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lunedì 26 marzo 2012

L'aumento Iva non porta i risultati sperati: a gennaio 2012 diminuiscono le entrate dell'imposta sul valore aggiunto

Nel Bollettino delle Entrate tributarie del mese di gennaio 2012 pubblicato dal Dipartimento delle Finanze si osservano alcune cose.
Nel gennaio 2012 sono entrati nelle casse dello Stato 32,68 miliardi di euro, +4,5% su gennaio 2011 (+1,4 miliardi). Ma a cosa si deve questo aumento?

  • Imposte dirette   21,87 miliardi pari a +2,3%
  • Imposte indirette   10,81 miliardi pari a +9,2%

La tabella riassume la composizione delle entrate dirette in confronto al 2011.

Si nota che, nonostante le sbandierate diminuzioni del Pil,  c'è stato un aumento della raccolta tributaria, che è probabilmente da imputare ad aumenti di imposizioni e aliquote.
Ma la parte più interessante viene dalle imposte indirette come l'Iva.
Tra la raccolta delle imposte indirette nel gennaio 2012 quella relativa all'Iva è stata di 5,39 miliardi di euro così suddivisi:

lunedì 23 gennaio 2012

Rapporto 2011 Guardia di Finanza: scoperti 60 miliardi di euro sottratti al fisco

gen. Nino Di Paolo 
Comandante GdF
Alcune cifre tratte da un'intervista del Sole 24 ore al Comandante della Guardia di Finanza Nino Di Paolo, disponibile sul sito della GdF.
Sono cifre impressionanti che però mi inducono a un ragionamento: di questi miliardi recuperati al fisco, quanti effettivamente sono entrati nelle casse dello Stato? E quando se ne sentirà, se si sentirà, il beneficio in termini di riduzione di imposte?  Perchè da queste risposte dipende anche l'effettiva utilità delle speranze riposte nella famosa lotta all'evasione fiscale.

giovedì 5 gennaio 2012

A proposito di costi della politica: quanto costano le Regioni?

Dato che ormai siamo immersi anima e corpo in questo clima di cosiddetta antipolitica (ma nota che sono quasi solo i politici a definirlo così) e che in questo periodo si sprecano dati e tabelle sui costi della politica, mi sono chiesto: ma quanto costa un ente di cui si parla  meno come le Regioni?
Tutti parlano di abolire le Province per ridurre i costi della pubblica amministrazione il che, in un'ottica di risparmio, non è certamente sbagliato, ma quanto ci costano queste benedette Regioni?
Lo spunto me lo dà la Sicilia. Infatti, a firma del solito Stella sul Corriere, vero e proprio mastino di privilegi e ingiustizie perpetrate dai politici, esce questa osservazione sul fatto che i deputati del consiglio regionale siciliano guadagnano come un parlamentare: 14.800 euro netti al mese, compresa l'indennità di soggiorno di 3.500 euro che percepisce anche chi vive a Palermo.
Ma allora, quanto ci costano le Regioni?
Questi sono i dati della Ragioneria dello Stato sui costi delle Regioni e sui contributi che le Regioni ricevono dallo Stato. Il totale fa circa 222 miliardi di euro (anno 2009).




Nel sito istituzionale dei parlamenti regionali sono disponibili alcuni documenti ufficiali: questi sono gli stipendi dei componenti di consigli e giunte regionali. Per avere lo stipendio totale bisogna sommare il netto con il rimborso, in versione minimo e massimo. Come è agevole notare, la Sicilia ha quelli più alti, ma consistenti sono anche quelli della Puglia e della Provincia autonoma di Bolzano.
Interessante anche questo documento sui vitalizi dei parlamentari regionali: si va da quelli che possono andare in pensione all'età più bassa, quelli del Lazio a 55 anni, a quelli che percepiscono la più alta percentuale del vitalizio sull'indennità base, e cioè Friuli e Sicilia con il 100% a quelli, infine, a cui occorre versare i minori contributi per ottenerli, ancora la Sicilia con l'8,6% dell'indennità lorda.
Per un documento riassuntivo che raggruppasse i costi della componente elettiva delle Regioni mi sono però dovuto affidare a stime di terzi, non avendo trovato documenti ufficiali sintetici. Utilizzo quelli che ha preparato la UIL nel 2010 da fonti ufficiali.

imagecredit uil.it
Da notare anche l'elevatissimo costo, penso eliminabile in parte fin da subito, dei consigli di amministrazione di società pubbliche o partecipate, quasi 2,5 miliardi o per le consulenze esterne, poco più di 3 miliardi.
La cifra sul costo delle Province, 455 milioni, è simile a quella ipotizzata dalla Cgia di Mestre che stimava in 510 milioni di euro il risparmio dell'abolizione, mentre le Regioni, sempre per la parte elettiva (esclusi dipendenti), costano 1,2 miliardi e i Comuni 1,7.
Infine, in queste ultime tabelle, sono indicati i parziali di ogni Regione e il numero di addetti dei vari consigli e giunte.

imagecredit uil.it

L'idea generale è quella di riduzione del numero di consiglieri e conseguentemente dei costi, in linea con le nuove esigenza dello Stato italiano, che sono quelle note dovute alla crisi e ai movimenti speculativi. Cose da fare subito.

sabato 18 giugno 2011

Classifica di chi paga più tasse in Italia

Il Corriere, a firma Sergio Rizzo, pubblica un articolo con i dati forniti dall'Ifel, il Centro Studi dell'associazione dei comuni italiani (Anci), sulla classifica delle tasse pagate dai comuni italiani nel 2009. Al primo posto figura 1° Basiglio (Mi) con una media di 9774 euro pro capite e all'ultimo Vel Rezzo (Co) con 190 euro pro capite. Tra i capoluoghi di provincia spicca al 1° posto Milano, con 6357 euro e all'ultimo Andria con 1081.
E  purtroppo, come nota Rizzo, 
Com'era prevedibile, la classifica degli 8.094 comuni è divisa a metà: quella superiore è dominata dal Nord, quella inferiore dal Sud. 
Una dimostrazione del doppio passo dell'economia italiana
 di come il Paese sia economicamente spaccato in due (gli ultimi dati dell'Istat dicono che nel 2010 il Mezzogiorno è rimasto praticamente fermo, mentre il Nord Est cresceva a un ritmo superiore al 2%).




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