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domenica 24 marzo 2013

La "leggenda" dei due marò in India (proposta da stampa e politica)

Il titolo non vuole essere una presa in giro della vicenda, anche perchè riguarda la morte di due persone e l'accusa di omicidio di due italiani, ma la constatazione che, forse, l'intera vicenda così come è stata riportata dalla stampa e dalla politica non corrisponde propriamente al vero.
A fare un po' di luce sulla questione, provando a ristabilire la verità dei fatti, ci prova un giornalista, Matteo Miavaldi, esperto di questioni orientali, collaboratore di numerose testate e caporedattore del sito China Files che, in una serie di documentati articoli smonta alcune delle leggende che sono circolate in Italia dall'inizio della vicenda dei marò. Miavaldi  ha dedicato parecchie pagine alla questione, prendendo in considerazione i vari momenti che hanno costellato tutta la sequenza di eventi dal giorno dell'uccisione dei due indiani.

martedì 6 marzo 2012

Farnesina: protesta per la decisione dell'India di arrestare i marinai italiani

imagecredit ilgazzettino.it
Un comunicato stampa dei Ministero degli Esteri fa seguito alla decisione del giudice indiano di trasformare il fermo in arresto e di ordinare il trasferimento in carcere dei due marinai italiani.





Vivissima preoccupazione del Governo italiano per la decisione del tribunale di Kollam

Roma 05 Marzo 2012
Su indicazione del Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, il Segretario Generale della Farnesina, Giampiero Massolo, ha espresso oggi all’Incaricato d’Affari indiano a Roma Saurabh Kumar la vivissima preoccupazione del Governo italiano per la decisione del tribunale di Kollam di trasferire il Maresciallo Massimiliano Latorre e il Sergente Salvatore Girone in custodia giudiziaria nel carcere di Trivandrum con effetto immediato.
Nel definire inaccettabili tali misure in considerazione dello status dei nostri due militari e nel sottolineare l’estrema sensibilità della questione per le Autorità italiane, per le famiglie e per l’opinione pubblica e parlamentare italiana, l’Ambasciatore Massolo ha ribadito la ferma richiesta che ogni sforzo venga fatto per reperire prontamente per i nostri militari strutture e condizioni di permanenza idonee.

domenica 4 marzo 2012

I marinai fermati in India: vicenda sfruttata per la campagna elettorale?

Periodo di elezioni questo. Iran, Russia e anche India. In quest'ultimo paese si tratta solo di amministrative  in 5 Stati indiani ma, come si sa, le elezioni amministrative hanno spesso ripercussioni su quelle politiche.
Su Limes, a proposito dei marinai fermati in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori, Francesca Marino avanza alcune ipotesi:
La questione in sè - l’uccisione di due pescatori - in altre circostanze sarebbe finita tra le notizie di cronaca breve date dai quotidiani locali, come succede regolarmente per gli omicidi, la cattura o i pestaggi subiti dai pescatori Tamil da parte dello Sri Lanka. In genere faccende di questo genere vengono appena rilevate, quasi sempre la polizia non si prende neanche la briga di indagare, nei casi più fortunati i parenti delle vittime ricevono una più o meno modesta compensazione in denaro e la cosa finisce là.
Perchè dunque questa volta, al di là  dell'ovvio rispetto per le vittime, la questione avrebbe assunto un'altra piega?
L'ipotesi è questa: Sonia Gandhi, leader del Congress, il partito al Governo, è italiana di nascita ed italiani sono anche i marinai e la nave coinvolti nella vicenda. E' un'occasione buona da sfruttare da parte degli altri partiti per la campagna elettorale
e sull’italianità di Sonia Gandhi le opposizioni, in particolare il Bharatiya Janata Party e i partiti di stampo integralista induista, hanno cercato di costruire più di una campagna elettorale.
trasformando la cosa in una questione di orgoglio nazionale
 Perché se è vero che nessuno - neanche gli integralisti più arrabbiati - ha osato fino a questo momento coinvolgere direttamente la signora Gandhi, è anche vero che tutta la vicenda si è trasformata, non si sa quanto ad arte, in una questione di orgoglio nazionale. Fomentata, ancora una volta non si sa quanto ad arte e quanto per semplice mancanza di notizie più rilevanti, da tutti i media indiani. 
Dietrologia politica o sano realismo? Nei prossimi giorni ne sapremo sicuramente di più.
Qui l'articolo su Limes

giovedì 23 febbraio 2012

Marinai arrestati in India: missione sottosegretario De Mistura e nuovo comunicato governo indiano

Preneet Kaur Ministro Esteri indiano
imagecredit  rediff.com
Forse devono aver letto le dichiarazioni di De Mistura da qualche parte perchè  nell'ultimo comunicato del Governo indiano si legge:
Mistura said there was an agreement on three points, but Kaur denied having reached any understanding.
"The only agreement is that the law will take its own course," she said.
Mistura afferma che c'è stato un accordo su tre punti, ma Kaur nega di aver raggiunto alcun accordo. "L'unico accordo possibile è che la legge faccia il suo corso" ha detto. 


mercoledì 22 febbraio 2012

Marinai arrestati in India: ci fu un attacco di pirati vicino a Kochi, lo dice l'International Maritime Bureau

Sul fatto che quel 15 febbraio ci fossero dei pirati in zona non sembrerebbero esserci più dubbi, considerato il rapporto del IMB (International Maritime Bureau) della ICC (International Chamber of Commerce). Infatti, questo rapporto  asserisce che il giorno 15 febbraio, quello dell'uccisione dei due pescatori indiani, in zona vi erano anche due imbarcazioni di pirati che fecero un tentativo di attacco nei confronti di un crude tanker:
054-12
Date:Wed Feb 15 2012
Type of Vessel :Crude Tanker
Attack Posn Map :














lunedì 20 febbraio 2012

Militari italiani arrestati in India: comunicato del Governo indiano

Questo il comunicato presente sul sito del Governo indiano in merito alla vicenda dei due militari italiani accusati di omicidio. Comunicato piuttosto laconico.


Italian naval guards remanded to 3 days police custody

Feb 20, 8:35 PM

In Kerela, the two Italian naval guards of Vessel Enrica Lexie charged with the killing of two Indian fishermen off Kerala coast were today remanded to three-day police custody. The Naval guards - Latore Massimiliano and Salvatore Girone - were produced before Judicial Magistrate at his residence at Karunagapally in Kollam District amidst tight security.

First Class Judicial Magistrate K P Joy remanded the two accused to judicial custody till March 5, but handed them over to investigators accepting a police plea for further questioning. Both the accused have been taken back to Kochi.

The Italian duo allegedly involved in murdering two fishermen last week off Kerala coast were arrested yesterday at Kochi after days of diplomatic activity between India and Italy. Kerala police have already charged a case for murder under section 302 of IPC .
The two Italian marines have been charged with murder under Section 302 of the IPC.
In sostanza il giudice ha rinviato tutto al 5 marzo, lasciando i due militari italiani in custodia alla polizia che ha facoltà di  interrogarli. 

La vicenda dei due marinai arrestati in India sulla stampa indiana

imagecredit blog.panorama.it
Questo è il Times of IndiaArrested Italians to be produced in court
KOCHI: The two crew members of an Italian ship who allegedly shot dead two Indian fishermen off theKerala coast will be produced before a court at Kollam on Monday, a day after their arrest, police said. 
[...] Two fishermen, Ajesh Binki, 25, from Tamil Nadu and Gelastine, 45, from Kerala, were allegedly mistaken as pirates and shot dead by the crew of the Italian cargo vessel Feb 15 evening, about 14 nautical miles off Alappuzha 
KOCHII due membri dell'equipaggio di una nave italiana che avrebbero ucciso due pescatori al largo delle coste indiane del Kerala, compariranno lunedì dinanzi a un tribunale a Kollam, un giorno dopo il loro arresto, così ha detto la polizia. 
 Due pescatori, Ajesh Binki, 25 anni, da Tamil Nadu e Gelastine, 45 anni, di Keralasarebbero stati scambiati per pirati e colpiti a morte da parte dell'equipaggio della nave cargo italiana il 15 febbraio sera, a circa 14 miglia nautiche al largo di Alappuzha.

mercoledì 2 marzo 2011

Ormai ci snobbano anche in India: corruzione, l'Italia è un passo avanti ?

Così riporta il titolo di un articolo di The Hindu, un giornale indiano in lingua inglese. L'autore, V. Naravane, comincia prendendola alla lontana


"Indians returning from trips to Europe usually tend to grouse about the rude rigidity of the Germans, the haughty froideur of the French, the extreme parsimony of the Dutch or the racism of the Austrians.
Italy, however, brings forth altogether different reactions: “They are friendly, garrulous, welcoming, and it is the only place in Europe that vegetarians can get a decent meal. But they are also thieves and double dealers. Given half a chance they'll take the very shirt off your back and the shoes off your feet and you won't even know how it happened, a bit like with the Bambaiya pickpockets. But then, you also somehow feel you are on familiar ground.”
Gli indiani ritornano dall'Europa  con i loro stereotipi sulle popolazioni che visitano: sulla rigidità dei tedeschi, sull'altezzosa freddezza dei francesi, sull'estrema parsimonia degli olandesi e sul razzismo degli austriaci. Sembra l'antipasto di quello che verrà dopo, il clou. E infatti, dopo c'è l'Italia.

Gli italiani ispirano reazioni contrastanti: sono amichevoli, loquaci, accoglienti e con un'ottima cucina, anche quella vegetariana. Ma sono ladri e in malafede (tiè!). Dategli solo una mezza possibilità e vi portano via camicia e  scarpe senza nemmeno sapere come è successo, un po' come i borseggiatori di Babaiya. Nonostante tutto però, ti senti a casa.

Anche perchè, come da loro in India,  la vita è caotica, nessuno obbedisce alle regole, i poliziotti sono corruttibili, c'è una grande evasione fiscale, la mafia controlla larghe parti di territorio, il governo conta poco e di solito solo per i benestanti: insomma, si vive proprio bene!

E non la smette mica qui, con la radiografia, l'amico indiano. Alla faccia dei soliti stereotipi pizza, mafia e mandolino.


In pochi pensano ai poveri, se si escludono le associazioni cristiane e qualche ONG, il denaro destinato a fronteggiare le calamità finisce nelle tasche dei funzionari e il clientelismo è dilagante. Questa che vi fornisco è una traduzione più o meno letterale di cosa scrive questo giornalista, che è poi uno specchio di come ci vedono, noi italiani, all'estero. In più, continua l'amico indiano, le case per i poveri sono le prime a cadere durante i terremoti, perchè sono costruite con materiali scadenti.

Verrebbe da dire: si, ma  a parte questo? Ma non si può fare perchè quello che dice è vero.
Però, Vaiju Naravane non si tira indietro nemmeno quando deve parlare del suo paese.
"Well, with regard to the way politics is conducted, with corruption in public life an almost accepted universal norm, the continuing strength of family ties and how society is structured, the similarities between India and Italy are both striking and startling."
In pratica, i punti di affinità tra India e Italia sono sorprendenti. Non sarà mica che, per criticare i suoi politici, usa i nostri come campione di pessimo esempio? Sentite cosa dice del nostro Presidente,
"In India of course we do not have a jaded, ageing lothario like Silvio Berlusconi at the helm, whose Bunga Bunga nights — lavish parties where he surrounds himself with a bevy of often under-age nymphets — have brought Italy shame and universal opprobrium. Such behaviour would not be possible in India because of the prevailing notions of public (or for that matter) private morality. But like in Italy, hardly any politician caught for graft, blatant misuse of office, or, quite simply, theft from the public coffers has ever gone to prison"
che traduco per i più pigri,

"In India, naturalmente, non abbiamo al timone un Lothario invecchiato e sfinito come Silvio Berlusconi, le cui notti Bunga Bunga - feste sontuose, dove si circonda di uno stuolo di ninfette spesso minorenni - hanno portato vergogna e riprovazione universale all'Italia. Tale comportamento non sarebbe possibile in India a causa della nozione prevalente della moralità come cosa pubblica. Ma, come succede in Italia, quasi nessun politico indagato per concussione, abuso  di ufficio, o, molto semplicemente, per  furto dalle casse pubbliche, è mai andato in prigione "
 Lothario è un personaggio di uno scritto  teatrale del settecento che  ha assunto il significato  di libertino, seduttore.
A un certo punto ci mette anche una parolina italiana, furbo, ad indicare quella metà di italiani che probabilmente lo votano per questa sua qualità.
“In my view Italy is really a political infant, an underdeveloped polity, in a certain sense, a flash in the pan in the developed world"
che suppergiù traduco così,
"A mio parere l'Italia è davvero un bambino politico, un ordinamento politico sottosviluppato, in un certo senso, un fuoco di paglia nel mondo sviluppato ."
A fare queste affermazioni non è però Naravane ma lo storico Clara Fiorini, che continua,
“Like India, Italy was forever being invaded by the outside world. [...] India was constantly taken over, first by the Aryans, followed by the Greeks, the Muslim rulers of the Delhi Sultanate, the Mughals, the Portuguese, the British, the Dutch, the French … and the country was divided into several independent kingdoms or city states like Hyderabad, Mysore, Gwalior, etc. It was the same with us. [...] When you are ruled by foreign powers, the only persons you can trust are members of your own family or community. That is how Italy's nepotism began. In India of course appurtenance to caste and community have the same effect."
In sostanza, la tesi della Fiorini è questa: Italia e India hanno avuto la stessa storia, entrambe  invase da popolazioni straniere ed entrambe divise in tante città-stato. Quando il governo è esercitato da stranieri, gli unici di cui ti fidi sono i tuoi parenti, perchè magari c'è  qualcuno che può fare la spia e denunciarti. Io estenderei questa caratteristica del familismo a tutte quelle situazioni in cui opera una dittatura, che ugualmente rafforza i legami stretti, quelli con le persone che conosci meglio, che sono appunto i familiari. Il nepotismo in Italia e le caste in India quindi riconoscerebbero la medesima origine e il medesimo effetto sulla società.

Tesi non peregrina, anche se da sviluppare. Fa il paio con le ipotesi di due scienziati anglosassoni, un ecologo e un antropologo, P. Richerson e R. Boyd, che in un loro libro ipotizzano il ruolo della lontananza dalle istituzioni (come nelle estese praterie dell'America del Far West ) quale stimolo alla giustizia fai da te, che trova il suo corrispettivo nelle organizzazioni malavitose di casa nostra.




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