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martedì 15 aprile 2014

Renzi e le nomine: rivoluzione o restaurazione? Due parole sui nominati

Come accade alla squadra che cambia allenatore o qualche giocatore, che sembra già convinta di aver vinto tutto, così tutta questa euforia per la girandola di nomi alla guida  delle partecipate mi pare esagerata, in linea con la tendenza del nuovo esecutivo all'enfasi del cambiamento che, tutto sommato, forse è solo apparenza.
Così, tanto per rompere le uova nel paniere, mi sono andato a spulciare alcune notizie in giro qua e là. Per carità, non sono rivelazioni divine, ma se penso alla retorica che accompagna con tanto di fanfara ogni singolo vagito del neo-presidente (e dei suoi seguaci), mi pare uno spunto buono per riflettere, se poi tutta questa ventata di novità c'è, se era meglio il passato, tutto sommato, o se è solo una specie di make-up e, sotto, tutto rimane come prima (o peggio).

mercoledì 29 gennaio 2014

Redditi e patrimoni dei manager pubblici italiani

Forse è soltanto al contribuente ingenuo e un po' invidioso che il mondo delle istituzioni pubbliche sembra tutto dorato. A cominciare dalle pensioni d'oro per finire con gli stipendi d'oro di politici e manager pubblici, all'occhio del cittadino il lucente metallo sembra farla da padrone tra i dipendenti dello Stato, pare costituire il tratto comune di un mondo che non risente della crisi  ma continua imperterrito per la sua strada, incurante di ciò che accade intorno, quasi come se le sue fondamenta fossero costruite sul granito (o sull'oro). Tale convincimento è reso con un termine che gode di ampia diffusione di questi tempi, casta, al quale si associano varie altre categorie tutte rigorosamente d'oro.
Non sfugge a questa sensazione la non rapida occhiata all'elenco che condivido qui sotto, che ha pubblicato il Fatto Quotidiano. Tecnicamente si chiama Pubblicità della situazione patrimoniale di titolari di cariche elettive e direttive di alcuni enti e viene compilato, in ritardo, in base alla legge 5 luglio 1982, n. 441. Il bollettino è del 2012 e riguarda i redditi complessivi del 2011 di chi ricopre cariche pubbliche, non solo quelli derivanti dallo stipendio che percepiscono per la carica che ricoprono ma anche dalla loro attività privata, compresa la loro situazione patrimoniale sia mobiliare che immobiliare e la carica o le cariche che ricoprono.

mercoledì 1 febbraio 2012

Limite massimo retribuzioni dirigenti pubblici: provvedimento del Governo

Una cosa che molti sapevano e che moltissimi fanno a casa propria, sembra finalmente essere stata presa in considerazione dal Governo che, occorre ricordare, è formato da tecnici, studiosi e professori che dovrebbero sapere come funzionano le cose e quello che occorre per cercare di risolvere i problemi. Mi riferisco ovviamente alla grave crisi economica che l'Italia può superare tranquillamente e certamente lo farà, ma che  per il momento ci attanaglia e costringe chi governa ad iniziative sgradevoli, una delle quali però non ancora presa, anche se doveva essere la prima. Mi riferisco esattamente a questo: quando in famiglia calano le entrate si fanno sacrifici, a cominciare da mamma e papà. In politica è esattamente il contrario: chi ha responsabilità (mamma e papà) i sacrifici li fa per ultimo, forse. 
Un sintomo di un possibile cambiamento di registro è dato dal provvedimento trasmesso dal Presidente Monti a Camera e Senato, che inizia così: "Il contenimento dei costi della burocrazia contribuirà cosi a rafforzare il credito di fiducia che i Paesi dell'Eurozona e gli investitori internazionali decideranno di accordare all'Italia nei mesi a venire." Ma non solo i paesi dell'eurozona, anche dei cittadini italiani.
Ecco di seguito il comunicato stampa rilasciato sul sito del Governo, intitolato:

giovedì 25 agosto 2011

A proposito di tagli alla politica: quanto guadagnano i dirigenti pubblici?

Forse al di là dei sacrosanti ritocchi agli stipendi di ministri e parlamentari sarebbe necessario intervenire anche su quello degli alti dirigenti pubblici, cariche non elettive che però quanto a stipendio non hanno niente da invidiare a quelle dei politici.
Milena Gabanelli e Bernardo Iovine, non nuovi a questo genere di inchieste, presentano sul Corriere uno spaccato di una situazione altrettanto grave, che ha a che fare con i doppi stipendi degli alti dirigenti pubblici. Si tratta dei famosi fuori ruolo, un dirigente pubblico prestato ad altro incarico che, ovviamente, non perde il vecchio posto, ma che però non perde neppure lo stipendio: infatti continua a percepirlo pur non svolgendo più quel compito!
Solo tra i magistrati ci sono 300 casi. E' scandaloso che, penso unico paese al mondo, quel dirigente pubblico che è chiamato presso un ministero o un'authority, passi che  non perda il posto (cosa giusta), continui a percepire lo stipendio di un lavoro che non svolge più, perchè chiamato appunto ad altro incarico. E possono anche fare carriera e avere promozioni, in quel lavoro che temporaneamente non svolgono.
Alcuni esempi? 
Antonio Catricalà è fuori ruolo dal Consiglio di Stato da sempre, è stato capo gabinetto di vari ministri di schieramenti opposti, poi all'Agcom, fino al 2005 segretario della presidenza del Consiglio con Berlusconi, quindi nominato presidente dell'Antitrust. Non ricopre la carica in Consiglio di Stato, ma ciononostante nel 2006 da consigliere diventa presidente di sezione, e senza ricoprire quel ruolo incassa uno stipendio di 9.000 euro netti al mese che si aggiungono ai 528.492,67 annui dell'Antitrust.
Due cose sono da osservare, per me. Una, ovviamente, l'indecenza di percepire uno stipendio per un lavoro che non si sta svolgendo (se sei presidente dell'Antitrust non puoi prendere anche lo stipendio di consigliere di Stato, ruolo che non stai svolgendo), ma c'è anche da considerare l'elevato stipendio: quasi 529 mila euro, molto più di un parlamentare. E ancora
Consigliere di Stato è anche Donato Marra: percepisce 189.926,38, più un'indennità di funzione di 352.513,23 perché è alla presidenza della Repubblica.
 Il dottor Paolo Maria Napolitano oltre allo stipendio di consigliere di Stato in fuori ruolo, prende 440.410,49 come giudice della Corte costituzionale. Anche Lamberto Cardia, magistrato della Corte dei conti fuori ruolo, è stato 13 anni alla Consob, ma il 16 ottobre del 2002 è stato nominato presidente di sezione, «durante il periodo in cui è stato collocato fuori ruolo», specifica l'ufficio stampa della Corte dei conti, «ha percepito il trattamento economico di magistrato, avendo l'emolumento di 430.000 euro corrisposto dalla Consob, natura di indennità».
 Tanto per avere un'idea di quali siano gli emolumenti di pari dirigenti a livello europeo
 il presidente della Consob spagnola prende 162.000 euro l'anno, quello delle telecomunicazioni 146.000, non un euro in più, e nessun magistrato prestato ad altre funzioni mantiene il posto e tantomeno lo stipendio.
Ma altri collezionano stipendi ancora più consistenti. Il Sole 24 Ore nel luglio 2009 presenta una lista degli stipendi dei dirigenti di società a parziale o totale partecipazione pubblica

  • Francesco Guarguaglini, presidente e ad di Finmeccanica, 5 milioni e 560 mila euro
  • Fulvio Conti di Enel, 3 milioni 236 mila euro
  • Paolo Scaroni, ad e dg dell'Eni, con 3 milioni e 77 mila euro
  • RobertoPoli, presidente Eni, 1.131.000 euro
  • Pietro Gnudi, presidente Enel 923 mila euro
  • Massimo sarmi, ad Poste Italiane, 900 mila euro
Per chi volesse dare un'occhiata, qui una tabella con gli stipendi dei primi 100 top manager pubblici. In quest'altra pagina invece, il servizio di Report sui Fuori Ruolo, andato in onda nel dicembre 2010. C'è anche il testo completo. Altra osservazione sensata che facevano Gabanelli e Iovine è il fatto che le privatizzazioni o comunque la vendita del patrimonio pubblico finisce sempre per essere un affare redditizio per chi compra e una rimessa per chi vende, cioè lo Stato (cioè noi). Ma questa è ancora un'altra storia.

Ecco, per finire,  una tabella con gli stipendi dei dirigenti pubblici ministeriali, pubblicata su Oggi.it nel maggio 2010, in occasione di un'altra manovra di Tremonti.


fonte oggi.it

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