Prima e dopo la cura lobby. Prima, un'iniziativa lodevole, un emendamento alla legge di stabilità con primo firmatario Speranza, capogruppo del PD alla Camera, vorrebbe fissare nel limite massimo di 150 mila euro il cumulo tra pensioni/vitalizi/stipendi dei dirigenti pubblici o dei politici, cosa ovviamente giusta in questo periodo di gravissima crisi economica (ma, in generale, giusta sempre). Se non fosse che i diretti interessati non sono affatto d'accordo e cominciano subito a fare pressioni con il signore del filmato, che riesce a raggiungere il suo scopo: l'emendamento è completamente stravolto. Nel passaggio dal non possono erogare al non sono cumulabili salta il limite di 150 mila euro e dirigenti pubblici e politici possono stare tranquilli, a loro non verrà chiesto nessun sacrificio.
La cosa sarebbe sembrata odiosa qualunque forza politica l'avesse realizzata, ma il fatto che responsabile di questo voltafaccia sia il PD la rende ancora più disgustosa (non c'è bisogno di spiegare perchè, se il PD ha ancora qualche barlume di sinistra). Dopo la questione delle penalizzazioni alle amministrazioni locali colpevoli di predisporre normative restrittive nei confronti dell'apertura di nuove sale slot, e dopo la questione della falsa abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (due citazioni tra le tante), un'ennesima magra figura del centrosinistra al governo di questo paese.
E' grazie al M5S, al solito, che si viene a conoscenza di questi retroscena. Nel blog di Grillo si spiega quello che è avvenuto e chi è il lobbista.
