Inchiesta di Amalia De Simone del Corriere su mafia e giochi legali. Da un documento dell'imprenditore Renato Grasso condannato per mafia emerge il sistema che la mafia utilizza per ripulire il denaro. Il settore dei giochi, con i suoi 80 miliardi di fatturato, è una vera e propria miniera d'oro per le cosche. Qui l'articolo.
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martedì 21 febbraio 2012
lunedì 5 settembre 2011
Rischio estinzione per i ricchi: solo lo 0,01% dei contribuenti dichiara sopra 500 mila euro
Secondo quanto affermato da Tremonti in quel di Cernobbio e riferito dal Corriere, in Italia c'è un serio rischio estinzione per i ricchi: solo 796 contribuenti dichiarano sopra 1 milione di euro di redditi mentre sarebbero 3.641 quelli che dichiarano sopra i 500 mila euro.
Se non fosse che ci sono già molte cose che fanno ridere ci si aggiungerebbe anche questa. Ma il troppo ridere fa male.
Tanto per fare un confronto, negli Stati Uniti, che hanno un Pil circa 8 volte quello italiano, i contribuenti che dichiarano sopra 1 milione di dollari sono più di 235 mila (qui, qui).
In Gran Bretagna, che ha un Pil paragonabile al nostro, ve ne sono 6000 che dichiarano sopra 1 milione di sterline e 16 mila tra 500 mila sterline e 1 milione (qui).
Come si vede, il rischio è reale.
giovedì 25 agosto 2011
A proposito di tagli alla politica: quanto guadagnano i dirigenti pubblici?
Forse al di là dei sacrosanti ritocchi agli stipendi di ministri e parlamentari sarebbe necessario intervenire anche su quello degli alti dirigenti pubblici, cariche non elettive che però quanto a stipendio non hanno niente da invidiare a quelle dei politici.Milena Gabanelli e Bernardo Iovine, non nuovi a questo genere di inchieste, presentano sul Corriere uno spaccato di una situazione altrettanto grave, che ha a che fare con i doppi stipendi degli alti dirigenti pubblici. Si tratta dei famosi fuori ruolo, un dirigente pubblico prestato ad altro incarico che, ovviamente, non perde il vecchio posto, ma che però non perde neppure lo stipendio: infatti continua a percepirlo pur non svolgendo più quel compito!
Solo tra i magistrati ci sono 300 casi. E' scandaloso che, penso unico paese al mondo, quel dirigente pubblico che è chiamato presso un ministero o un'authority, passi che non perda il posto (cosa giusta), continui a percepire lo stipendio di un lavoro che non svolge più, perchè chiamato appunto ad altro incarico. E possono anche fare carriera e avere promozioni, in quel lavoro che temporaneamente non svolgono.
Alcuni esempi?
Antonio Catricalà è fuori ruolo dal Consiglio di Stato da sempre, è stato capo gabinetto di vari ministri di schieramenti opposti, poi all'Agcom, fino al 2005 segretario della presidenza del Consiglio con Berlusconi, quindi nominato presidente dell'Antitrust. Non ricopre la carica in Consiglio di Stato, ma ciononostante nel 2006 da consigliere diventa presidente di sezione, e senza ricoprire quel ruolo incassa uno stipendio di 9.000 euro netti al mese che si aggiungono ai 528.492,67 annui dell'Antitrust.
Due cose sono da osservare, per me. Una, ovviamente, l'indecenza di percepire uno stipendio per un lavoro che non si sta svolgendo (se sei presidente dell'Antitrust non puoi prendere anche lo stipendio di consigliere di Stato, ruolo che non stai svolgendo), ma c'è anche da considerare l'elevato stipendio: quasi 529 mila euro, molto più di un parlamentare. E ancora
Consigliere di Stato è anche Donato Marra: percepisce 189.926,38, più un'indennità di funzione di 352.513,23 perché è alla presidenza della Repubblica.
Il dottor Paolo Maria Napolitano oltre allo stipendio di consigliere di Stato in fuori ruolo, prende 440.410,49 come giudice della Corte costituzionale. Anche Lamberto Cardia, magistrato della Corte dei conti fuori ruolo, è stato 13 anni alla Consob, ma il 16 ottobre del 2002 è stato nominato presidente di sezione, «durante il periodo in cui è stato collocato fuori ruolo», specifica l'ufficio stampa della Corte dei conti, «ha percepito il trattamento economico di magistrato, avendo l'emolumento di 430.000 euro corrisposto dalla Consob, natura di indennità».
Tanto per avere un'idea di quali siano gli emolumenti di pari dirigenti a livello europeo
il presidente della Consob spagnola prende 162.000 euro l'anno, quello delle telecomunicazioni 146.000, non un euro in più, e nessun magistrato prestato ad altre funzioni mantiene il posto e tantomeno lo stipendio.
Ma altri collezionano stipendi ancora più consistenti. Il Sole 24 Ore nel luglio 2009 presenta una lista degli stipendi dei dirigenti di società a parziale o totale partecipazione pubblica
- Francesco Guarguaglini, presidente e ad di Finmeccanica, 5 milioni e 560 mila euro
- Fulvio Conti di Enel, 3 milioni 236 mila euro
- Paolo Scaroni, ad e dg dell'Eni, con 3 milioni e 77 mila euro
- RobertoPoli, presidente Eni, 1.131.000 euro
- Pietro Gnudi, presidente Enel 923 mila euro
- Massimo sarmi, ad Poste Italiane, 900 mila euro
Per chi volesse dare un'occhiata, qui una tabella con gli stipendi dei primi 100 top manager pubblici. In quest'altra pagina invece, il servizio di Report sui Fuori Ruolo, andato in onda nel dicembre 2010. C'è anche il testo completo. Altra osservazione sensata che facevano Gabanelli e Iovine è il fatto che le privatizzazioni o comunque la vendita del patrimonio pubblico finisce sempre per essere un affare redditizio per chi compra e una rimessa per chi vende, cioè lo Stato (cioè noi). Ma questa è ancora un'altra storia.
Ecco, per finire, una tabella con gli stipendi dei dirigenti pubblici ministeriali, pubblicata su Oggi.it nel maggio 2010, in occasione di un'altra manovra di Tremonti.
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| fonte oggi.it |
giovedì 30 giugno 2011
domenica 19 giugno 2011
Tempo di crisi, ma non per i costi della politica
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| credit levithans |
Dice Sergio Rizzo sul Corriere che l'anno scorso Tremonti, nella manovra finanziaria, voleva far passare il taglio del 50% dei rimborsi elettorali (cresciuti dal 1999 al 2008 del 1110%) ma che ha dovuto sbattere contro la dura realtà della resistenza dei partiti della maggioranza se è vero che in seconda istanza la percentuale di taglio è scesa al 20% e poi è finita al 10%. I partiti non rinunciano ai loro introiti: non è forse vero che, a quanto affermano, la politica ha un costo?
Questo costo, però, è troppo elevato.E non gli è andato meglio dal punto di vista dei tagli alle spese di palazzo Chigi, che sta per la Presidenza del Consiglio. Anche qui voleva riportare un po' d'ordine nelle spese, letteralmente fuori controllo, ma non c'è stato niente da fare.
Ogni volta che se ne parla ci s'indigna, poi però finisce tutto lì. E' ammirevole che Tremonti abbia intenzione di mettere mano alle spese della politica, il minimo da fare in qualunque momento ma più che mai ora, in piena recessione economica. Dove cominciare? Due voci sono state già citate, ma ve ne sono altre.
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| credit il jester |
Per esempio, i voli di stato. Dice Rizzo che, nel 2005
gli aerei di Stato del 31° stormo dell’Aeronautica toccarono il record di 7.723 ore di volo. Due anni dopo, durante il governo Prodi, grazie a una direttiva draconiana del sottosegretario Enrico Micheli erano scesi a 3.902.
Però poi, nel 2008, il Governo prodi cadde e tornò Berlusconi e
quella direttiva è stata prontamente abrogata e nel 2009 le ore di volo per le sole «esigenze di Stato» sono arrivate a 5.931, ma con un governo ridotto a 61 elementi. Cioè, 97 ore e 15 minuti a testa.
L'aumento pro capite, rispetto al Governo Prodi, è stato del 154% e le ore di volo degli aerei di Stato è passato dalle 494 ore al mese nel 2009 alle 507 del 2010. Alla faccia della crisi. Il costo di tutto questo? si chiede Rizzo: ignoto!
Ma torniamo a Palazzo Chigi. Quanti sono e quanto costano tutti gli staff di Palazzo Chigi? Mentre alla prima domanda non è facile rispondere alla seconda, ovvero quanto costano, Rizzo risponde che, nel 2010, il costo degli staff
aveva superato di slancio 27,5 milioni, con un aumento del 26 per cento.
Ma non è finita qui. Secondo previsioni, anche le spese di affitto degli uffici della Presidenza del Consiglio lievitano: da 10 a 13,7 milioni di euro. E così dicasi anche per la recente decisione di avere due capi ufficio stampa, non uno solo, e i sottosegretariati concessi ai Responsabili, costo calcolato dall'Espresso in 3 milioni di euro l'anno.
Tremonti voleva, in questo suo slancio economizzatore, toccare anche il Parlamento, allineando gli stipendi alla media europea. Eh si, perchè gli stipendi dei nostri parlamentari sono ovviamente molto più alti della media europea. Volete qualche cifra?
- 54 milioni e mezzo in affitti
- spese correnti del 2010 per la Camera: 1 miliardo e 59 milioni
- spese previste per il 2011 per la Camera: 1 miliardo e 83 milioni (24 milioni di aumento: +2,26%)
- e per il 2012 è previsto un aumento del 2,3% (altri 25 milioni)
- le spese del Senato passano da 576 milioni nel 2010 a 594 milioni nel 2011, con un aumento del 3,6%
- in più, la Camera ha a disposizione 20 auto blu e 28 autisti per 63 deputati che ne hanno diritto
È mai possibile che in Lombardia un dipendente regionale costi 21 euro a ogni cittadino contro i 70 della Campania? E i 173 del Molise? O i 353 della Sicilia? È mai possibile che sia ancora in vigore una regola che consente a chi è stato parlamentare ma anche consigliere regionale di incassare ben due vitalizi, uno del Parlamento e uno della Regione?
Si domanda Sergio Rizzo, e noi con lui. Vitalizi da oltre 9 mila euro (lordi) al mese. Vitalizio significa per tutta la vita. E uno di questi vitalizi spetta anche all'ex Governatore del Lazio Piero Marrazzo: circa 4 mila euro mensili. L'Unica Regione a eliminarlo (comunque dalla prossima legislatura) è stata l'Emilia Romagna.
Insomma, si sia in piena crisi o col vento in poppa, le spese per la classe politica aumentano sempre. I nostri governanti, nazionali o locali che siano, trovano sempre il modo di far fruttare al massimo il loro impegno in politica, breve o lungo che sia stato. Penso sia uno degli investimenti più redditizi al mondo, almeno in Italia, anche alla luce delle enormi somme che si spendono in campagna elettorale anche per cariche a 1500-2000 euro al mese. Se la classe politica vuole riconquistare un minimo di fiducia e, soprattutto, se vuole risollevare le sorti dell'economia italiana, il dimezzamento dei costi della politica è un passaggio fondamentale. Potrebbe perfino essere il leit motiv di una campagna elettorale, magari delle elezioni anticipate.
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sabato 18 giugno 2011
Classifica di chi paga più tasse in Italia
Il Corriere, a firma Sergio Rizzo, pubblica un articolo con i dati forniti dall'Ifel, il Centro Studi dell'associazione dei comuni italiani (Anci), sulla classifica delle tasse pagate dai comuni italiani nel 2009. Al primo posto figura 1° Basiglio (Mi) con una media di 9774 euro pro capite e all'ultimo Vel Rezzo (Co) con 190 euro pro capite. Tra i capoluoghi di provincia spicca al 1° posto Milano, con 6357 euro e all'ultimo Andria con 1081.
E purtroppo, come nota Rizzo,
Com'era prevedibile, la classifica degli 8.094 comuni è divisa a metà: quella superiore è dominata dal Nord, quella inferiore dal Sud.
Una dimostrazione del doppio passo dell'economia italiana
di come il Paese sia economicamente spaccato in due (gli ultimi dati dell'Istat dicono che nel 2010 il Mezzogiorno è rimasto praticamente fermo, mentre il Nord Est cresceva a un ritmo superiore al 2%).
venerdì 17 giugno 2011
Santoro live da Bologna: Signori tutti in piedi! Entra il lavoro
Il Corriere trasmette Santoro in diretta da Bologna nel suo Signori entra il lavoro! Tutti in piedi. Clicca sull'immagine per la diretta.
Qui il sito di Tutti in piedi, con una nuova pagina della diretta. Clicca sull'immagine per la diretta.
venerdì 10 giugno 2011
Il Giornale e Libero: adesso Vendola abbraccerebbe quei "fratelli" nomadi?
Così il Giornale
Vendola abbraccerebbe anche quei nomadi che hanno ucciso il 28enne?
e così Libero
dopo i noti fatti di cronaca, in cui quattro nomadi in fuga con un'auto rubata uccidono un incolpevole automobilista, a cui così risponde Pierluigi Battista sul Corriere
Sarebbe come se una banda di criminali del nord facesse una rapina al sud e ci scappasse il morto: sarebbero contenti se si dicesse, i "fratelli" di Bossi uccidono un passante? dice Battista. La politica non c'entra. Siamo sicuri? Certo, non c'entra fino a ritenere che qualcuno che difende le minoranze oppresse possa minimamente gioire per fatti delittuosi. Però la cosa, secondo me, non è così semplice. Bisogna chiedersi dove nasce la criminalità, quali sono i margini di intervento, quanto le minoranze accettino e desiderino l'integrazione, oltre a domandarsi e a intervenire su chi deve accettarli e integrarli.
Non è giusto, ovviamente, addossare la colpa a tutta la comunità nomade, nè tanto meno a chi la difende dalle ingiustizie (in questo caso Vendola), così come non piace a noi italiani essere definiti con i soliti stereotipi dagli stranieri (pizza, mafia e mandolino) per colpa di alcuni, ma bisogna che i politici di sinistra comprendano che l'integrazione e l'accettazione degli stranieri, dell'altro, passa per l'assenza di pericolosità, e questo passa per l'adozione della strategia migliore per convivere: cercare l'integrazione o cacciarli? Non si può addossare sempre e comunque la colpa di ostacolare la convivenza a chi ospita, specie se chi è ospitato è uso a delinquere. E' quello il primo versante su cui intervenire, altrimenti popolazioni come i rom saranno destinate ad essere rimpallate tra un paese e l'altro, per finire forse, come i pellerossa, nelle riserve e alcuni cittadini italiani saranno costretti a pagare costi evitabili.
mercoledì 10 novembre 2010
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