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lunedì 19 marzo 2012

Lo pseudo caso della "Rai vietata ai minori" di Libero contro Freccero

imagecredit alessiotondi.it
Devo dire che proprio non ce l'ho fatta. E' colpa mia, lo so, ma forse sono troppo vecchio. Ho provato a guardare su Youtube qualche filmato di Fisica o Chimica, la serie Tv che va in onda su Rai 4 sia alle alle 9 di mattina che alle 13 e 45, ma ho resistito solo per pochi minuti.

Il caso nasce da un articolo su Libero con un titolo francamente esagerato: Porno Rai in fascia protetta: droga, sesso, ammucchiate
Di solito i titoli così sparati servono a nascondere articoli fiacchi o argomenti che avrebbero scarsa eco. Definire porno un programma in onda sulla Rai, in qualsiasi fascia oraria, oltre che operazione chiaramente poco aderente al vero è già accalappiare lettori. Se poi ci metti che l'autore dell'articolo Francesco Borgonovo telefona all'oggetto delle sue critiche  Carlo Freccero, definito "uno che non si degna di  comparire in una frase se ad accompagnarlo non c’è la parola «genio»" [fonte Libero Quotidiano], registrando la telefonata all'insaputa del suo interlocutore [telefonata qui] si capisce come la polemica sia bella e che servita.

venerdì 10 giugno 2011

Il Giornale e Libero: adesso Vendola abbraccerebbe quei "fratelli" nomadi?

Così il Giornale

Vendola abbraccerebbe anche quei nomadi che hanno ucciso il 28enne?


e così Libero

dopo i noti fatti di cronaca, in cui quattro nomadi in fuga con un'auto rubata uccidono un incolpevole automobilista, a cui così risponde Pierluigi Battista sul Corriere


Sarebbe come se una banda di criminali del nord facesse una rapina al sud e ci scappasse il morto: sarebbero contenti se si dicesse,  i "fratelli" di Bossi uccidono un passante? dice Battista. La politica non c'entra. Siamo sicuri? Certo, non c'entra fino a ritenere che qualcuno che difende le minoranze oppresse possa minimamente gioire per fatti delittuosi. Però la cosa, secondo me, non è così semplice. Bisogna chiedersi dove nasce la criminalità, quali sono i margini di intervento, quanto le minoranze accettino e desiderino l'integrazione, oltre a domandarsi e a intervenire su chi deve accettarli e integrarli.
Non è giusto, ovviamente, addossare la  colpa a tutta la comunità nomade, nè tanto meno a chi la difende dalle ingiustizie (in questo caso Vendola), così come non  piace a noi italiani essere definiti con i soliti stereotipi dagli stranieri (pizza, mafia e mandolino) per colpa di alcuni, ma bisogna che i politici di sinistra comprendano che l'integrazione e l'accettazione degli stranieri, dell'altro, passa per l'assenza di pericolosità, e questo passa per l'adozione della strategia migliore per convivere: cercare l'integrazione o cacciarli? Non si può addossare sempre e comunque la colpa di ostacolare la convivenza a chi ospita, specie se chi è ospitato è uso a delinquere. E' quello il primo versante su cui intervenire, altrimenti popolazioni come i rom saranno destinate ad essere rimpallate tra un paese e l'altro, per finire forse, come i pellerossa, nelle riserve e alcuni cittadini italiani saranno costretti a pagare costi evitabili.

lunedì 27 dicembre 2010

Uno strano editoriale: "...che coso m'avrebbe dato un carcio in der posto, iè risulta?"

C'è uno strano editoriale di Belpietro riferito a Fini, su Libero di oggi. Strano non è forse la parola adatta, riferita a quanto Belpietro scrive abitualmente su Fini, ma strano è l'intreccio che vi è ipotizzato. La notizia è nota: Belpietro comincia così
"Girano strane voci a proposito di Fini. Non so se abbiano fondamento, se si tratti di invenzioni oppure, peggio, di trappole per trarci in inganno."
In sostanza, Belpietro dice: qualcuno, fededegno, ma che non vuole apparire, anzichè andare dai carabinieri va da lui, e gli spiattella questa storia, che ci dovrebbe essere un attentato ai danni di Fini in aprile, che qualcuno avrebbe pagato 200 mila euro un manovale della criminalità in quel di Andria, e che bisognava addossare la colpa ad ambienti vicini al Presidente del Consiglio.
Belpietro riferisce anche un'altra storia, in cui una signora di professione "escort" afferma di avere avuto incontri con  "un tizio in tutto e per tutto uguale a Gianfranco Fini", si noti la clausola di cautela.
Non ho potuto fare a meno di associare questo editoriale a quest'altro editoriale, dal minuto 4.30 in avanti, ma comunque, dato che ci siete, godetevelo tutto.

"Onorevole Bottijone, ho letto un articolo che 'o riguardava, in cui diceva che lei ha sentito che Gasparri ha detto che Mastella ha sentito che Storace ià detto che coso m'avrebbe dato un carcio in der posto: iè risulta?" [min. 4.30]


 

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