È difficile comprendere il comportamento degli umani, a volte.
Perché ci piacciono Dante e Leonardo? Perché dei bei versi ci fanno sospirare o una trama poliziesca ci appassiona? Perché restiamo estasiati davanti ai capolavori degli artisti?
Ma, ci piacciono veramente? Ho alcuni dubbi.
Ho come la sensazione che per molti di noi, gran parte di quella che chiamiamo attività artistica, non significa molto, ma siccome tutti dicono che è bella così, per non sembrare ignoranti, lo diciamo anche noi.
Cos’è che ci piace nella Divina Commedia? Sapreste dirlo?
E nella Gioconda? In fondo, quando gli umani sono liberi dalle influenze culturali dominanti scelgono anche cose piuttosto kitsch. In televisione, per esempio, non sono le trasmissioni culturali ad andare forte ma quelle trash, basate sul gossip e gli scontri verbali. Anche al cinema si osserva questo effetto. In molti si sentono obbligati ad andare a vedere un film che hanno visto tutti, perché è un capolavoro, ma è un po’ come succede per tante altre cose, le si fanno perché vi è una specie di obbligo sociale a farle, e non per vero interesse. Nè si sottrae a questa tendenza l'acquisto dei libri.
Pure, se richiesti di fornire una ragione delle loro scelte “culturali”, la maggior parte risponde che la loro scelta si basa su un aspetto: la bellezza.
Si, perché le opere d’arte sono belle. Così dicono, almeno.
La bellezza è dunque un discriminante fondamentale, al quale segue il classico “perché mi fa provare delle emozioni, mi smuove qualcosa dentro”. Il bello e l’emozionante, quindi.
L’emozionante, da solo, è ancora arte? Io ritengo che per un grande numero di persone assistere a una operazione chirurgica sia notevolmente emozionante, però ho qualche dubbio che costoro l’assocerebbero a qualcosa di artistico. Forse il tipo di emozione deve essere positiva, per diventare artistica, mentre quelle negative non lo sarebbero mai.
Ma, in quel caso, un’emozione come quella di una vincita in un gioco d’azzardo, che pure è un’emozione positiva, sarebbe arte?
Io dubito che si sarebbe d’accordo nel definirla artistica, una tale emozione.
Ma il bello, perbacco, il bello non è qualcosa di artistico, qualcosa cui noi tendiamo naturalmente?
Allora perché tanti storcono il naso quando qualche avvenente signorina improvvisamente diventa parlamentare? Perché siamo soliti non associare bellezza e intelligenza? Perché quando osserviamo la bellezza di un volto, collegato al resto del corpo, che ottiene successo solo per il fatto che è bello, obiettiamo che la bellezza non è tutto?
Ma, allora, la bellezza è tutto o non è tutto?
Perché per un’opera d’arte la bellezza è uno dei discriminanti più importanti mentre per una persona diventa quasi un marchio di avanzamento di carriera trasversale?