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lunedì 19 marzo 2012

Atlante politico italiano marzo 2012: per chi voterebbero gli italiani

Demos & Pi esce con la nuova rilevazione di marzo sull'intenzione di voto degli italiani e sul clima politico generale, disponibile per intero qui.
Qualche osservazione sui risultati: c'è la crescita del Movimento 5 Stelle, la conferma del trend in calo del Pd e l'inversione di tendenza del Pdl rispetto a gennaio 2012. Il Pd perde rispetto a gennaio, come rispetto al 2011 mentre il PdL guadagna. Il governo Monti sembra far bene a Berlusconi e male a Bersani, almeno nelle intenzioni di voto, e per il valore che possono avere queste stime.

imagecredit demos.it

martedì 6 settembre 2011

Orientamento politico e intenzioni di voto degli italiani: sondaggio di settembre

L'agenzia Demos & Pi pubblica il suo 29° Atlante politico, una rassegna sulle convinzioni politiche italiane, tra orientamenti di voto e clima politico generale. Un grafico interessante, tanto per cominciare, è l'intenzione di voto: se si andasse a votare per le elezioni politiche nazionali, Lei quale partito voterebbe alla Camera?
Il risultato è che i due partiti dell'attuale coalizione di governo perdono entrambi rispetto a giugno di quest'anno, mentre, rispetto alle politiche del 2008, perde decisamente il PdL ma guadagna la Lega. Per quanto riguarda le opposizioni, il Pd, pur essendo in un trend in crescita, ancora non ha superato il gap con le politiche del 2008 mentre l'Idv ha raddoppiato i consensi.
Per sua natura il giudizio politico può essere cosa effimera, influenzato com'è dalle condizioni contingenti, però il trend ovvero la tendenza, specie se di lungo periodo, segnala qualcosa in più dell'effetto momentaneo della situazione politica attuale.

fonte Demos & Pi
Altro grafico utile a capire l'andamento del giudizio del cittadino nei confronti delle formazioni politiche è questo Giudizi su governo e opposizione.  Si deve valutare il giudizio su governo e opposizione su una scala da 1 a 10 . Il grafico mostra la percentuale di coloro che hanno espresso un giudizio da 6 a 10: il governo passa da un 43,7% del 2008 al 22,1% del settembre del 2011, l'opposizione non fa meglio, passando da un 27,5% a un 19,7%.

fonte Demos & Pi

Infine, non stupisce il giudizio dei cittadini sull'attuale manovra economica: il 68,7% ha un giudizio negativo o molto negativo.

fonte Demos & Pi


sabato 6 novembre 2010

Un po' di sana fantapolitica italiana

Ammettiamo, per amore di ragionamento, che si arrivi a una crisi di governo e che si vada alle elezioni anticipate. Va da sè che Fini non si può candidare più con il centrodestra di Berlusconi. Ora, come si presenteranno i vari partiti alle votazioni?
Dando un'occhiata ai sondaggi sulle intenzioni di voto che gli istituti demoscopici realizzano a tutto spiano in questi giorni, ci si trova davanti una sorta di rebus.
(fonte SondaItalia)
 Lega Nord e PdL hanno circa il 42%, insieme, mentre, dall'altra parte il PD ha, da solo, il 26,5% circa e i due partiti di centro, UdC e Futuro e Libertà circa il 6% ciascuno e IdV il 6,5%. Forse, il feeling tra Casini e Fini potrà anche esitare in una formazione congiunta, tipo coalizione, che farebbe il 12% circa. Ora, Il PD, per avere qualche chance, con chi si mette?
Con IdV e Sinistra e Libertà? Rispettivamente con il 6,5% e  il 4,5%, assommati a quelli del PD saremmo intorno al 37%, forse anche aggiungendo Rifondazione+Comunisti italiani al 2% (però non da soli, per via dello sbarramento) si raggiungerebbe  il 39% o poco più, ma ancora insufficiente.
L'altra strada sarebbe una deviazione verso il centro, cercando l'accordo con UdC e FeL. In totale si avrebbe più o meno la stessa percentuale: 39%.
Che fare? Le alternative possibili sono: un Centrosinistra-Sinistra (PD+IdV+SeL+Rif.+ComIt) o un Centro-Centrosinistra (PD+UdC+FeL)?
Anche se si aggiungessero Alleanza per l'Italia (1,8%) al Centro-Centrosinistra e Grillo (2,3%) al Centrosinistra-Sinistra, la cosa non sposterebbe più di tanto gli equilibri, pure se si avvicinerebbero abbastanza alla media delle intenzioni del Centrodestra.
Un'ipotesi alternativa, ma ancora più incredibile di quelle proposte sopra, sarebbe quella di portare in una delle due ipotetiche coalizioni, che chiameremo C-Cs (Centro-centrosinistra) e Cs-S (Centrosinistra-Sinistra) qualcuno dell'altro raggruppamento, ma la cosa appare piuttosto fantasiosa nonchè capace di dar vita a un insieme parecchio instabile, pronto a esplodere da un momento all'altro.
Le prossime settimane sono quindi tutt'altro che noiose, dal punto di vista della sopravvivenza della legislatura, mentre per quanto riguarda l'azione politica del governo, lì sì che è la solita solfa.

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