Dato che ormai siamo immersi anima e corpo in questo clima di cosiddetta antipolitica (ma nota che sono quasi solo i politici a definirlo così) e che in questo periodo si sprecano dati e tabelle sui costi della politica, mi sono chiesto: ma quanto costa un ente di cui si parla meno come le Regioni?
Tutti parlano di abolire le Province per ridurre i costi della pubblica amministrazione il che, in un'ottica di risparmio, non è certamente sbagliato, ma quanto ci costano queste benedette Regioni?
Lo spunto me lo dà la Sicilia. Infatti, a firma del solito Stella sul Corriere, vero e proprio mastino di privilegi e ingiustizie perpetrate dai politici, esce questa osservazione sul fatto che i deputati del consiglio regionale siciliano guadagnano come un parlamentare: 14.800 euro netti al mese, compresa l'indennità di soggiorno di 3.500 euro che percepisce anche chi vive a Palermo. Ma allora, quanto ci costano le Regioni?
Questi sono i dati della Ragioneria dello Stato sui costi delle Regioni e sui contributi che le Regioni ricevono dallo Stato. Il totale fa circa 222 miliardi di euro (anno 2009).
Nel sito istituzionale dei parlamenti regionali sono disponibili alcuni documenti ufficiali: questi sono gli stipendi dei componenti di consigli e giunte regionali. Per avere lo stipendio totale bisogna sommare il netto con il rimborso, in versione minimo e massimo. Come è agevole notare, la Sicilia ha quelli più alti, ma consistenti sono anche quelli della Puglia e della Provincia autonoma di Bolzano. Interessante anche questo documento sui vitalizi dei parlamentari regionali: si va da quelli che possono andare in pensione all'età più bassa, quelli del Lazio a 55 anni, a quelli che percepiscono la più alta percentuale del vitalizio sull'indennità base, e cioè Friuli e Sicilia con il 100% a quelli, infine, a cui occorre versare i minori contributi per ottenerli, ancora la Sicilia con l'8,6% dell'indennità lorda. Per un documento riassuntivo che raggruppasse i costi della componente elettiva delle Regioni mi sono però dovuto affidare a stime di terzi, non avendo trovato documenti ufficiali sintetici. Utilizzo quelli che ha preparato la UIL nel 2010 da fonti ufficiali.
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Da notare anche l'elevatissimo costo, penso eliminabile in parte fin da subito, dei consigli di amministrazione di società pubbliche o partecipate, quasi 2,5 miliardi o per le consulenze esterne, poco più di 3 miliardi.
La cifra sul costo delle Province, 455 milioni, è simile a quella ipotizzata dalla Cgia di Mestre che stimava in 510 milioni di euro il risparmio dell'abolizione, mentre le Regioni, sempre per la parte elettiva (esclusi dipendenti), costano 1,2 miliardi e i Comuni 1,7. Infine, in queste ultime tabelle, sono indicati i parziali di ogni Regione e il numero di addetti dei vari consigli e giunte.
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L'idea generale è quella di riduzione del numero di consiglieri e conseguentemente dei costi, in linea con le nuove esigenza dello Stato italiano, che sono quelle note dovute alla crisi e ai movimenti speculativi. Cose da fare subito.