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venerdì 21 novembre 2014

Missione Rosetta: il suono dell'atterraggio sulla cometa

Sono solo due secondi di registrazione ma hanno pari dignità con le più famose melodie. E' la registrazione del primo impatto del lander Philae sul suolo della cometa 67P. In realtà, si tratta della registrazione delle vibrazioni meccaniche (quelle dell'impatto dei tre piedi di Philae sulla cometa) a frequenze acustiche, cioè che si possono udire, sulle quali sono stati fatti solo pochi aggiustamenti tecnici. La pari dignità sonora rispetto alle più famose melodie terrestri è data dal notevolissimo impegno tecnico necessario perchè fosse possibile registrarle: inviare cioè una sonda su una cometa a 500 milioni di chilometri di distanza dalla Terra,  un controllo da remoto con mezz'ora di ritardo, e una competenza tecnico-scientifica di prim'ordine per poter portare a compimento la missione. Questa la ricetta che ha permesso di far atterrare con precisione quasi chirurgica un lander dopo 10 anni di viaggio. Come minimo, ogni piccola informazione proveniente dal lander deve essere accolta con l'entusiasmo con cui si accoglie il primo vagito di un neonato.
Ed ecco, per gli appassionati melomani e non solo, il suono dell'atterraggio. Per ulteriori notizie tecniche: The sound of touchdown, sul sito dell'ESA.

mercoledì 12 novembre 2014

Atterraggio della sonda Rosetta sulla cometa: diretta video dall'Agenzia Spaziale Europea

Per chi volesse seguire l'atterraggio di Philae ( il lander che si è staccato dalla sonda Rosetta alle 9:35) sulla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko, previsto per le 16:30 circa (ora italiana), l'Agenzia Spaziale Europea ha predisposto una diretta video. A causa del ritardo nella comunicazione radio però, la conferma dell'avvenuto atterraggio si avrà in una finestra temporale di un'ora centrata sulle 18:02 ora italiana. Già da ora, comunque, è possibile seguire il dibattito su questa importantissima  missione. Per ulteriori notizie consultare il blog della missione Rosetta sul sito  ESA.



mercoledì 6 agosto 2014

Rosetta arriva all'appuntamento con la cometa: diretta streaming

Finalmente, a partire più o meno dalle 10:00 ora italiana (8:00 GMT) di oggi mercoledì 6 agosto, Rosetta arriverà al'appuntamento con la cometa così a lungo inseguita che, tra parentesi, non ha un  nome propriamente romantico: 67P/Churyumov-Gerasimenko . E' la prima volta nella storia dei voli spaziali che viene tentato un esperimento simile che, a novembre, prevederà pure un atterraggio. Il lungo viaggio di Rosetta è iniziato 10 anni anni e le ha visto percorrere qualcosa come 6 miliardi di chilometri.
Per altre informazioni su Rosetta, sulla sua storia e sulla cometa, fare riferimento al sito della ESA, l'Agenzia Spaziale Europea. Intanto, per chi volesse seguire la diretta dell'avvicinamento c'è questa diretta della European Space Agency.


Watch live streaming video from eurospaceagency at livestream.com

venerdì 27 giugno 2014

Cos'è la nutrigenomica? L'influenza dei nutrienti sull'espressione genica. Un'introduzione "spaziale"

L'occasione è lo studio di un'alimentazione il più possibile mirata e performante allo scopo di favorire, anche dal punto di vista nutrizionale, la missione sulla Stazione Spaziale Internazionale di Samantha Cristoforetti, l'astronauta italiana che parteciperà, da qui ai prossimi mesi, a questa strabiliante avventura in orbita intorno alla Terra. Questa è appunto la nutrigenomica, lo studio degli effetti dell'alimentazione sull'espressione genica.
Una breve introduzione la fornisce Filippo Ongaro, ex medico degli astronauti ESA che con Avamposto 42 guida galattica per terrestri in missione, monitora l'avventura della nostra Cristoforetti.


sabato 9 novembre 2013

Rientro satellite GOCE sulla Terra: "remota possibilità di caduta in Italia". Simulazioni e consigli della Protezione Civile


Aggiornamento 10 novembre della Protezione Civile, escluso ogni impatto sul territorio italiano:

Nell’ultimo aggiornamento sul rientro incontrollato del satellite GOCE (Gravity Field and Steady State Ocean Circulation Explorer), essendosi ridotta ulteriormente la finestra temporale, l’Agenzia Spaziale Italiana ha escluso un eventuale impatto dei frammenti del satellite sul territorio italiano.

La Protezione Civile, nel comunicato di sabato 9 novembre, non esclude "la remota possibilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul nostro territorio". Si parla del satellite GOCE  (Gravity Field and Steady State Ocean Circulation Explorer) dell'ESA (l'Agenzia Spaziale Europea), che ha terminato la sua missione e sta ritornando sulla Terra, la cui finestra temporale per il rientro è tra oggi alle 22:00 e lunedì alle 13:00. Il satellite,  secondo l'ESA, in gran parte si dovrebbe disintegrare a contatto con l'atmosfera, generando alcuni frammenti non più pesanti di 95 kg.
Nonostante la bassa probabilità di che i frammenti possano colpire il nostro paese, e nonostante non si sappia dove andranno a cadere, la Protezione Civile, che segue costantemente il rientro, ha diramato dei suggerimenti per  alcune regioni in certe brevi fasce orarie:

mercoledì 29 maggio 2013

Lancio e arrivo della Soyuz diretta alla Stazione Spaziale Internazionale

E' partita alle 22:30 (CEST) di ieri sera 28 maggio, dal Baikonur Cosmodrome in Kazakhstan, la navicella Soyuz che porterà l'equipaggio della spedizione numero 36 direttamente alla Stazione Spaziale Internazionale. Dopo nove minuti la Soyuz era in orbita e dopo 5 ore e 46 minuti e una serie di manovre, si agganciava al modulo della ISS.  Dell'equipaggio fanno parte il comandante  Fyodor Yurchikhin della Russian Federal Space Agency (Roscosmos), l'astronauta della NASA Karen Nyberg e l'astronauta dell'ESA, la European Space Agency, il nostro Luca Parmitano [Nasa].

Il lancio.



lunedì 13 febbraio 2012

Lanciato vettore spaziale Vega: Avio porta in orbita l'Italia

Questa mattina dalla base del Centro Spaziale Europeo di Kourou nella Guyana Francese  è partito il lanciatore Vega con il suo prezioso carico, il satellite LARES, di Almasat-1 e di 7 piccoli satelliti CUBEsat. Il lanciatore Vega è prodotto al 65% da Avio, negli stabilimenti di Colleferro. Alta tecnologia italiana dunque in questo vettore spaziale. Ecco il lancio perfettamente riuscito:



venerdì 3 febbraio 2012

Lanciatore Vega: pronti al lancio del vettore Esa-Avio

imagecredit secrp.it
Quando si tratta di eccellenze del settore scientifico-tecnologico italiano è sempre bene parlarne. Ricevo una gentile richiesta in tal senso dal dott. Filippo Marano della Sec relazioni pubbliche e istituzionali edopo che l'ha fatto anche  la brava Annarita Ruberto in VEGA: A Breve Il Primo Volo Del Nuovo Lanciatore Sviluppato In Italia, pubblico il relativo comunicato stampa. Si tratta del nuovo lanciatore VEGA (Vettore Europeo di Generazione Avanzata) pronto, a breve, al suo primo lancio da Kourou, nella Guyana Francese. Di seguito il comunicato stampa, alcune immagini del lanciatore e uno straordinario filmato di presentazione.

sabato 28 maggio 2011

Alla ricerca delle onde gravitazionali

Galileo e la caduta dei gravi, Luigi Catani 1816
Quando Galileo fece i suoi famosi esperimenti dalla torre di Pisa e dedusse che i corpi cadono tutti con la stessa accelerazione scoprì un aspetto fondamentale di questa cosa elusiva e insieme fondamentale che è la forza di gravità. Einstein, invece, intuì che un corpo come una stella deforma, con la sua massa,  lo spazio-tempo, allo stesso modo che fa una biglia su un telo teso. La gravità, o meglio l'interazione gravitazionale,  è quella forza attrattiva che si esercita tra oggetti nello spazio che possiedono una massa. Notoriamente il mediatore di questa interazione gravitazionale è il gravitone ma ancora più notorio è il fatto che questa particella non è stata ancora isolata.
In sostanza, l'esistenza stessa di un universo con migliaia di galassie e miliardi di stelle si deve all'interazione gravitazionale. Ma come si trasmette questa interazione gravitazionale tra i corpi dotati di massa? Einstein comprese che, in maniera simile a quello che accade con le onde elettromagnetiche, l'interazione gravitazionale si trasmette attraverso onde gravitazionali, che si muovono alla velocità della luce.
credit astrosurf
Un ottimo laboratorio per osservare l'effetto delle onde gravitazionali è la stessa Terra. La reciproca attrazione gravitazionale che si esercita tra Terra e Sole non è uguale in tutti i punti della Terra. In quei punti più vicini al Sole è più forte rispetto a quelli più lontani e inoltre, vi è differenza anche tra punti distanti tra loro per le diverse direzioni con cui puntano verso il centro della nostra stella. Queste differenze producono increspature sulla superficie del nostro pianeta che si manifestano sotto forma di marea. Lo stesso effetto, più intenso, è esercitato dal nostro satellite, la Luna. Le maree sono dunque un effetto osservabile dell'esistenza di questa interazione gravitazionale tra corpi dotati di massa. Le onde gravitazionali trasmettono l'interazione tra le particelle dei due corpi che interagiscono.


lisa - credit nikhef
LISA
Gli scienziati vogliono misurare queste onde gravitazionali. A questo scopo, Nasa ed Esa hanno approntato una missione spaziale il cui acronimo è LISA, cioè: Laser Interferometer Space Antenna.
LISA è formato da 3 satelliti che orbitano intorno al Sole. Questi 3 satelliti occupano i 3 vertici di un triangolo equilatero con i lati di circa 5 milioni di chilometri. Questi tre satelliti ruotano intorno al Sole  con un periodo di rivoluzione di un anno. In ogni satellite vi sono 2 blocchi di oro e platino con lato di 5 centimetri e con una massa di due chili ognuna, ed è proprio dalla misurazione dell'interazione tra questi blocchi sui satelliti che dipende il rilevamento delle onde gravitazionali. Affinchè non vi sia nessun altra influenza che quella delle onde gravitazionali, questi blocchi di oro e platino non sono mai a contatto con le pareti del satellite, ma fluttuano liberi. Lo scopo è di registrare l'influenza delle onde gravitazionali su queste masse, utilizzando un laser montato su ogni satellite, che invia un fascio laser alle masse di oro e platino e, sfruttando l'effetto Doppler, misura lo spostamento della frequenza del fascio di ritorno,  imputabile alla variazione di velocità dovuta alle onde gravitazionali. La sensibilità, a quelle distanze, arriva a variazioni della velocità dell'ordine di 10-12 chilometri orari.

credit scienceblog
I corpi invisibili
Quasi tutte le stelle della nostra galassia, la Via Lattea, orbitano intorno a un oggetto di grande massa  ma  invisibile alla nostra osservazione diretta. Possiamo solo ipotizzarne la presenza  e dedurne la massa, che è all'incirca 4 milioni di volte quella della nostra stella. Inoltre, spesso capita che le galassie  vengano a trovarsi a una distanza tale che questi corpi invisibili, con tutta probabilità buchi neri, iniziano ad interagire dando vita a quello che si chiama un sistema binario. Questi sistemi binari sono una fonte di onde gravitazionali di grande intensità. Soprattutto se si pensa al loro destino  che, a causa del movimento delle galassie, sovente è quello di collassare uno verso l'altro in una traiettoria a spirale e generare onde gravitazionali di eccezionale intensità. Queste onde, se generate da masse dell'ordine tra 10 mila e 100 milioni quelle del Sole, dovunque si trovino sono rilevabili da LISA.

Ora, bisogna considerare che rilevare le onde provenienti da corpi così lontani nello spazio significa, allo stesso tempo, andare indietro nel tempo, a causa della velocità finita della luce. In questo modo, LISA potrebbe ricostruire la storia dell'Universo rilevando questo concerto di onde provenienti dallo spazio e dal tempo remoti, una storia basata sulla formazione di masse così concentrate come sono i buchi neri.

Questi buchi neri sono oggetti veramente voraci, capaci di inghiottire senza problemi stelle o piccoli buchi neri abbastanza vicini in più, grazie alla loro enorme forza di gravità, sono in grado di generare delle profonde distorsioni marea su quelle stesse stelle vicine. Un'altra caratteristica specifica dei buchi neri è in grado di fornire informazioni. C'è un confine, detto orizzonte degli eventi, rispetto al quale tutti i segnali provenienti dal buco nero sono bloccati. Tutto ciò che si trova all'interno dell'orizzonte degli eventi (una sorta di sfera di influenza prossimale che circonda il buco nero) non esce più. In questo modo, seguendo un oggetto come un piccolo buco nero che precipita su un buco nero più massiccio, dalle informazioni provenienti lungo questo tragitto fino alla scomparsa di ogni segnale, una volta attraversato l'orizzonte degli eventi, si sarà in grado sia di ricostruire una mappa  delle onde gravitazionali e dimostrare che questi oggetti invisibili sono buchi neri.

radiazione cosmica di fondo


Cosmologia gravitazionale
Una scoperta fondamentale degli ultimi anni è la probabile accelerazione dell'espansione dell'universo, imputabile a una qualche energia oscura. Riuscire a misurare questa espansione è di vitale importanza per comprendere la storia e il destino dell'universo. Il rilevamento delle onde gravitazionali non è in grado di fornire la misura della velocità di fuga delle galassie però può determinare con buona approssimazione la distanza di queste galassie da noi.

Lo studio della cosmologia gravitazionale potrebbe rivelarsi fondamentale per comprendere molti fenomeni tuttora sconosciuti. Per esempio, il fondo cosmico di microonde è una radiazione che pervade tutto l'universo e che rappresenta una sorta di reperto fossile del Big Bang. Dopo circa 380 mila anni dal Big Bang l'universo è diventato trasparente alle radiazioni e ha cominciato a emettere questo  fondo cosmico, inizialmente a una temperatura di circa 3000 °C, temperatura che poi è scesa parecchio durante l'espansione dell'universo fino agli attuali -270 °C. Però, durante  tutta la sua vita, l'universo è stato trasparente alle onde gravitazionali e questo rende LISA potenzialmente in grado di rilevare anche quelle emesse 10-18 secondi dopo il Big Bang, quando l'estensione dell'universo era di circa 1 millimetro e la sua temperatura di  10 milioni di miliardi di gradi.
Anche i modelli che si basano sulla teoria delle stringhe potrebbero giovarsi di queste osservazioni di LISA. Questi modelli prevedono che oggetti chiamati superstringhe cosmiche vengano stirati durante l'espansione dell'universo, emettendo onde gravitazionali caratteristiche: se dovessero essere rilevate sarebbe una prova della validità di questi modelli e dell'esistenza delle stringhe.

Grandi aspettative dalle prossime missioni spaziali, tra cui appunto LISA, missione che vede la partecipazione di Nasa, Esa e altre agenzie spaziali europee tra le quali quella italiana (Asi). Tanto importante, che si è pensato addirittura ad un'altra missione, chiamata LISA Pathfinder, che si occupasse di seguire quella principale, controllandone il corretto svolgimento.


Questo articolo partecipa al Carnevale della Fisica # 19 che si tiene su IncredibleButTrue.

mercoledì 6 aprile 2011

Si assottiglia lo strato di ozono nell'Artico


Riporta l'ESA che il satellite Envisat ha rilevato, in marzo, alcune delle più basse concentrazioni di ozono mai registrate nell'emisfero nord. 
Questo minimo storico si deve probabilmente a venti freddi di eccezionale forza, conosciuti come vortice polare, che hanno impedito il mescolamento dell'aria polare con quella delle medie latitudini, isolando il Polo Nord. La conseguenza di questo stato di cose è l'abbassamento della temperatura. L'assenza di mescolamento con aria più calda e ricca di ozono (infatti l'ozono si forma maggiormente sopra aree più riscaldate dai raggi solari) diminuisce lo strato di ozono con funzione protettiva nei confronti della radiazione UV.
La radiazione elettromagnetica solare che colpisce queste masse di aria fredda libera atomi di cloro e bromo -continuano all'ESA- a una concentrazione simile a quella presente ad altezze inferiori. Come noto, cloro e bromo sono ritenuti responsabili di  legarsi all'ozono trasformandolo in ossigeno biatomico. 
La concentrazione di ozono sopra l'Artico, dicono all'ESA, varia notevolmente da un inverno all'altro, in dipendenza della temperatura. L'ultima temperatura così bassa registrata nella stratosfera sopra il Polo Nord si ebbe nel 1997. Le risposte degli scienziati, sul futuro, non sono però così certe
"In a changing climate, it is expected that on average stratospheric temperatures cool, which means more chemical ozone depletion will occur," said Mark Weber from the University of Bremen.
"On the other hand, many studies show that the stratospheric circulation in the northern hemisphere may be enhanced in the future and, consequently, more ozone will be transported from the tropics into high latitudes and reduce ozone depletion."
Per rispondere a queste domande occorre continuare le ricerche, soprattutto studiare i modelli dinamici e chimici dell'ozono stratosferico. Per questo
 "Measurements from the Envisat’s Sciamachy, MIPAS and GOMOS instruments are providing unique ozone information that is important in enabling scientists to separate chemical and dynamical changes and helping to identify the influence of climate change on the stratosphere. It is, therefore, essential to keep these instruments measuring for as long as possible," said Weber.
La comprensione di questi fenomeni proviene in gran parte dalle misurazioni garantite dai satelliti, ed è per questo che è necessario  mantenerli attivi il più a lungo possibile.




concentrazioni artiche di biossido di cloro 2002-2011




Fonte
ESA - Record low of ozone over Arctic

sabato 19 febbraio 2011

ESA: lancio della Keplero per i rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale

Ecco il video del lancio della Keplero, alle 21,50 del 16 febbraio (18,50 locali) nella Guiana francese, della missione ATV (Automated Transfer Vehicle) dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA). E' una navicella senza equipaggio e la sua missione durerà quattro mesi.





rappresentazione artistica Keplero fonte ESA

lunedì 14 febbraio 2011

Mars 500: 520 giorni isolati dal mondo in un viaggio simulato su Marte

Ma quando tornano, poi pigliano noi, per marziani, perchè non si parlerà più di casi ruby, di processi brevi, di bipolarismi, perchè finalmente la società civile sarà entrata in politica e i soldi saranno usciti (dalla politica) e allora si vedrà se a guidare erano gli interessi e ideali pubblici o quelli privati.
Non sono impazzito, almeno per ora. Lo spunto me lo dà questo Primo atterraggio simulato su Marte. Il pianeta rosso (è una congiura!) è infatti oggetto di una missione virtuale per verificare difficoltà, imprevisti, gestione della solitudine e risposte fisiologiche e psicologiche del viaggio e dell'atterraggio sul pianeta. Coinvolti sei astronauti, in una missione cominciata otto mesi fa, dal nome Mars 500. Lunedi 14 febbraio si simulerà l'atterraggio su Marte, con l'equipaggio diviso in due squadre, chi fingerà di atterrare
  • Alexandr Smoleevskiy (comandante e pilota), Diego Urbina (ingegnere elettronico), Wang Yue (ingegnere di volo)
e chi continuerà a fingere di essere nella navicella in orbita intorno a Marte
  • Alexey Sitev (comandante di volo), Sukhrob Kamolov (medico), entrambi russi, Romain Charles (ingegnere di volo)
Il luogo in cui si svolge l'addestramento si trova in Russia, all'Istituto di Biomedica di Mosca e l'organizzatore è L'ESA, l'Agenzia Spaziale Europea. Uno dei sei astronauti si chiama Diego Urbina, è italo-colombiano e ha studiato al Politecnico di Torino. Ha anche una pagina su twitter dove racconta la sua esperienza in tempo reale.
Una cosa particolare che si è osservato attraverso gli esperimenti condotti con questa missione virtuale è che alcuni membri dell'equipaggio soffrono di una infiammazione intestinale, forse dovuta al genere di alimentazione cui sono sottoposti. Altri parametri monitorati sono la concentrazione di grassi omega-3 nel sangue, che sembrano avere un effetto benefico sull'umore, la flora batterica del tratto digestivo, come campanello d'allarme della diffusione batterica nella navicella, nonchè gli effetti di alte concentrazioni di CO2 respirata dagli astronauti.
Sul sito dell'ESA c'è una galleria fotografica e video della missione.


sabato 8 gennaio 2011

A bordo della Cassini per un viaggio interattivo su Saturno

La sonda Cassini-Huygens faceva parte della missione spaziale che ha visto partecipare insieme NASA, ESA e ASI. Partita nel 1997  ha lo scopo di studiare il pianeta Saturno e i suoi satelliti, che ha raggiunto nel 2004. Su en.wikipedia una trattazione più articolata. Qui di seguito vi propongo un viaggio interattivo a bordo della navicella Cassini fin su Saturno e sulle sue lune. Pronti a partire? Iniziate il conto alla rovescia.



venerdì 7 gennaio 2011

Anteprime per il 2011 dell'Agenzia Spaziale Europea

Il 2010 è stato un anno pieno di attività, ma anche il 2011 si preannuncia molto interessante dal punto di vista delle attività spaziali. Così esordiscono alla ESA, in questa Preview del 2011.
Alcune  delle attività in cui sarà impegnata l'ESA quest'anno:
  • Il 2011 è l'anniversario del primo volo umano nello spazio, quello di Jurij Gagarin avvenuto 50 anni fa, il 12 aprile 1961.
  • Della missione partita con la Soyuz il 15 dicembre scorso fa parte Paolo Nespoli, che rimarrà in orbita fino a maggio, sostituito da un altro italiano, Roberto Vittori, con una missione Shuttle.
  • Vi sarà poi il lancio dell'ATV (Automated Transfer Vehicle) con l'Ariane 5. L'ATV è un progetto per il trasferimento automatico di tutti i rifornimenti necessari a una stazione spaziale orbitante senza intervento dell'uomo.
  • Inoltre, nella Guyana Francese, ci sarà il lancio sia della Soyuz che della Vega, a completamento di quello dell'Ariane 5, per rafforzare l'accesso dell'Europa allo spazio.


Ecco un filmato con un  riepilogo.






Per approfondimenti, in italiano:
http://it.wikipedia.org/wiki/Automated_Transfer_Vehicle
http://it.wikipedia.org/wiki/Ariane_5
http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Nespoli
http://it.wikipedia.org/wiki/Jurij_Gagarin


In inglese:
http://www.arianespace.com/news-soyuz-vega/2010/2010_12_9_soyuz_update.asp

mercoledì 5 gennaio 2011

Il sito dell'astronauta Paolo Nespoli all'Agenzia Spaziale Europea


MagISStra è il sito dell'Agenzia Spaziale Europea che si occupa della missione alla quale partecipa il nostro Paolo Nespoli. Il termine unisce la parola latina magistra, che significa maestra con l'acronimo ISS (International Space Station). Nel sito è presente l'elenco di tutto l'equipaggio della missione.

  • Paolo Nespoli, ingegnere aerospaziale
  • Catherine Coleman, chimico 
  • Dmitri Kondratyev, economista e statistico
  • Scott Kelly, pilota
  • Oleg Skripochka, ingegnere meccanico
  • Aleksandr Kaleri, ingegnere
  • Andrei Borisenko, ingegnere di volo
  • Alexander Samokutyayev, pilota e ingegnere
  • Ronald Garan, pilota
C'è inoltre una galleria multimediale con filmati e fotografie straordinari, compreso il lancio della Soyuz il 15 dicembre 2010 che ha portato in orbita l'equipaggio.
fonte esa
Vi sono anche le ultime fotografie dallo spazio, comprese alcune foto in 3D.


fonte esa




   

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