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giovedì 22 settembre 2011

Milanese: la Camera dice no all'arresto

Passo la notizia senza particolare enfasi: la Camera, con 312 voti contrari e 305 favorevoli, dice no alla richiesta d'arresto del deputato Marco Milanese [fonte Corriere].
Vi è chi reagisce lamentando che il diverso trattamento tra cittadini comuni e parlamentari, quando per questi ultimi non sia richiesto l'arresto per un reato connesso all'esercizio delle proprie funzioni, presupponga una diversità di fronte alla legge.
Secondo quanto ricorda il Corriere, i reati ipotizzati per Milanese riguardano
 associazione per delinquere, corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio. Milanese avrebbe rivelato notizie su indagini svolte dalla Guardia di finanza. Secondo il gip Milanese si è occupato dell'attribuzione di nomine in diverse società controllate dal Tesoro (tra cui Ansaldo Breda,Oto Melara,Sogin,Sace) ricevendo «come corrispettivo somme di denaro e altre utilità». 
Reazione opposta tra le fila della maggioranza, dove pure si anniderebbero, a vedere i dati della votazione, 7 franchi tiratori. Piccolo giallo finale con il  no di Enrico Letta che per un problema tecnico non compare nelle tabulazioni finali, per cui invece di 305  i no dovrebbero essere 306.

Richiesta di arresto per Milanese: l'opinione di un politico (Stracquadanio)

Questa mattina, ad Omnibus su La7, l'onorevole Giorgio Stracquadanio del Pdl, a domanda della conduttrice, rispondeva, in riferimento alla richiesta di arresto per il deputato marco Milanese, che la Camera dovrà decidere se sia necessario agli inquirenti l'arresto di Milanese per poter continuare le loro indagini. 
Ora, se ho ben compreso, a me sembra che questa prerogativa appartenga più a un tribunale del riesame che a un'aula parlamentare. Infatti, la presenza dell'immunità parlamentare è direttamente connessa all'esercizio delle proprie funzioni, e tutela il parlamentare nel caso in cui un provvedimento del tribunale sia unicamente volto o sia esclusivamente connesso a limitare o impedire tale funzione. E del resto, è noto che il deputato costretto in carcere non perde le proprie prerogative e può continuare a votare. Ma per altri motivi l'immunità non dovrebbe esistere. Si veda qui cosa prevedono in tema di immunità parlamentare gli altri paesi.
E' forse questo (possibile) fraintendimento (insieme ad altri) ad alimentare il senso di far parte di una casta dei nostri parlamentari?

sabato 30 luglio 2011

Tempi grami per il ministro dell'Economia Tremonti

A leggere quello che pubblicano i giornali, anche quelli di area governativa, il ministro Tremonti non gode di grande salute politica. Due, essenzialmente, i punti sui quali gli si richiede chiarezza: le sue affermazioni sul fatto di sentirsi spiato nella caserma della Guardia di Finanza e quelle riguardanti l'affitto della casa di Milanese.
Bechis, su Libero, in un articolo sul doppio Giulio, tocca proprio questi due punti
Che significa che fra privati può girare del nero? Non è forse privata la mia padrona di casa a cui pago l’affitto? Lo devo fare in contanti e lei semplicemente incassarlo nel disinteresse del fisco?
 Infine la domanda più rilevante: quanti anni ha passato il ministro a sentirsi spiato e perfino pedinato prima di riparare nel 2009 a casa Milanese? Quali sono le prove di un’accusa così grave? È stata denunciata alla magistratura?

Cramer, sul Giornale, evidenzia maggiormente le accuse di sentirsi spiato
 Di certo al premier non ha fatto piacere che il ministro Tremonti, per difendersi, abbia anche deciso di spruzzare un po’ di veleno. Nel giustificare il suo trasloco nell’appartamento di via Campo Marzio, offertogli dall’onorevole Milanese, Tremonti ha infatti detto che «da un certo momento in poi, in albergo o in caserma non ero più tranquillo. Mi sentivo spiato, controllato, in qualche caso perfino pedinato». Un’accusa, la sua, che alimenta sospetti, equivoci e trame che Berlusconi e il suo entourage giudicano quasi assurde.
D'Argenio, su Repubblica, riporta  indiscrezioni del premier, riassunte nel titolo Non muovo un dito per difenderlo
"Non muoverò nemmeno un dito per difenderlo". Silvio Berlusconi non ha dubbi: il soldato Tremonti non va salvato.
Siccome però il Presidente Napolitano vede in Tremonti un baluardo all'attività degli speculatori, girano voci che
"Non dobbiamo fare niente per difenderlo ma nemmeno per attaccarlo perché nessuno si deve assumere la responsabilità delle sue dimissioni. Devono essere una sua scelta". [...] "Tremonti va difeso tiepidamente con la consapevolezza che proteggiamo il partito e il governo, non lui" 
Oltre a questo, c'è da considerare pure la situazione di Milanese, del quale a fine settembre si voterà l'autorizzazione all'arresto. Non sembra che, nei suoi confronti, ci sia quella difesa a oltranza messa in mostra per Papa.

Infine, sul Corriere, Sergio Romano risponde alla lettera di Tremonti, evidenziando gli interrogativi sollevati da tutti: l'affitto
 Giulio Tremonti è stato, quando aveva uno studio professionale, uno dei migliori fiscalisti del nostro Paese e sa bene quali siano le transazioni che non espongono il cittadino italiano alla tirannia dello Stato esattore. Ma se l'inquilino è il ministro delle Finanze, un contratto d'affitto e un bonifico bancario sarebbero stati preferibili. 
e il sentirsi spiato
 Quando diffida di un corpo dello Stato di cui è responsabile, il ministro dovrebbe promuovere una inchiesta, accertare i fatti, informare eventualmente la magistratura. Non lo deve soltanto a se stesso. Lo deve ai contribuenti e a una istituzione che ha bisogno, per operare, della fiducia del Paese.
Dunque, come si diceva, tempi grami per Tremonti (e per i suoi stretti collaboratori). 

 

venerdì 29 luglio 2011

Tremonti, Milanese e la questione dell'affitto

La cosa non so se abbia tutta questa rilevanza effettiva o se può screditare il lavoro di una persona. Sta di fatto che incrina, in qualche modo, la ridottissima credibilità delle istituzioni. Di cosa parlo?
Ieri  Sergio Romano, sul Corriere, pubblicava un articolo dal titolo Quel che Tremonti non ha detto in cui chiedeva al ministro di chiarire la situazione riguardante l'appartamento avuto in affitto da Milanese. Dopo la necessaria premessa
I pagamenti in nero sono il male oscuro dell'economia nazionale. 
effettua l'affondo
  se i sospetti delle scorse ore sui pagamenti effettuati per l'affitto del suo appartamento romano avessero qualche fondamento, apparterrebbe a questa categoria.
Il ministro Tremonti risponde il giorno dopo, cioè oggi, sempre sul Corriere Ho commesso illeciti? Sicuramente no. Ho fatto errori? Certamente si. Ma non so se la risposta del ministro è convincente. Infatti, il ministro chiarisce che
 ho accettato l'offerta fattami dall'on. Milanese, per l'utilizzo temporaneo di parte dell'immobile nella sua piena disponibilità ed utilizzo. 
ed è vero che
 in contropartita della disponibilità di cui sopra, basata su di un accordo verbale revocabile a richiesta, come appunto poi è stato, ho convenuto lo specifico conteggio di una somma a titolo di contributo, pagata via via per ciascuna settimana e calcolata in base alla mia tariffa giornaliera di ospitalità alberghiera
A mia conoscenza, però ammetto francamente che la mia conoscenza è imperfetta, chiunque affitti un appartamento a qualcuno a pagamento, seppure in maniera saltuaria però continuativa, è obbligato a registrare il contratto di affitto. Dunque l'onorevole Milanese avrebbe dovuto registrare il contratto d'affitto in essere con il ministro. D'altro canto, lo stesso Tremonti, non avrebbe dovuto pretendere che Milanese lo facesse? Infatti, perchè noi dovremmo, dopo aver bevuto e pagato un caffè in un bar, pretendere lo scontrino? E perchè saremmo sanzionabili se non lo facessimo?
Questo per dire solo delle cose minori.


giovedì 28 luglio 2011

Milanese: via libera della Giunta per le Autorizzazioni alle acquisizioni dei tabulati telefonici

Notizia di questi minuti: con decisione unanime, la Giunta per le Autorizzazioni a procedere della Camera ha dato il via libera alla magistratura per le acquisizioni dei tabulati telefonici e l'apertura delle cassette di sicurezza sequestrate al deputato Pdl  Marco Milanese. Sulla richiesta di arresto per lo stesso Milanese, il deputato è in audizione alla Giunta. Entro martedi prossimo dovrebbe esserci la pronuncia. Sul Corriere si legge che il deputato Pdl ha sporto denuncia nei confronti dell'imprenditore di Lernia il quale,
- in carcere con l'accusa di corruzione nell'ambito di un'inchiesta su alcuni appalti Enav - ha detto ai magistrati romani che l'affitto della casa in cui abitava Tremonti quando si trovava a Roma, e nella disponibilità di Milanese, sarebbe stato pagato dall'imprenditore Angelo Proietti che in cambio avrebbe ricevuto subappalti. [1]
I legali dichiarano che Milanese,
"a seguito delle odierne notizie giornalistiche relative alle dichiarazione del Di Lernia, smentisce categoricamente ogni sua affermazione e informa di aver dato mandato di presentare una denuncia per calunnia affinché l'autorità giudiziaria finalmente smascheri la macchinazione messa in atto nei suoi confronti da gente senza scrupoli e non si limiti a raccogliere dichiarazioni calunniose spesso tra loro contrastanti ed inconciliabili» [1]

E intanto le Borse segnano un nuovo calo




[1] Camera, si della Giunta

sabato 9 luglio 2011

Tutti i politici indagati o condannati

Alcuni recenti fatti di cronaca politica mi mettono addosso una curiosità: ma quanti sono i politici indagati o condannati in Italia?
I fatti recenti sono quelli legati al deputato del Pdl Alfonso Papa, tirato in ballo da Bisignani
A Letta, Bisignani riferiva tutte le informazioni che Alfonso Papa, deputato del Pdl, ex magistrato e componente della Commissione antimafia, riusciva ad avere grazie alle "talpe" (esponenti delle forze dell'ordine) di cui disponeva nella Procura di Napoli che indagava su politici, imprenditori e faccendieri, compreso lo stesso Bisignani. [1]
al deputato del Pdl e collaboratore di Tremonti, Marco Milanese 
In meno di ventiquattro ore, su Marco Milanese si chiude il secondo braccio della tenaglia giudiziaria che lo ha stritolato. Il gip di Roma, Anna Maria Fattori, su richiesta del pm Paolo Ielo, contesta all'ex consigliere politico di Tremonti un nuovo reato: finanziamento illecito dei partiti. [2]
e al Ministro delle Politiche Agricole Saverio Romano (i Responsabili)
Il gip di Palermo, Giuliano Castiglia, ha chiesto l'imputazione coatta per concorso esterno in associazione mafiosa per Saverio Romano, attualmente ministro delle politiche agricole. [3]
Allora, leggendo di questi fatti, mi è venuta la curiosità di sapere quanti sono i politici indagati e/o condannati in Italia. Ovviamente, questi documenti prendono in considerazione solo gli appartenenti al Parlamento italiano, altrimenti, se si prendessero in considerazione anche gli amministratori locali,  forse  non basterebbe un tomo tipo elenco telefonico. L'elenco, datato 2008, e realizzato da Marco Travaglio e Peter Gomes nel loro libro Se li conosci li eviti (Chiarelettere), è impressionante. L'elenco è questo, non lo pubblico perchè sono circa 15 pagine. E' un lungo elenco di condannati, prescritti, indagati, imputati e rinviati a giudizio,che si può riassumere con i seguenti dati

  • 56 del Pdl
  • 18 del Pd
  • 9 di Udc-Rosa Bianca
  • 8 della Lega
  • 3 del Partito Socialista
  • 3 di Sinistra Arcobaleno
  • 2 di La Destra
  • 1 di Aborto No grazie
  • 0 di Italia dei valori
Come noterete, vi sono nomi di coalizioni funzionali alle politiche del 2008, poco prima delle quali è stato pubblicato il libro. Ora, anche se alcune coalizioni non esistono più e alcuni di quelli in lista non sono più parlamentari, la lista ha comunque un suo valore sia di cronaca che di ricostruzione storica.
Infatti, si apprende, per esempio, che l'attuale Ministro Francesco Saverio Romano era già stato
indagato a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa con l’accusa di aver accompagnato il suo leader, Salvatore Cuffaro, a incontrare alcuni esponenti di Cosa nostra, ha ottenuto l’archiviazione nel  2003 per il caso Guttadauro-Cuffaro; ma dall’inizio del 2006 è stato di nuovo inquisito dalla Dda palermitana per concorso esterno, dopo le rivelazioni del pentito Francesco Campanella a proposito di altri presunti summit con mafiosi. [4]

Oppure, che il deputato Alfonso Papa
Magistrato napoletano in aspettativa, vicecapo di gabinetto del ministero della Giustizia sotto i ministeri Castelli e Mastella, viene indagato dal Tribunale dei ministri di Roma per abuso d’ufficio patrimoniale per alcune consulenze “facili” insieme allo stesso castelli e ad altri dirigenti di Via Arenula. Ma si salva dal processo grazie al voto del Senato, che nel dicembre 2007 respinge la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro leghista e dei suoi collaboratori, regalando l’immunità parlamentare anche a quelli che parlamentari non sono. Come, appunto, Papa. Che viene prontamente candidato dal Pdl in Campania [4]
Ultima notazione: Alfano, al momento della consacrazione a segretario del Pdl, si è fatto uscire delle parole che hanno delle notevoli implicazioni. Infatti, rispetto all'inveterata abitudine di tutti i politici indagati di definirsi perseguitati, Alfano ha affermato che
Di perseguitato c'è solo Berlusconi [5]
a ribadire che, per gli altri, non è esclusa, per ora, nessuna ipotesi.


[1] Papa era la mia talpa, aiutò Verdini
[2] Yacht in cambio di nomine e appalti
[3] Ministro Romano: il Gip chiede l'imputazione per mafia
[4] Se li conosci li eviti
[5] Berlusconi: nel 2013 lascio ad Alfano

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