E' nata sulla pagina Facebook di Dibattito Scienza, per iniziativa di alcuni suoi membri, la petizione contro i crediti formativi, con tanto di attestato per studenti di scuola secondaria di 2° grado, associati alla partecipazione a una conferenza organizzata il 19 aprile 2013 da Italia Nostra, dal titolo E' possibile prevedere i terremoti? e che vede la presenza di Giampaolo Giuliani, ex tecnico al Laboratori Nazionali del Gran Sasso, e assertore della possibilità di prevedere i terremoti attraverso le emissioni del gas radon.
Per quanto in campo scientifico a volte le buone idee facciano fatica ad emergere la comunità scientifica sembra abbastanza concorde nel rigettare -purtroppo- la possibilità di prevedere i terremoti. La diffusione di false idee scientifiche è anche all'origine di teorie del complotto e della formazione di falsi miti, per non dire peggio. Per questo motivo, la capacità di prevedere i terremoti, ancorchè chi la propone sia libero di esprimersi e di diffondere le sue idee, sarebbe bene non fosse presa per un risultato scientificamente provato, perchè così non è. Ne discende che quindi la presenza a una conferenza di questo genere non dovrebbe servire come credito formativo scolastico, nè più nè meno come la conoscenza di qualsiasi teoria non provata.
Da qui il motivo della petizione scritta e che ha raccolto consensi da molta parte dei blogger scientifici in rete.
Chi voglia aderire alla petizione può farlo inviando una mail (possibilmente entro le 13.0020:00 di oggi 15 di domani 16 aprile) a petizionegiuliani [at] outlook.com in cui ci sia scritto aderisco più il nome e cognome e la qualifica (blogger, laureato, ecc.).
Il sito 6 aprile, in occasione del terzo anniversario del terremoto che ha colpito L'Aquila, ha pubblicato un articolo su quello che è stato ricostruito, che si può riassumere con questa frase: tre anni dopo, nulla è cambiato.
Nella convinzione che i nudi dati riescano, più di tanti giri di parole, a descrivere la situazione degli abitanti dell'Aquila e del cosiddetto cratere aquilano.
Situazione sfollati:
45.000 sfollati iniziali
26.787 ancora non hanno fatto ritorno alle proprie case
dei quali 13.000 vivono nelle abitazioni del progetto CASE (19 nuove città)
2.700 nei prefabbricati
380 in albergo
Fondi erogati:
10,6 miliardi
2,9 già usati per la gestione dell'emergenza
7,7 da sbloccare
per la ricostruzione del centro storico si stima occorrano 4 miliardi
Avanzamento lavori:
aperto il 39% dei cantieri previsti
previsione sindaco: a giugno 47% dei lavori completati
rimanente: 41% lavori in esecuzione e 12% da assegnare
dei 38 interventi pianificati
6 sono stati portati a termine
8 sono in attività
24 deve essere ultimato progetto o assegnato appalto
Il blog la27esima ora del Corriere torna , a tre anni dal terremoto dell'Aquila, nel capoluogo abruzzese per riprendere le zone colpite dal sisma. Un documento filmato per scoprire cosa è stato fatto o che tutto è come prima?
Protesta Stefania Pezzopane, Assessore alla Cultura del comune dell'Aquila, con una lettera a Rita Dalla Chiesa, secondo quanto riporta Caporale su Repubblica
"Nella sua trasmissione, persone che, mi risulta, non hanno nulla a che vedere con L'Aquila, hanno fatto un quadro distorto e assolutamente non veritiero"
Anche sul sito 6aprile si riportano le parole della Pezzopane
“A distanza di due anni dal terremoto, una televisione di Stato, visto che rientra nelle proprietà del Presidente del Consiglio, si permette di trasmettere uno spot contro L’Aquila attraverso una devastante rappresentazione di una tragedia”.
Ma cos'è successo per scatenare questa reazione? Per quello che riporta Repubblica, nella trasmissione Forum di Rita Dalla Chiesa andata in onda venerdi scorso
"Mediaset manda in onda una finta terremotata pagata 300 euro. Pagata per leggere un copione scritto dagli autori del programma Forum, condotto da Rita Dalla Chiesa su Canale 5. "L'Aquila è ricostruita"; "Ci sono case con giardini e garage"; "La vita è ricominciata"; chi si lamenta "lo fa per mangiare e dormire gratis"
Infatti, a un certo punto
"Marina Villa, 50 anni, nella trasmissione di venerdì si dichiara "terremotata aquilana e commerciante di abiti da sposa" in separazione dal marito Gualtiero. Ed è lì in tv con il coniuge a discutere della separazione davanti al giudice del tribunale televisivo. Ma è tutto finto: lei non è dell'Aquila, non è commerciante, il vero marito è a casa a Popoli, il paesino abruzzese nel quale la coppia vive: si chiama Antonio Di Prata e con lei gestisce un'agenzia funebre. "
Poi, dopo che si scoperto che non era aquilana, la signora Villa dichiara
"Ma che vogliono questi aquilani? Ma lo sanno tutti che è una trasmissione finta". Si dice, la signora Villa, molto sorpresa dalla rabbia dei terremotati:
"Ma che pretendono. Io non c'entro nulla. Ho chiesto di partecipare alla trasmissione e quando gli autori hanno saputo che ero abruzzese, mi hanno chiesto di interpretare quel ruolo. Mi hanno spiegato loro quello che avrei dovuto dire". Marina racconta di essere stata pagata: "Mi hanno dato 300 euro. Come agli altri attori. Anche Gualtiero, che nella puntata interpretava mio marito, recitava. Lui è un infermiere di Ortona. Hanno scelto un altro abruzzese per via del dialetto".
Per questo la Pezzopane e i cittadini dell'Aquila sono arrabbiati. Ancora, il sito 6aprile, riporta le parole dell'Assessore
“I protagonisti -- ha aggiunto la Pezzopane -- non erano aquilani e la loro storia non è mai esistita, ma soprattutto è inaccettabile che partendo da una storia non vera si sia voluto fare uno spot che falsifica la situazione in cui versa la popolazione”.
Insomma, concludendo, queste trasmissioni sembrano tratteggiare un mondo diverso da quello reale. La gente, indipendentemente dai fatti discussi qui, si appassiona alle vicende che vede rappresentate, senza immaginare che i protagonisti e quello che raccontano forse non sono del tutto reali. Conclude Caporale
"Ecco il copione di Marina in tv: "Hanno riaperto tutti l'attività. I giovani stanno tornando". Durante il terremoto "sembrava la fine del mondo, non riuscivo a capire se era la guerra, la casa girava. Si sono staccati i termosifoni dal muro". Ora invece è tutto a posto: "Vorrei ringraziare il presidente e il governo perché non ci hanno fatto mancare niente... Tutti hanno le case con i giardini e con i garage, tutti lavorano, le attività stanno riaprendo"[...] Ma lei non è dell'Aquila, la notte del 6 aprile 2009 era a casa a Popoli.È stata solo finta terremotata a pagamento per un giorno su Mediaset.
Ultima puntata di Vieni via con me. Saviano parla del terremoto dell'Aquila. Della Casa dello Studente dell'Aquila. Lo fa personalizzando la ricostruzione, fa nomi, ricostruisce storie di vita, ci rende quelle persone più vicine, più persone, perchè non sia solo cronaca ma compartecipazione emotiva. Non sono catastrofi inevitabili ma evitabilissime. Quell'intreccio politico-affaristico che costruisce al risparmio, sulla pelle di chi andrà poi ad abitare, è il vero colpevole di quanto è successo, e non la natura stessa dell'evento.
Il tema si presta facilmente agli accenti retorici, alla leva emotiva, ma è inevitabile. Non sono state sufficienti le esperienze degli altri terremoti, non sono servite a niente. In barba alle leggi e ai regolamenti, che ci sono, si costruisce in maniera insicura, per massimizzare i profitti e chi deve controllare non controlla. Tutto questo, sulla pelle della gente.
Ma come stanno andando i processi relativi al terremoto dell'Aquila? Cosa dicono i giornali, le fonti d'informazione, e soprattutto, ne parlano?
Sul Capoluogo d'Abruzzo, il giorno 28 novembre, appare questa notizia:
Forse illeggittima (sic) la legge sul "Presidio per le comunicazioni e le notifiche degli atti giudiziari"
E' stata fissata per il 30 novembre prossimo l'udienza davanti alla Corte Costituzionale della causa sulla legittimità della legge che dal 6 aprile al 31 luglio 2009 ha istituito nel cratere del terremoto il 'presidio per le comunicazioni e le notifiche degli atti giudiziari'. In sostanza, le notifiche sono state recapitate in una stanza all'insaputa dei destinatari.
Se la richiesta avanzata dal Gup del Tribunale di Pescara, Guido Campli, dovesse essere accolta, potrebbero saltare centinaia di processi di tutte le branche del diritto relativi al cratere del terremoto in quei quattro mesi. A presentare l'istanza davanti al Gup era stato l'avvocato aquilano Vincenzo Calderoni. Il legislatore, di fronte ad abitazioni, uffici e attività inagibili e deserte, aveva pensato di istituire un punto unico di raccolta delle notifiche, un po' come accaduto per le poste e altri servizi. Secondo il ricorso di Calderoni, il problema è che nessuno ne sapeva nulla."
Che significa? Evidentemente, dopo il terremoto, non erano più utilizzabili molti uffici pubblici, come per esempio le Poste e altri servizi, e così si è pensato di istituire un Centro di Raccolta unificato dove confluissero tutte le comunicazioni e notifiche degli atti e dei provvedimenti. Cosa sensata, senza dubbio, ma ora, un avvocato presenta un ricorso per omessa comunicazione: in pratica la gente non lo sapeva che lì c'era quel Centro di Raccolta, a quanto riportato, e così sarebbero a rischio centinaia di processi. Andiamo avanti.
Anche Abruzzo web riporta la notizia, il 29 novembre.
"LA CORTE COSTITUZIONALE DECIDE SUL RICORSO DI UN AVVOCATO AQUILANO:
''DOPO IL SISMA, PER QUATTRO MESI NOTIFICHE ALL'INSAPUTA DEI DESTINATARI''
“Tutto nasce - spiega il legale - dall’istituzione del ‘presidio per le comunicazioni e le notifiche degli atti giudiziari’, prevista dal decreto emergenza, il dl 39/2009, poi convertito con la legge 77/2009, al comma 9 dell’articolo 5. Si trattava di una stanza, fisicamente posizionata nella sede temporanea degli uffici giudiziari aquilani dopo il terremoto, quindi ai Minorenni, in cui, come si legge nel testo della legge, ‘la comunicazione e la notifica di atti del procedimento o del processo deve essere eseguita fino al 31 luglio 2009, a pena di nullità”.
Di fronte ad abitazioni, uffici e attività inagibili e deserte, insomma, il legislatore aveva pensato a istituire un punto unico di raccolta delle notifiche, un po’ come accaduto per le poste e altri servizi. Il problema, però, secondo il ricorso di Calderoni su cui dovrà esprimersi la Corte costituzionale, è che nessuno ne sapeva nulla.
“Ho raccolto - aggiunge - la testimonianza della cancelliera che per quei quattro mesi è stata responsabile del presidio, e mi ha confermato che gli atti venivano depositati e poi ammucchiati in scatoloni. E lì restavano”.
Ma allora, non solo i terremoti passati non sono serviti a niente, per quanto riguarda la prevenzione, ma nemmeno essere a contatto con la disperazione serve a niente. "[...] gli atti venivano depositati e poi ammucchiati in scatoloni. e lì restavano"?
Ancora. Su Abruzzo 24 ore, il 15 novembre appare questa notizia:
"La Procura prepara le richieste di rinvio a giudizio
La Procura della Repubblica dell'Aquila sembra orientata a chiedere il rinvio a giudizio per i sei indagati per i crolli di alcune parti dell'ospedale San Salvatore.
L'inchiesta ha individuato evidenti responsabilità umane dietro il collasso di alcuni elementi strutturali del nosocomio, che non hanno resistito alla scossa del sei aprile 2009.
Il reato contestato ai sei è quello di "cooperazione colposa nel crollo parziale dell’ospedale regionale San Salvatore".
Ma le notizie occorre andare a cercarle sui quotidiani locali.
6aprile.it
C'è un sito, 6aprile.it, in cui si racconta, giorno per giorno, l'Aquila dal terremoto alla rinascita. E così, oggi, insieme al video di Saviano sulla Casa dello Studente dell'Aquila, ecco anche il video dei ragazzi dell'Aquila, i Dice che, dal titolo "resto ecco,... me ne vajo" che, sulla scia del programma di Fazio e Saviano, cerca di elencare i motivi per restare o per andare via.