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venerdì 20 dicembre 2013

Le lobby riescono ad evitare sacrifici a politici e dirigenti pubblici grazie al PD

Prima e dopo la cura lobby. Prima, un'iniziativa lodevole, un emendamento alla legge di stabilità con primo firmatario  Speranza, capogruppo del PD alla Camera, vorrebbe fissare nel limite massimo di 150 mila euro il cumulo tra pensioni/vitalizi/stipendi dei dirigenti pubblici o dei politici, cosa ovviamente giusta in questo periodo di gravissima crisi economica (ma, in generale, giusta sempre). Se non fosse che i diretti interessati non sono affatto d'accordo  e cominciano subito a fare pressioni con il signore del filmato, che riesce a raggiungere il suo scopo: l'emendamento è completamente stravolto. Nel passaggio dal non possono erogare al non sono cumulabili salta il limite di 150 mila euro e dirigenti pubblici e politici possono stare tranquilli, a loro non verrà chiesto nessun sacrificio.
La cosa sarebbe sembrata odiosa qualunque forza politica l'avesse realizzata, ma il fatto che responsabile di questo voltafaccia sia il PD la rende ancora più disgustosa (non c'è bisogno di spiegare perchè, se il PD ha ancora qualche barlume di sinistra). Dopo la questione delle penalizzazioni alle amministrazioni locali colpevoli di predisporre normative restrittive nei confronti dell'apertura di nuove sale slot, e dopo la questione della falsa abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (due citazioni tra le tante), un'ennesima magra figura del  centrosinistra al governo di questo paese.
E' grazie al M5S, al solito, che si viene a conoscenza di questi retroscena. Nel blog di Grillo si spiega quello che è avvenuto e chi è il lobbista.

lunedì 20 maggio 2013

Parlamentari e lobbies alle Iene

Hai voglia a dire che magari l'attività di lobbying è presente in tutti i paesi del mondo, Unione Europea compresa, che è tollerata dalle istituzioni e, anzi, si ritiene possa facilitare le decisioni dei politici. Nonostante a livello europeo si sia tentato di rendere l'attività di lobbying più trasparente creando un registro comune, l'attività di pressione dei gruppi economici resta ampiamente opaca, per lo meno in Italia. Tanto è vero che l'assistente parlamentare che fa queste, vere o presunte, rivelazioni alle Iene si deve camuffare. E tanto è vero che questi gruppi di pressione, secondo quanto riferisce sempre l'assistente parlamentare, lascerebbero un obolo mensile, come promemoria delle loro istanze, intervento noto per aumentare enormemente le capacità cognitive.
Il Presidente del Senato Grasso fa, ancora una volta, la voce grossa, come per il caso dei dipendenti del Senato fannulloni, dicendo: "Chi sa, denunci tutto ai Pm". Ma, come in quell'altra occasione, non sono note le conseguenze di queste prese di posizione.


clicca per vedere il filmato


Image credit mediaset.it

domenica 10 febbraio 2013

Le lobbies nell'Unione Europea: The Brussels Business

Viene definito il primo documentario nel suo genere, cioè un'indagine sull'attività di lobbying presente a Bruxelles, all'interno del cuore decisionale dell'Unione Europea, là dove risiedono Commissione Europea,  Consiglio d'Europa e una delle tre sedi del Parlamento Europeo.
E' opera dell'austriaco Friedrich Moser e del belga Matthieu Lietaert, intervistati da Euronews nel filmato qui sotto.
Esistono circa 15.000 lobbysti a Bruxelles, in continua e frenetica attività nelle stanze del potere europeo. Qual è il loro ruolo nelle decisioni che si prendono nelle varie istituzioni europee? Perchè la loro attività non è trasparente, con un pubblico registro, come accade negli Stati Uniti? Queste e altre le domande che si pongono i due autori.
Il documentario, uscito nel maggio 2012,  è stato trasmesso nell'edizione di ottobre di Internazionale a Ferrara ed ha avuto un grande successo. Intitolata come il documentario vi è stata associata anche una pagina Facebook.

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