Non so bene se i social network e la rete in generale abbiano contribuito a far crescere la consapevolezza dei propri diritti alle popolazioni o se invece contribuiscano solo a diffonderle più di quanto farebbero, da soli, i media tradizionali. Sta di fatto che, ai nostri tempi, dimostrazioni e proteste vanno sempre di pari passo con la rete, molto più di quanto facciano o abbiano fatto con la televisione. E così, dopo la madre di tutte le proteste, la primavera araba, e dopo la Turchia di Erdogan chiamato a fare i conti con la democrazia delle manifestazioni popolari, anche il Brasile protesta, non solo per l'aumento del costo dei trasporti ma per un motivo più grande, un po' come era avvenuto per Gezi Park. Sotto accusa è la politica economica del governo, chiamato a un impegno finanziario enorme per Mondiali del 2014 e Olimpiadi del 2016 che molti brasiliani avrebbero voluto dirottato verso esigenze più impellenti.
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venerdì 21 giugno 2013
giovedì 8 marzo 2012
Le donne brasiliane sono le più felici del mondo
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| image viaggi-in-brasile.noiblogger.com |
Le brasiliane sarebbero le donne più felici del mondo, secondo questo sondaggio della Fondazione Getulio Vargas. Sono andato a vedere di che si tratta.
In realtà è uno studio di portata più ampia che riguarda la crisi economica, la nuova classe media brasiliana e così via, compreso un sondaggio sulla felicità e sulle differenze di genere su ottimismo e soddisfazione nella vita.
E' appunto da questa parte della ricerca che emerge che la donna brasiliana è la più felice del mondo e che le donne, in genere, sono più felici degli uomini. C'è pure un simulatore di felicità interattivo per genere e paese: si inserisce il proprio sesso, l'età, il paese di provenienza e se abitiamo in una metropoli o in provincia e si ottengono dei grafici relativi ai sondaggi svolti.
Lo chiamano Indice di Felicità Futura e presenta una classifica per nazione e una per genere, che si sovrappongono abbastanza con l'altra. Questa è la classifica per nazioni: primo il Brasile.
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sabato 22 gennaio 2011
Fuori dagli stereotipi brasiliani: un Brasile che non ti aspetti
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| Lula da Silva |
Il Brasile è da sempre una terra dei sogni, che accende le fantasie della gente, soprattutto di genere maschile. Una cosa che non ti aspetti però, che il Brasile diventi punto di riferimento anche per qualcos'altro che non siano le bellezze muliebri, il carnevale, il paesaggio naturale (quello che ancora resta) o le estradizioni: e cioè la ricerca scientifica.
Dal 2003 al 2008, fonte Nature, secondo quanto riporta Pietro Greco su Newton di dicembre (2010, p. 115), gli investimenti nella ricerca scientifica sono passati da 11,4 miliardi di dollari (1,26% del PIL) a 22,5 miliardi di dollari (1,43% del PIL) con un aumento percentuale di oltre il 97% e assoluto di 11,1 miliardi di dollari.
Responsabile di questo aumento dei finanziamenti e di questa svolta scientifica è stato l'ex presidente del Brasile, Lula da Silva, specie da quando ha chiamato al Ministero della Ricerca, guarda un po', uno scienziato, il fisico Sérgio Rezende.
L'intervento nel campo della ricerca ha riguardato sia il numero dei ricercatori, che sono arrivati a 118 mila (2007 dati UNESCO), che la loro produzione scientifica (da 14.237 articoli nel 2003 a 30.415 del 2008) e le risorse che hanno a disposizione. Tra le altre cose, una ricaduta positiva di questo nuovo corso è stato la diminuzione del tasso di deforestazione dell'Amazzonia, diminuito dell'85% rispetto al 2005.
Per finire, un'ultima notazione: anche l'ex presidente del Brasile è stato famoso per qualcosa, forse in misura meno eclatante rispetto ad altri presidenti, però in maniera molto più importante e significativa, con un articolo pubblicato su una delle più prestigiose riviste di divulgazione scientifica, Scientific American. L'articolo si intitola Brazil's Option for Science Education A new nationwide plan to enfranchise all citizens through education will allow Brazil to reach its full potentiale, per chi avesse voglia di leggerlo, allego anche il link.
Attenzione al sottotitolo: un piano nazionale per affrancare attraverso l'educazione. Certo, è un po' diverso dall'affrancare per mezzo di gossip e pettegolezzi vari, è il metodo per costruire cittadini e non sudditi, gente che pensa e non gente che guarda soltanto. Ma quello è il Brasile...
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