nuovo anno: facciamone una grande occasione, un grande banco di prova, per il cambiamento e il nuovo balzo in avanti di cui ha bisogno l'Italia".

sabato 31 dicembre 2011

Diretta del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Napolitano

Alle 20:30 messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Aggiornamento 1° gennaio 2012: qui testo del messaggio e video.
 Dal Corriere.


e da Repubblica.


venerdì 31 dicembre 2010

I Presidenti della Repubblica e i messaggi di fine anno

fonte quirinale.it
E' ormai una consuetudine che data da più di 60 anni, questa del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica. Il primo discorso è stato quello di Luigi Einaudi, Presidente dal 1948 al 1955. Il 31 dicembre del 1949, Luigi Einaudi legge un breve messaggio agli italiani:
"NEL RIGOGLIO DI INTIMI AFFETTI SUSCITATO DA QUESTA TRASMISSIONE MI È CARO INTERPRETARE CON LA MIA PAROLA IL FERVORE DI SENTIMENTI CHE, COME SULLA SOGLIA DI OGNI ANNO, COSI NELL'ATTUALE VIGILIA TUTTI CI ACCOMUNA IN UN PALPITO DI MUTUA COMPRENSIONE E DI FRATERNA SOLIDARIETÀ.
SE ANCOR ASPRO È STATO PER MOLTI IL CAMMINO PERCORSO NELL'ANNO, SE I RIFLESSI DELLA TRAGEDIA VISSUTA DALLA PATRIA NON SONO STATI ANCOR TUTTI RIMOSSI E SE GRAVI PROBLEMI TUTTORA ATTENDONO SOLUZIONE, GIOVA RICONOSCERE CHE ANCHE NEL 1949 IL POPOLO ITALIANO HA PERSEGUITO CONCORDE E TENACE L'OPERA DELLA RICOSTRUZIONE; SICCHÈ È LECITO GUARDARE CON FIDUCIA ALL'AVVENIRE, CHE SARÀ QUALE NOI STESSI LO AVREMO MATURATO E MERITATO.
POSSA L'ANNO CHE SORGE, CON L'AIUTO DI DIO, ESSERE PER TUTTI FORIERO ALMENO DI TALUNE FRA LE SODDISFAZIONI DESIDERATE E POSSA IL SUO VOLGERE CONFORTARSI DI UNA ATMOSFERA DI PACE IN CUI SIA A TUTTI DATO DI REALIZZARE NUOVE TAPPE SULLE VIE DEL CIVILE PROGRESSO.
TALE SONO SICURO È IL COMUNE VOTO E TALE È IL MIO PERSONALE AUGURIO CHE SI RIVOLGE FERVIDO E AFFETTUOSO IN QUEST'ORA AD OGNI ITALIANO ENTRO E FUORI DEI CONF1NI DELLA PATRIA."
Repubblica,  ha preparato una pagina con tutte le Presidenze che si sono succedute dal 1948 ad oggi e con tutti i messaggi di fine anno dei vari Presidenti. Non è necessario leggerli tutti, si può facilmente immaginare che siano pieni di incoraggiamento e buone intenzioni, considerato che il Capo dello Stato è al di fuori della querelle politica e può quindi esprimersi con tutta l'enfasi e l'affetto che la sua personalità può esprimere. E, del resto, non può che essere così: una spinta a guardare al futuro con ottimismo e volontà, questo è spesso ciò che deve trasmettere un Capo dello Stato, alimentando questo augurio con la sua personale simpatia e carica umana.
Un aspetto interessante è la tag cloud delle parole più usate in questi messaggi di fine anno. Spicca la parola tutti, seguita a una certa distanza da popolo. Ecco l'elenco delle prime cinque parole, tratto dall'articolo di Repubblica:
  • Tutti (457 volte)
  • Popolo (321 volte)
  • Pace (230 volte)
  • Anno (203 volte)
  • Italiano o italiani (182 volte)
Dalla Presidenza di Giovanni Gronchi i messaggi si allungano e compare anche una ripresa filmata dell'evento. Sono i primi anni della televisione. Ecco il messaggio del 1960 di Giovanni Gronchi (cliccare sulla fotografia per accedere alla pagina di quirinale.it con il video).




fonte quirinale.it
Sempre più spesso, il ruolo del Presidente, nel suo messaggio augurale di fine anno, è quello di confortare e spronare, di essere un punto di riferimento imparziale per le cose fatte e quelle ancora da fare, anello di congiunzione tra politica e cittadini, al di là delle appartenenze individuali. E' così anche l'ultimo discorso del Presidente Giorgio Napolitano, che potete leggere e vedere in questa pagina, e di cui riporto un breve passo:


"Buona sera a voi che siete in ascolto.
Nel rivolgervi, mentre sta per concludersi il 2009, il più cordiale e affettuoso augurio, vorrei provarmi a condividere con voi qualche riflessione sul difficile periodo che abbiamo vissuto e su quel che ci attende. Un anno fa, molto forte era la nostra preoccupazione per la crisi finanziaria ed economica da cui tutto il mondo era stato investito. La questione non riguardava solo l'Italia, ma avevamo motivi particolari di inquietudine per il nostro paese.
Oggi, a un anno di distanza, possiamo dire che un grande sforzo è stato compiuto e che risultati importanti sono stati raggiunti al livello mondiale: non era mai accaduto nel passato, in situazioni simili, che i rappresentanti degli Stati più importanti, di tutti i continenti, si incontrassero così di frequente, discutessero e lavorassero insieme per cercare delle vie d'uscita nel comune interesse, e per concordare le decisioni necessarie. Proprio questo è invece accaduto nel corso dell'ultimo anno. L'Italia - sempre restando ancorata all'Europa - ha dato il suo apprezzato contributo, con il grande incontro del luglio scorso a L'Aquila, e ha per suo conto compiuto un serio sforzo.
Dico questo, vedete, guardando a quel che si è mosso nel profondo del nostro paese. Perché, lo so bene, abbiamo vissuto mesi molto agitati sul piano politico, ma ciò non deve impedirci di vedere come si sia operato in concreto da parte di tutte le istituzioni, realizzandosi, nonostante i forti contrasti, anche momenti di impegno comune e di positiva convergenza. Nello stesso tempo, nel tessuto più ampio e profondo della società si è reagito alla crisi con intelligenza, duttilità, senso di responsabilità, da parte delle imprese, delle famiglie, del mondo del lavoro.
Perciò guardiamo con fiducia, con più fiducia del 31 dicembre scorso, al nuovo anno."

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