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martedì 1 ottobre 2013

IVA dal 21 al 22%: tutti i prodotti che aumenteranno

Sabato 17 settembre 2012 l'IVA passava dal 20 al 21%. A distanza di un anno l'imposta subisce un altro aumento passando al 22%. Già un anno fa elencavo tutti i prodotti che sarebbero rincarati in seguito all'aumento dell'aliquota ordinaria. Condivido quell'elenco, per una maggiore consapevolezza degli aumenti di spesa che attendono gli italiani, le cui stime sono pure cresciute da un anno a questa parte, dai circa 170 euro del 2012 ai circa 300 di quest'anno. Ma si sa, le stime sono stime.
Ecco l'elenco dei prodotti con aliquota ordinaria che passerà dal 21 al 22%, fornito da Infoiva su dati dell'Ufficio Studi di Confcommercio.

sabato 28 settembre 2013

Letta chiede la fiducia: salta lo slittamento IVA e l'aumento torna da ottobre. Bozza del decreto

Balletto di decisioni da parte del governo: prima circola una bozza di decreto che fa slittare l'aumento IVA al 1° gennaio 2014 ma introduce, da ottobre, un aumento di 2 centesimi delle accise sulla benzina e un aumento delle aliquote IRES-IRAP poi, dopo la minaccia di dimissioni dei parlamentari PdL, in Consiglio dei Ministri  Letta blocca tutte le decisioni in attesa di una verifica della fiducia.
E così l'aumento IVA dal 1° ottobre diventa inevitabile. Non che la cura approntata dal governo fosse migliore: al posto di un aumento IVA c'era infatti un aumento di tutto quello che era possibile aumentare, benzina e aliquote. Ma la decisione riflette la fragilità di questa legislatura, così totalmente incentrata sulle vicende del Cavaliere da non tener conto di nient'altro. Gli scontri più accessi tra i due partiti che reggono la maggioranza riguardano quasi sempre Berlusconi, che finisce con il diventare una spada di Damocle sulla testa di chiunque faccia accordi con lui, compresi gli stessi parlamentari del PdL.

mercoledì 18 settembre 2013

Dalla padella alla brace: se al posto dell'IMU arriva l'aumento IVA

I quotidiani oggi riportano indiscrezioni sul probabile aumento dell'IVA a partire dal 1° ottobre [Repubblica, Corriere, La Stampa]. Il Ministro Saccomanni dice che non è possibile attuare entrambe le misure (eliminare l'IMU e non aumentare l'IVA) senza sconvolgere i conti, specialmente alla luce dei rimproveri del Commissario UE Olli Rehn.
Viene da chiedersi, potendo scegliere, se era meglio l'IMU o è meglio il -probabile- aumento dell'IVA dal 21 al 22%.
Secondo un calcolo della Cgia di Mestre,  l'aumento dell'IVA costerebbe ai consumatori 1 miliardo quest'anno e 4,2 miliardi nel 2014, posto che i consumi rimangano invariati. Nel dettaglio, per il 2013 l'aumento medio dei costi per una famiglia di 3 persone sarebbe di 88 euro, mentre per una di 4 di 103  ma, se consideriamo l'incidenza dell'aumento per il 2014, il prossimo anno le cifre dovrebbero più che quadruplicare passando a 352 e 412 per una famiglia di 3 e 4 persone e a parità di consumi, cosa di cui è lecito dubitare (con buona pace per gli introiti dello Stato).

sabato 29 giugno 2013

Storia dell'IVA: 40 anni di aumenti dell'imposta sul valore aggiunto

Recentemente la Cgia di Mestre ha osservato come l'IVA, l'imposta sul Valore Aggiunto, sia passata dal 12% del 1973 all'attuale 21%. Nove punti percentuali in 40 anni sembrano tanti e, come affermato sul comunicato stampa, costituiscono un piccolo record tra le grandi nazioni della zona euro. Bisogna considerare però che l'IVA, introdotta nel 1973, sostituiva un'altra imposta, l'IGE (imposta generale sulle entrate) la quale, a sua volta, dal 1940 ne sostituiva un'altra, l'imposta unica sugli scambi commerciali. L'IGE, pur con un'aliquota inferiore a quella dell'IVA, era ritenuta un'imposta dal carattere distorsivo perchè non essendo deducibile da parte di fabbricanti e commercianti era considerata insieme alla parte imponibile e faceva aumentare il prezzo dei beni ad ogni passaggio. Diversamente dall'IGE l'IVA ricade unicamente sul consumatore, visto che la filiera produttiva può compensare l'imposta a credito con quella a debito.
A parte queste considerazioni è da osservare il lento ma inesorabile effetto dell'IVA che, pur non essendo così distorsivo come l'IGE, i suoi effetti recessivi è comunque in grado di manifestarli. Ecco la storia delle aliquote IVA dal 1973 ai giorni nostri (basata sulla voce omonima di it.wikipedia):

  • 1973 - 12%
  • 1977 - 14%
  • 1980 - 15%
  • 1982 - 18%
  • 1988 - 19%
  • 1997 - 20%
  • 2011 - 21%

giovedì 27 giugno 2013

Aumento degli acconti Irpef e delle sigarette elettroniche per finanziare lo slittamento dell'Iva

Ci costa salato il solo rinvio dell'aumento dell'Iva: la copertura di questo slittamento a ottobre, circa 1 miliardo, verrà da aumenti delle tassazioni sulle sigarette elettroniche (imposta pari al 58,5% del prezzo di vendita), un aumento dell'anticipo di novembre di Irpef e Irap  che passano dal 99% al 100% e dell'Ires che passa dal 100% al 101%. (dati di Corriere, Repubblica e Il Sole 24 Ore).
Quasi nulli  i tagli di spesa. Ancora una volta, questi apparenti benefici (IMU e IVA) non sono regalati agli italiani ma venduti a caro prezzo, sotto forma di aumento delle imposte su alcuni prodotti (e-cig) e sull'aumento degli acconti (Irpef, Irap e Ires).
Tutto questo, comunque, non garantirà che alla scadenza non si dovranno pagare.

lunedì 26 marzo 2012

L'aumento Iva non porta i risultati sperati: a gennaio 2012 diminuiscono le entrate dell'imposta sul valore aggiunto

Nel Bollettino delle Entrate tributarie del mese di gennaio 2012 pubblicato dal Dipartimento delle Finanze si osservano alcune cose.
Nel gennaio 2012 sono entrati nelle casse dello Stato 32,68 miliardi di euro, +4,5% su gennaio 2011 (+1,4 miliardi). Ma a cosa si deve questo aumento?

  • Imposte dirette   21,87 miliardi pari a +2,3%
  • Imposte indirette   10,81 miliardi pari a +9,2%

La tabella riassume la composizione delle entrate dirette in confronto al 2011.

Si nota che, nonostante le sbandierate diminuzioni del Pil,  c'è stato un aumento della raccolta tributaria, che è probabilmente da imputare ad aumenti di imposizioni e aliquote.
Ma la parte più interessante viene dalle imposte indirette come l'Iva.
Tra la raccolta delle imposte indirette nel gennaio 2012 quella relativa all'Iva è stata di 5,39 miliardi di euro così suddivisi:

venerdì 30 settembre 2011

Conseguenze dell'aumento dell'Iva dal 20 al 21%: com'è che i prezzi aumentano più dell'Iva? Come va fatto l'aumento Iva?

Le Associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra. E giustamente. Come riporta il Corriere oggi e come segnalato sui siti delle associazioni, all'aumento di 1 punto percentuale dell'Iva non corrisponde l'aumento di 1 punto percentuale del prezzo delle merci (misura già abbondante rispetto a quella effettiva) ma può arrivare anche a un 7% in più (Iva, rincari boom). Molti altri sono i casi di aumenti non giustificabili con l'aumento di 1 punto dell'Iva, su prezzi che le varie associazioni hanno verificato sul campo.

credit adoc
Ma come dovrebbe essere fatto un aumento Iva secondo le regole? L'aumento dell'Iva, che significa appunto imposta sul valore aggiunto, è un'imposta che si applica al prezzo netto della merce. L'Iva per le aziende non è un costo mentre lo è invece per il consumatore finale. Appunto perchè imposta sul valore aggiunto va calcolata sugli imponibili al netto dell'Iva. Questo, rispetto al prezzo finale, si riduce ad un aumento inferiore all'1% e cioè circa allo 0,83%. Quindi, per sapere di quanto deve aumentare una qualsiasi merce soggetta all'aliquota del 21% basterà applicare un aumento dello 0,83% sul prezzo finale precedente. In pratica, nell'esempio della tabella sopra, il prezzo del cd musicale a 19,40 euro, in seguito all'aumento dell'Iva diventerà

19,40 + (0,83) 19,40/100 = 19,56


L'1% sul prezzo finale è un'approssimazione in eccesso, ma serve ad orientarsi. Di seguito una tabella (con dati arbitrari) di come dovrebbe essere fatto l'aumento e di alcuni possibili errori.



Quindi, tutti gli aumenti superiori allo 0,83% sul prezzo finale non sono imputabili all'aumento dell'Iva.

venerdì 16 settembre 2011

IVA al 21%: ecco tutti gli aumenti a partire da sabato 17 settembre


source todosobreiva

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze comunica che il decreto-legge 13 agosto 2011 n.138, recante "Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo", con le modifiche apportate dalla legge di conversione 14 settembre 2011 n. 148, è stato inviato per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale di domani 16 settembre 2011. 
Così un comunicato stampa del Ministero dell'Economia e delle Finanze. In sostanza questo significa che oggi c'è la pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale e domani, sabato 17 settembre, entrano in vigore gli aumenti dell'Iva dal 20 al 21%. 
Secondo quanto riporta il Corriere, che offre le stime di alcune associazioni, l'aumento di spesa per ogni famiglia italiana andrebbe dai
123 euro calcolati dalla Cgia di Mestre ai 173 da Federconsumatori e Adusbef fino ai 500 euro che preoccupano le catene di distribuzione come la Coop.
Sta di fatto, se è vero che per il prossimo anno il governo si aspetta 4,2 miliardi dal solo aumento dell'Iva, che su qualcuno peseranno. Interessante anche la lista di prodotti sui quali graverà l'aumento. Riprendo l'elenco fornito da Infoiva su dati dell'Ufficio Studi di Confcommercio, che è un po' quello utilizzato da tutti i siti
- Televisori e prodotti per l’home entertainment – Macchine fotografiche e videocamere
- Computer desktop, portatile, palmare e tablet – Autocaravan, caravan e rimorchi
- Imbarcazioni, motori fuoribordo ed equipaggiamento barche – Strumenti musicali
- Giocattoli, giochi tradizionali ed elettronici – Articoli sportivi
- Manifestazioni sportive e parchi divertimento – Stabilimento balneare
- Piscine, palestre e altri servizi sportivi – Articoli di cartoleria e cancelleria
- Pacchetti vacanza
- Automobili, ciclomotori e biciclette
- Trasferimento proprietà auto e moto
- Affitto garage, posti auto e noleggio mezzi di trasporto – Pedaggi e parchimetri
- Apparecchi per la telefonia fissa, mobile e telefax – Servizi di telefonia fissa, mobile e connessioni internet – Tabacchi
- Abbigliamento e calzature
- Rasoi elettrici, taglia capelli, phon – Articoli per la pulizia e per l’igiene personale – Profumi e Cosmetici
- Gioielleria e orologeria
- Valigie e borse e altri accessori
- Servizi di parrucchiere
- Servizi legali e contabili
- Mobili e articoli per illuminazioni
- Biancheria e tessuti per la casa
- Frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, forno – Piccoli elettrodomestici per la casa
- Piatti, stoviglie e utensili per la casa – Detergenti e prodotti per la pulizia della casa – Carburanti
- Caffè
- Bevande gassate, succhi di frutta e bevande analcoliche – Liquori, superalcolici, aperitivi alcolici – Vini e spumanti.

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