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mercoledì 19 dicembre 2012

PdL: prima "sfiducia" Monti poi chiede di rinviare le elezioni

Tutto parte da lì: il 7 dicembre, intervenendo in Aula, Angelino Alfano sfiducia, di fatto, il Governo Monti, che infatti di lì a poco salirà al Quirinale per dichiarare che una volta approvata la legge di stabilità si sarebbe dimesso.
Ora, dopo le conseguenze naturali di quell'intervento, perchè non si può dire che non si supponessero le conseguenze su Monti di quelle parole, il PdL cambia opinione e fa marcia indietro. Lo fa lamentando il fatto che la data del 17 febbraio, una delle più probabili, non lascerebbe il tempo materiale per le votazioni all'estero [vedi Evitare il caos rinviando le elezioni al 24 febbraio o al 3 marzo], privando tanti cittadini del diritto al voto e chiedendo perciò di rinviare quelle elezioni che, senza l'intervento di Alfano, si sarebbero già tenute il 3 marzo.

sabato 6 novembre 2010

Un po' di sana fantapolitica italiana

Ammettiamo, per amore di ragionamento, che si arrivi a una crisi di governo e che si vada alle elezioni anticipate. Va da sè che Fini non si può candidare più con il centrodestra di Berlusconi. Ora, come si presenteranno i vari partiti alle votazioni?
Dando un'occhiata ai sondaggi sulle intenzioni di voto che gli istituti demoscopici realizzano a tutto spiano in questi giorni, ci si trova davanti una sorta di rebus.
(fonte SondaItalia)
 Lega Nord e PdL hanno circa il 42%, insieme, mentre, dall'altra parte il PD ha, da solo, il 26,5% circa e i due partiti di centro, UdC e Futuro e Libertà circa il 6% ciascuno e IdV il 6,5%. Forse, il feeling tra Casini e Fini potrà anche esitare in una formazione congiunta, tipo coalizione, che farebbe il 12% circa. Ora, Il PD, per avere qualche chance, con chi si mette?
Con IdV e Sinistra e Libertà? Rispettivamente con il 6,5% e  il 4,5%, assommati a quelli del PD saremmo intorno al 37%, forse anche aggiungendo Rifondazione+Comunisti italiani al 2% (però non da soli, per via dello sbarramento) si raggiungerebbe  il 39% o poco più, ma ancora insufficiente.
L'altra strada sarebbe una deviazione verso il centro, cercando l'accordo con UdC e FeL. In totale si avrebbe più o meno la stessa percentuale: 39%.
Che fare? Le alternative possibili sono: un Centrosinistra-Sinistra (PD+IdV+SeL+Rif.+ComIt) o un Centro-Centrosinistra (PD+UdC+FeL)?
Anche se si aggiungessero Alleanza per l'Italia (1,8%) al Centro-Centrosinistra e Grillo (2,3%) al Centrosinistra-Sinistra, la cosa non sposterebbe più di tanto gli equilibri, pure se si avvicinerebbero abbastanza alla media delle intenzioni del Centrodestra.
Un'ipotesi alternativa, ma ancora più incredibile di quelle proposte sopra, sarebbe quella di portare in una delle due ipotetiche coalizioni, che chiameremo C-Cs (Centro-centrosinistra) e Cs-S (Centrosinistra-Sinistra) qualcuno dell'altro raggruppamento, ma la cosa appare piuttosto fantasiosa nonchè capace di dar vita a un insieme parecchio instabile, pronto a esplodere da un momento all'altro.
Le prossime settimane sono quindi tutt'altro che noiose, dal punto di vista della sopravvivenza della legislatura, mentre per quanto riguarda l'azione politica del governo, lì sì che è la solita solfa.

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