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martedì 30 novembre 2010

L'elenco di Antonio Cornacchione a Vieni via con me: il video

L'elenco di Antonio Cornacchione, letto da lui medesimo (dal sito Vieni via con me)

Elenco delle più belle battute di Silvio Berlusconi. Sono tutte vere, tranne una, che è mia
(legge Antonio Cornacchione)
  1. “Non è vero che racconto barzellette, anzi disistimo chi lo fa
  2. “La sapete quella del negro che cerca una stanza  a Rimini?” E quella del bambino che chiede al papà: “Lo sai perché le uova di gallina quando cadono si rompono? Perché sono fatte col sedere” 
  3. Mia moglie mi ha annunciato che avrebbe fatto le valigie. Io le ho chiesto se tornava da sua madre e lei mi ha risposto: “Le valigie sono le tue” 
  4. “Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza… Al confino” 
  5. Alla conferenza Fao di Roma sulla fame nel mondo: “Bisogna accorciare gli interventi perché la nostra non sarà una tragedia, ma anche noi abbiamo fame e bisogna andare a pranzo”
  6. “Io nella vita ho sempre fatto beneficenza, ma sempre riservatamente, senza dire niente  a nessuno. Mi vergogno anche di aver detto pubblicamente dei 10 miliardi che ho dato a don Gelmini e del miliardo che ho versato ai Salesiani”.
  7. “In Rai non sposterò nemmeno una pianta”
  8. “La Rai è una vera e propria macchina da guerra contro di me. E anche le mie televisioni mi remano contro” 
  9. Entro dicembre sarà pronto il progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto; “Napoli sarà libera dai rifiuti entro tre giorni”; “Sconfiggerò il cancro entro tre anni”
  10. “Sono stato io il primo uomo sulla luna ma non se n’è mai saputo niente perché sono atterrato sulla metà non illuminata”  
  11. Sono stato come il principe azzurro con le zucche. Gli ho fatti diventare tutti onorevoli.
  12. “Vi presento l’On. Giuseppe Palumbo. Ecco un uomo che  ha le mani in pasta... È ginecologo!” 
  13. La nipote di Mubarak… "Ruby? Sono una persona di cuore e aiuto chi ha bisogno"
  14. “Sono incapace di dire no. Per fortuna sono un uomo e non una donna”. 
  15. “Meglio amare le belle ragazze che essere gay” 
  16. “No, non ho parlato di pena di morte con i leader cinesi. D'altra parte bisogna pensare al rapporto col numero degli abitanti. I cinesi sono talmente tanti…”.
  17. Ha detto di Bossi: Giuda, traditore, pataccaro.
  18. Ha detto di Prodi: è un gran bugiardo pericoloso per tutti noi
  19. Ha detto della Bindi: è più bella che intelligente. 
  20. Ha detto dei giudici: Ci sono toghe che sono come la banda della Uno bianca. 
  21. “Per votare centrosinistra bisogna essere coglioni”.
  22. L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio.
  23. Se tutti i nostri grandi progetti per il Paese non verranno realizzati, me ne tornerò a casa mia, dove sto tanto bene 
  24. Berlusconi ai suoi: Ci vuole sobrietà
La mia battuta era quella della Luna… ma gliela regalo.







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Ultima puntata di Vieni via con me: Saviano e il terremoto dell'Aquila

Vieni via con me, logo
Ultima puntata di Vieni via con me. Saviano parla del terremoto dell'Aquila. Della Casa dello Studente dell'Aquila. Lo fa personalizzando la ricostruzione, fa nomi, ricostruisce storie di vita, ci rende quelle persone più vicine, più persone, perchè non sia solo cronaca ma compartecipazione emotiva. Non sono catastrofi inevitabili ma evitabilissime. Quell'intreccio politico-affaristico che costruisce al risparmio, sulla pelle di chi andrà poi ad abitare, è il vero colpevole di quanto è successo, e non la natura stessa dell'evento.
Il tema si presta facilmente agli accenti retorici, alla leva emotiva, ma è inevitabile. Non sono state sufficienti le esperienze degli altri terremoti, non sono servite a niente. In barba alle leggi e ai regolamenti, che ci sono, si costruisce in maniera insicura, per massimizzare i profitti e chi deve controllare non controlla. Tutto questo, sulla pelle della gente.
Ma come stanno andando i processi relativi al terremoto dell'Aquila? Cosa dicono i giornali, le fonti d'informazione, e soprattutto, ne parlano?

Sul Capoluogo d'Abruzzo, il giorno 28 novembre, appare questa notizia:

"A rischio i processi nella zona colpita dal terremoto

Forse illeggittima (sic) la legge sul "Presidio per le comunicazioni e le notifiche degli atti giudiziari"
E' stata fissata per il 30 novembre prossimo l'udienza davanti alla Corte Costituzionale della causa sulla legittimità della legge che dal 6 aprile al 31 luglio 2009 ha istituito nel cratere del terremoto il 'presidio per le comunicazioni e le notifiche degli atti giudiziari'. In sostanza, le notifiche sono state recapitate in una stanza all'insaputa dei destinatari.
Se la richiesta avanzata dal Gup del Tribunale di Pescara, Guido Campli, dovesse essere accolta, potrebbero saltare centinaia di processi di tutte le branche del diritto relativi al cratere del terremoto in quei quattro mesi. A presentare l'istanza davanti al Gup era stato l'avvocato aquilano Vincenzo Calderoni. Il legislatore, di fronte ad abitazioni, uffici e attività inagibili e deserte, aveva pensato di istituire un punto unico di raccolta delle notifiche, un po' come accaduto per le poste e altri servizi. Secondo il ricorso di Calderoni, il problema è che nessuno ne sapeva nulla."

 Che significa? Evidentemente, dopo il terremoto, non erano più utilizzabili molti uffici pubblici, come per esempio le Poste e altri servizi, e così si è pensato di istituire un Centro di Raccolta unificato dove confluissero tutte le comunicazioni e notifiche degli atti e dei provvedimenti. Cosa sensata, senza dubbio, ma ora, un avvocato presenta un ricorso per omessa comunicazione: in pratica la gente non lo sapeva che lì c'era quel Centro di Raccolta, a quanto riportato, e così sarebbero a rischio centinaia di processi. Andiamo avanti.
Anche Abruzzo web riporta la notizia, il 29 novembre.

"LA CORTE COSTITUZIONALE DECIDE SUL RICORSO DI UN AVVOCATO AQUILANO:
''DOPO IL SISMA, PER QUATTRO MESI NOTIFICHE ALL'INSAPUTA DEI DESTINATARI''

“Tutto nasce - spiega il legale - dall’istituzione del ‘presidio per le comunicazioni e le notifiche degli atti giudiziari’, prevista dal decreto emergenza, il dl 39/2009, poi convertito con la legge 77/2009, al comma 9 dell’articolo 5. Si trattava di una stanza, fisicamente posizionata nella sede temporanea degli uffici giudiziari aquilani dopo il terremoto, quindi ai Minorenni, in cui, come si legge nel testo della legge, ‘la comunicazione e la notifica di atti del procedimento o del processo deve essere eseguita fino al 31 luglio 2009, a pena di nullità”.
Di fronte ad abitazioni, uffici e attività inagibili e deserte, insomma, il legislatore aveva pensato a istituire un punto unico di raccolta delle notifiche, un po’ come accaduto per le poste e altri servizi. Il problema, però, secondo il ricorso di Calderoni su cui dovrà esprimersi la Corte costituzionale, è che nessuno ne sapeva nulla.
“Ho raccolto - aggiunge - la testimonianza della cancelliera che per quei quattro mesi è stata responsabile del presidio, e mi ha confermato che gli atti venivano depositati e poi ammucchiati in scatoloni. E lì restavano”.

Ma allora, non solo i terremoti passati non sono serviti a niente, per quanto riguarda la prevenzione, ma nemmeno essere a contatto con la disperazione serve a niente. "[...] gli atti venivano depositati e poi ammucchiati in scatoloni. e lì restavano"?

Ancora. Su Abruzzo 24 ore, il 15 novembre appare questa notizia:

"La Procura prepara le richieste di rinvio a giudizio

Inchiesta crolli, verso il processo per l'ospedale San Salvatore

La Procura della Repubblica dell'Aquila sembra orientata a chiedere il rinvio a giudizio per i sei indagati per i crolli di alcune parti dell'ospedale San Salvatore.
L'inchiesta ha individuato evidenti responsabilità umane dietro il collasso di alcuni elementi strutturali del nosocomio, che non hanno resistito alla scossa del sei aprile 2009.
Il reato contestato ai sei è quello di "cooperazione colposa nel crollo parziale dell’ospedale regionale San Salvatore".
Ma le notizie occorre andare a cercarle sui quotidiani locali. 

6aprile.it
C'è un sito, 6aprile.it, in cui si racconta, giorno per giorno, l'Aquila dal terremoto alla rinascita.
E così, oggi, insieme al video di Saviano sulla Casa dello Studente dell'Aquila, ecco anche  il video dei ragazzi dell'Aquila, i Dice che, dal titolo "resto ecco,... me ne vajo" che, sulla scia del programma di Fazio e Saviano, cerca di elencare i motivi per restare o per andare via.











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martedì 23 novembre 2010

L'elenco del Ministro dell'Interno Maroni a Vieni via con me

Roberto Maroni (dalla rete)
Per par condicio riporto pure l'elenco del Ministro Maroni.
Anche se può guardare negli occhi solo il suo elenco e il conduttore, Roberto Maroni  ha visto esaudita la sua richiesta di intervenire alla trasmissione di Fazio, Vieni via con me. E lo fa leggendo l'Elenco delle iniziative per contrastare le mafie. Tra le altre cose che dice, anche questa di Salvemini:
"Il federalismo è l'unica via per la soluzione della questione meridionale".

Ci voleva Vieni via con me per rivedere Guzzanti

Corrado Guzzanti (dalla rete)
 Ci voleva Vieni via con me per rivederlo in televisione, a parte qualche sporadica apparizione a Parla con me. L'elenco di Corrado Guzzanti: solita raffica di battute.
Una per tutte: "La fuga dei cervelli all'estero. Gasparri si scorda il corpo qui".



martedì 16 novembre 2010

L'elenco della spesa di Bersani e Fini a Vieni via con me



E così, nonostante le polemiche  e i diktat, i famosi elenchi di Bersani e Fini sono andati in onda. Vediamo  cosa c'era dunque, dentro questi famosi elenchi.

Comincia Bersani
con quello che dovrebbe essere il cardine dell'azione politica e il modo di intendere i rapporti sociali e umani di quell'universo inquieto che va sotto il nome di centrosinistra.
"La sinistra è l'idea che se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli puoi fare davvero un mondo migliore per tutti". Ecco il principio cardine, forse un po' retorico, ma i buoni sentimenti lo sono sempre. Però questo principio fondante ribalta il punto di vista classico, quello aggressivo dei nostri mondi capitalistici.
In linea generale noi apparteniamo più alla parte dei deboli che a quella dei forti, nei confronti delle Istituzioni, nei confronti delle grandi aziende, eppure l'appartenere a questa classe non ci rende più consapevoli ma più agguerriti. Comprendere il nostro stato è il primo passo per cercare di cambiare ma è chiaro che è più facile essere egoisti e pensare a sè che aspettarsi il cambiamento dalla collaborazione.
"Nessuno può stare bene da solo. Stai bene se anche gli altri stanno un po' bene. Se pochi hanno troppo e troppi hanno poco l'economia non gira perché l'ingiustizia fa male all'economia". Velato messaggio ai tycoon dell'economia (e anche della politica)? L'attuale sistema di sviluppo del mondo occidentale è basato sull'individualismo. Ognuno intraprende un'attività solo per i benefici economici che porta, e a quel risultato conforma tutto il suo agire. Non è facile dire se è il sistema migliore per tenere unita una nazione. Noto che la Cina, pur non avendo un governo così democratico, alleggerisce le tensioni liberalizzando l'economia, e c'è chi pensa che questo sia il viatico migliore allo sviluppo delle caratteristiche politiche democratiche. Sta di fatto che forse il capitalismo non è l'unico sistema economico possibile. Un paese che abbia raggiunto la stabilità sociale  e democratica forse può permettersi il lusso di non avere più, come unico collante, un modello di sviluppo economico solamente capitalistico.
"Chi non paga le tasse mette le mani nelle tasche di chi è più povero di lui" 
"L'insegnante che insegue un ragazzo per tenerlo a scuola è l'eroe dei nostri tempi" 
"La condizione della donna è la misura della civiltà di un Paese" 
"Infine chi si ritiene di sinistra, chi si ritiene progressista deve tenere vivo il sogno di un mondo in pace"
Ecco, sommariamente, i punti essenziali dell'elenco di Bersani. Le idee contenute non sono nuove, ma questo non significa che siano superate. Vi è una obiettiva difficoltà a metterle in pratica, per l'innato egoismo che ci pervade e per il timore atavico di lasciare una condizione conosciuta, seppure sgradita e provarne una meno conosciuta, ma molto più desiderata. L'elenco completo in questa pagina di Repubblica.

Passiamo all'elenco di Fini.
Fini comincia con un tono patriottico. "Per la destra è bello, nonostante tutto, essere italiani". Un certo tono retorico su Patria e Nazione distingue da sempre la destra, ma non è detto che sia sempre un aspetto deteriore. Solo che spesso il patriottismo insorge come movimento di difesa, quando qualcuno critica la Patria. Come noto, le critiche non piacciono a nessuno, ma non è detto che siano sempre sbagliate. Fare fronte comune quando ti attaccano da fuori e avere un giudizio sempre negativo verso i propri connazionali sono i due  atteggiamenti classici dell'italiano. Forse si può cercare di modulare questo modo di vedere.
"[sono] meritevoli di apprezzamento le imprese e le famiglie che danno lavoro agli immigrati onesti, i cui figli domani saranno anch'essi cittadini italiani perché la patria non è più solo terra dei padri". Si dice spesso che la destra abbia un atteggiamento xenofobo, però bisogna distinguere, almeno in questi ultimi tempi, tra due destre. La destra leghista e quella "progressista". Molti rimproverano a Fini questo suo cambiamento, sia nei confronti degli stranieri che degli omosessuali, per esempio. Mi viene da creare un parallelismo tra le mutazioni del vecchio Partito Comunista e del vecchio Movimento Sociale. Non si può rimanere fossilizzati in atteggiamenti che risentono di tutto il loro carico storico. L'apertura verso i cambiamenti della società e l'allargamento dei diritti (e possibilmente il rispetto dei vecchi doveri) sono condizioni essenziali per non ripetere antichi errori di discriminazione. E questo Fini fa. 
"Destra vuol dire senso dello Stato e dell'etica pubblica". Il primo, come detto, fa parte del dna delle formazioni di destra, il secondo è forse una reazione agli avvenimenti "recenti", al degrado, anche se un certo degrado (vedi Tangentopoli) c'è sempre stato. Non so se oggi ci sia più degrado e meno senso etico o se è lo stesso della Prima Repubblica. Forse oggi, con maggiore indipendenza (e bisognerebbe vedere quanto in buona fede) la magistratura aggredisce i comportamenti illeciti, una volta rotto l'argine con Mani Pulite.
"La destra sa che senza autorevolezza e buon senso delle istituzioni [...] non c'è libertà ma anarchia, prevalenza dell'arroganza e furbizia"
"Lo Stato deve essere efficiente ma non invadente, spendere bene il denaro pubblico senza alimentare burocrazie e clientele"
"La destra vuole un paese in cui chi lavora di più, e meglio, viene pagato di più"
Ed ecco anche i punti essenziali dell'elenco di Fini. A un'occhiata superficiale potrebbe sembrare che questo elenco contenga punti in contrasto con il suo recente passato e che anzi siano nati come conseguenza di quelle frequentazioni. Come accennato, non si può mai dire dove comincia una maturazione personale o dove finisce l'acredine verso gli amici passati. Sta di fatto che queste non sono parole vuote, sotto punti di vista condivisibili. 
L'elenco completo in questa pagina di Repubblica.

Nessuno dei due però ha posto l'accento su un fatto forse essenziale per riguadagnare la fiducia popolare nelle Istituzioni, al di là delle appartenenze di partito.Come dice Grillo: togliamo i soldi dalla politica. Riduciamo sprechi e privilegi, riconquistiamo la semplice passione politica. Lo so che, dopo un certo tempo, le passioni pure cedono il posto agli interessi impuri, però è già troppo tempo che stiamo in questa "impurità", è ora di ricominciare il ciclo.







martedì 9 novembre 2010

Vieni via con me in giro per la rete: cosa scrivono i giornali, elogi e critiche

fonte dalla rete
Ho voluto dare un'occhiata a quello che scrivevano in giro i giornali, la carta stampata, su questa trasmissione Vieni via con me, che bene o male ha fatto molto discutere.
Libero titola: "Saviano sparge fango e noia" che non sembra propriamente un elogio. Di tutt'altro parere Repubblica che titola: "Ascolti record per "Vieni via con me.Su Rai3 il più visto negli ultimi 10 anni". 7,6 milioni di telespettatori e il 25,5% di share. Battuto anche il GF: that's incredible!
Più caustico il Tempo: "La tv dei Faziosi contro il Cavaliere" titola, lasciando presagire un atteggiamento critico.

"Questa è la Rai del servizio pubblico" dice Il Fatto Quotidiano mentre Il Giornale punta su un titolo più personale "Teorema-Saviano: il Giornale come la mafia". Il Foglio minimizza: "Quel poco che c'è da dire su Fazio e Saviano" mentre anche la Stampa punta sul record "E' boom: su Rai 3 record da 10 anni".

Stessa lunghezza d'onda per Il Resto del Carlino: "Fazio e Saviano record: 'Vieni via con me' batte il Grande Fratello". Il Sole 24 ore punta ugualmente sul boom di ascolti "Ecco Saviano e Fazio. Il teatro televisione che sconfina nel reading" come anche Il Secolo XIX "Ascolti: Rai 3, Fazio-Saviano il più visto degli ultimi 10 anni". Anche l'Unità registra il successo con "Uragano Saviano-Benigni. Picco d'ascolti, Rai3 straccia il "Gf"". Titola più sui contenuti  Il Mattino "Saviano: «Così funziona la macchinadel fango. Democrazia in pericolo»". Alcuni giornali non hanno riportato la notizia, almeno online, ma tra i maggiori tutti ne hanno parlato.

Benigni a Vieni via con me: la canzone su Berlusconi

E ora, Benigni a Sanremo con questa canzone!

Vieni via con me: Fazio,Saviano e Falcone

E' iniziata la trasmissione di Fazio e Saviano Vieni via con me. In questa prima puntata, Saviano parla  di Giovanni Falcone
Giovanni Falcone è, oggi, uno degli emblemi della lotta alla mafia, dell'abnegazione, dell'eroismo, della dedizione completa al proprio lavoro, dell'impegno in difesa della legalità e della giustizia portato alle estreme conseguenze. Ma non è sempre stato così. Prima, in vita, Falcone non era granchè amato o stimato, anzi. Pure da sinistra arrivavano critiche, di una sua "connivenza" con il potere, di aver agito solo per ambizione personale. Pure Sciascia si lasciò andare a critiche verso Falcone. Tutte critiche in buona fede, dice Saviano, ma critiche. 
"Ha fatto carriera senza seguire la solita trafila", "è un arrivista", c'era anche un corvo a scrivere lettere anonime ai giornali. Queste erano alcune delle affermazioni ricorrenti. Addirittura, nell'episodio del ritrovamento di una bomba prima che esplodesse, con la scusa che la mafia non fallisce, lo si accusò di aver architettato tutta la storia, per farsi pubblicità.
Pure una signora ebbe a lamentarsi, perchè quando passava Falcone con la sua scorta, tenevano le sirene accese, disturbandola.
Se ripenso alla vita che fece Falcone, al suo impegno contro la mafia e alle critiche che gli giungevano da tutti i fronti, non riesco a non vederlo come un eroe. Almeno per la eccezionale forza d'animo che lo sorresse, quando tutto e tutti, amici e nemici, gli sparavano contro.
Poi, una volta morto, una volta che si è avverato il copione, ecco che improvvisamente diventa l'eroe, il buono, il Don Chisciotte. E tutti a piangere, a fare a gara nel trovare l'elogio più azzeccato, le parole più coinvolgenti.
Anche Saviano corre questo pericolo. Gente bravissima che conosco afferma: si, ma lui comunque ci guadagna, dai libri che vende. Lui comunque fa le trasmissioni, è famoso...senza considerare che per questa sua opera di testimonianza rischia la vita. Lo stesso che dicevano di Falcone. Sembra quasi come se tutti questi anni fossero passati inutilmente. Si recita ancora lo stesso copione. Chi si impegna in un qualunque settore e finisce per emergere, qualunque sia il settore (cioè, anche se si tratta del benessere di tutti) finirà per attirarsi critiche e invidia. Si dirà: beh, questa è la vita, così sono fatti gli uomini.
No, dico io, non basta. Abbiamo vissuto la dittatura, i lager, gli eccidi. Li vogliamo rivivere di nuovo, solo perchè così sono fatti gli uomini? Le esperienze devono servire a qualche cosa, specialmente se hanno risvolti tragici. Non riusciamo a liberarci della diffidenza che coglie l'animale selvatico quando qualcuno prova a curarlo. Non riusciamo a distinguere quelli che vogliono farci del bene (e che magari hanno la faccia seria) da quelli che vogliono farci del male (e che magari hanno la faccia sorridente). 
Perchè?
Perchè  è così?
C'è sempre il rischio di sembrare retorici, a  farsi queste domande.
Ma c'è anche una preoccupante facilità a dimenticarsi di chi ha sacrificato la propria vita per il bene pubblico. E a corollario di questo, c'è spesso un'insensata incapacità di capire quando qualcuno vuole farti del bene.




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