La necessità, a volte, aguzza l'ingegno. La Liberia è appena uscita da una lunga guerra civile e cerca di ricostruire la vita dalle macerie che il conflitto ha lasciato. Forse si potrebbe pensare che un popolo scampato a una guerra, prima di desiderare di leggere il giornale, desideri altri beni primari, ma non è così: il ritorno alla normalità è segnato da tutta una serie di esigenze, compresa quella di ricevere notizie. L'idea del giornalista Alfred Sirleaf, di dare vita a un nuovo giornale, The Daily Talk appunto, riempie il vuoto di informazioni creato dalla guerra e dalla povertà e viene incontro alle richieste della gente. Infatti, le persone vorrebbero sapere quello che accade nel loro paese, ma molti non possono permettersi nè televisione nè radio, e così rimangono allo scuro dei nuovi avvenimenti, in un momento così importante per la ripresa.
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domenica 30 settembre 2012
giovedì 21 aprile 2011
Il documentario dello tsunami del Giappone
Dalla Pioneer Productions arriva questo documentario (Japan’s Tsunami: How it Happened) sullo tsunami che ha colpito il Giappone dopo il terremoto dell'11 marzo 2011 e una ricostruzione virtuale di come si genera un maremoto.
Alcuni dati relativi alla realizzazione di questo documentario.
Dicono alla Pioneer che, di solito, un documentario della durata di 50 minuti richiede almeno 5 mesi di lavoro, però se si utilizzano le risorse standard. Invece se ci si serve di più di una troupe, di molti produttori ed editor, si lavora ininterrottamente e si possono contare su molti esperti, allora si riesce a produrre un filmato del genere in poco tempo, mantenendo alta la qualità.
Perchè questo genere di filmati ci piace? Al di là dell'informazione che portano c'è qualcos'altro?
Il Corriere riporta una possibile spiegazione fornita da uno dei produttori del documentario, Richard Burke-Ward
«Siamo affascinati da ciò che va al di là della nostra comune esperienza, e siamo empaticamente attratti dalle tragedia umane, dal dolore altrui. Vogliamo sentirci connessi - spiega Burke-Ward - Allo stesso tempo siamo curiosi di sapere come si sono svolti i fatti. Abbiamo l’urgenza di capire e di re-immaginare quanto accaduto come se fossimo stati lì. Vogliamo dare un senso a ciò che ci circonda. La verità, inoltre, è che mentre guardiamo, ci sentiamo sollevati e un poco colpevoli»
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