C'è un magistrato di nome Nicola Gratteri, procuratore aggiunto al Tribunale di Reggio Calabria noto per la sua lotta alla mafia, che da 29 anni si occupa di crimini e che era stato indicato, recentemente, come possibile candidato al Ministero della Giustizia. Sfumata quella possibilità gli è stato chiesto di presiedere una commissione per la riforma della legislazione antimafia, cosa che lui ha accettato (gratuitamente), insediandosi il 31 luglio. Alla festa del Fatto Quotidiano, insieme all'ex magistrato Bruno Tinti e al giudice della Corte di Cassazione Antonio Esposito (famoso per quella telefonata su una sentenza su Berlusconi), intervistato dal giornalista Marco Lillo, spiega la sua riforma e, indirettamente, chi è Nicola Gratteri e perchè non è diventato ministro.
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domenica 7 settembre 2014
sabato 26 aprile 2014
"La politica è sempre incompatibile con la verità (sulla mafia)"...
...perchè è intrecciata con la mafia" e "Lo Stato non può processare se stesso". Così diceva Leonardo Sciascia, ma forse è proprio per questo, cioè per processare qualcun altro e non se stesso, che potere esecutivo-legislativo e giudiziario sono separati, almeno nominalmente. Notare che la frase ha senso anche se, nel titolo, ci si ferma alla parentesi: "la politica è sempre incompatibile con la verità".
Infatti, che classe dirigente è mai questa, che arriva sempre in ritardo a processare gli intrecci politico-mafiosi, quando ormai gli uomini pubblici processati non contano più niente, e che abbassa le pene per il voto di scambio politico-mafioso? Una ricostruzione di Marco Travaglio credibile e incredibile allo stesso tempo, come di chi vede qualcosa sotto i propri occhi eppure non crede. E' strano, in un paese intriso di fede e superstizione come il nostro esiste un ambito nel quale la gente non crede mai anche se vede, almeno fino a quando è ormai troppo tardi.
Infatti, che classe dirigente è mai questa, che arriva sempre in ritardo a processare gli intrecci politico-mafiosi, quando ormai gli uomini pubblici processati non contano più niente, e che abbassa le pene per il voto di scambio politico-mafioso? Una ricostruzione di Marco Travaglio credibile e incredibile allo stesso tempo, come di chi vede qualcosa sotto i propri occhi eppure non crede. E' strano, in un paese intriso di fede e superstizione come il nostro esiste un ambito nel quale la gente non crede mai anche se vede, almeno fino a quando è ormai troppo tardi.
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martedì 8 aprile 2014
Intervista al pm Nino Di Matteo
Nino Di Matteo è il magistrato che indaga sulla vicenda della presunta trattativa Stato-mafia e che è assurto all'onore delle cronache non tanto per il suo lavoro quanto per le famose intercettazioni indirette al Capo dello Stato che gli sono costate un procedimento disciplinare dal quale è stato poi assolto. E' anche famoso per le minacce di morte da parte di Totò Riina e per non aver ricevuto grande solidarietà istituzionale. Qui si può vedere in un'intervista di Nicola Biondo apparsa sul blog di Beppe Grillo, sempre interessante da vedere.
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sabato 2 novembre 2013
Schiavone, i verbali declassificati sui rifiuti tossici in Campania. Il testo integrale
Una domanda di fondo, che è la stessa che si pone Luigi Di Maio, vicepresidente 5 Stelle della Camera: se lo Stato sapeva, perchè non si è fatto nulla? E un ringraziamento, ai deputati 5 Stelle che hanno ottenuto che l'audizione del pentito Carmine Schiavone davanti alla Commissione Bicamerale d'Inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività ad esso connesse, del 7 ottobre del 1997, fosse declassificata.
Qui di seguito il documento integrale. Tra le tante cose presenti nel racconto di Schiavone ne spicca una, che ha forse il sapore di un pezzo di commedia all'italiana o che può rappresentare invece lo specchio di una crudissima realtà: Schiavone, a un certo punto, dice "La mafia e la camorra non potevano esistere se non era lo Stato...Se le istituzioni non avessero voluto l'esistenza del clan, questo avrebbe forse potuto esistere?". E ancora: "Tuttavia, quel traffico [di rifiuti tossici e radioattivi, ndr] veniva già attuato in precedenza e gli abitanti del paese rischiano di morire tutti di cancro entro venti anni".
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martedì 9 ottobre 2012
Governo: sciolto il Comune di Reggio Calabria per contiguità mafiosa. Conferenza stampa Ministro Cancellieri
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| Demetrio Arena |
Ricordo che il sindaco del Comune di Reggio Calabria, sciolto per mafia, era Demetrio Arena, del PdL, insediatosi il 21 maggio 2011 alla guida di una giunta di centrodestra.
Di seguito il link al video della conferenza stampa del Ministro Cancellieri (12 min.).
venerdì 25 maggio 2012
Giovanni Falcone: piccola antologia di interviste
Non c'è nessuno meglio di Giovanni Falcone per parlare di Giovanni Falcone, e non attraverso una pomposa autobiografia bensì per mezzo di pensieri e azioni, del suo atteggiamento, del suo modo di essere. Ecco una piccola antologia di parole, frasi celebri e interviste di Giovanni Falcone. Una cosa che traspare immediatamente guardando i filmati è l'assenza di arroganza o di presunzione insieme alla fermezza e dedizione con cui conduceva la sua battaglia. Che un uomo con una così grande responsabilità e questa spada di Damocle sulla testa potesse avere un sorriso così aperto spiega perchè avesse dedicato (e sacrificato) la sua vita per la legalità senza mai perdere di vista umanità e integrità morale.
mercoledì 23 maggio 2012
Giovanni Falcone: a 20 anni dalla strage di Capaci. Diretta video
E' sempre utile non perdere memoria di certi eventi come monito per il futuro. E' questo uno dei significati della commemorazione delle persone che, quel 23 maggio 1992, persero la vita in quell'attentato: Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. A distanza di 20 anni da quella che verrà ricordata come la strage di Capaci sono noti alcuni degli esecutori, non i mandanti. Monti riassume la questione in questi termini [Corriere]
«Non esistono ragioni di Stato che possano giustificare ritardi nella ricerca della verità»
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imagecredit corriere.it
sabato 17 marzo 2012
Contro tutte le mafie nella giornata della memoria delle vittime di mafia: don Ciotti a Genova con Libera
C'è un passaggio molto intenso di don Luigi Ciotti mentre parla davanti a 100 mila persone accorse a Genova per la giornata della memoria e dell'impegno contro le vittime di tutte le mafie
"La forza delle mafie sta fuori dalla mafia [...] Allora sia chiaro che i mafiosi sono fuori della comunione della chiesa ma sono fuori anche quelli con la faccia d'angelo che fanno tanti bacetti a Gesù Cristo, la Madonna e tutti i santi e poi dopo non si sporcano le mani ..."
Contro tutte le mafie.
martedì 21 febbraio 2012
Mafia e giochi legali: come ti ripulisco il denaro sporco
Inchiesta di Amalia De Simone del Corriere su mafia e giochi legali. Da un documento dell'imprenditore Renato Grasso condannato per mafia emerge il sistema che la mafia utilizza per ripulire il denaro. Il settore dei giochi, con i suoi 80 miliardi di fatturato, è una vera e propria miniera d'oro per le cosche. Qui l'articolo.
mercoledì 8 dicembre 2010
Metastasi!
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Ecco anche una presentazione del libro di Gianluigi Nuzzi, uno degli autori.
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venerdì 26 novembre 2010
Gli editoriali di Marco Travaglio ad Anno Zero: Onore e Pregiudizio
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martedì 9 novembre 2010
Vieni via con me: Fazio,Saviano e Falcone
E' iniziata la trasmissione di Fazio e Saviano Vieni via con me. In questa prima puntata, Saviano parla di Giovanni Falcone.
Giovanni Falcone è, oggi, uno degli emblemi della lotta alla mafia, dell'abnegazione, dell'eroismo, della dedizione completa al proprio lavoro, dell'impegno in difesa della legalità e della giustizia portato alle estreme conseguenze. Ma non è sempre stato così. Prima, in vita, Falcone non era granchè amato o stimato, anzi. Pure da sinistra arrivavano critiche, di una sua "connivenza" con il potere, di aver agito solo per ambizione personale. Pure Sciascia si lasciò andare a critiche verso Falcone. Tutte critiche in buona fede, dice Saviano, ma critiche. "Ha fatto carriera senza seguire la solita trafila", "è un arrivista", c'era anche un corvo a scrivere lettere anonime ai giornali. Queste erano alcune delle affermazioni ricorrenti. Addirittura, nell'episodio del ritrovamento di una bomba prima che esplodesse, con la scusa che la mafia non fallisce, lo si accusò di aver architettato tutta la storia, per farsi pubblicità.
Pure una signora ebbe a lamentarsi, perchè quando passava Falcone con la sua scorta, tenevano le sirene accese, disturbandola.
Se ripenso alla vita che fece Falcone, al suo impegno contro la mafia e alle critiche che gli giungevano da tutti i fronti, non riesco a non vederlo come un eroe. Almeno per la eccezionale forza d'animo che lo sorresse, quando tutto e tutti, amici e nemici, gli sparavano contro.
Poi, una volta morto, una volta che si è avverato il copione, ecco che improvvisamente diventa l'eroe, il buono, il Don Chisciotte. E tutti a piangere, a fare a gara nel trovare l'elogio più azzeccato, le parole più coinvolgenti.
Anche Saviano corre questo pericolo. Gente bravissima che conosco afferma: si, ma lui comunque ci guadagna, dai libri che vende. Lui comunque fa le trasmissioni, è famoso...senza considerare che per questa sua opera di testimonianza rischia la vita. Lo stesso che dicevano di Falcone. Sembra quasi come se tutti questi anni fossero passati inutilmente. Si recita ancora lo stesso copione. Chi si impegna in un qualunque settore e finisce per emergere, qualunque sia il settore (cioè, anche se si tratta del benessere di tutti) finirà per attirarsi critiche e invidia. Si dirà: beh, questa è la vita, così sono fatti gli uomini.No, dico io, non basta. Abbiamo vissuto la dittatura, i lager, gli eccidi. Li vogliamo rivivere di nuovo, solo perchè così sono fatti gli uomini? Le esperienze devono servire a qualche cosa, specialmente se hanno risvolti tragici. Non riusciamo a liberarci della diffidenza che coglie l'animale selvatico quando qualcuno prova a curarlo. Non riusciamo a distinguere quelli che vogliono farci del bene (e che magari hanno la faccia seria) da quelli che vogliono farci del male (e che magari hanno la faccia sorridente).
Perchè?
Perchè è così?
C'è sempre il rischio di sembrare retorici, a farsi queste domande.
Ma c'è anche una preoccupante facilità a dimenticarsi di chi ha sacrificato la propria vita per il bene pubblico. E a corollario di questo, c'è spesso un'insensata incapacità di capire quando qualcuno vuole farti del bene.
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