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domenica 30 ottobre 2011

Flessibilità sul lavoro, licenziamenti facili e occupazione

C'è polemica su un recente documento della CGIA di Mestre sulla stima dei possibili effetti della norma dei cosiddetti licenziamenti facili sul recente passato: spiega il segretario Bortolussi che se ci fossero stati i licenziamenti facili i 738mila lavoratori andati in cassa integrazione (Cig) sarebbero stati probabilmente licenziati, portando il tasso di disoccupazione dall'attuale 8,2% a uno stimato  11.1%. La risposta del Ministro del Lavoro Sacconi è che questo rapporto è "destituito di ogni fondamento" perchè tutti i segnali a livello internazionale vanno in direzione opposta, cioè l'aumento di flessibilità e la facilità di licenziamento facilitano l'occupazione [fonte Repubblica].

imagecredit cgia mestre
Ho voluto verificare questa affermazione del Ministro Sacconi. 
Questa tabella indica il tasso di disoccupazione al 2010.



 Interessante questa mappa interattiva in cui sono indicati, per ogni paese europeo, debito, Pil, tasso di crescita e disoccupazione. Cliccare sull'immagine per accedere alla mappa interattiva.

imagecredit  money.cnn.com
Indice di protezione del lavoro: si vede che le protezioni del lavoro tedesche e italiane sono abbastanza simili mentre leggemente diverso è il tasso di disoccupazione. Cnn money dà un 8,7% per l'Italia e un 7,1% per la Germania (tasso 2010).


Grafico sulla variazione dell'occupazione in riferimento alle politiche di protezione del lavoro: mostra che dove le protezioni sono più alte l'occupazione è più stabile, chiaramente, essendo meno facile licenziare.
imagecredit libertiamo.it

Protezione del lavoro e disoccupazione: anche qui, maggiori protezioni minore disoccupazione.

imagecredit frbank of cleveland

La conclusione di questo studio della Federal Reserve bank of Cleveland però è
Countries with very flexible institutions and labor market polices, like the U.S., experienced substantial increases in unemployment over the course of the Great Recession, while countries with relatively rigid institutions and strict labor market policies, such as France, fared better. However, this better short-term performance comes with a tradeoff: evidence suggests that flexible labor markets keep unemployment lower in the long run.
In sostanza, se nel breve periodo le maggiori protezioni del lavoro garantiscono meno disoccupati, nel lungo periodo è la maggiore flessibilità che permette un minor tasso di disoccupazione, a significare che   protezioni sul lavoro più rigide frenano le assunzioni. Il grafico qui sotto rappresenta il tasso di disoccupazione nel periodo 1970-2010: come si vede, a cavallo degli anni '80, con l'aumento della flessibilità del lavoro, gli Stati Uniti invertono il rapporto con l'UE-15, anche se questo non li ha protetti nella recente crisi, in cui hanno riguadagnato il tasso di disoccupazione medio della UE-15.

imagecredit frbank of cleveland

E' però vero che laddove vi è una maggior flessibilità sul lavoro vi è anche una maggiore protezione dei disoccupati, ad esempio con un salario minimo garantito.

Per concludere: come si vede, il tema è piuttosto aperto e gli esperti hanno opinioni discordanti. Una cosa è certa però: dove c'è più flessibilità nel lavoro, quindi più facilità di licenziamento, ci sono anche sussidi di disoccupazione, un'assicurazione che copre il periodo in cui non si lavoro garantendo un reddito minimo.


Fonti.
Proteggere l'occupazione in tempo di crisi è un bene o un male per l'economia?
Labor Market Rigidity, Unemployment, and the Great Recession

giovedì 16 giugno 2011

Donne in pensione a 65 anni e tagli alle pensioni più alte

Questo il Piano del Tesoro secondo Repubblica, ipotesi non troppo gradita a Sacconi e Lega. La necessità dell'intervento sulle pensioni viene dalla manovra da circa 40 miliardi necessaria per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014 (vedi E' in arrivo la manovra correttiva). Sappiamo che alcune delle pensioni più alte sono al limite dello scandalo, e ne ha parlato anche un giornalista come Giordano nel suo libro (vedi La casta dei politici e il popolo bue) quindi l'ipotesi 
 Stop alla scala mobile sulle pensioni più alte o, in alternativa, un contributo di solidarietà sugli assegni d'oro
mi trova come minimo favorevole (chi riceve insieme pensioni e stipendio lo obbligherei alla scelta: o la pensione o lo stipendio, come per i comuni mortali). L'insieme dei tagli o interventi non riguarderà solo le pensioni ma, alla faccia dell'ipotetico taglio delle tasse, anche
 il pubblico impiego (si ipotizza un nuovo blocco della contrattazione nel 2013), la sanità (con l'introduzione dei costi standard al posto di quelli storici) e gli enti pubblici (nel mirino c'è soprattutto l'Ice, l'Istituto per il commercio estero).
Considerato l'imperativo rappresentato da questa necessità del pareggio di bilancio entro il 2014 e dall'importo necessario per attuarla, cioè per lo meno 40 miliardi, non si capisce come sarà possibile il sempre annunciato e famoso taglio delle tasse, che fra un anno sarà maggiorenne. La prospettiva è ancora (e sempre) quella delle lacrime e sangue.

Per le donne del pubblico impiego l'adeguamento avverrà in due momenti
 Quest'anno è passata da 60 a 61 anni e nel 2012, con un balzo di ben quattro anni in una volta sola, arriverà al traguardo dei 65 anni, raggiungendo quella prevista per gli uomini.
In seguito si vorrebbe estendere l'adeguamento anche alle lavoratrici del settore privato, ma Sacconi è contrario (non senza motivo)
 una cosa è far restare le donne al lavoro in un ufficio pubblico per altri cinque anni, altra cosa è allungare il tempo del lavoro per un'operaia, magari alla catena di montaggio
afferma, raccogliendo, virtualmente, l'adesione della Lega. 

venerdì 19 novembre 2010

Ma sul lavoro sei stressato o no? Ecco un test per scoprirlo

Il danno immateriale, da stress, entra tra i diritti dei lavoratori, secondo una circolare  preparata dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi.

Indicazioni per la valutazione dello stress lavoro-correlato Approvate dalla Commissione consultiva per la salute e sicurezza sul lavoro 


Nella riunione del 17 novembre 2010 la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha approvato le indicazioni necessarie per la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 6, comma 8, lettera m-quater, e 28, comma 1-bis, del D.lgs. n. 81/2008, e s.m.i. 

In tal modo viene fornito, in anticipo rispetto al termine di legge (31 dicembre 2010), ai datori di lavoro pubblici e privati, agli operatori e ai lavoratori un essenziale strumento di indirizzo ai fini della corretta attuazione delle previsioni di legge in materia di valutazione del rischio, con riferimento alla peculiare e innovativa tematica del rischio da stress correlato al lavoro. 

Ai fini della massima divulgazione dei contenuti delle indicazioni, il Ministero ha provveduto a trasmettere il testo in parola ai propri organi di vigilanza, alle strutture regionali competenti e alle parti sociali mediante propria lettera circolare. 
                                                      (fonte Min. Lavoro e delle Politiche Sociali) 


Ma come fate a sapere se siete stressati dal vostro lavoro? Beh, forse lo sapete o forse lo pensate ma non ne siete sicuri. Insomma, eccovi un test su Psiconline per scoprirlo!





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