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domenica 17 giugno 2012

"Esperimento" Siria: il non-interventismo fa più morti dell'interventismo?

E' chiaro che non c'è la riprova. L'unico confronto che si può fare è con la Libia. Altra situazione, altri territori, altri militari, dunque realtà non sovrapponibili  però, qualche paragone lo si può fare. E' il macabro o tragico "esperimento" di cui avevo iniziato a parlare qui.
A suo tempo, contro l'intervento delle forze di coalizione in Libia se ne dissero di tutti i colori. Ecco alcuni esempi, tra i tantissimi che vi furono, di ferma opposizione all'intervento armato:

Si disse che l'intervento della coalizione in favore delle forze ribelli fosse stato promosso perchè ad alcune grandi potenze interessava il petrolio. E' altresì noto che alcuni elementi pragmatici, che potremmo chiamare business, sono molto più in grado di promuovere un intervento di altri elementi meno pragmatici, che chiameremo questioni di principio. Ma, al di là del fattore motivante, ci interessa sapere, o almeno a me interessa sapere, se l'intervento esterno limita il numero delle vittime o no.
Da qui l'eccezionalità degli accadimenti quasi contemporanei: la primavera araba ha investito tutto il medio oriente; in alcuni casi le cose si sono risolte spontaneamente (ma poi si sono complicate di nuovo, vedi Egitto), oppure si sono risolte con l'aiuto esterno, vedi Libia, oppure sono ancora in corso, vedi Siria.

sabato 25 febbraio 2012

Siria: fermiamo il massacro. Confronto delle vittime tra Libia e Siria

imagecredit bighaber.com
Può sembrare una inutile e macabra contabilità quella di verificare il numero delle vittime in una guerra civile  o in un conflitto, ma a volte non lo è. 
In altre occasioni mi ero chiesto se i tanto spesso vituperati interventi delle forze ONU per risolvere un conflitto fossero auspicabili o deleteri. Un esempio, purtroppo, l'abbiamo davanti agli occhi: Libia e Siria sono (o sono stati) due tragici esperimenti in corso. In Libia, le forze di coalizione hanno portato alla risoluzione del conflitto, anche se dopo aspri combattimenti e un numero elevato di vittime (circa 20.000, ne parlo qui su fonte Telegraph); in Siria invece, l'assenza di intervento armato esterno ha lasciato le popolazioni civili alla mercé delle forze governative. Qual è il risultato? Circa 9.000 vittime, secondo en.wikipedia che riporta fonti siriane e un numero variabile tra 3.900 e 8.500 secondo alcune fonti internazionali (7000 per l'ONU) e siriane, sempre su en.wikipedia.
Per completare l'opera, aggiungo che vi sono stati almeno 15.000 feriti e circa 100.000 persone arrestate, sempre secondo la stessa fonte, a tutto il 23 febbraio di quest'anno.
Infine, ricordo che la sollevazione popolare in Siria è iniziata nel gennaio 2011 e che ancora non è dato intravedere una soluzione del conflitto. Certo, alla macabra contabilità dei morti, il non intervento armato dell'ONU in Siria sembra aver  prodotto meno vittime rispetto a quanto accaduto in Libia (con tutta la cautela possibile di queste stime); c'è però da considerare che  non è visibile una risoluzione del conflitto a breve,  su quali basi avverrà e perciò non è dato sapere quante vittime ancora ci saranno.

venerdì 21 ottobre 2011

Vita, morte e nomi di Gheddafi e del popolo della Libia

Questo è un grafico dei molti modi in cui può essere scritto il nome di Muammar Gheddafi tratto da it.wikipedia. Si usa scegliendo una lettera da ogni colonna: M poi u oppure o, poi ancora u oppure niente poi una a e così via.

imagecredit  http://it.wikipedia.org/wiki/Mu'ammar_Gheddafi
Già si erano trovati a fronteggiare  il problema della translitterazione anche gli anglosassoni, che avevano trovato almeno 112 modi di translitterare il nome di Gheddafi dall'arabo all'inglese.



 



Ma questo è solo una parte del problema. Si scrive in giro sui giornali e si afferma nelle trasmissioni Tv che la presa del potere da parte del colonnello, con un colpo di stato nel 1969, avvenne senza ferimenti o uccisioni, ma che la sua deposizione è costata invece migliaia di morti. Ed è proprio su quest'ultimo aspetto che mi concentro: il 20 ottobre 2011 Muammar Gheddafi è stato ucciso, con la speranza  che sia l'ultima vittima di questa guerra civile. Ma quante sono state le vittime della guerra civile fino ad ora?
Devo fare un piccolo excursus. Forse alcuni di noi che scrivono e consultano la rete si sono accorti di quanto importante sia un certo sito dal fatto che per alcuni giorni ha scioperato. Parlo di Wikipedia. Nel bene, ma anche a volte nel male, Wikipedia è diventata un punto di riferimento fondamentale (si veda Wikipedia,kit per giornalisti di Gianluigi Filippelli per precisazioni sul mondo wiki) per chi scrive e legge in rete, per chi cerca notizie certe e provate ovvero fonti attendibili sulle quali costruire i propri pezzi o informarsi. Più di chiunque altro in rete, Wikipedia rappresenta l'universalismo e l'enciclopedismo del sapere, con l'innovativa caratteristica di essere gratuita e liberamente  utilizzabile.
 Dopo l'excursus continuo: è infatti su un'altra pagina di en.Wikipedia che trovo quello che cercavo. 


Quante morti ha causato la deposizione del colonnello Gheddafi?
La prima cosa che salta all'occhio è l'ampiezza dell'intervallo: da 2000 a 30mila morti. L'enorme difficoltà di stabilire con certezza il numero delle vittime rende, per ora, impossibile essere più precisi. Si riconoscono, in linea generale, almeno 3 cause delle vittime:
  • Morti causate dalle forze di Gheddafi
  • Morti causate dalle forze anti-Gheddafi
  • Morti causate dalla forza di Coalizione
Nei confronti di Gheddafi e del suo Governo, inoltre, sono stati aperti procedimenti per crimini contro l'umanità, crimini di guerra e  genocidio [1].
Questa di seguito è una cronologia delle vittime della guerra civile libica dal 16 febbraio 2011 al 14 ottobre.

Timeline of reported deaths per event

DateOpposition fatalitiesGovernment fatalitiesDetail
February 163None reportedProtests in Bayda and Roujdane.[40] [41]
February 17–20332–479163First Battle of Benghazi
February 17–25300–700None reportedTripoli clashes
February 174–10None reportedProtests in Ajdabiya.[42]
February 182None reportedProtests in Qubah.[43]
February 18 – May 15376358–545Battle of Misrata
February 204None reportedProtests in Tobruk.[44]
February 203None reportedProtests in Zintan.[45]
February 201None reportedProtests in Zuwarah.[46]
February 21 – May 22None reported37Revenge killings against loyalists in Benghazi.[20]
February 21153Rebel capture of the La Abraq Airport in Bayda.[47]
February 22–249None reportedProtests in Gharyan.[48][49]
February 23216Capture and execution of loyalist fighters at Derna.[19]
February 24 – March 1015165First Battle of Zawiya
February 2622None reportedCapture and execution of rebel fighters at Sirte.[50]
Late February3None reportedRebel attack on a military base at Gariyat.[51]
March 1 – August 18500-517397Nafusa Mountains Campaign
March 1 – July 2027None reportedFighting at the Algerian-Libyan border.[52]
March 2142–10First Battle of Brega
March 4–1271–814–27Battle of Ra's Lanuf
March 434–100None reportedExplosion at an arms depot in Benghazi.[53][54]
March 612–601Battle of Bin Jawad
March 13–15725Second Battle of Brega
March 14716Government re-taking of Zuwarah.[55]
March 15–2613641Battle of Ajdabiya
March 151None reportedRebel fighter plane crashes.[56]
March 17None reported1–2Bombing run on the Benghazi military air base.[57]
March 183None reportedFighting in Zueitina.[58]
March 19–2026127–30Second Battle of Benghazi
March 201None reportedKilling of a rebel activist in Benghazi.[59]
March 22–24None reported19–28Coalition air-strikes on Tripoli.[60]
March 26–30127First Gulf of Sidra offensive
March 281NoneExecution of captured rebel at Sirte.[61]
March 31 – April 746–4928Third Battle of Brega
April 3 – June 15253East Libyan Desert Campaign
April 8 – July 1375–8794–95Battle of Brega–Ajdabiya road
April 17None reported20Rebel attack on a military headquarters in Zawiya.[62]
May 41None reportedRebel fighter dies of wounds in Benghazi.[63]
May 121None reportedRebel French mercenary killed in Benghazi.[64]
May 16 – August 19435-1,112335–345Battle of the Misrata frontline
May 2923Suppression of an opposition protest in Tripoli.[65][66]
May3None reportedExecution of rebel prisoners in Khoms.[67]
June 2None reported2NATO air-strike in Al 'Aziziyah.[68]
June 7None reported1NATO air-strike in Tripoli.[69]
June 9–162212Zliten uprising
June 11–12302Zawiya raid
June 111None reportedSabha clashes[70]
June 136None reportedFighting west of Zawiya.[71]
June 16None reported1Attack on a military patrol in Tripoli.[72]
June 173None reportedSuppression of an opposition protest in Tripoli.[73]
June 18None reported1Rebel sniper fire in Tripoli.[74]
June 19None reported4NATO air-strike in Sabha.[75]
June 23None reported9NATO air-strike near Zliten.[76]
July 13 – August 2214442Fourth Battle of Brega
July 17 – September 272851Fezzan campaign
July 22None reported6NATO air-strike on a pipeline production plant south of Brega.[77]
July 24–26None reported7NATO air-strikes on Zliten.[78]
July 283None reportedKilling of the rebel commander-in-chief in Benghazi.[79]
July 2945Loyalist attack on a prison in Benghazi.[80]
July 313–64–11Attack on a loyalist hideout in Benghazi.[81][82][83]
August 43None reportedMsalata clashes
August 13–289595Rebel coastal offensive
August 20–281,700128Battle of Tripoli
August 23 – ongoing43752Second Gulf of Sidra offensive
August 28None reported5NATO air-strike in Tarunah.[84]
August 28None reported20NATO air-strike in Bani Walid.[85]
August 29153None reportedDiscovery of a killing site for mutinous soldiers in Tripoli.[86]
September 31None reportedExecution of a rouge rebel in Tripoli.[87]
September 4None reported1NATO air-strike near Tripoli.[88]
September 4–1810None reportedRebel firearms accidents in Tripoli.[89]
September 8 – October 1785-917-9Battle of Bani Walid
September 1112None reportedRebel inter-factional fighting in the Nafusa mountains.[90]
September 1215-17None reportedRa's Lanuf raid
September 249-11None reportedGhadames raid
October 4–1110None reportedRebel inter-factional fighting in Zuwarah.[91]
October 1412Clashes in Tripoli.[92]

Alle quali bisogna aggiungere almeno altri 3000 oppositori e attivisti scomparsi nel corso delle varie battaglie, dei quali probabilmente non si sa più niente nè sono stati ritrovati i cadaveri.
Il totale di tutte le vittime fornito da diversi organismi internazionali è, come detto all'inizio, molto variabile:


SourceLibyan casualtiesTime period
World Health Organization2,000 killed[1]February 15 – March 2, 2011
International Federation for Human Rights3,000 killed[119]February 15 – March 5, 2011
Libyan League for Human Rights6,000 killed[119]February 15 – March 5, 2011
National Transitional Council10,000 killed[120]February 15 – April 12, 2011
UN Human Rights Council10,000–15,000 killed[121]February 15 – June 9, 2011
Al Jazeera English13,000 killed[122]February 15 – June 18, 2011
National Transitional Council30,000 killed[2]February 15 – September 8, 2011
National Transitional Council25,000 killed[123]February 15 – October 2, 2011
Non è dato sapere con certezza se l'intervento delle Forze di Coalizione abbia causato più o meno morti di quelli che ci sarebbero stati senza il suo intervento, da una parte aumentando la velocità di caduta del regime ma dall'altro aumentando il numero delle vittime, anche, involontariamente, tra i civili. Quello che è certo è che tutto il mondo spera che la cattura e l'uccisione di Muammar Gheddafi ponga fine alla guerra. E anche se la fine delle ostilità comporterà l'uscita di scena delle Forze  di Coalizione, è proprio da qui in avanti che la nuova Libia ha bisogno dell'aiuto (e del controllo) di Organismi e Stati internazionali. Troppo spesso queste rivoluzioni vengono lasciate a se stesse, una volta che sono riuscite a deporre gli antichi regimi. Il recente esempio dell'Egitto è una cruda testimonianza del percorso ancora molto lungo che attende questi popoli  verso la democrazia, sempre ammesso che questa sia la strada che cercano. Non è quindi ancora terminato il compito della comunità internazionale: il periodo della convalescenza è ugualmente sensibile, per gli eventuali rischi di ricadute.









giovedì 20 ottobre 2011

Ucciso il colonnello Muammar Gheddafi

La notizia sta ormai circolando: Gheddafi è rimasto ucciso a Sirte in uno scontro a fuoco con i ribelli. Ne parla Al Jazeera che dice di avere anche un filmato  amatoriale in cui si vede  il corpo insanguinato del dittatore.
A dichiararlo è il Primo Ministro Mahmoud Jibril 
We have been waiting for this moment for a long time. Muammar Gaddafi has been killed,
 Abdul Hakim Belhaj, capo militare della NTC dice che Gheddafi è morto in seguito alle ferite riportate dopo essere stato catturato. Il corpo è stato portato in un luogo segreto.
La morte di Gheddafi significa la fine delle ostilità? Sirte, intanto, è stata liberata, a quanto riporta Al Jazeera. Si rincorrono le voci anche sui figli superstiti: mentre Saif al-Islam sembrerebbe in volo verso Sirte, Mutassim dicono sia ferito gravemente ma ancora vivo. Un'altra fonte dice invece che Mutassim è stato ucciso. Sempre su Al Jazeera, è presente un'applet interattiva sull'albero familiare di Gheddafi, cliccate sull'immagine.


Il New York Times ha preparato questa timeline interattiva: dal 1942 al 2011, la vita di Muammar Gheddafi.


mercoledì 24 agosto 2011

I dittatori sono tutti uguali (Gheddafi: "Morte o vittoria")

Arrivano alla fine così come hanno vissuto. Non certo da eroi. Da stupidi. Anche di fronte alla disfatta,  continuano a sacrificare la vita degli altri e spesso loro si salvano o, al limite, si fanno suicidare. Altrimenti non sarebbero dittatori, gente malata di culto della propria personalità. Questo culto della personalità è inversamente proporzionale al rispetto che hanno della vita umana. Ecco l'ennesima conferma. E dunque, un buon governante, è forse riconoscibile dal fatto che preferisce sacrificarsi lui al posto del suo popolo? Di sicuro, un pessimo governante è quello che non esita a sacrificare il suo popolo, sia in tempo di guerra che di pace. Ma ci ritorneremo.



lunedì 22 agosto 2011

I ribelli libici controllano quasi tutta Tripoli: una mappa della città

Questa è la mappa di Tripoli pubblicata da Repubblica, quasi tutta controllata dai ribelli (a quanto dicono). Solo la parte in verde, dove c'è il bunker di Gheddafi, è controllata dalle truppe lealiste. Sono in atto combattimenti.
Se quella che è ormai una conseguenza logica dello sviluppo della situazione attuale si materializzerà, anticipo una domanda che farò e mi farò in seguito: c'entra qualcosa l'intervento della coalizione in questo rapido e positivo (per gli insorti) sviluppo della situazione? Questo per confrontarla con la situazione siriana, in cui il presidente dittatore Bashar-al-Asad ha solo promesso per ora, entro in marzo 2012, sia le elezioni amministrative che quelle politiche, ma chissà quanto regolari, se non interverranno osservatori Onu.


Tripoli conquistata? Diretta tv con AlJazeera

E' forse la fine del regime di Gheddafi?

sabato 20 agosto 2011

Libia e Siria. Tra interventismo ed embargo, due realtà a confronto

C'è un tragico esperimento politico in atto tra due realtà drammatiche dei nostri tempi: Libia e Siria. La primavera araba, questo fenomeno (quasi) spontaneo e casuale che ha percorso tutto il Maghreb come una ventata di libertà ha prodotto due reazioni diverse da parte della comunità internazionale: intervento armato sotto egida Onu in Libia e semplice lavorio diplomatico, eventualmente associato all'embargo, in Siria. La differenza tra questi due atteggiamenti si chiama Russia. In un caso (Libia) non ha posto il veto, nell'altro (Siria) si.
In un articolo precedente ipotizzavo che questo fosse una specie di tragico esperimento per provare a dirimere un'annosa questione, se cioè un intervento armato esterno in caso di guerra civile, esitasse in una risoluzione più veloce del conflitto e/o in un numero inferiore di vittime. Utilizzando dati non ufficiali ma forniti da inviati e organizzazioni varie presenti sul posto ho provato a verificare  quale dei due atteggiamenti fosse da preferire, nell'ottica sopra specificata, e cioè di ridurre sia la durata che le vittime di un conflitto. Ecco i sommari risultati.

credit bbc.co.uk
Libia.
Il 15 febbraio 2011 scoppiano le prime proteste pacifiche in Libia alle quali però il leader libico Muammar Gheddafi risponde facendo intervenire le forze armate. Questo risposta dà inizio a una vera e propria sollevazione popolare che porta alla creazione di un governo transitorio, il National Transitional Council (NTC), a Benghasi. Il 19 marzo, su risoluzione dell'Onu, le forze alleate entrano nel conflitto a fianco dei rivoltosi. La battaglia continua ancora.
Vittime: in totale si stima che ci siano state dall'inizio del conflitto ad oggi (20 agosto 2011), considerando entrambi gli schieramenti (tra oppositori e fedeli al regime, civili inclusi), circa 20 mila vittime (fonte The Telegraph su conferenza stampa di un membro del NTC). E' disponibile un altro elenco da fonti varie il cui totale è però inferiore:
  • dai 2800 ai 3500 morti tra gli oppositori
  • dai 1500 ai 3100 dispersi tra gli oppositori 
  • più di 1000 feriti sempre tra gli oppositori
  • dai 1500 ai 1800 morti tra i soldati fedeli al regime [1]


credit dailymail.co.uk
Siria.
Anche qui, sulla scia di quanto stava avvenendo in Tunisia ed  Egitto, il 26 gennaio 2011 iniziano le prime manifestazioni contro il governo, sfociate in una rivolta il 15 marzo. Solo che in questo caso la rivolta ha mantenuto sempre le caratteristiche di una protesta popolare più che di un vero e proprio conflitto armato da guerra civile. Infatti, l'uso delle armi si è avuto quasi esclusivamente da parte delle forze governative e da parte dell'opposizione opportunistica di alcune forze islamiche.
Vittime. 

  • da 1800 a 2200 civili morti 
  • da 400 a 500 forze di sicurezza (governative) uccise
  • migliaia di dimostranti feriti
  • da 1300 a 1800 forze di sicurezza ferite
  • più di 12.500 persone arrestate [2]
 Il macabro confronto deve però tenere conto di questo fatto: in Siria, la maggior parte dei civili che protesta è disarmato, infatti il numero di morti tra le forze di sicurezza viene imputato per lo più a formazioni islamiche e ad alcune frazioni armate dei rivoltosi. 


Certo, una semplice conta dei morti, pur utilizzando le stime più basse, sembra assegnare al conflitto libico la maggior quantità di vittime. Forse si deve anche al fatto di come si è sviluppato il conflitto nei due paesi: più come guerra civile in Libia, con la conquista di alcune città e zone di influenza, più come mera protesta popolare in Siria. Ragionando in questi termini appare quindi ben più brutale la situazione in Siria, anche per la disparità di vittime tra manifestanti e forze governative. Non è dunque semplice stabilire se sia desiderabile o meno un intervento armato esterno durante il corso di un conflitto interno. E questo non è certo un bene.

Una cronologia interattiva di ottimo livello riguardante tutta la primavera araba è quella fornita dal Guardian.





 Fonti
[1] 2011 Libyan civil war
[2] 2011 Syrian uprising

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