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venerdì 24 ottobre 2014

Cosa temiamo di più? Un sondaggio internazionale in una mappa

E' probabilmente vero che le tue condizioni di vita possono influenzare la percezione dei pericoli. Infatti, osservando questa mappa preparata su un sondaggio condotto da Pew Global, sembra di notare che quei paesi che stanno vivendo una contrazione economica temono maggiormente le disuguaglianze mentre quelli che stanno vivendo una forte crescita dell'economia, come la Cina, hanno più paura dell'inquinamento. Anche se la domanda dei sondaggisti ha un respiro più universale, interrogando sui pericoli che dovrà fronteggiare l'umanità nel futuro, la condizione socio-economica che si sta vivendo probabilmente influenza le risposte. Ecco di seguito una mappa del Telegraph basata sui risultati del sondaggio.

venerdì 25 ottobre 2013

Quanto a lungo vuoi vivere? Un sondaggio

Tra i tanti sondaggi del centro di ricerca  PEW ce n'è uno sulla durata di vita, cioè su quanto desidererebbero vivere gli americani. Considerando che l'età media degli uomini è di 78,7 mentre  è di 81 anni per le donne, non sorprende che le preferenze vadano per l'intervallo tra 79 e 100 anni così come non sorprende che, tra tutte le categorie, siano i  più giovani (19%) a scegliere la durata ideale della vita  fino ai 78 anni e che, come si cresce, questa si sposti sull'intervallo seguente. Tra le notazioni curiose c'è la preferenza per una durata di vita oltre 121 anni: più di tutti desiderano essere ultracentenari i neri non ispanici (8%), poi più gli uomini (6%) che le donne (3%) e, stranamente, più i 18-29enni (6%) che i 40-49enni (3%). Infine, gli ultrasettantenni sono quelli che rispondono non so il maggior numero di volte (19%).A voi l'infografica interattiva.



credits Pew Research Center’s Religion & Public Life Project

sabato 20 luglio 2013

I paesi più ottimisti e più pessimisti al mondo

Diciamo subito  che sicuramente una pessima situazione economica non aiuta l'ottimismo, ma non sempre lo danneggia. Questo spiega perche due paesi poveri, Grecia e Burkina Faso, occupino il primo posto di due classifiche opposte: la Grecia il primo posto nel mondo quanto a pessimismo e il Burkina Faso il primo posto nel mondo quanto a ottimismo. Ma le prospettive sono chiaramente diverse. Un paese che non proviene da un periodo di benessere, perchè è già povero, ma non si è nemmeno impoverito recentemente, può certamente avere più speranza nel futuro di uno che proveniva da un modesto benessere e si è improvvisamente impoverito.
Le diverse condizioni psicologiche di Grecia e Burkina Faso sono tutte qui: da una parte una situazione diventata improvvisamente tragica nel giro di qualche anno, dall'altra una situazione economica di povertà, però stabile, che lascia sperare in un futuro migliore. Considerata in questo modo, si spiega la presenza di Haiti nei primi posti della classifica dei pessimisti, a causa del disastroso terremoto che l'ha colpita nel 2010, ma meno quella di Singapore.

venerdì 8 febbraio 2013

Ultimo giorno di sondaggi elettorali e presenza televisiva dei politici

La legge 22 febbraio 2000 n 28, modificata poi dalla legge 6 novembre 2003 n. 313, all'articolo 8 disciplina  i sondaggi politici ed elettorali:
1. Nei quindici giorni precedenti la data delle votazioni è vietato rendere pubblici o, comunque, diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull'esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente a quello del divieto.
2. L'Autorità determina i criteri obbligatori in conformità dei quali devono essere realizzati i sondaggi di cui al comma 1.
3. I risultati dei sondaggi realizzati al di fuori del periodo di cui al comma 1 possono essere diffusi soltanto se accompagnati dalle seguenti indicazioni, delle quali è responsabile il soggetto che ha realizzato il sondaggio, e se contestualmente resi disponibili, nella loro integralità e con le medesime indicazioni, su apposito sito informatico, istituito e tenuto a cura del Dipartimento per l'informazione e l'editoria presso la Presidenza del Consiglio dei ministri:
a) soggetto che ha realizzato il sondaggio;
b) committente e acquirente;
c) criteri seguiti per la formazione del campione;
d) metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati;
e) numero delle persone interpellate e universo di riferimento;
f) domande rivolte;
g) percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda;
h) data in cui è stato realizzato il sondaggio.

sabato 2 febbraio 2013

Sondaggi: Grillo e Berlusconi su, Bersani giù dopo lo scandalo MPS

Una rondine non fa primavera ma in questi giorni c'è in atto una tendenza: lo scandalo del Monte dei Paschi sta spostando consensi. Forse l'effetto è destinato a smorzarsi da qui al 22, oppure a ingigantirsi se emergeranno nuovi fatti. Sta di fatto che qualche leggero cambiamento la vicenda lo sta producendo: Grillo  e Berlusconi guadagnano e  Bersani perde. Lo spostamento è di circa un punto, percentuale che potrà essere facilmente assorbita da qui in avanti, ma è comunque la segnalazione di un  trend che appare legato ai recenti fatti di cronaca. In questi ultimi sondaggi, inoltre, il M5S supererebbe la Lista Monti piazzandosi al terzo posto. Come in precedenza lo scandalo legato ai contributi ai gruppi consiliari regionali aveva nuociuto al centrodestra, così adesso la questione MPS sembra nuocere al centrosinistra. 
Alcuni dati:

martedì 8 gennaio 2013

Politiche: tutto si gioca al Senato. Chi vince e chi perde in 5 sondaggi regionali

Grazie ai meccanismi della legge elettorale in vigore è probabile che, per poter governare, acquisti un ruolo fondamentale l'assegnazione dei seggi al Senato, per il quale non vale il premio di maggioranza previsto per la Camera. Diventa così di grande importanza strappare la maggioranza anche al Senato, dove però non è sufficiente avere la maggioranza relativa.
Il Sole 24 Ore, per cercare di capire l'andamento al Senato, ha commissionato un sondaggio alla Ipsos sull'intenzione di voto di 5 regioni italiane, Lombardia, Piemonte, Lazio, Sicilia e Campania, dal quale poi sono state tratte delle stime sull'assegnazione dei seggi.
I risultati sono consultabili in questa pagina, con stima del voto delle singole liste e seggi delle coalizioni.
Riporto qui di seguito l'assegnazione dei seggi basata sulle stime di voto. Occorre precisare che, essendo la situazione molto fluida, questi dati sono chiaramente soggetti a variazioni:

clicca per vedere

lunedì 7 gennaio 2013

Consenso di sindaci e presidenti di regione in un sondaggio del Sole 24 Ore

Ogni anno il Sole 24 Ore affida a IPR marketing la realizzazione di un sondaggio dal nome Governance Poll. Questo sondaggio riguarda il gradimento e la fiducia dei cittadini italiani nei confronti dei presidenti di regione e dei sindaci. La misura di questo consenso può indicare la qualità dell'operato di questi amministratori? Difficile dirlo. Certamente, questi sondaggi riescono a misurare quanto si sia modificato il consenso rispetto al giorno dell'elezione o rispetto all'anno precedente, per esempio, evidenziandone un aspetto migliorativo o peggiorativo. Comunque il sondaggio è disponibile sul sito del Sole 24 Ore: qui quello sui presidenti di regione e qui quello sui sindaci. La maggior parte dei sindaci,  circa i due terzi,  perde consenso rispetto al giorno dell'elezione. Pochi si salvano: Tosi, Pisapia, altri sono proprio crollati, come Stefàno a Taranto o il sindaco di Alessandria. Tra i presidenti guadagna fiducia Errani mentre perdono quelli di Calabria e Basilicata.
Alcune anticipazioni (in rosso amministratori di centrosinistra, in blu di centrodestra):

giovedì 3 gennaio 2013

Sondaggi politico elettorali: andamento del consenso dei partiti nel tempo. Un grafico interattivo

In questo interessante grafico interattivo pubblicato su Termometro Politico che condivido qui sotto, si può osservare l'andamento del consenso dei partiti secondo i sondaggi realizzati dai vari istituti demoscopici. Il grafico prende in esame il periodo che va dal 1° gennaio 2008 al 17 dicembre 2012. Aggiornamento 9 gennaio 2013: il grafico interattivo è stato aggiornato.
Si può notare sia l'andamento generale dei vari partiti e movimenti sia la differenza di percentuale di consenso che i  vari istituti gli assegnano. La politica è una cosa viva, sempre in fermento, e le differenze nei gradimenti di un partito o movimento tra due periodi di tempo anche ravvicinati ne sono un palese esempio.





giovedì 8 marzo 2012

Le donne brasiliane sono le più felici del mondo

image viaggi-in-brasile.noiblogger.com
 Le brasiliane sarebbero le donne più felici del mondo, secondo questo sondaggio della Fondazione Getulio Vargas. Sono andato a vedere di che si tratta.
In realtà è uno studio di portata più ampia che riguarda la crisi economica, la nuova classe media brasiliana e così via, compreso un sondaggio sulla felicità e sulle differenze di genere su ottimismo e  soddisfazione nella vita.
E' appunto da questa parte della ricerca che emerge che la donna brasiliana è la più felice del mondo e che le donne, in genere, sono più felici degli uomini. C'è pure un simulatore di felicità interattivo per genere e paese: si inserisce il proprio sesso, l'età, il paese di provenienza e se abitiamo in una metropoli o in provincia e si ottengono dei grafici relativi ai sondaggi svolti.
Lo chiamano Indice di Felicità Futura e presenta una classifica per nazione e una per genere, che si sovrappongono abbastanza con l'altra. Questa è la classifica per nazioni: primo il Brasile.

lunedì 12 dicembre 2011

Rai e Mediaset: Tg1 e Tg5 perdono audience in favore del web

Interessante articolo di Ilvo Diamanti su Repubblica dal titolo L'Italia sfiducia i Tg Rai-Set, con chiaro riferimento all'uniformità informativa che affligge l'attuale situazione, vigente anche se il governo è cambiato, in cui una persona si trova  ad avere la proprietà di un gruppo televisivo e il controllo dei canali televisivi pubblici. Conseguenza di questo stato di cose, e dell'irrisolto conflitto di interessi,  è che molti più spettatori cercano altre fonti di informazione, al di fuori dei canali   Rai e Mediaset. A confortare queste osservazioni Diamanti riporta tanto di tabelle, risultato di un recente sondaggio, che confermano un generale passaggio di pubblico dalle reti televisive al web.
In questi due grafici [fonte Demos & PI], la cui serie completa è a questo indirizzo, si mostra, rispettivamente, la fiducia nei tg e nei notiziari in due archi temporali: tra il 2007-2011 e tra il 2010-2011. Si evidenzia, in linea generale, la perdita di fiducia di tutti i tg ad esclusione di quelli di La7, Rai News24 e Sky Tg24.
Nella seconda tabella viene mostrata l'evoluzione dell'utilizzo dei sistemi di informazione: seppure ancora preminente, la televisione, insieme a radio e quotidiani su carta, segna un costante declino tra il 2007 e il 2011 compensato da un parallelo incremento dell'utilizzo di internet.



Notevole, come è agevole notare, la perdita di fiducia del Tg1, attestata attualmente su un 50,1% ma proveniente da una direzione Riotta nel 2007 consolidata al 69%. Stessa sorte, come una specie di contrappasso, al Tg5, che veniva da un 59,3% nel 2007 e, perdendo quasi 11 punti, raccoglie un magro 48,5% e per il Tg2, che perde ancora più del Tg4.
E' degno di interesse notare anche quale trasmissione di approfondimento politico raccoglie i maggiori consensi e la fiducia della spettatore. Forse non a sorpresa, Ballarò si piazza al primo posto seguito da un'altra trasmissione di RaiTre, Report. Ecco la classifica, secondo Demos & PI, delle prime sei posizioni:

  1. Ballarò 54,8%
  2. Report 47,5%
  3. Matrix 43,1%
  4. Servizio Pubblico 40,3%
  5. Porta a Porta 39,4%
  6. L'Infedele 38,6%
Qualche osservazione in chiusura. Bisogna considerare che la perdita di appeal culturale che investe le ammiraglie dell'informazione -Tg1 e Tg5- non è imputabile, probabilmente, ad un cambiamento di orientamento politico dello spettatore bensì al rigetto di un certo  tipo di informazione. Per esempio nel rifiuto della tendenza ad infittire i telegiornali di episodi di cronaca, soprattutto nera, oppure nell'aumento dell'informazione destinata al gossip. Altrimenti non si spiegherebbe come un telegiornale quale quello di Mentana su La7, così incentrato sulla politica, sia costantemente cresciuto fino ad attestarsi al secondo posto, nella classifica sulla fiducia nei tg, dopo il Tg3.
E' un segno di maturità del pubblico italiano? Probabilmente si, ma anche di una malaccorta gestione delle risorse umane, soprattutto nel settore pubblico  nel quale, negli ultimi tempi, si è assistito a un vero e proprio salasso di personaggi e ad un avvicendamento poco oculato, probabili cause o concause della situazione attuale.













lunedì 7 novembre 2011

Gli italiani: democratici, autoritari o indifferenti? Un sondaggio

Via Moreno Colaiacovo su G+ leggo di questo interessante sondaggio commissionato da Repubblica a Demos & Pi, l'istituto di Ilvo Diamanti, dal titolo: Gli italiani e la democrazia.
Parto dall'ultima tabella (rielaborazione mia su dati Demos), ovvero l'atteggiamento dell'elettore a seconda del partito di riferimento


Alcune conclusioni, seppure molto parziali, sono:

  • il partito con gli elettori più autoritari: PdL
  • il partito con gli elettori più indifferenti: Lega
  • il partito con gli elettori più democratici: SEL
E' da notare, inoltre, che il partito con gli elettori meno democratici non è quello con gli elettori più autoritari, cioè il Pdl, ma la Lega, cioè quello che ha gli elettori più indifferenti al tipo di regime. Da notare anche una significativa presenza di indifferenti tra le fila del Pd: 16,0%. Il risultato generale, tra tutti, è un 67,4% di irriducibili affezionati alla democrazia, dato in netto calo rispetto al 2008, anno nel quale si situavano al 72,2%.

martedì 27 settembre 2011

Quanto è stabile il Governo italiano? Un sondaggio di SWG

Postpoll pubblica questo sondaggio realizzato da SWG  riguardo l'aria di crisi che coinvolge il governo: il governo arriverà fino al termine della legislatura o ci sarà un rimpasto o elezioni anticipate? I risultati dicono che quasi la metà degli italiani pensa che ci sarà una crisi entro l'anno. Forse insieme a un pronostico è anche un desiderio, osservando i dati disaggregati: il 70% di coloro che pensano ci sarà una crisi a Natale appartengono al Terzo Polo e il 58% al Centrosinistra.
fonte postpoll.it

lunedì 12 settembre 2011

Ricomincia la scuola: già bocciata dagli studenti

Oggi ricomincia la scuola per 11 regioni e 2 province autonome -Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Veneto, Valle d’Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano [fonte] - poi toccherà all'Abruzzo, il 14 Campania e Toscana, il 15 Puglia, Sardegna e Sicilia e il 19 settembre toccherà a Basilicata ed Emilia Romagna [fonte]
La scuola ricomincia, dicevamo, ma è già bocciata. Almeno secondo un sondaggio realizzato da Comunicazione Perbene, un'associazione no-profit che ha come riferimento i valori della gente perbene (da cui il nome). Ebbene, da un loro sondaggio (qui il comunicato stampa) condotto su 1600 studenti di scuola media inferiore e superiore e realizzato attraverso internet (dai social ai blog alle community studentesche) risulta che gli studenti non hanno una buona opinione della scuola italiana: due su tre la bocciano.
 Il sommario riassume i contenuti delle critiche degli studenti

Odiano le materie che studiano e non sopportano più compiti in classe e interrogazioni. Gli studenti vogliono utilizzare le nuove tecnologie per rendere lo studio meno noioso e più divertente. Murales ai muri e professori più giovani e “moderni” le altre proposte per una scuola ideale
 E ora vediamo nel dettaglio

Le critiche

  • il 73% non si trova a proprio agio a scuola
  • addirittura il 21% lo ritiene un luogo di tortura
  • il 63% vorrebbe insegnanti come nell'Attimo Fuggente
  • il 49% pensa che i metodi di insegnamento siano noiosi e tradizionali
  • un 56% ritiene i programmi antichi
  • il 65% la ritiene un posto noioso
  • e il 43% pensa che non ne trae nessun beneficio
Cosa vorrebbero
  • insegnanti più giovani il 35%
  • murales per colorare le pareti 31%
  • e utilizzo dei new media in classe per il 75%
  • sale per rilassarsi durante l'intervallo il 71%
  • iPad e Smartphone come strumenti di apprendimento per il 67%
  • videogiochi durante educazione fisica per il 73%
  • materie più attuali il 28%
  • pareti colorate in maniera più vivace il 55%
I professori (cosa non va)
  • hanno l'età dei loro nonni per il 39%
  • sono poco preparati per il 27%
  • stanno in classe solo per torturarli per il 19%
  • alcuni sono vestiti come nel medioevo per il 31%
  • hanno un alito insopportabile per il 17%
  • spiegano con una cantilena che fa addormentare per il 48%
Libri e programmi (cosa non va)
  • i libri pesano come mattoni per il 51%
  • non sopporta più compiti in classe e interrogazioni il 55%
  • trova ridicolo imparare a memoria il 33%
  • leggere, sottolineare e ripetere, tre attività che causano nausea per il 47%
  • programmi noiosi per il 69%
  • non comprendono perchè bisogna studiare gente morta da 500 anni il 65%
  • o formule matematiche incomprensibili il 52%
  • oppure usare programmi di 50 anni fa il 41%
La scuola (cosa non va negli edifici)
  • classi fatiscenti per il 61%
  • pareti sporche e colori deprimenti per il 43%
  • sedie scomode e banchi pietosi per il 71%
  • c'è un 37% che si sente come chiuso in carcere
  • aule di informatica senza computer per il 73%
  • desiderio di aule per ricreazione per il 48%
Insomma, in definitiva, riassumendo un po': gli studenti vorrebbero un luogo più confortevole e meno fatiscente dove studiare, vorrebbero studiare periodi più recenti, utilizzare le tecnologie moderne, avere programmi  rinnovati ed insegnati più giovani e più coinvolti. In pratica, vorrebbero semplicemente stare meglio in un luogo dove devono trascorrere buona parte della giornata, così da non doverlo considerare più tempo perso. Avranno qualche ragione?

martedì 6 settembre 2011

Orientamento politico e intenzioni di voto degli italiani: sondaggio di settembre

L'agenzia Demos & Pi pubblica il suo 29° Atlante politico, una rassegna sulle convinzioni politiche italiane, tra orientamenti di voto e clima politico generale. Un grafico interessante, tanto per cominciare, è l'intenzione di voto: se si andasse a votare per le elezioni politiche nazionali, Lei quale partito voterebbe alla Camera?
Il risultato è che i due partiti dell'attuale coalizione di governo perdono entrambi rispetto a giugno di quest'anno, mentre, rispetto alle politiche del 2008, perde decisamente il PdL ma guadagna la Lega. Per quanto riguarda le opposizioni, il Pd, pur essendo in un trend in crescita, ancora non ha superato il gap con le politiche del 2008 mentre l'Idv ha raddoppiato i consensi.
Per sua natura il giudizio politico può essere cosa effimera, influenzato com'è dalle condizioni contingenti, però il trend ovvero la tendenza, specie se di lungo periodo, segnala qualcosa in più dell'effetto momentaneo della situazione politica attuale.

fonte Demos & Pi
Altro grafico utile a capire l'andamento del giudizio del cittadino nei confronti delle formazioni politiche è questo Giudizi su governo e opposizione.  Si deve valutare il giudizio su governo e opposizione su una scala da 1 a 10 . Il grafico mostra la percentuale di coloro che hanno espresso un giudizio da 6 a 10: il governo passa da un 43,7% del 2008 al 22,1% del settembre del 2011, l'opposizione non fa meglio, passando da un 27,5% a un 19,7%.

fonte Demos & Pi

Infine, non stupisce il giudizio dei cittadini sull'attuale manovra economica: il 68,7% ha un giudizio negativo o molto negativo.

fonte Demos & Pi


giovedì 18 novembre 2010

Atlante politico: una fotografia sugli orientamenti elettorali degli italiani


Demos & PI , l'Istituto demoscopico curato da Ilvo Diamanti, pubblica un sondaggio sull'orientamento elettorale degli italiani commissionato da Repubblica, e realizzato nei giorni dal 13 al 16 novembre 2010. La fotografia che ne esce è quella di una flessione di PdL e PD (anche se come coalizioni, il Centrosinistra batterebbe il Centrodestra) e di un aumento di FLi e SEL, mentre nel gradimento dei leader Vendola, Tremonti e Bersani occupano i primi tre posti. C'è anche una domanda sul recente caso Ruby e molto altro. Certo, di questi tempi i sondaggi variano notevolmente da un mese all'altro, forse anche da una settimana all'altra, con una parte dell'opinione pubblica che si fa influenzare dalle notizie che appaiono sulla stampa. Più interessanti sono dunque le tendenze.

Ecco l'indirizzo dove vedere tutte le tabelle.


sabato 6 novembre 2010

Un po' di sana fantapolitica italiana

Ammettiamo, per amore di ragionamento, che si arrivi a una crisi di governo e che si vada alle elezioni anticipate. Va da sè che Fini non si può candidare più con il centrodestra di Berlusconi. Ora, come si presenteranno i vari partiti alle votazioni?
Dando un'occhiata ai sondaggi sulle intenzioni di voto che gli istituti demoscopici realizzano a tutto spiano in questi giorni, ci si trova davanti una sorta di rebus.
(fonte SondaItalia)
 Lega Nord e PdL hanno circa il 42%, insieme, mentre, dall'altra parte il PD ha, da solo, il 26,5% circa e i due partiti di centro, UdC e Futuro e Libertà circa il 6% ciascuno e IdV il 6,5%. Forse, il feeling tra Casini e Fini potrà anche esitare in una formazione congiunta, tipo coalizione, che farebbe il 12% circa. Ora, Il PD, per avere qualche chance, con chi si mette?
Con IdV e Sinistra e Libertà? Rispettivamente con il 6,5% e  il 4,5%, assommati a quelli del PD saremmo intorno al 37%, forse anche aggiungendo Rifondazione+Comunisti italiani al 2% (però non da soli, per via dello sbarramento) si raggiungerebbe  il 39% o poco più, ma ancora insufficiente.
L'altra strada sarebbe una deviazione verso il centro, cercando l'accordo con UdC e FeL. In totale si avrebbe più o meno la stessa percentuale: 39%.
Che fare? Le alternative possibili sono: un Centrosinistra-Sinistra (PD+IdV+SeL+Rif.+ComIt) o un Centro-Centrosinistra (PD+UdC+FeL)?
Anche se si aggiungessero Alleanza per l'Italia (1,8%) al Centro-Centrosinistra e Grillo (2,3%) al Centrosinistra-Sinistra, la cosa non sposterebbe più di tanto gli equilibri, pure se si avvicinerebbero abbastanza alla media delle intenzioni del Centrodestra.
Un'ipotesi alternativa, ma ancora più incredibile di quelle proposte sopra, sarebbe quella di portare in una delle due ipotetiche coalizioni, che chiameremo C-Cs (Centro-centrosinistra) e Cs-S (Centrosinistra-Sinistra) qualcuno dell'altro raggruppamento, ma la cosa appare piuttosto fantasiosa nonchè capace di dar vita a un insieme parecchio instabile, pronto a esplodere da un momento all'altro.
Le prossime settimane sono quindi tutt'altro che noiose, dal punto di vista della sopravvivenza della legislatura, mentre per quanto riguarda l'azione politica del governo, lì sì che è la solita solfa.

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