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martedì 13 aprile 2010

Sindrome di Williams e stereotipi

credit geneticsf
Via Galileonet scopro  questo lavoro pubblicato su Current Biology[1]. Dei bambini affetti da sindrome di Williams giudicano delle vignette con disegni etnici (uomini e donne) assegnandogli un valore positivo o negativo senza riguardo alla nazionalità dei soggetti, mentre dei bambini di controllo dimostrano di preferire i disegni che ritraggono individui della propria etnia. Le persone affette da sindrome di Williams non presentano fobia sociale, sono molto socievoli e hanno un comportamento amichevole indistintamente verso tutti. Però anche loro, pur non differenziando in base all'etnia, differenziano in base al genere sessuale. Gli autori dunque ipotizzano due diversi circuiti cerebrali collegati allo stereotipo, uno legato al genere sessuale e uno legato all'etnia. Proprio quest'ultimo potrebbe essere mediato dagli stessi meccanismi presenti nella  fobia sociale e che sono assenti negli affetti da sindrome di Williams.

Alcune considerazioni aggiuntive.
La sindrome di Williams rappresenta una patologia grave e, a causa del  tratteggio disinvolto fatto sopra, come ad esempio l'estrema socievolezza e facilità nei rapporti, non vorrei ve ne foste fatti un'idea sbagliata. Questa malattia genetica comporta notevoli problemi cardiocircolatori tra i quali uno dei più importanti è la stenosi sopravalvolare aortica, oltre a squilibri del tono muscolare e della sensibilità delle articolazioni, cui segue una difficoltà deambulatoria, e a tutta un'altra serie di complicazioni diffuse in tutto il corpo.
Inoltre, questi soggetti, insieme a un moderato ritardo mentale presentano una notevole  espressività verbale. Non un'intelligenza verbale vera e propria ma una brillantezza, dell'eloquio, anche se spesso inappropriata e ridondante,  una loquacità fluente anche se prolissa e spesso fintamente adulta.
Forse è dalla compresenza di queste due caratteristiche -ritardo mentale e preservata competenza verbale- che deriva l'assenza di fobia sociale che interessa invece gli individui non affetti dalla sindrome. 
Da approfondire.

[1]  Andreia SantosAndreas Meyer-Lindenber  and Christine Deruelle ,Absence of racial, but not gender, stereotyping in Williams syndrome children, Current Biology, Volume 20, Issue 7, R307-R308, 13 April 2010  doi:10.1016/j.cub.2010.02.009

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