Alzi la mano chi da piccolo non ha costruito e addobbato (o almeno ha desiderato ardentemente di farlo) il suo, grande o piccolo che fosse, albero di Natale. Ma dove nasce questa tradizione? Sembra piuttosto recente, l'abitudine di decorare un albero durante il periodo natalizio, le origini più lontane situandosi nel XV secolo (leggermente prima del 1510, ma sempre in quella zona, tra Lettonia ed Estonia, chiamata Livonia, vedi Christmas tree), almeno se si considera l'antichità del festeggiamento. Infatti, la festività del Natale è documentata a partire dal IV secolo d.C. (vedi Natale). Qui di seguito una veloce ricostruzione della storia dell'albero di Natale pubblicata su Visual.ly e realizzata da Ubersignal (su cortese segnalazione dell'interessato nei commenti).
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martedì 25 dicembre 2012
The snowman, il pupazzo di neve. Film a cartoni animati per il Natale
Cercavo un film di animazione che potesse riassumere le caratteristiche di questo periodo, ivi compresa quella sensazione di ritornare un po' fanciulli, ed avendo trovato questo cartone, così lieve e poetico, ho pensato di condividerlo. Forse molti di voi non lo conoscono: è un film di animazione del 1982 tratto da un libro a fumetti uscito quattro anni prima, dal titolo The snowman. E' un film senza parole così come il libro è senza testo, caratteristica questa che ha contribuito ad aumentarne l'appeal. E' certamente più difficile suscitare emozioni e indurre al coinvolgimento se si deve rinunciare al parlato. Questo fatto contribuisce a fornire maggiore poeticità al gesto, che raccoglie anche le frasi che non vengono dette ma la cui portata affettiva noi comunque sentiamo. La nostra ricostruzione puramente emotiva dei dialoghi aumenta, necessariamente, la quantità di coinvolgimento che saremmo disposti a concedere in caso contrario.
Ma bando alle chiacchiere, godetevi questo lungometraggio lieve come un fiocco di neve, una neve che non raffredda ma scalda.
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Storia di Babbo Natale, in musica. Un'animazione
Simpatica storia musicale di Babbo Natale realizzata dagli Epipheo Studios, un gruppo molto valido a parere mio. Qui il loro canale su Youtube con una serie di interessanti animazioni. Ma ora concentriamoci sul Natale e su Babbo Natale.
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domenica 25 dicembre 2011
La retorica del Natale: un necrologio
L'anno scorso, di questi tempi, da vero guastafeste, pubblicavo qualche flash dal mondo sul giorno di Natale: c'erano i linciaggi ad Haiti, gli attacchi ai cristiani nelle Filippine, l'attentato suicida in Pakistan. I protagonisti, forse inconsapevolmente o forse no, facevano di tutto perchè quella fosse una data da ricordare, almeno per chi rimaneva vivo.
Quest'anno no, questo Natale non voglio fare il guastafeste, questa volta farò diversamente: scriverò un vero e proprio necrologio del Natale, ma di quello religioso non di quello pagano.
Ogni inizio secolo è tumultuoso. Il XX ha visto succedersi due guerre, inframezzate da una crisi economica e dall'avvento di dittature, il XIX ha visto l'ascesa e la rovina di un imperatore, la dominazione austriaca e così via, fino ad arrivare agli inizi del nostro secolo che, se vede guerre e guerriglie in giro per il mondo in formazione sparsa e alle quali siamo ormai abituati, nel vecchio continente fa assistere a un genere di tumulti che si combatte senza fucili: quelli derivanti dalla crisi finanziaria.
Si sostiene che il merito -la meritocrazia- è un sistema di distribuzione degli onori tra i più democratici e funzionali, ma non si chiarisce a sufficienza l'ambito di questi meriti. Mentre si è quasi tutti d'accordo nell'escludere dalla classe dei meriti quelli francamente illegali vi è meno chiarezza -anche all'interno di una stessa testa- su che cosa debba riguardare, in concreto, il merito. Se la maggior parte degli osservatori è concorde nel definire meritevole chi sia in grado di risolvere un'equazione o curare una ferita, far crescere una pianta o preparare il pane, quelle stesse teste pensanti sarebbero in difficoltà nel giudicare, per esempio, la meritorietà di chi sapesse pubblicizzarsi bene, di chi fosse maestro nelle pubbliche relazioni e, grazie a queste, potesse ottenerne onori. E' meritevole di un posto ben pagato chi, senza commettere illeciti ma utilizzando solo le proprie capacità di convinzione, ottiene un posto ben remunerato?
Non è forse un merito quello di sapersi valorizzare anche se non si sa fare niente?
Mi sono sempre chiesto, ingenuamente: chi ha stabilito, a suo tempo, lo stipendio dei dipendenti e dirigenti pubblici, da quello più alto in grado a quello più basso? Perchè vi è così tanta differenza? Questione di competenze e responsabilità, si dirà. Ebbene, a costoro rispondo: ma di quale competenze e di quale responsabilità si parla? Se l'Italia più d'altri soffre la crisi economica e finanziaria sarà mica colpa di chi sta in basso e non decide mai niente? Se l'Italia soffre non sarà forse perchè chi dirige non è poi così competente? E se per caso viene cacciato, del resto senza che si assuma nessuna responsabilità del disastro, lo fa con tanto di enormi liquidazioni e ricomincia a far danni da un'altra parte. Se gli alti dirigenti sono coloro che, per merito presunto o reale, ottengono i migliori trattamenti economici e il bastone di comando, se le cose vanno male non sarà per caso colpa di chi le decisioni non le prende e non gli è consentito prenderle? Io credo che la risposta alla domanda che ponevo sopra sia già stata data indirettamente dal funzionamento a livello dirigenziale della nostra povera Italia: ho come la sensazione che la classe dirigente venga scelta per la sua capacità di autopromuoversi, e non per specifici meriti.
Il papa, bontà sua, ieri sul Corriere dice -o il giornalista gli fa dire-
«Oggi il Natale è diventato una festa dei negozi, il cui luccichio abbagliante nasconde il mistero dell’umiltà di Dio, la quale ci invita all’umiltà e alla semplicità»
Ed è vero, ma è vero da quasi sempre. Non che in questo essere vero si racchiuda solo e sempre un comportamento disdicevole. La festa è donare, altrimenti non rimane niente. Che festa sarebbe quella in cui non si prepara niente di speciale a tavola, si lavora come al solito, non ci si fa gli auguri e non si riceve nessun regalo? Una non-festa. Il papa deve sapere, perchè è una strategia che utilizza anche la religione, che il momento che deve essere bello deve essere accompagnato da qualcosa di gioioso: per molti questa gioiosità è legata al consumismo, ma non possiamo fargliene una colpa assoluta. E' nella nostra natura di umani. Da sempre, i momenti cosiddetti ricordevoli, si devono accompagnare a qualcosa che dà gioia, altrimenti il ricordo e l'aspettativa di quell'evento svaniscono.Anche la chiesa, per raccogliere l'adesione dei fedeli, deve legare l'evento a qualcosa di piacevole: non potendolo che fornire in via temporanea in questo mondo, nei momenti di festa, deve per forza crearne un altro in un altro mondo, instillando l'aspettativa di questa ricompensa di lungo periodo come una premiazione solo dilazionata ma certa. E infatti non promette mica le fiamme dell'inferno a chi si comporta cristianamente, ma la beatitudine del paradiso.
E allora, caro papa, è vero che un eccesso di materialismo desensibilizza ma, in chi sia naturalmente dotato di poca spiritualità, in momenti come questi, dove si restringono le possibilità di premiarsi, criticare anche quel poco che ci si permette la considero un'operazione crudele. Tutta la nostra vita è basata sullo stare bene: da quel paradiso evocato dai preti alla tavola imbandita, dal tepore del focolare alla carezza dell'amante. Non possiamo fare a meno di quelle vetrine luccicanti a meno che non aumenti il nostro livello di spiritualità e non aumenterà finchè sarà rinfocolato dal materialismo dell'ingiustizia.
L'asceta, l'uomo spirituale, il pensatore, magari sanno rinunciare a qualcosa o a tutto delle gioie terrene, ma solo perchè le sostituiscono con gioie ultraterrene: non si può sostituire il terreno con il niente.
In questo ha ragione Benedetto XVI.
Ma perchè ho la sensazione che parli sempre per noi? Per noi che non decidiamo mai niente, voglio dire. Come facciamo noi a riacquistare, se mai l'abbiamo posseduta, la fiducia in colui che regola il mondo o nel mondo in genere, se questo colui o questo mondo sono tutto fuorchè giusti? Non è a noi e alle nostre piccole debolezze che deve indirizzare il suo richiamo, noi siamo piccoli in tutto. E' a chi siede nelle stanze dei bottoni, a chi ha creato e ha mantenuto le diseguaglianze, a chi ha tolto al povero per dare al ricco, a chi è responsabile dell'incrudelimento, della rabbia, è a costoro che deve essere indirizzato il suo messaggio, caro papa, e lo deve essere in maniera chiara, sfidando il potere terreno a viso aperto, senza nascondersi dietro il paravento della diplomazia.
Sia coraggioso una buona volta, come lo erano gli antichi cristiani di fronte ai loro aguzzini: sfidi l'autorità costituita che non se ne vuole andare, si batta apertamente per quella poca giustizia che si può ottenere sulla terra e avrà proseliti anche per l'altra giustizia, molto più giusta, nei cieli. Osservare le diseguaglianze in atto è la peggiore medicina per diventare spirituali: noi non possiamo diventare spirituali mentre i governanti e i ricchi ingrassano a spese nostre. Sia gli uni che gli altri, con tutta probabilità, sono riusciti ad ottenere tutto ciò che hanno grazie a quell'unico merito, quello di cui dicevamo all'inizio, che non si sa se mettere o meno tra le cose meritevoli, tra gli effetti della meritocrazia.
Questo è il Natale, allora. Una via di mezzo tra una consolazione gastrica e un brivido alla messa cantata di mezzanotte, tra un appagamento visuo-olfatto-gustativo e una lettura meditata. Non ci si può chiedere di rinunciare a tutto il terreno per pascerci solo dello spirituale, non almeno finchè i nostri occhi potranno vedere l'imperante ingiustizia. Un solo giorno di un dirigente pubblico -pagato da noi- vale quanto un anno di stipendio di uno di noi. A che serve che costui sia, a parole, così devoto e pio, quando non lo è negli atti. Può la chiesa accontentarsi dell'apparenza? Perchè in quel caso, con un Dio del genere, la faremmo franca in molti.
Dunque, io rivendico la futilità e le vetrine luccicanti che ci sono a Natale, perchè il viatico verso una santità che non dovrebbe esserci richiesta lo compiamo ogni giorno, per esempio non eliminando questa casta e tutti i disgustosi privilegi di cui si circonda. Quanto al resto, non siamo certo noi i Bush della situazione che vogliono andare alla guerra: ci è sufficiente uno spiraglio per continuare a sperare.
Lasciateci almeno l'aspetto commerciale del Natale. (E comunque, buon Natale a tutti).
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sabato 24 dicembre 2011
Alla ricerca di Babbo Natale, tra giochi interattivi e tradizione
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| imagecredit noradsanta.org |
Quella del Norad è una strana tradizione, nata in modo ancora più strano. Il Norad è il North American Aerospace Defense Command, un'organizzazione militare di controllo dello spazio aereo e marittimo che fa capo a Stati Uniti e Canada. Cosa ha a che fare con Babbo Natale allora?
La tradizione nasce nel 1955, quando
uno dei grandi magazzini della catena Sears Roebuck & Co., con sede a Colorado Springs, pubblicò un annuncio per incoraggiare i bambini a telefonare a Babbo Natale fornendo un numero di telefono errato. Anziché Babbo Natale, i bambini chiamarono la linea operativa riservata del comandante in capo del CONAD. A quel tempo, il colonnello Harry Shoup era Direttore delle operazioni; l’ufficiale chiese al proprio staff di controllare i radar alla ricerca di segnali dello spostamento di Babbo Natale dal Polo Nord verso sud. Ai bambini che telefonavano venivano dati aggiornamenti sulla sua posizione; così ebbe inizio la tradizione.
Siccome sono militari e non sono abituati a scherzare, alla domanda Ma Babbo Natale esiste veramente? rispondono in maniera decisa, con solide prove alla mano
In base ai dati raccolti e a oltre 50 anni di informazioni di rilevamento acquisite dal NORAD, Babbo Natale è vivo e vegeto nei cuori dei bambini di tutto il mondo.
Tanto è vero che lo seguono costantemente, durante il periodo natalizio. Intanto, come augurio generale e per farvi trascorrere qualche minuto spensierato con alcuni giochi divertenti, condivido questa mappa del Polo Nord, dove gli aiutanti di Babbo Natale stanno preparando i regali per i bambini di tutto il mondo: cliccate sull'immagine e tanti auguri!
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Menu di Natale da tutto il mondo: tradizioni culinarie natalizie
Tranquilli, non ho nessuna intenzione di darvi delle ricette da eseguire durante queste feste, o almeno, al limite vi darò i link alle ricette, per cui se vorrete potrete visitare questi link e preparare i vari piatti, ma non mi metterò a trascrivere dosi e preparazioni. Quello che mi interessava era di osservare, in maniera veloce, le tradizioni culinarie durante le feste di Natale negli altri paesi. Siamo così abituati solo alle nostre che spesso dimentichiamo quanta cultura è possibile esprimere attraverso la preparazione degli alimenti e anche quanta tradizione si nasconde dietro le ricette classiche di periodi come questo.
Casualmente, non manca una voce dell'onnipresente wikipedia. E' una bella pagina, anche se è solo una lista di piatti natalizi, con i suoi bei collegamenti. Sono elencati i piatti tipici di 35 paesi del mondo, abbastanza per soddisfare quasi ogni curiosità culinaria.
Ed è proprio la curiosità che mi spinge a guardare subito alla voce Italia, dove si segnalano 7 piatti tipici, tutti con il collegamento.
- panettone
- tortellini
- pandoro
- panforte
- prosecco
- spumante
- ravioli
li conosciamo tutti, non c'è bisogno di presentarveli. Direi che c'è quasi tutto, manca il torrone, elemento caratteristico del nostro Natale, però va bene così.
Giappone.
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| fried chicken |
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| Christmas cake |

amici nipponici davanti ai negozi della catena KFC e il campione in oggetto.
Finlandia.

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| ham |
E poi c'è il cioccolato di Babbo Natale: da noi l'uovo di cioccolato è tipico della Pasqua, mentre in Finlandia si mangia a Natale.
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| rice pudding |
Nuova Zelanda.
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| Christmas trifle |
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| pavlova |
Filippine.
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| puto |
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| bibingka |
Venezuela.
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| hallaca |
| dulche de lechosa |
Romania.
| cozonac |
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| sarmale |
| pfitie |
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Fonte:
en.wikipedia.org/wiki/List_of_Christmas_dishes
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domenica 18 dicembre 2011
Un mondo di luci: le più grandi luminarie di Natale
Belle sono belle, ma consumano anche tanta energia. A volte è difficile scegliere tra concedersi qualcosa come un piccolo lusso (e più le cose vanno male più se ne ha bisogno) e risparmiare la preziosa energia e l'ancora più prezioso pianeta. Le più belle luminarie di natale in giro per il mondo.
Natale, da New York a Tokyo il mondo si illumina... di TMNews
Natale, da New York a Tokyo il mondo si illumina... di TMNews
sabato 25 dicembre 2010
Natale nel mondo
Il Natale è un giorno ordinario per i poveri delle zone rurali dello Zimbabwe.
Per i cittadini comuni questo Natale porterà un misto di piacere e dolore, con negozi un tempo vuoti pieni di cibi e bevande, ma con la maggior parte delle famiglie a chiedersi come pagare per comprarli.
Attacco suicida in Pakistan.
Almeno 40 persone uccise e decine ferite in un attacco suicida di una donna, nel nordovest del Paese.
Attacchi rovinano le celebrazioni di Natale.
Nuovi attacchi contro i cristiani hanno guastato i festeggiamenti di Natale mentre i leader della Chiesa condannavano la persecuzione religiosa e chiedevano la pace globale e la riconciliazione. Haiti vacilla sotto il peso dei linciaggi.
Almeno 45 persone uccise, accusate di aver usato la "magia nera " per diffondere il colera, un'epidemia che ha ucciso circa 2.400 persone.
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