Visualizzazione post con etichetta grilli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta grilli. Mostra tutti i post

giovedì 1 novembre 2012

Legge di stabilità: il testo varato dal Governo

Anche se nelle ultime ore, con una specie di  cambio alla pari con i partiti,  il Ministro Grilli  elimina il taglio delle due aliquote fiscali quelle al 23 e al 27%, che sarebbero dovute diventare del 22 e del 26%, ma in compenso rinuncia all'aumento Iva nell'aliquota al 10%,  sposta il taglio delle detrazioni nel 2013 e interviene sul cuneo fiscale, il grosso del ddl stabilità rimane inalterato, e nonostante i tanti emendamenti presentati. Questo dunque l'accordo raggiunto, per ora. Se tutto avviene senza oneri aggiuntivi, chi ci perde e chi ci guadagna? Qui il testo della Legge di stabilità.
Qui invece la relazione illustrativa del disegno di legge.
La parte relativa al taglio delle aliquote Irpef è l'articolo 12, che con tutta probabilità sarà cambiato.

lunedì 16 luglio 2012

Dismissioni del patrimonio immobiliare dello Stato italiano: censimento dei 300 e passa miliardi di immobili pubblici

Il neo Ministro dell'Economia Vittorio Grilli in un'intervista sul Corriere ritorna con forza sulla dismissione del patrimonio immobiliare dello Stato, per circa 15-20 miliardi l'anno  misura che, sommata a ipotesi di mantenimento di avanzo primario attuale e di raggiungimento di una certa crescita nominale, ci porterebbe al pareggio di bilancio in 5 anni
«La strada praticabile è quella di garantire, con un programma pluriennale, vendite di beni pubblici per 15-20 miliardi l'anno, pari all'1 per cento del Pil». Un po' poco, ministro. «No, tutt'altro, se lei pensa che già abbiamo un avanzo primario, cioè prima del pagamento degli interessi sul debito, del 5 per cento e calcoli una crescita nominale del 3 per cento, cioè tolta l'inflazione all'1, vorrebbe dire ridurlo del 20 per cento in 5 anni».

mercoledì 23 maggio 2012

Decreti ritardi pagamenti pubblica amministrazione. Conferenza stampa

Conferenza stampa dei Ministri economici Monti, Passera, Grilli sui decreti per i ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione.
Tra le operazioni del Governo anche quella che alcuni avevano già ventilato a suo tempo, la compensazione crediti-debiti delle aziende che devono essere pagate dalla pubblica amministrazione ma alle quali sono chiesti i soldi delle imposte.
Il Governo prepara una versione sintetica, disponibile con questo titolo Decreti per accelerare i pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni.
Punti essenziali appunto la compensazione e la possibilità di avere credito dalle banche fornendo a garanzia quelli vantati nei confronti della pubblica amministrazione. Cinque gli strumenti predisposti: 2 decreti sulla certificazione, 1 decreto compensazioni, 1 decreto utilizzo FCG (fondo centrale garanzia) e l'accordo con le banche. Gli obiettivi dichiarati: fornire liquidità  alle imprese, semplificare per fornitori e debitori la certificazione, ridurre l'0inerzia della pubblica amministrazione, favorire una risoluzione dei debiti iscritti a ruolo.
Insomma, quello che a gran voce tutti quanti chiedevano da tempo sembra stia per muoversi.
Certo, i tempi di risposta previsti dalla p.a. sono ancora lunghi. Troppi 60 giorni per una risposta e ancora troppo lunga (ma viene da dire meglio di niente) la data per il  pagamento, fissata in un tempo inferiore ai 12 mesi.
Leggermente più veloce la prassi della compensazione attivabile mediante PEC (posta elettronica certificata): 10 giorni di tempo per l'ente debitore per rispondere e 5 giorni per compensare un credito con un debito.
Di seguito anche il comunicato stampa del Governo Crediti e debiti della Pubblica Amministrazione.

mercoledì 7 marzo 2012

Grilli a Ballarò: l'Iva a ottobre aumenta dal 21 al 23%

Quella che era un'extrema ratio da attivare solo in caso di necessità, e cioè l'aumento dell'Iva dal 21 al 23% dal 1 ottobre 2012 è diventata una certezza: si farà!
Lo afferma il Viceministro Grilli a Ballarò togliendoci anche l'ultima illusione: aumenta il costo della vita mentre le buste paga rimangono inalterate. Mescolate inflazione e stagnazione e avrete lo spettro di tutti gli economisti: la stagflazione.


Se qualcuno immaginava che risorse potessero venire da altra via, per esempio dal taglio della spesa pubblica, per esempio dal taglio del rimborso elettorale ai partiti, per esempio dal taglio del finanziamento pubblico alla stampa, per esempio da tutti gli enti inutili comprese le province ecco, se uno nella sua testolina si immaginava  magari, da qui a ottobre cambiano le condizioni, l'economia si riprende, aumenta la lotta all'evasione e così non toccano l'Iva, ebbene si sbagliava di grosso. L'Iva sarà ritoccata eccome, al 23% come ventilato.
Ed è appunto con la stagflazione che dovremo fare i conti prossimamente, posto che le previsioni di crescita sono negative e l'aumento del costo della vita sul versante servizi essenziali non favorirà il consumo interno e perciò l'occupazione. 
Ma tanto nel 2013 si va al voto, che importa se ci si arriva con un'operazione perfettamente riuscita ma con il paziente morto?

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...