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domenica 12 gennaio 2014

Quanti sono gli scienziati che dubitano della responsabilità dell'uomo nel (sur)riscaldamento globale?

Sia detto, per inciso, che a volte essere ortodossi non significa, ipso facto, essere dalla parte della ragione. Ma questi dati non possono non far riflettere: la revisione di un intero anno di studi sul clima mostra che solo un articolo scientifico mette in dubbio il ruolo dell'uomo nel surriscaldamento globale mentre tutti gli altri lo confermano. Su 2.258 articoli scientifici  di 9.136 autori, usciti tra novembre 2012 e dicembre 2013, solo un articolo, scritto da un unico autore, attribuiva il surriscaldamento globale non all'attività umana bensì a quella solare: The Role of Solar Activity in Global Warming. Lo leggo su Popular Science che accompagna l'articolo con un'infografica, scarna ma efficace, tratta da un articolo del blog DeSmogBlog scritto dallo stesso autore della revisione della letteratura sul clima.



lunedì 25 novembre 2013

Livello dei mari e riscaldamento globale: una simulazione interattiva

Come sarà il livello dei mari nei prossimi anni? Se la domanda ha sfiorato le vostre menti e siete interessati a qualche previsione, New Scientist pubblica questa simulazione interattiva basata su due scenari immaginati dagli scienziati del IPCC, l' Intergovernmental Panel on Climate Change, del quale è recentemente uscito il quinto Assessment Report.
Nello scenario peggiore, da qui al 2100 il livello dei mari aumenterà di circa 80 cm, in media. In quello migliore di poco più di 50 cm.Chiaramente, in ciascuno dei due scenari, l'aumento sarà diverso a seconda della zona geografica, con alcune aree in cui l'aumento del livello del mare sfiorerà i 120 cm.



image credit newscientist.com

mercoledì 24 luglio 2013

Come cambieranno temperatura e precipitazioni da qui al 2100: due simulazioni Nasa

La Nasa non è nuova a simili simulazioni. Il cambiamento climatico, sia o meno causato dall'uomo, sembrerebbe legato al cosiddetto effetto serra, dovuto a gas come il diossido di carbonio. Per questo, nelle due animazioni realizzate dal Goddard Space Flight Center della Nasa, in cui si cerca di prevedere il cambiamento della temperatura media e delle precipitazioni medie dal 2000 al 2100 negli Stati Uniti, l'elemento discriminante è proprio la CO2. Nonostante l'immaginabile ottimo livello scientifico alla base e l'eccellente qualità grafica delle animazioni, le due simulazioni un po' inquietano. E poco giova alla diminuzione dell'inquietudine considerare che nel 2100 non ci sarà più nessuno di tutti quelli che vedranno questi due video.

Temperatura. La prima simulazione riguarda il cambiamento della temperatura media dal 2000 al 2100, è comparata ai cambiamenti avvenuti tra il 1970 e il 1999 ed è basata su 15 modelli climatici globali. Si prendono in considerazione due scenari, relativamente alla concentrazione di CO2, attualmente intorno alle 400 ppm: 1° scenario CO2 a 550 ppm; 2° scenario CO2 a 800 ppm. Nel 1° scenario la temperatura media salirebbe di 4,5°F (2,5°C), nel 2° di 8°F(4,4°C). (Dal giallo al rosso aumento più marcato della temperatura media) [fonte].




giovedì 26 aprile 2012

Benvenuti nell'Antropocene: come la nostra specie ha cambiato il Pianeta

In questi straordinari filmati  Globaia, un'organizzazione con scopi educativi rivolti a sviluppare nei cittadini la consapevolezza della questione ambientale, presenta la storia dell'Antropocene, termine inventato dal Nobel  e chimico olandese Paul Crutzen, ad indicare l'era geologica dell'Uomo, soprattutto in chiave climatica, in cui l'uomo e la sua attività sono in grado di modificare l'ambiente in cui viviamo e il suo clima.
E' la storia dei cambiamenti che l'uomo ha impresso al pianeta fino, forse, a influire direttamente sulla sua dinamica, sull'alternarsi delle stagioni, sui complessi meccanismi che regolano il rapporto tra specie viventi e tra mondo organico e inorganico.
Si comincia  nell'Inghilterra di 250 anni fa, in piena rivoluzione industriale. Come un enorme reticolo di vasi sanguigni o come una estesa arborizzazione neurale, ecco formarsi una rete di collegamenti che si diffonde in maniera sempre più capillare, sino a coprire l'intero pianeta.
Questa accelerazione delle normali dinamiche della Terra è forse responsabile della perdita di specie viventi, la biodiversità e delle modifiche climatiche che appaiono sempre  più irreversibili.




Nasa: come le correnti oceaniche sciolgono i ghiacciai

Le correnti oceaniche calde sono le maggiori responsabili delle recenti perdite di ghiaccio antartico. E' quello che emerge da un recente studio effettuato con l'ausilio del satellite ICESat della Nasa (Ice, Cloud, and land Elevation Satellite). Le zone rosse (nel filmato) rappresentano uno spessore del ghiaccio superiore a 550 metri mentre quelle blu inferiore a 200 metri. Nell'animazione si vedono proprio queste correnti oceaniche intorno alle piattaforme dei ghiacciai. 
Grazie all'interazione delle misure di ICESat e dei modelli matematici, lo studio è riuscito nell'intento di distinguere i due processi di scioglimento, quello causato dalle correnti marine per la parte ventrale dei ghiacciai e le correnti d'aria responsabili dello scioglimento della parte emersa.
I risultati mostrano come  su 54 piattaforme di ghiaccio almeno 20  sono state sciolte principalmente dalle correnti oceaniche calde.  Molte di queste piattaforme sono situate nella parte occidentale dell'Antartide dove i ghiacciai interni che scivolano verso la costa, assottigliandosi, aumentano il livello del mare, contribuendo così ad accentuare il fenomeno.
Il risultato è stato pubblicato su Nature [Pritchard et al. 2012]. Il gruppo ha utilizzato una mole impressionante di dati: 4,5 milioni di misurazioni altimetriche prese dal satellite nel periodo tra ottobre 2003 e ottobre 2008. In questo lasso di tempo hanno verificato la variazione dell'altezza delle piattaforme di ghiaccio, con l'aiuto di modelli matematici per annullare le modifiche dovute a nevicate e compattamento della neve, nonchè per l'effetto dovuto alle  maree.

martedì 17 aprile 2012

Contare i pinguini dallo spazio

Grazie alle immagini ad alta definizione dal satellite, gli scienziati sono riusciti a contare quanti pinguini ci sono in Antartide. Sono 600.000, il doppio di quanto si pensasse. Se vogliamo sapere se i cambiamenti climatici influiscono sulla popolazione di pinguini, dobbiamo conoscerne il numero, così dice Peter Fretwell del British Antarctic Survey. E il risultato è stato piuttosto sorprendente. Seguendo il guano hanno scoperto che ce ne sono appunto 600.000.
"If we want to understand whether emperor penguins are endangered by climate change, we have to know first how many birds there are currently and have a methodology to monitor them year on year," said Peter Fretwell from the British Antarctic Survey (BAS).
"This study gives us that baseline population, which is quite surprising because it's twice as many as we thought, but it also gives us the ability to follow their progress to see if that population is changing over time," he told BBC News. [fonte BBC]




martedì 7 febbraio 2012

Perchè gli inverni sono sempre più freddi?

imagecredit ecologiae.com
Nel dicembre 2010 postavo questo articolo sui cambiamenti climatici e sull'apparente paradosso del riscaldamento globale e degli inverni sempre più freddi. Ora, in questo momento il freddo e il gelo sono di grande attualità ma da quel dicembre 2010 le possibili cause non sono cambiate: scioglimento dei ghiacciai artici. Vi ripropongo quel pezzo con l'aggiunta di questo su Focus che dice le stesse cose.






martedì 24 gennaio 2012

Temperatura della Terra dal 1880 al 2011: un'animazione

Le zone rosse indicano una temperatura superiore alla media e le zone blu una temperatura inferiore alla media. E' il risultato del Goddard Institute for Space Studies della Nasa. Le temperature segnano un brusco aumento a partire dagli anni '70 del secolo scorso. In questa animazione viene mostrata l'evoluzione della temperatura del pianeta dal 1880 ai giorni nostri.

mercoledì 11 gennaio 2012

Il posto dove non vorresti essere: mappa dei paesi a rischio cambiamento climatico

Tre diverse mappe sulla vulnerabilità climatica del nostro mondo. Le trovo su Shaping Science Policy e appartengono a tre diversi organismi: la prima è una ricerca accademica  [Samson et al. 2011], la seconda si deve a un'agenzia privata Maplecroft e la terza alle Nazioni Unite.
Mappe leggermente differenti, a riprova della difficoltà previsionale sulle dinamiche climatiche., ma che comunque individuano grandi aree fortemente a rischio.

imagesource shaping science policy © Geb


imagesource shaping science policy © Maplecroft



imagesource shaping science policy © UN


Samson, J., Berteaux, D., McGill, B.J., & Humphries, M.M. (2011). Geographic disparities and moral hazards in the predicted impacts of climate change on human populationsGlobal Ecology and Biogeography, 20,532–544.


United Nations Office for Coordination of Humanitarian Affairs (2008). Climate change and human vulnerability: Mapping emerging trends and risk hotspots for humanitarian actors. Discussion Paper. Geneva: Cooperative for Assistance and Relief Everywhere, Inc. (CARE).

mercoledì 9 novembre 2011

Laboratorio climatico interattivo

source bambini-news.it
Si sa che il clima è una delle questioni più importanti del nostro prossimo futuro.Un recente rapporto del Cdiac (carbon dioxide information analysis center) riguardante il 2010, afferma che vi è stato un aumento delle emissioni di CO2 del 5,9% sul 2009. E' dunque argomento della massima urgenza, insieme a quello della salvaguardia ambientale (un sito di statistiche mondiali riporta la distruzione dall'inizio dell'anno di quasi 4,5 milioni di ettari di foreste). Un modo per aumentare la sensibilità delle persone o, meglio, per formarla quasi ex-novo, è quello di cominciare da piccoli, abituando a tutti quei comportamenti virtuosi e rispettosi del nostro ambiente. In questo compito sono sempre benvenute le risorse che educano divertendo. Che è quello che cerca di fare questo sito: billsclimatelab. Servendosi della presenza di Bill Nye, vincitore di un Emmi award in science education, Chabot Space & Science Center presentano questo sito interattivo, molto ben disegnato e strutturato (anche se un po' esoso di banda), che si propone come guida divertente e puntuale al risparmio energetico e a tutti quei comportamenti che diminuendo i nostri consumi allentano anche la produzione di inquinanti e gas serra e allentano pure la nostra morsa sul pianeta. Alfabetizzazione ecologica e strategie del risparmio energetico, in maniera divertente. Utile anche in classe, ma non solo.



lunedì 4 luglio 2011

Cambiamenti climatici: una mappa interattiva

Una interessante mappa dei cambiamenti climatici realizzata dalla Union of Concerned Scientist, con una Hot Map, e anche delle Solutions. 



venerdì 24 dicembre 2010

Il clima, questo sconosciuto

Molti si domandano: ma com'è possibile che ci sia un riscaldamento globale del pianeta se abbiamo inverni sempre più freddi, da qualche tempo a questa parte?
E' possibile, e anche spiegabile.
Luigi Bignami, su Repubblica, dice che l'Europa del Nord, il Nord America e l'Asia Orientale dovranno attendersi inverni sempre più freddi, mentre Groenlandia e Canada avranno un fenomeno opposto, cioè un aumento delle temperature medie. Per trovare l'origine di questi fenomeni bisogna andare al Polo Nord. L'aumento della temperatura al polo determina uno scioglimento dei ghiacciai e una variazione della pressione atmosferica a quelle latitudini che comporta una variazione dei venti freddi provenienti dal polo. James Overland, del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) afferma che lo scioglimento dei ghiacciai artici porta ad un aumento del volume dei mari e ad un conseguente aumento del calore che questi trattengono, aumentando il fenomeno.
In più, la cosiddetta Oscillazione Artica, cioè la differenza tra alta pressione alle medie latitudini e bassa pressione polare, porta ad un aumento del flusso di aria fredda dal Polo Nord verso le medie latitudini, che tenderà a portarci degli inverni sempre più freddi e nevosi.
Sul sito del NOAA ci sono alcune tabelle che illustrano le variazioni della temperatura e di altri parametri intervenuti nel corso degli ultimi tempi.


Restringimento del volume dei ghiacciai

fonte noaa.bov


A

Aumento del livello dei mari


Aumento della temperatura globale e concentrazione di CO2


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