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giovedì 22 marzo 2012

Mohamed Merah, il presunto killer di Tolosa, è stato ucciso

Mohamed Merah alla fine è morto. Aveva  detto che sarebbe morto con le armi pugno e così è stato. Su Le Figarò ripercorrono brevemente gli ultimi istanti

12h05: Claude Guéant donne des précisions sur l'opération: les hommes du Raid sont entrés dans l'appartement par la porte et la fenêtre pour fouiller l'appartement. «Des moyens d'investigation ont été introduits dans la salle de bain, le suspect a surgi de la pièce avec une extrême violence, a-t-il expliqué. Mohamed Merah a sauté par la fenêtre, une arme à la main, en continunant à tirer. Il a été trouvé mort au sol.»
12h00: Sarkozy félicite les forces de l'ordre intervenues à Toulouse
11h40: Les échanges de feu -- 300 cartouches au total -- ont fait trois blessés parmi les policiers, dont un «assez grièvement», selon une source policière.
11h35: Le suspect est mort après avoir résisté aux policiers qui progressaient dans son appartement,confirme une source policière au Figaro.
11h30: De nombreuses rafales de tirs sont entendues dans ce qui semble être l'assaut final.
11h10: Les policiers sont dans l'appartement du suspect où ils progressent «pas à pas», selon une source proche de l'enquête. On ignore si Mohamed Merah est vivant. «Il ne s'est pas manifesté», a dit la même source.
11h00: Le dénouement est en cours, d'après une source proche de l'enquête.
10h45: L'assaut a été donné, après 32 heures de siège. Les hommes du Raid pourraient peut-être se trouver dans l'appartement.Selon notre reporter sur place, la situation semble s'être figée à l'extérieur du bâtiment.

lunedì 12 settembre 2011

Incidente presso centrale nucleare in Francia

Secondo le agenzie di stampa si è verificata un'esplosione nel  sito nucleare francese di Marcoule. Pochi minuti fa, La Stampa riporta che 
l’autorità per la sicurezza nucleare francese ha dichiarato conclusa l’emergenza per l’esplosione di un forno utilizzato per il riciclaggio di scorie a bassa radioattività nell’impianto Centraco di Codolet (Marcoule), sud della Francia, 257 chilometri da Torino. 

Sempre secondo quanto riporta La Stampa, che riferisce le parole di un portavoce di EDF, proprietaria della centrale, si è trattato di un incidente industriale e non di un incidente nucleare. Un comunicato dell'ASN (Autorità Sicurezza Nucleare francese) afferma che l'incidente è terminato

L’accident survenu ce matin dans l’installation nucléaire Centraco située près du site de Marcoule (Gard) est terminé.
L’explosion d’un four servant à fondre les déchets radioactifs métalliques a causé un incendie qui a été maitrisé à 13 h. Le bâtiment concerné n’a pas été endommagé. Aucune contamination n’a été constatée : les blessés ne sont pas contaminés et les mesures réalisées à l’extérieur du bâtiment par l’exploitant et les services publics de pompiers spécialisés n’ont révélé aucune contamination.
Il y a un mort et 4 blessés dont un gravement (brûlures).
Cet accident ne comporte pas d’enjeu radiologique ni d’action de protection des populations.
L’ASN suspend son organisation de crise ; elle reste en contact avec la préfecture du Gard et l’exploitant Socodei. L’ASN réalisera des inspections, en lien avec l’Inspection du travail, pour analyser les causes de l’accident.
Si è trattato, secondo il comunicato, dell'esplosione di un forno di fusione delle scorie  radioattive metalliche. L'incendio è stato domato in alle ore 13  e l'edificio non è stato danneggiato. Non si è rilevata traccia di contaminazione nè nei feriti nè nelle unità di soccorso. Il bilancio delle vittime vede la morte di una persona e il ferimento di altre quattro, di cui uno grave. Non è si è verificato nessun rilascio radioattivo  e quindi non è prevista protezione dalle radiazioni per la popolazione.
Sono previste ispezioni per la determinazione delle cause.


lunedì 29 agosto 2011

Francia: tassare Coca Cola e bibite gassate

Non si capisce bene se questo improvviso interesse per la salute pubblica dei francesi sia una conseguenza della crisi economica  o se sia maturato dopo aver attentamente letto i report internazionali sulle conseguenze del consumo delle bevande zuccherate. La considerazione nasce perchè, di primo acchito, questa tassa sulle bibite, che ricordiamo non riguarderà solo la Coca Cola ma tutte le bibite con zuccheri aggiunti, non sembra così in grado di dissuadere l'acquisto e quindi salvaguardare la salute nazionale, ma pare piuttosto una tassa con un generico appiglio salutista adottata solo per fare cassa. L'aumento sarebbe del 3% sul prezzo delle bibite.

"C'est une mesure de bouc émissaire" [1]

Per Tristan Farabet, della Coca Cola e presidente del Syndicat national delle bevande analcoliche, le bibite diventano in questo modo un capro espiatorio. Egli nota che il consumo delle bevande analcoliche rappresenta il 3,5% di tutte le calorie assunte giornalmente, e che quindi questo non spiega l'accanimento  riservato loro.
Se questa sovrattassa fosse arrivata in un altro momento forse si sarebbe potuto ipotizzare un interesse reale per la salute. Ora come ora sembra uno dei tanti escamotage per fare cassa.


[1] Coca Cola regrette la taxe sur les sodas

martedì 12 aprile 2011

L'Europa, l'Italia e i Migranti

Dice che 20-25 mila sono pochi e possiamo sbrigarcela da soli però, se niente niente proviamo a lasciarli liberi di andare dove vogliono (cioè Francia e Germania) allora no! non vale: loro non li fanno entrare.
Questo, per sommi capi, quello che dicono in Europa, tornando a misurare verdure.
Ma allora, se anche noi non li facessimo entrare?
Non si può.
A chi tocca nun se 'ngrugna, sembra abbia detto la commissaria UE. E stavolta è toccato a noi. In realtà tocca quasi sempre  a noi, con i migranti che vengono dal nord Africa.
Certo che noi  potevamo gridare aiuto anche prima, invece di andare da Gheddafi e fargli risolvere il problema. Adesso in Europa si sono abituati bene, pensano ancora che siamo in buona col Rais.
Ma non è più così.
Per esempio, la Germania, al tempo delle migrazioni in massa dai paesi dell'ex blocco sovietico, per tamponare queste richieste di asilo che fioccavano,  modificò la sua Costituzione. Infatti
Il nuovo articolo 16/a della costituzione stabilisce che non ha diritto all'asilo politico chi è transitato da un paese terzo sicuro (nel quale, cioè, è garantita l'applicazione delle norme della convenzione di Ginevra e della convenzione europea sui diritti dell'uomo), né chi proviene da un paese di origine sicuro (nel quale, cioè, è garantita la tutela contro persecuzioni politiche o trattamenti inumani e degradanti). Il risultato, in Germania, è la riduzione delle richieste d'asilo, già nel 1994, a circa 130.000 (il 70% in meno).[1]
 Eurostat [2], nel 2008, ha fornito la classifica degli stati membri UE con più alto flusso di immigrati:
  • al primo posto la Spagna, con 726 mila ingressi
  • di seguito Germania, Regno Unito e Italia con più di 500 mila ingressi
I flussi di cittadini interni agli Stati membri hanno riguardato soprattutto
  • 384 mila rumeni (di cui il 46% è andato in Italia)
  • 266 mila polacchi (di cui il 45% ha scelto la Germania)
  • 91 mila bulgari
 Non dovrebbero quindi rappresentare numeri particolarmente significativi, i 20-25 mila tunisini già in Italia, sempre ammesso che i nuovi arrivati a Lampedusa vengano rimpatriati secondo gli accordi presi da Maroni con l'omologo tunisino. Anche in considerazione dei flussi che normalmente interessano il nostro paese. Però, è curioso che in Europa  si definisca il numero degli immigrati che interessa l'Italia come non  preoccupante, ma non li si voglia nei loro paesi, giudicando non applicabile il permesso di soggiorno temporaneo approntato dalle autorità italiane.

Ricordo che anche negli anni scorsi, a causa di una consistente  presenza di cittadini rumeni, ben più consistente dei numeri attuali (anche se in quel caso si trattava di forza lavoro, cioè quasi tutti impegnati in attività lavorative, principalmente nell'edilizia), in occasione di fenomeni delittuosi che vedevano coinvolti cittadini rumeni, ci fu una levata di scudi e una richiesta di rimpatrio forzato di quei cittadini rumeni responsabili di atti delittuosi o sospettati di essere ex detenuti o comunque con precedenti penali. 

Certo, l'attuale situazione economica aggrava invece di migliorare le condizioni per un'accoglienza più favorevole. In più, vi è il timore legato ad ingressi comunque massicci di cittadini senza lavoro, senza mezzi di sostentamento e senza alloggio. Credibile che abbiamo come meta finale Francia e Germania, dove sono presenti loro parenti. Chissà se questi esempi di politica estera francese, la velocità di ingresso per mettere in atto la risoluzione dell'Onu, la ferma decisione di non lasciare entrare altri immigrati maghrebini in Francia  e la recente proibizione di indossare il velo integrale sono in realtà  collegati.







[1] Frontiere e controlli migratori tra Germania, Polonia e Repubblica [2] Eurostat: nel 2008 in flessione il tasso di immigrazione in UE

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