Sarà anche vero, come dice il Ministro, che si è trattato di un interessamento umanitario, ma quando si tratta di carceri e carcerati quando mai non lo è? Però, come riporta Repubblica, anche se il Ministro Cancellieri afferma di avere a cuore la salute dei detenuti in generale, chiarisce poi che il suo interessamento diretto è stato solo per Giulia Maria Ligresti. Viene da chiedersi: perchè in questo caso sì e negli altri no? E anche: perchè i Ligresti non hanno seguito le normali procedure previste in casi come questo senza sentire il bisogno di attivare un ministro? Inoltre, dopo aver sensibilizzato i vertici del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, come per magia, sempre secondo la ricostruzione di Repubblica, psicologhe, medici e assistenti sociali del penitenziario dove è reclusa Giulia Maria Ligresti si attivano con il pubblico ministero, che è costretto a inviare il medico legale per una visita. Morale della favola, dopo circa una decina di giorni dalla telefonata la Ligresti è libera.
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venerdì 1 novembre 2013
martedì 2 ottobre 2012
Ddl anticorruzione: escono emendamenti che attenuano la concussione
Sembra che ci stiano ricascando un'altra volta. Mentre il ddl anticorruzione è in esame alla Commissione Giustizia del Senato, con l'opinione pubblica e il Presidente della Repubblica che giustamente chiedono che si faccia in fretta, ecco che spunta uno dei vecchi e soliti emendamenti a firma PdL.
La sostanza, in attesa che gli emendamenti siano presentati e discussi oggi alle 15.30 in Senato, è più o meno questa, per come la riferisce la stampa: gli emendamenti presentati dai senatori Montagna e Galloni modificherebbero la definizione del reato, attenuandone la portata quando non vi è utilità patrimoniale, e ridefinendo l'ambito in cui avviene la concussione. Così riporta Repubblica:
Il nodo è la specificazione che il reato di concussione si determina nel momento in cui si ottiene una utilità patrimoniale.
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mercoledì 7 settembre 2011
Intercettazioni e parlamentari: chi parla con l'onorevole è libero?
L'articolo 68 della Costituzione recita
I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazione, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.
E' giusto allargare l'impossibilità di intercettare un parlamentare anche a tutti quelli che parlano con lui, quando le parole del parlamentare sono debitamente rimosse? Anche se costoro sono intercettati in maniera indipendente dal parlamentare per indagini personali e hanno casualmente una conversazione con l'onorevole? E se invece l'intercettazione prova un illecito del parlamentare? La normativa prevede che, per essere ammissibile, l'intercettazione di un parlamentare, o è autorizzata preventivamente dalla Giunta oppure deve avvenire in maniera indiretta. [1]
In sostanza, una sentenza della Corte Suprema [1] ha stabilito che l'intercettazione indiretta può essere usata senza il nulla osta della Camera se il parlamentare non entra nel procedimento, mentre deve essere richiesta se il parlamentare entra nel procedimento. Se il nulla osta viene negato però non è necessario distruggere le intercettazioni.
La questione sorge con il caso Ruby, che vede coinvolto Silvio Berlusconi. In quella occasione, infatti, secondo la difesa, le intercettazioni vennero effettuate a rete (cioè vennero intercettati tutti i telefoni mobili presenti nella zona) e lo scopo «era il controllo del presidente del Consiglio», così un virgolettato del Corriere.
Dunque, richiesta del premier di completa inutilizzabilità di quelle intercettazioni alla Giunta.
Torna quindi prepotente il quesito esposto sopra, gravato dal sospetto di un processo alle intenzioni: i magistrati avevano o no intenzione di intercettare il Presidente del Consiglio? Evento improbabile, essendo virtualmente impossibile l'ignoranza dell'articolo in questione da parte degli inquirenti. Dunque? Il tema resta valido con riguardo a tutti i casi in cui, insieme a un imputato, viene intercettato un parlamentare.
Se da quelle intercettazioni spuntano prove del coinvolgimento in fatti penalmente rilevanti del parlamentare, possono essere utilizzate, eventualmente, contro di lui? La normativa prevede l'approvazione della Camera ex post sulle cosiddette intercettazioni indirette. [1] [2] Nelle intercettazioni indirette però il requisito fondamentale è non sapere a chi appartengono i numeri intercettati, per sperare di ottenere l'autorizzazione dalla Camera.
Sembra quindi pretestuosa la richiesta di annullamento sulla base di una presunta volontà degli inquirenti di intercettare Berlusconi, per l'impossibilità di ignorare le norme in vigore che avrebbero portato all'annullamento. Pure, si potrebbe anche ipotizzare un tentativo di aggiramento dell'articolo 68 da parte dei magistrati, che ci hanno provato pur non potendo non sapere.
Tema di non facile soluzione che però richiede una attenta valutazione delle conseguenze di una diffusa impunità da contatto. Infatti, la Corte sostiene che
La distruzione di una prova legittimamente formata, che impedisca, di fatto, l’utilizzo delle intercettazioni anche nei confronti di terzi che, solo occasionalmente hanno interloquito con il parlamentare, ha rappresentato sino ad oggi “una immunità a vantaggio di soggetti che non avrebbero comunque ragione di usufruirne” [1]
E, d'altra parte, l'intercettazione indiretta del parlamentare dovrebbe garantire l'inquirente dalla volontà dall'accusa di voler andare contro l'articolo 68, visto che
il precetto costituzionale persegue l’obiettivo di “porre a riparo il parlamentare da illegittime interferenze giudiziarie nell’esercizio del suo mandato [1]e non rappresenta un'immunità sic et simpliciter.
Altrimenti si rischia di fare come in quel gioco, tana libera tutti: chi parla con il parlamentare è libero.
giovedì 3 marzo 2011
Ruby non era minorenne: è stata registrata all'anagrafe due anni dopo
Sarebbe questa la notizia clamorosa dell'ultimora che scagionerebbe il premier, così come la propone il Corriere.
I difensori di Berlusconi infatti sarebbero andati fino in Marocco per recuperare informazioni.
"In un paese civile un processo così durerebbe mezz'ora."
afferma il Presidente del Consiglio, ma è un'affermazione che si presta a più di una interpretazione. Intanto si profila il colpo gobbo della difesa, se si dimostrerà vero ciò che scrive il Corriere.
(Ma tu guarda di cosa mi tocca parlare...
fonte qui
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Cos'è la credibilità? Un'intervista o un'inaugurazione? Il successo di Ruby
La signora Karima el Marough in arte Ruby rubacuori inaugura il Ballo delle debuttanti in terra d'Austria (il che, tra l'altro, mi fa pensare all'esportazione di qualcos'altro, oltre che della democrazia, qualcosa che pensavo molto italiano e invece) con tanto di jet privato e limousine messi a disposizione dal magnate austriaco Richard Lugner e, visto sul TG di La7, c'erano anche dei giornalisti che, alla conferenza stampa, le chiedevano notizie sulla rivolta nel Maghreb. Il servizio poi è sfumato.Come succede, alle volte! Diventi famoso e improvvisamente tutti vogliono conoscere la tua opinione. Tutto quello che dici diventa importante. Karima dice che la stampa l'ha rovinata però, così a occhio e croce, non direi. Direi che ci ha guadagnato, da tutta questa pubblicità. A me, per dire, non m'intervista nessuno.
sabato 26 febbraio 2011
martedì 15 febbraio 2011
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