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lunedì 10 febbraio 2014

Quanto può influire il Presidente della Repubblica su inizio e fine di un governo? Friedman e le consultazioni anticipate Napolitano-Monti

Sul sito della Presidenza del Consiglio alla pagina Formazione del Governo  si legge:
 L'art.92 della Costituzione disciplina la formazione del Governo con una formula semplice e concisa: "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri".
E ancora:
Questa fase consiste essenzialmente nelle consultazioni che il Presidente svolge, per prassi costituzionale, per individuare il potenziale Presidente del Consiglio in grado di formare un governo che possa ottenere la fiducia dalla maggioranza del Parlamento. Questo meccanismo viene attivato, ovviamente, ogni qualvolta si determini una crisi di governo per il venir meno del rapporto di fiducia o per le dimissioni del Governo in carica. 
Ma, se una crisi di governo non c'è ancora, un Presidente della Repubblica quante consultazioni può avviare per stabilire la nascita di un nuovo esecutivo? Oppure può anche causare una crisi? L'intervista di Alan Friedman, per il suo nuovo libro, a Prodi, De Benedetti e Monti  mostra come ben prima dell'aumento vertiginoso dello spread, cioè nell'estate del 2011, e prima della crisi di governo, ci furono contatti tra Napolitano e l'ex premier, che precedettero la nomina a senatore a vita e l'incarico di governo agli inizi di novembre. Per una volta tanto Forza Italia ha ragione   nel chiedere
se sia rispettoso della Costituzione e del voto degli italiani preordinare un governo che stravolgeva il responso delle urne, quando la bufera dello spread doveva ancora abbattersi sul nostro Paese.

giovedì 30 gennaio 2014

Impeachment di Napolitano: annuncio in Aula del M5S

Questa mattina il capogruppo al Senato del M5S Santangelo ha presentato la denuncia per la messa in stato d'accusa del Presidente della Repubblica Napolitano "concernente il reato di attentato alla Costituzione Repubblicana" come è scritto sul blog di Grillo, e ancora:
Il Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano, nell'esercizio delle sue funzioni, ha violato - sotto il profilo oggettivo e soggettivo, e con modalità formali ed informali - i valori, i principi e le supreme norme della Costituzione repubblicana. Il compimento e l'omissione di atti e di fatti idonei ad impedire e a turbare l'attività degli organi costituzionali, imputabili ed ascrivibili all'operato del Presidente della Repubblica in carica, ha determinato una modifica sostanziale della forma di stato e di governo della Repubblica italiana, delineata nella Carta costituzionale vigente. Si rilevano segnatamente, a seguire, i principali atti e fatti volti a configurare il reato di attentato alla Costituzione, di cui all'articolo 90 Cost.




mercoledì 1 gennaio 2014

Dalle parole ai fatti, la retorica nei discorsi pubblici: il messaggio di fine anno di Napolitano

In questi ultimi tempi capita non raramente di incontrare parole infarcite di pura retorica quando si leggono o ascoltano discorsi di uomini delle istituzioni o di politici in genere. Probabilmente è la drammatica situazione a richiederlo. Tanto più le condizioni economiche e sociali di una popolazione sono tragiche, quanto più i politici sentono di doverla rassicurare  (e la popolazione sente di dover essere rassicurata). La facilità della vicinanza e della generosità a parole rende conto dell'enorme diffusione di questi discorsi retorici e spesso vuoti, fatti magari anche in buona fede, ma che non hanno quasi nessuna consistenza.
Sembra non sfuggire a questo giudizio, a parer mio, nemmeno il messaggio di fine anno del Capo dello Stato. Nonostante l'innovazione di una rubrica delle lettere al Presidente, appare stridente il contrasto tra le richieste più che legittime che i cittadini inviano alle istituzioni e quello che le istituzioni rispondono. Dico quello che le istituzioni rispondono non solo a parole, perchè a parole le cose sembrano così semplici. Date un po' un'occhiata ai romanzi di fantascienza, o ai programmi dei partiti -che è più o meno lo stesso- e vi renderete conto della facilità con cui si fanno le cose a parole.

sabato 20 aprile 2013

Dei Presidenti della Repubblica con la garanzia inclusa

Si sostiene a gran forza da molte parti che il prossimo Presidente della Repubblica dovrà essere un Presidente di garanzia. Il fatto stesso di aver riproposto Napolitano da parte di destra e sinistra lascia immaginare che lo sia stato, che non veniamo da un settennato di non garanzie e che quindi, paradossalmente, potremo sopportare anche un Capo dello Stato di non garanzia.

Questa storia della garanzia  quasi come, se non funzionasse, ce ne potessero dare un altro, è piuttosto fragile. Sono pochi i Presidenti del passato eletti alla prima votazione, a significare un'ampia convergenza. Ognuno lo è perchè alla fine c'è una maggioranza che fa quello che vuole.
Infatti, l'unica garanzia che i partiti chiedono a un Capo dello Stato è che non nuoccia alla propria parte politica. Non veniamo a raccontarci favole sul Presidente che deve unire, che deve rappresentare tutti gli italiani, perchè se così fosse lo faremmo semplicemente scegliere a quegli stessi italiani che dovrebbe rappresentare, senza lasciare il compito ai partiti.

giovedì 18 aprile 2013

Elezione del Presidente della Repubblica: diretta streaming

E' arrivato il gran giorno, alle 10:00 si comincia. Non è la semplice elezione di un Presidente della Repubblica. Da chi sarà il nuovo Capo dello Stato dipenderà la composizione del nuovo governo e le cose che si potranno fare. La parola cambiamento si è molto svalutata  ultimamente, quindi non c'è da farsi illusioni perchè viene usata anche se il tempo è sempre lo stesso. Toccherà come al solito agli elettori dare l'impulso, se i politici non ci riusciranno.
Intanto, eccovi le elezioni del Presidente della Repubblica.



Risultato della prima votazione. Non avendo ricevuto nessuno i 2/3 dei voti occorre ripetere:



credits camera.it


sabato 13 aprile 2013

Ecco i 10 nomi per la Presidenza della Repubblica scelti dal M5S

Attacco hacker a parte sembra che il sito di Beppe Grillo in questi giorni abbia qualche problema, forse legato ai server. Comunque la seconda votazione è buona e dovrebbe ricalcare, grosso modo, la prima. Quasi 50.000 iscritti hanno partecipato a questa prima selezione. I 10 nomi scelti per il Quirinale sono:



- Bonino Emma
- Caselli Gian Carlo
- Fo Dario
- Gabanelli Milena Jola
- Grillo Giuseppe Piero detto Beppe
- Imposimato Ferdinando
- Prodi Romano
- Rodotà Stefano
- Strada Luigi detto Gino
- Zagrebelsky Gustavo
Dal 15 aprile, gli stessi che li hanno proposti potranno votare uno fra questi 10 nomi che rappresenterà il candidato alla Presidenza della Repubblica che sarà votato dai parlamentari 5 stelle e, si spera, a seconda del nome, anche da altri. 
Molti si chiedono se la scelta degli iscritti del M5S possa rappresentare l'Italia. Ma Bersani e Berlusconi, chiusi  in una stanza, siamo sicuri che la rappresentano di più? Forse da queste elezioni per il Quirinale si potrà capire se seguirà una legislatura di cambiamento, come invocato e affermato da tutti, oppure una di compromesso.



image credit beppegrillo.it

venerdì 12 aprile 2013

Le relazioni dei 10 saggi a Napolitano. I testi completi

Questa mattina, i dieci saggi che hanno dato vita ai due gruppi di lavoro voluti da Giorgio Napolitano hanno consegnato al Capo dello Stato le loro relazioni. Una delle due, quella riguardante l'Agenda possibile, è piuttosto corposa. Dopo aver ringraziato le personalità che hanno risposto alla sua chiamata e aver ribadito quanto espresso dai dieci sui limiti del loro intervento e sul non voler interferire con il lavoro delle istituzioni, il Presidente della Repubblica ha dichiarato di voler consegnare questi lavori al suo successore e alla pubblica opinione, affinchè possano essere valutati obbiettivamente da tutti.
Il Presidente ha precisato che l'istituzione di questi due gruppi di lavoro rappresenta
 il contributo conclusivo - alla vigilia del compimento del mio mandato e della scelta del nuovo Presidente - che sono stato in grado di dare alla soluzione del problema del governo dopo le elezioni del 24 febbraio.
Pur notando l'estremo tentativo di Napolitano di avvicinare le forze politiche in campo senza andare nuovamente alle elezioni, cosa che del resto non avrebbe potuto fare, sembra di scorgere, considerata anche l'assenza di esponenti vicini al M5S tra i dieci, un tentativo di avvicinamento solo dei due principali partiti escludendo, di fatto, il M5S sia dall'avvicinamento sia da un incarico a loro affidato.



Tutti i grandi elettori, regione per regione, per l'elezione del Presidente della Repubblica. Un'infografica

L'articolo 83 della Costituzione precisa come si deve svolgere l'elezione del Presidente della Repubblica:
Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.
All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato.
L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.

lunedì 31 dicembre 2012

Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: messaggio di fine anno 2012. Diretta streaming

Questo è l'ultimo messaggio di fine anno di Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica italiana in carica. Nel maggio del prossimo anno, infatti, scadrà il suo mandato, essendo stato eletto, dopo 4 scrutini, il 16 maggio del 2006. In questa pagina di Wikipedia viene ripercorso l'andamento dei quattro scrutini che hanno portato all'elezione di Giorgio Napolitano.
Per chi volesse seguire il messaggio del Capo dello Stato che, come noto avviene a reti unificate a partire dalle 20:30, sono disponibili i tre canali Rai, tutti e tre con una diretta streaming. Anche il sito del Quirinale ne trasmette una sul canale Youtube della Presidenza della Repubblica.


mercoledì 5 dicembre 2012

Intercettazioni Capo dello Stato: la Consulta dà ragione a Napolitano

La Corte Costituzionale dà ragione al Presidente della Repubblica e ritiene che le intercettazioni tra Napolitano e Mancino, ancorchè indirette e casuali e soprattutto irrilevanti, che riguardano il Capo dello Stato devono essere immediatamente distrutte.
Ricorda la Consulta che due soltanto sono i casi in cui il Capo dello Stato può essere messo in stato di accusa o possono essere autorizzate intercettazioni o qualsivoglia atto di indagine, cioè l'alto tradimento e l'attentato alla Costituzione, e solo dopo che la Consulta stessa ne abbia "disposto la sospensione dalla carica".
Il conflitto di poteri sollevato da Napolitano, stante l'irrilevanza delle intercettazioni testimoniata dallo stesso Procuratore della Repubblica di Palermo, era, a detta del Capo dello Stato, in difesa delle prerogative e del ruolo della figura del Presidente della Repubblica, e non per difendere chi ricopre temporaneamente l'incarico.

sabato 17 novembre 2012

Elezioni regionali il 10 marzo 2013. Attesa per le politiche

Conclude proprio così il Presidente della Repubblica:
In proposito si ricorda che il Capo dello Stato aveva rilevato, il 3 novembre scorso, la carenza, fino a quel momento, di condizioni oggettive e di "motivazioni plausibili" per un'anticipazione sia pur lieve della convocazione delle elezioni politiche. Si attende [neretto mio] dunque il verificarsi delle condizioni opportune per la decisione che la Costituzione riserva al Capo dello Stato.
Le condizioni opportune, a quanto è dato capire, sono date dalla riforma di questa benedetta legge elettorale. In pratica, dato che le elezioni regionali di Lombardia, Lazio e Molise si terranno il 10 marzo 2013, se per quella data sarà pronta la nuova legge elettorale si potrà procedere, forse, all'accorpamento delle elezioni regionali e politiche, altrimenti no.
Il leggero spostamento da febbraio a marzo delle regionali è comunque interpretato come segno di disponibilità a riunire regionali e politiche.

La scelta è scaturita oggi dall'incontro delle prime quattro cariche dello Stato: Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera e Presidente del Consiglio.
La preoccupazione del Capo dello Stato riguarda, per intanto,  la legge di stabilità e la legge di bilancio. Chiaramente, non si può andare allo scioglimento delle Camere senza averle approvate. Ma, nello stesso tempo, Napolitano vuole anche la legge elettorale, per cui le ipotesi di un election day sono fortemente legate a questo secondo traguardo.
Molti hanno notato come le forze politiche hanno,  di volta in volta, opinioni diverse e contraddittorie sull'accorpamento delle elezioni, spesso a distanza di pochi mesi. Potenza della situazione contingente. Comunque, una classe dirigente responsabile farebbe di tutto per risparmiare soldi, 50 o 100 milioni che siano, senza curarsi troppo delle proprie convenienze personali. Staremo a vedere.
Qui il comunicato del Quirinale. C'è anche un breve video del momento dell'incontro.



image credit quirinale.it

domenica 13 maggio 2012

Grillo, Napolitano e il boom: aperta un'inchiesta sui commenti offensivi al Capo dello Stato

Dopo le amministrative del 6 e 7 maggio qualche giornalista ha chiesto al Presidente Napolitano di esprimersi sul cosiddetto boom del Movimento 5 Stelle di Grillo, al che il Presidente ha risposto: "Il boom io ricordo quello degli anni '60...altri boom non ne vedo"


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