Così oggi riflettendo sul perchè strillare o urlare o piangere mitigasse il dolore, mi sono chiesto se questo effetto è reale o è una sorta di effetto placebo. Che poi anche l'effetto placebo è "reale".
Ma è sicuramente lo stesso effetto del ridere: entrambi coinvolgono i muscoli respiratori, assomigliano a una ginnastica, in un caso (ridere) sono brevi e intense aspirazioni, nell'altro (urlare) brevi espirazioni con chiusura dell'epiglottide e creazione di una pressione endotoracica positiva.
Insomma, così come il riso aumenta la circolazione e stimola la produzione di endorfine, lo stesso accade anche con le altre manifestazioni.
E ci trovo dunque una relazione con quello che sostengo sempre: ridere o urlare o piangere è come agire, quando agire non è possibile. E dall'agire noi traiamo benessere. Ci deve essere un premio, se agire è la cosa più importante per noi animali.
E allora anche parlare, è un po' come agire, perchè la parola è un sostituto motorio [1].
Così mi spiego il mugugnìo di chi deve obbedire e non può replicare, o del consolidamento della satira. E' cioè un leggero palliativo quando non è possibile agire come si vorrebbe.