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venerdì 28 giugno 2013

Aumentano le marche da bollo e aumenta la spesa pubblica

Nonostante le promesse ripetute a ogni piè sospinto le imposte vengono aumentate. In maniera silente, a volte impercettibile, altre volte in maniera plateale (e-cig), ma comunque lo spostamento di IMU e IVA (per ora solo spostamento, ricordo) è finanziato dai contribuenti. Oltre quanto ricordato in precedenza su sigarette elettroniche e aumenti degli acconti di Irpef, Irap e Ires tocca anche alle imposte di bollo, le cosiddette marche da bollo, che da 1,81 e 14,62 euro passano, rispettivamente, a 2 e 16 euro, a partire dal 26 giugno.
L'aumento è giustificato dai maggiori oneri della ricostruzione degli edifici privati in Abruzzo del dopo terremoto 2009. Qui, sul sito della Cgia di Mestre, è possibile leggere il documento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Ricordo, en passant, insieme al Fatto Quotidiano, che nonostante l'austerity la spesa pubblica è aumentata nel 2012 rispetto al 2011 di 0,7 punti (circa 11 miliardi di euro, qui i dati Eurostat) mentre il Pil, nello stesso periodo, è diminuito del 2,4% (qui dati Eurostat).
Intanto, l'accorpamento delle province è fermo, con i suoi 500 milioni di risparmi, per non parlare di un'abolizione completa, che porterebbe 2 miliardi di risparmi (secondo il Fatto cit.).

giovedì 27 giugno 2013

Aumento degli acconti Irpef e delle sigarette elettroniche per finanziare lo slittamento dell'Iva

Ci costa salato il solo rinvio dell'aumento dell'Iva: la copertura di questo slittamento a ottobre, circa 1 miliardo, verrà da aumenti delle tassazioni sulle sigarette elettroniche (imposta pari al 58,5% del prezzo di vendita), un aumento dell'anticipo di novembre di Irpef e Irap  che passano dal 99% al 100% e dell'Ires che passa dal 100% al 101%. (dati di Corriere, Repubblica e Il Sole 24 Ore).
Quasi nulli  i tagli di spesa. Ancora una volta, questi apparenti benefici (IMU e IVA) non sono regalati agli italiani ma venduti a caro prezzo, sotto forma di aumento delle imposte su alcuni prodotti (e-cig) e sull'aumento degli acconti (Irpef, Irap e Ires).
Tutto questo, comunque, non garantirà che alla scadenza non si dovranno pagare.

mercoledì 2 gennaio 2013

Imposta sui conti correnti e sui prodotti finanziari: le novità del 2013

Spesso le novità in senso impositivo, di questi tempi, sono sempre negative per il contribuente. Non fa eccezione il 2013 per quanto riguarda conti correnti, libretti di deposito e  conto titoli. Se per i conti correnti bancari e i libretti di deposito rimane invariata l'imposizione revisionata nel 2012, già introdotta dal Governo Monti a fine dicembre 2011, il 2013 vede l'ingresso di  nuovi aumenti e di una novità: gli aumenti sul conto titoli, cioè l'insieme di azioni e obbligazioni che si possiedono e le polizze assicurative, e la novità dell'imposizione sulle transazioni finanziarie, cioè l'acquisto dei titoli.
Tutto questo insieme di nuove e vecchie imposizioni, escluse le transazioni finanziarie, sono stimate in un aumento di 118 euro annui per famiglia da Federconsumatori.
Riporto di seguito un breve diagramma riepilogativo basato su un articolo di Italia Oggi:

lunedì 9 gennaio 2012

Quanti giorni lavoriamo per pagare le tasse?

credit diadelcontribuyente.org
Il Tax Freedom Day è il giorno dell'anno dal quale, teoricamente, si smette di lavorare per il fisco e si comincia a lavorare per sè. Sul Corriere notano che quest'anno dovremo lavorare da 4 a 7 giorni in più rispetto all'anno passato, segno che le imposte sono aumentate. Pubblicano anche  un grafico con le variazioni rispetto al 2011. E così, per fasce di reddito fino a 25.000 euro l'anno, se prima occorrevano 130 giorni di lavoro da dedicare al fisco adesso ce ne vogliono 134 e si pagano in più circa 400 euro l'anno, mentre per fasce di reddito fino 50.000 euro l'anno si passa da 164 a 171 giorni necessari per pagare le imposte, con un aumento di 1.200 euro.
Ma qual è il Tax Freedon Day negli altri paesi? Mi soccorre fisco oggi che pubblica una lista basata sui rapporti di Tax Foundation

  • per gli Stati uniti è il 12 aprile, e il carico fiscale medio è del 28%
  • per India è il 14 marzo, e il carico fiscale medio è del 20%
  • per la Norvegia è il 29 luglio, e il carico fiscale medio è del 56,7%
  • per la Gran Bretagna il 30 maggio
  • per la Spagna il 29 aprile
  • per la Germania l'8 luglio
  • per la Francia il 16 luglio
Certo, al di là dell'effetto annuncio del mostrare i giorni che bisogna lavorare per pagare le tasse conta l'entità dell'imposizione fiscale totale, in Italia non ai livelli più alti in assoluto ma in gran parte gravanti su lavoro e imprese più che sul reddito, incluso quello finanziario. L'amara constatazione, nonostante le rassicurazioni che non ci sarà bisogno di un'altra manovra, è che gran parte del recupero di risorse sia stato spostato sulle maggiori entrate più che sulle minori spese, cosa che non aiuta i consumi e, in definitiva, la ripresa.











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