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sabato 23 marzo 2013
venerdì 2 marzo 2012
Tav e no-Tav: chi decide se si fa?
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| imagecredit qn.quotidiano.net |
Uno degli aspetti fondamentali della ventennale questione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione è questo: chi decide se un'opera pubblica si può fare o no?
Una volta che, a torto o a ragione, lo Stato decide di eseguire un'opera, se una parte limitata della cittadinanza si oppone all'esecuzione, che si deve fare?
Si pone cioè il problema del fatto che, se una minoranza fa opposizione, lo Stato deve cedere la propria sovranità o deve imporla?
E' noto che chi voglia protestare o scioperare cerca di avere il massimo della visibilità e di causare il massimo del disagio. Infatti, chi mai si prenderebbe cura di uno che scioperasse nel chiuso di casa sua senza infastidire o informare nessuno? E così, oltre a quello inerente la preminenza su chi deve decidere, c'è il problema di quanto può interferire con gli altri una protesta o una sciopero. Bloccare strade e autostrade, impedire la consegna delle merci, finanche fare resistenza passiva causando disagio agli altri, è lecito oppure è una violazione della libertà altrui? Occorre precisare che quasi tutti quelli che protestano e scioperano attuano o tentano di attuare questi blocchi, tanto che è diventata una prassi abituale, e non solo ovviamente il movimento no-Tav.
giovedì 1 marzo 2012
No-tav a Chianocco (Torino): la polizia irrompe in una pizzeria alla ricerca di pericolosi sovversivi
Certo che non si può dire che la polizia dimostri molto acume nello scovare i pericolosi sovversivi. Sembra la fotocopia di Genova in tono minore. Ma il Ministro dell'Interno che dice?
Altri intanto dice (l'utente che ha postato il filmato su Youreporter) che quella sfondata non era la porta principale, che invece era aperta, ma forse non fa parte dell'addestramento trovare la porta d'ingresso.
Ancora errori.
mercoledì 29 febbraio 2012
Cosa sta succedendo ai No-Tav?
Due filmati girano per la rete e i media. Riguardano la questione della linea ferroviaria ad alta velocità in Valsusa, la cosiddetta Tav. I giornalisti, che forse non sono nè buoni nè cattivi, informano. Del resto, senza di loro (i giornalisti) in quanti saprebbero della protesta dei No-Tav?
Però questi due filmati lasciano un'immagine del movimento un po' offuscata.
Per carità, c'è la tragica situazione di Luca Abbà, al quale tutti augurano la pronta guarigione, c'è pure la frustrazione per la linea ad alta velocità che prosegue i suoi lavori nonostante tutto (o almeno ci prova), però bisognerebbe forse capire meglio chi è e cosa vuole il movimento No-Tav e come spera di ottenere ciò che vuole.
Se pensa di farlo con insulti alle forze dell'ordine e ai giornalisti forse ha sbagliato strategia. Occorre un momento di riflessione.
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