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domenica 22 gennaio 2012

Manifestazione della Lega a Milano. La diretta video

Diretta video della manifestazione leghista in Piazza Duomo a Milano, tra passi indietro, aggiustamento delle strategie,  pace fatta tra Bossi e Maroni e opposizione al Governo Monti. Dal Corriere. Cliccare sull'immagine.

imagecredit ilgiorno.it

Diretta finita. Qualcosa è disponibile su Youtube cercando manifestazione Lega Milano e usando il filtro per data caricamento.

mercoledì 19 ottobre 2011

Sulla proposta dei due euro a manifestante: una controproposta

Tra le strategie ipotizzate in questi giorni per impedire episodi violenti come quello del 15 ottobre a Roma, vi è anche quello di una sorta di fideiussione, una garanzia economica di 2 euro a manifestante utilizzabile per ripagare gli eventuali danneggiamenti. La stima dei due euro viene da un calcolo fatto dal Comune di Roma, a quanto riporta il  Corriere, in cui si evidenzia  che una manifestazione di 100 mila persone costa  215 mila euro
 Ed è proprio questa la cifra che potrebbe essere chiesta ai promotori, qualora fosse approvata la proposta del ministro Roberto Maroni di imporre una sorta di fideiussione a chi chiede l'autorizzazione a sfilare o ad organizzare un sit-in. [Corriere cit.]
Bene. Io avrei una controproposta. Siccome parlare sempre di secessione e Padania potrebbe attentare all'unità nazionale, visto che "non c'è un popolo padano" e che "la secessione è fuori dalla storia e fuori dalla realtà del mondo di oggi"  [Giorgio Napolitano sul Corriere] perchè non tassare di 1 euro tutti quelli che pronunciano quelle parole, secessione e Padania, come garanzia contro eventuali disamoramenti fiscali e/o patrii?

venerdì 17 giugno 2011

Prossemica e linguaggio corporeo della conferenza stampa congiunta Berlusconi Maroni

Meglio di mille parole parla il corpo. Noto, in questa conferenza stampa congiunta Berlusconi-Maroni pre-Pontida, che il ministro Maroni tiene il tronco in una posizione discosta da Berlusconi, ha cioè il corpo inclinato nella direzione opposta al premier. Quello che non può fare apertamente, o quasi, a parole lo fa con il linguaggio corporeo. C'è un gelo evidente tra i due, nella direzione Maroni-Berlusconi, evidenziato dall'atteggiamento discosto del Ministro dell'Interno. La lontananza delle posizioni politiche è sottolineata e accentuata dalla lontananza del corpo.



Si guardi, per esempio, questa conferenza congiunta in occasione degli sbarchi di profughi a Lampedusa tenuta in aprile di quest'anno. La posizione di Maroni è normale, a dimostrazione di un maggior affiatamento, di una confluenza d'interessi.

martedì 12 aprile 2011

L'Europa, l'Italia e i Migranti

Dice che 20-25 mila sono pochi e possiamo sbrigarcela da soli però, se niente niente proviamo a lasciarli liberi di andare dove vogliono (cioè Francia e Germania) allora no! non vale: loro non li fanno entrare.
Questo, per sommi capi, quello che dicono in Europa, tornando a misurare verdure.
Ma allora, se anche noi non li facessimo entrare?
Non si può.
A chi tocca nun se 'ngrugna, sembra abbia detto la commissaria UE. E stavolta è toccato a noi. In realtà tocca quasi sempre  a noi, con i migranti che vengono dal nord Africa.
Certo che noi  potevamo gridare aiuto anche prima, invece di andare da Gheddafi e fargli risolvere il problema. Adesso in Europa si sono abituati bene, pensano ancora che siamo in buona col Rais.
Ma non è più così.
Per esempio, la Germania, al tempo delle migrazioni in massa dai paesi dell'ex blocco sovietico, per tamponare queste richieste di asilo che fioccavano,  modificò la sua Costituzione. Infatti
Il nuovo articolo 16/a della costituzione stabilisce che non ha diritto all'asilo politico chi è transitato da un paese terzo sicuro (nel quale, cioè, è garantita l'applicazione delle norme della convenzione di Ginevra e della convenzione europea sui diritti dell'uomo), né chi proviene da un paese di origine sicuro (nel quale, cioè, è garantita la tutela contro persecuzioni politiche o trattamenti inumani e degradanti). Il risultato, in Germania, è la riduzione delle richieste d'asilo, già nel 1994, a circa 130.000 (il 70% in meno).[1]
 Eurostat [2], nel 2008, ha fornito la classifica degli stati membri UE con più alto flusso di immigrati:
  • al primo posto la Spagna, con 726 mila ingressi
  • di seguito Germania, Regno Unito e Italia con più di 500 mila ingressi
I flussi di cittadini interni agli Stati membri hanno riguardato soprattutto
  • 384 mila rumeni (di cui il 46% è andato in Italia)
  • 266 mila polacchi (di cui il 45% ha scelto la Germania)
  • 91 mila bulgari
 Non dovrebbero quindi rappresentare numeri particolarmente significativi, i 20-25 mila tunisini già in Italia, sempre ammesso che i nuovi arrivati a Lampedusa vengano rimpatriati secondo gli accordi presi da Maroni con l'omologo tunisino. Anche in considerazione dei flussi che normalmente interessano il nostro paese. Però, è curioso che in Europa  si definisca il numero degli immigrati che interessa l'Italia come non  preoccupante, ma non li si voglia nei loro paesi, giudicando non applicabile il permesso di soggiorno temporaneo approntato dalle autorità italiane.

Ricordo che anche negli anni scorsi, a causa di una consistente  presenza di cittadini rumeni, ben più consistente dei numeri attuali (anche se in quel caso si trattava di forza lavoro, cioè quasi tutti impegnati in attività lavorative, principalmente nell'edilizia), in occasione di fenomeni delittuosi che vedevano coinvolti cittadini rumeni, ci fu una levata di scudi e una richiesta di rimpatrio forzato di quei cittadini rumeni responsabili di atti delittuosi o sospettati di essere ex detenuti o comunque con precedenti penali. 

Certo, l'attuale situazione economica aggrava invece di migliorare le condizioni per un'accoglienza più favorevole. In più, vi è il timore legato ad ingressi comunque massicci di cittadini senza lavoro, senza mezzi di sostentamento e senza alloggio. Credibile che abbiamo come meta finale Francia e Germania, dove sono presenti loro parenti. Chissà se questi esempi di politica estera francese, la velocità di ingresso per mettere in atto la risoluzione dell'Onu, la ferma decisione di non lasciare entrare altri immigrati maghrebini in Francia  e la recente proibizione di indossare il velo integrale sono in realtà  collegati.







[1] Frontiere e controlli migratori tra Germania, Polonia e Repubblica [2] Eurostat: nel 2008 in flessione il tasso di immigrazione in UE

domenica 10 aprile 2011

Migranti tunisini: ipotesi e qualche fatto

Racconta Giuseppe Sarcina (Io, malmenato dai trafficanti sulla spiaggia di Zarzis), inviato del Corriere in Tunisia, di una brutta disavventura occorsagli ieri sulle rive di Zarzis, uno dei posti dai quali partono i migranti tunisini alla volta di Lampedusa. Fatta di minacce e spintoni da parte di un gruppo di individui, con tutta probabilità trafficanti di esseri umani, criminali che gestiscono la tratta dei migranti.
Quelli che ci hanno bloccato sono trafficanti, poco importa se scafisti, intermediari o semplici galoppini del «servizio sicurezza». Conta che sono i padroni assoluti della spiaggia, che sono sempre più nervosi, forse perché i «clienti» cominciano a scarseggiare, forse perché hanno sentito dire che l'Italia rispedirà indietro gli immigrati.
Ma, quello che più preoccupa e sorprende il giornalista è l'assenza  di forze di polizia. O meglio, ci sono, ma al momento buono "spariscono"
A un certo punto accade una cosa mai vista nell'ultimo mese e mezzo: due jeep della Guardia nazionale si inoltrano nei sentieri sterrati lungo la costa. Fa caldo, ma non è un miraggio. Dove vanno? Proviamo a ragionare. La giornata è cominciata presto. Alle 6 dal porto dei pescatori ha preso il largo una barca con 280 clandestini e, ancora una volta, non si è vista una divisa che fosse una a contrastarli.
Per fortuna finisce bene ma, a quello che racconta Sarcina, non è il solo ad aver subito minacce
In mattinata veniamo a sapere che gli inviati del Tg1, Marilù Lucrezio e l'operatore Stefano Belardini, erano stati ancora una volta minacciati, mentre tornavano instancabili sulla battigia a riprendere «scene di ordinario traffico di esseri umani nella Tunisia meridionale». E la sera prima Chiara Giannini, un'intraprendente collega che lavora per il quotidiano Libero ci aveva fatti preoccupare raccontandoci di un incontro pericoloso con due loschi figuri che volevano soldi in cambio delle foto scattate dal suo gruppo.

Dall'altra parte, sul Mondo di Annibale, Tonino Dorazio (Il boomerang immigrazione) scrive
Dice Noam Chomsky in un decalogo a proposito di disinformazione pilotata: “Creare problemi e poi offrire le soluzioni”. Questo metodo è anche chiamato “problema-reazione-soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare.
E poi fa un collegamento ai fatti nostrani
Ad esempio:  far marcire la situazione a Lampedusa per poi sembrare il salvatore paterno ma risoluto della situazione, e ben orchestrarlo tramite media embedded. Ma qui abbiamo un problema molto più grande del primo teatrino.

Ma chi sono questi tunisini che arrivano a frotte e che le autorità di Tunisi sembra facciano poco per trattenere in patria, o per riaccogliere? L'accordo sottoscritto da Italia e Tunisia  non prevede il rimpatrio di tunisini, se non i pochi ancora presenti a Lampedusa, secondo Francesco Peloso del Mondo di Annibale (La Tunisia e gli accordi con l'Italia), ma solo un generico aumento dei controlli delle autorità tunisine
Gli accordi fra Italia e Tunisia, prevedono che il nostro governo dia 150 milioni – c’è chi dice almeno 180 – alle autorità tunisine da investire nel Paese nord Africano per creare lavoro e sviluppo.
Inoltre
In quanto ai rimpatri l’accordo con Tunisi stabilisce che non rientrano nell’intesa tranne per qualche centinaio di tunisini rimasti a Lampedusa al momento della firma. Solo questi ultimi sono stati riportati a casa con alcuni voli, la richiesta della Tunisia era inoltre che l’operaizone rientro in in Patria senza grande clamore, cioè senza manifestazioni propagandistiche da parte italiana.
 Anche Sky Tg 24 (Rimpatri e permessi) ribadisce i termini dell'accordo tra Maroni e il suo omologo tunisino

La Tunisia dice no ai rimpatri massicci per i 20 mila sbarcati a Lampedusa quest'anno ma si impegna a rafforzare i controlli per evitare nuove partenze e ad accettare la riammissione rapida delle persone che arriveranno in Italia dopo l'entrata in vigore del decreto che concede il permesso di soggiorno temporaneo di sei mesi.
Chissà perchè però l'accordo sul rimpatrio vale per i nuovi arrivi e non per quelli già arrivati. La strategia del Governo italiano è stata quella di concedere un permesso temporaneo per permettere ai migranti di raggiungere le loro destinazioni europee, Francia soprattutto, naufragato però per l'opposizione francese ad accoglierli.
Si sostiene che 20 mila migranti non siano poi così tanti e che sarebbe facile distribuirli sul territorio italiano. Opposizioni e organismi non profit criticano aspramente sia l'operato del Governo sia l'atteggiamento ideologico che sta dietro questo operato. Ma una domanda è pur sempre lecita: che succederà a questi 20 mila, visto  che non potranno essere rimpatriati, o che non potranno raggiungere le loro mete francesi, qui in Italia, se non dovessero trovare un'occupazione? Dovranno essere mantenuti a vita? Oppure diventeranno manovalanza per la criminalità? O saranno lasciati a se stessi, in condizioni di degrado e facili vittime di approfittatori o degli istinti più bassi? Il degrado delle condizioni in cui si vive influisce anche sul degrado morale.
Non credo alla facilità di integrazione, e non solamente per colpa di chi ospita.

giovedì 7 aprile 2011

Deputato dell'IdV espone cartello offensivo contro il ministro Maroni

photo rainews24
Stessa critica  all'onorevole Zazzera, che espone in Aula un cartello offensivo e inconcepibile nei confronti del ministro Maroni, di quella riservata al deputato che avrebbe (a questo punto è d'obbligo il condizionale) insultato gravemente l'onorevole Ileana Argentin.
Il provvedimento comminato a Zazzera, questa volta, è stato la sospensione per due turni. Il deputato leghista Polledri, presunto autore della performance, (specializzato, tra l'altro, in neuropsichiatria infantile, fonte) invece la frase sembra non averla mai pronunciata, come leggo qui, con questa fonte anche se, obiettivamente, il Presidente Fini al momento in cui si sono verificati i fatti, ha avuto una reazione di forte sorpresa, esclamando: "Ma come si permette?" A cosa si riferiva, allora, Fini?




mercoledì 17 novembre 2010

Saviano e Maroni: la replica di Saviano in un'intervista audio

Repubblica TV pubblica un'intervista audio fatta a Saviano in seguito alle violente reazioni del Ministro dell'Interno Roberto Maroni al monologo di Roberto Saviano a Vieni via con me. "Perchè prendersela sempre con chi racconta?" dice Saviano. "Raccontare che la mafia non è più solo al Sud". Ascoltate anche alcune sue considerazioni sul "guardare negli occhi" che sicuramente scateneranno altre polemiche.


martedì 16 novembre 2010

Bufera Saviano. Nel suo monologo Saviano parla di "dialoghi" tra 'ndrangheta e Lega

Così Repubblica, sulle affermazioni di Saviano, fatte ieri a Vieni via con me nel suo monologo La 'Ndrangheta al Nord, che hanno scatenato una risposta assai irata del Ministro dell'Interno Maroni,  il quale ha chiesto di avere un faccia a faccia con Saviano per replicare alle sue infamanti accuse. Anche se, come riporta Repubblica, Maroni stesso dice che è stato definito da Saviano come  "uno tra i migliori ministri nella lotta alla mafia".
Saviano ha ricordato un'intervista di Gianfranco Miglio in cui l'ideologo della Lega affermava di essere a favore del "mantenimento della mafia e della 'ndrangheta", da cui la  conclusione di Saviano "Insomma,diceva che le mafie devono essere costituzionalizzate".
Ecco il video del monologo di Saviano.



giovedì 11 novembre 2010

"La nipote di Mubarak?" "e io sono Nefertiti"

Così, con una battuta degna di Spinoza, il pm Anna Maria Fiorillo smentisce il ministro dell'Interno e la Procura: "non ricordo di aver mai dato quell'autorizzazione". Così infatti afferma il magistrato ricostruendo quei momenti,  piuttosto concitati. Da qui l'iniziativa di rivolgersi al Consiglio Superiore della Magistratura per chiarire la vicenda.
Di seguito, la notizia come appare sui giornali.

pm A.M. Fiorillo (dalla rete)

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