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Alcune considerazioni aggiuntive.
La sindrome di Williams rappresenta una patologia grave e, a causa del tratteggio disinvolto fatto sopra, come ad esempio l'estrema socievolezza e facilità nei rapporti, non vorrei ve ne foste fatti un'idea sbagliata. Questa malattia genetica comporta notevoli problemi cardiocircolatori tra i quali uno dei più importanti è la stenosi sopravalvolare aortica, oltre a squilibri del tono muscolare e della sensibilità delle articolazioni, cui segue una difficoltà deambulatoria, e a tutta un'altra serie di complicazioni diffuse in tutto il corpo.
Inoltre, questi soggetti, insieme a un moderato ritardo mentale presentano una notevole espressività verbale. Non un'intelligenza verbale vera e propria ma una brillantezza, dell'eloquio, anche se spesso inappropriata e ridondante, una loquacità fluente anche se prolissa e spesso fintamente adulta.
Forse è dalla compresenza di queste due caratteristiche -ritardo mentale e preservata competenza verbale- che deriva l'assenza di fobia sociale che interessa invece gli individui non affetti dalla sindrome.
Da approfondire.
[1] Andreia Santos, Andreas Meyer-Lindenber and Christine Deruelle ,Absence of racial, but not gender, stereotyping in Williams syndrome children, Current Biology, Volume 20, Issue 7, R307-R308, 13 April 2010 doi:10.1016/j.cub.2010.02.009
