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domenica 25 marzo 2012

Cernobbio: scambio di battute fuori onda tra Monti, Fini, Camusso e Sangalli

Spesso noi immaginiamo che le persone famose, politici, professori o artisti siano, in virtù della loro fama, diverse da noi. Ma non è così. Lo dimostrano queste chiacchiere informali e scherzose tra Monti, Fini, Camusso e Sangalli in un break della riunione di ieri organizzata dalla Confcommercio a Cernobbio.
Una conseguenza possibile del rilevare che sono uguali a noi nei momenti informali è che lo siano anche nei momenti formali, e che quindi esattamente come noi sono soggetti all'errore.
In questo caso, cioè la riforma del lavoro,  non so dire esattamente chi sbaglia, ma propendo per un errore del governo. Si invocano da più parti i benefici di una riforma alla tedesca del mercato del lavoro, ma perchè non adottare anche gli stipendi che prendono i lavoratori in Germania?
Intanto godetevi queste battute tra il quartetto, con didascalia, e filmato,  ripresi da Repubblica, insieme a una piccola certezza: il Parlamento non è impermeabile (bisogna rifare l'isolamento).




Sangalli ironizza con Camusso: "Sei arrivata arrabbiata con me"
Monti: "E mi sembra che riparta senza aver fatto tanto la pace".  
"Il governo ha concluso - ha aggiunto subito Fini - ora tocca al Parlamento come si conviene. E alle parti sociali - ha scherzato - si dà la possibilità... di guardare". 
E la Camusso, con ironia: "Che guardare, premere". 
Poi interviene Monti rivolto al segretario Cgil: "Pensi che il Parlamento sia impermeabile alle parti sociali?". 
E la Camusso: "No, il Parlamento non può essere impermeabile alla vita sociale del Paese". 
E il premier la rassicura: "No, non è impermeabile alla vita sociale" 

sabato 19 novembre 2011

Fini: aboliremo il vitalizio ai parlamentari. Da una promessa all'altra. Il video

Fini: aboliremo il vitalizio ai parlamentari. Al Convegno del Terzo Polo a Verona il Presidente della Camera si lascia andare a dichiarazioni importanti. Mi sembra una buona notizia anche se, per il fatto che forse non si può fare adesso ma si rimanda alla prossima legislatura, perde un po' del suo potenziale impatto. Speriamo che non accada come per le promesse delle proprie dimissioni in caso di dimissioni di Berlusconi, vedi il filmato in fondo tratto da AnnoZero di febbraio.








Thanks Dawtv.

sabato 5 febbraio 2011

Lancio di penne tra Fini e Barbareschi: ecco la foto!


Lancio io? Lanci tu? 
Clamoroso, l'Eco di Paopasc -asc,asc ha la foto del lancio di penne tra Fini e Barbareschi. Un'esclusiva per i suoi lettori.



Non c'è dubbio: sono proprio penne.
E non si dica che l'ambiente non era...bollente, perchè hanno già lanciato.
Qui la notizia.

lunedì 27 dicembre 2010

Uno strano editoriale: "...che coso m'avrebbe dato un carcio in der posto, iè risulta?"

C'è uno strano editoriale di Belpietro riferito a Fini, su Libero di oggi. Strano non è forse la parola adatta, riferita a quanto Belpietro scrive abitualmente su Fini, ma strano è l'intreccio che vi è ipotizzato. La notizia è nota: Belpietro comincia così
"Girano strane voci a proposito di Fini. Non so se abbiano fondamento, se si tratti di invenzioni oppure, peggio, di trappole per trarci in inganno."
In sostanza, Belpietro dice: qualcuno, fededegno, ma che non vuole apparire, anzichè andare dai carabinieri va da lui, e gli spiattella questa storia, che ci dovrebbe essere un attentato ai danni di Fini in aprile, che qualcuno avrebbe pagato 200 mila euro un manovale della criminalità in quel di Andria, e che bisognava addossare la colpa ad ambienti vicini al Presidente del Consiglio.
Belpietro riferisce anche un'altra storia, in cui una signora di professione "escort" afferma di avere avuto incontri con  "un tizio in tutto e per tutto uguale a Gianfranco Fini", si noti la clausola di cautela.
Non ho potuto fare a meno di associare questo editoriale a quest'altro editoriale, dal minuto 4.30 in avanti, ma comunque, dato che ci siete, godetevelo tutto.

"Onorevole Bottijone, ho letto un articolo che 'o riguardava, in cui diceva che lei ha sentito che Gasparri ha detto che Mastella ha sentito che Storace ià detto che coso m'avrebbe dato un carcio in der posto: iè risulta?" [min. 4.30]


 

venerdì 17 dicembre 2010

I fuori onda del Polo

Repubblica TV coglie i fuori onda del vertice del neonato Polo della Nazione, ex "terzista", all'Hotel Minerva.



lunedì 6 dicembre 2010

Adesso c'è un problema: bisogna trovare questo giovane, l'erede di Berlusconi

Sembra di poter dire anche noi: Houston, abbiamo un problema. Ci serve un giovane. Esatto, l'erede di Berlusconi, altrimenti non se ne va. Solo che:  lo troviamo, un giovane, in politica?


fonte Corriere della Sera
E certo che lo troviamo. Viste le età, non dovrebbe essere difficile. L'età media dei nostri parlamentari è di 55,3 anni. Al senato la media è 58,5 e alla Camera 52,2. I più giovani deputati hanno 28 (PD) e 32 (PdL) anni. Sono più di settanta quelli tra 28 e 39 anni, quindi il materiale non manca.
Si vuole il Governo tecnico?
Allora serve uno al di fuori della politica.
Ecco il mio candidato.


fonte dalla rete

Oppure, se si predilige il Berlusconi bis, solo a patto di un grande ringiovanimento, per lo meno così


fonte dalla rete
Ma se ancora, come sovente accade -per amore di polemica- non si trovasse l'accordo, ecco l'uomo che mette d'accordo tutti. Non è più giovanissimo, però è immortale


fonte dalla rete

domenica 5 dicembre 2010

Da Berlusconi a Fini in 4 minuti

I Beautiful Lab colpiscono ancora, con diciassette anni di storia del Centrodestra, amori, popoli, libertà, litigi, separazioni e fughe nel...futuro, tutto il Centrodestra in 4 minuti, non si poteva fare di meglio. Più che mai attuale.



martedì 16 novembre 2010

L'elenco della spesa di Bersani e Fini a Vieni via con me



E così, nonostante le polemiche  e i diktat, i famosi elenchi di Bersani e Fini sono andati in onda. Vediamo  cosa c'era dunque, dentro questi famosi elenchi.

Comincia Bersani, 
con quello che dovrebbe essere il cardine dell'azione politica e il modo di intendere i rapporti sociali e umani di quell'universo inquieto che va sotto il nome di centrosinistra.
"La sinistra è l'idea che se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli puoi fare davvero un mondo migliore per tutti". Ecco il principio cardine, forse un po' retorico, ma i buoni sentimenti lo sono sempre. Però questo principio fondante ribalta il punto di vista classico, quello aggressivo dei nostri mondi capitalistici.
In linea generale noi apparteniamo più alla parte dei deboli che a quella dei forti, nei confronti delle Istituzioni, nei confronti delle grandi aziende, eppure l'appartenere a questa classe non ci rende più consapevoli ma più agguerriti. Comprendere il nostro stato è il primo passo per cercare di cambiare ma è chiaro che è più facile essere egoisti e pensare a sè che aspettarsi il cambiamento dalla collaborazione.
"Nessuno può stare bene da solo. Stai bene se anche gli altri stanno un po' bene. Se pochi hanno troppo e troppi hanno poco l'economia non gira perché l'ingiustizia fa male all'economia". Velato messaggio ai tycoon dell'economia (e anche della politica)? L'attuale sistema di sviluppo del mondo occidentale è basato sull'individualismo. Ognuno intraprende un'attività solo per i benefici economici che porta, e a quel risultato conforma tutto il suo agire. Non è facile dire se è il sistema migliore per tenere unita una nazione. Noto che la Cina, pur non avendo un governo così democratico, alleggerisce le tensioni liberalizzando l'economia, e c'è chi pensa che questo sia il viatico migliore allo sviluppo delle caratteristiche politiche democratiche. Sta di fatto che forse il capitalismo non è l'unico sistema economico possibile. Un paese che abbia raggiunto la stabilità sociale  e democratica forse può permettersi il lusso di non avere più, come unico collante, un modello di sviluppo economico solamente capitalistico.
"Chi non paga le tasse mette le mani nelle tasche di chi è più povero di lui" 
"L'insegnante che insegue un ragazzo per tenerlo a scuola è l'eroe dei nostri tempi" 
"La condizione della donna è la misura della civiltà di un Paese" 
"Infine chi si ritiene di sinistra, chi si ritiene progressista deve tenere vivo il sogno di un mondo in pace"
Ecco, sommariamente, i punti essenziali dell'elenco di Bersani. Le idee contenute non sono nuove, ma questo non significa che siano superate. Vi è una obiettiva difficoltà a metterle in pratica, per l'innato egoismo che ci pervade e per il timore atavico di lasciare una condizione conosciuta, seppure sgradita e provarne una meno conosciuta, ma molto più desiderata. L'elenco completo in questa pagina di Repubblica.

Passiamo all'elenco di Fini.
Fini comincia con un tono patriottico. "Per la destra è bello, nonostante tutto, essere italiani". Un certo tono retorico su Patria e Nazione distingue da sempre la destra, ma non è detto che sia sempre un aspetto deteriore. Solo che spesso il patriottismo insorge come movimento di difesa, quando qualcuno critica la Patria. Come noto, le critiche non piacciono a nessuno, ma non è detto che siano sempre sbagliate. Fare fronte comune quando ti attaccano da fuori e avere un giudizio sempre negativo verso i propri connazionali sono i due  atteggiamenti classici dell'italiano. Forse si può cercare di modulare questo modo di vedere.
"[sono] meritevoli di apprezzamento le imprese e le famiglie che danno lavoro agli immigrati onesti, i cui figli domani saranno anch'essi cittadini italiani perché la patria non è più solo terra dei padri". Si dice spesso che la destra abbia un atteggiamento xenofobo, però bisogna distinguere, almeno in questi ultimi tempi, tra due destre. La destra leghista e quella "progressista". Molti rimproverano a Fini questo suo cambiamento, sia nei confronti degli stranieri che degli omosessuali, per esempio. Mi viene da creare un parallelismo tra le mutazioni del vecchio Partito Comunista e del vecchio Movimento Sociale. Non si può rimanere fossilizzati in atteggiamenti che risentono di tutto il loro carico storico. L'apertura verso i cambiamenti della società e l'allargamento dei diritti (e possibilmente il rispetto dei vecchi doveri) sono condizioni essenziali per non ripetere antichi errori di discriminazione. E questo Fini fa. 
"Destra vuol dire senso dello Stato e dell'etica pubblica". Il primo, come detto, fa parte del dna delle formazioni di destra, il secondo è forse una reazione agli avvenimenti "recenti", al degrado, anche se un certo degrado (vedi Tangentopoli) c'è sempre stato. Non so se oggi ci sia più degrado e meno senso etico o se è lo stesso della Prima Repubblica. Forse oggi, con maggiore indipendenza (e bisognerebbe vedere quanto in buona fede) la magistratura aggredisce i comportamenti illeciti, una volta rotto l'argine con Mani Pulite.
"La destra sa che senza autorevolezza e buon senso delle istituzioni [...] non c'è libertà ma anarchia, prevalenza dell'arroganza e furbizia"
"Lo Stato deve essere efficiente ma non invadente, spendere bene il denaro pubblico senza alimentare burocrazie e clientele"
"La destra vuole un paese in cui chi lavora di più, e meglio, viene pagato di più"
Ed ecco anche i punti essenziali dell'elenco di Fini. A un'occhiata superficiale potrebbe sembrare che questo elenco contenga punti in contrasto con il suo recente passato e che anzi siano nati come conseguenza di quelle frequentazioni. Come accennato, non si può mai dire dove comincia una maturazione personale o dove finisce l'acredine verso gli amici passati. Sta di fatto che queste non sono parole vuote, sotto punti di vista condivisibili. 
L'elenco completo in questa pagina di Repubblica.

Nessuno dei due però ha posto l'accento su un fatto forse essenziale per riguadagnare la fiducia popolare nelle Istituzioni, al di là delle appartenenze di partito.Come dice Grillo: togliamo i soldi dalla politica. Riduciamo sprechi e privilegi, riconquistiamo la semplice passione politica. Lo so che, dopo un certo tempo, le passioni pure cedono il posto agli interessi impuri, però è già troppo tempo che stiamo in questa "impurità", è ora di ricominciare il ciclo.







domenica 7 novembre 2010

Si avvicina la crisi di Governo? Fini e Berlusconi ai ferri corti.

Fini: Berlusconi si dimetta
Berlusconi: no, mi voti contro.




Siamo arrivati ai ferri corti: seppure per via indiretta, i due leader hanno iniziato le stoccate finali, gli ultimi affondi. Il Governo ha le ore contate ma nessuno dei due vuole la responsabilità della crisi e soprattutto vuol sentirsi accusare di aver tradito l'altro. Ridare speranza alla politica, ridare alla patria la possibilità di riscattarsi, ecco gli affondi decisivi di Fini. Il Governo non governa, l'Italia è precipitata in una situazione insostenibile, ergo occorre un rinnovamento e questo, giocoforza, passa per una nuova tornata elettorale. Resta però il dilemma di cosa succederà dopo. Avevo provato qui a delineare degli scenari possibili. Probabilmente, sottotraccia, le opposizioni insieme a Futuro e Libertà hanno sondato il terreno, perchè andare separati contro Berlusconi è andare incontro a sconfitta quasi certa.
Gli eventi precipitano, ed è quello che spesso accade in prossimità del punto critico.Ne avevo parlato qui a proposito di Facebook, ma vale anche in questa occasione.

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