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lunedì 16 gennaio 2012

Conferenza stampa tra Monti e il Presidente del Consiglio europeo Van Rompuy

Dopo l'incontro avvenuto oggi tra il Presidente del Consiglio italiano Mario Monti e il Presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy c'è stata la conferenza stampa finale. Monti ha presentato i compiti fatti a casa, giudicati favorevolmente da Van Rompuy anche se non altrettanto bene dalle agenzie di rating. Ma tant'è. Dice Van Rompuy che il Presidente Monti ha già fatto moltissimo in questi primi 40 giorni, figuriamoci cosa farà nei primi 100. Clicca sull'immagine per il filmato.


Il filmato in Quick Time e in Real Player.
La pagina del sito del Governo.

giovedì 27 ottobre 2011

La lettera di intenti del Governo italiano all' Unione Europea, il testo. Focus: licenziamenti e pensioni

imagecredit it.euronews
Repubblica pubblica il testo della lettera di intenti presentata ieri da Berlusconi ai Presidenti del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy e della Commissione Europea Josè Manuel Barroso.
La lettera sembra aver raggiunto il suo scopo di rassicurare l'Europa e, apparentemente, anche le Borse, che reagiscono positivamente. La lettera è disponibile integralmente qui, ecco alcuni ampi stralci:
"L'Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo.

Quest'estate il Parlamento italiano ha approvato manovre di stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui saldi di bilancio al 2014 pari a 60 miliardi di euro. Sono state così create le condizioni per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, con un anno di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee. Dal 2012, grazie all'aumentato avanzo primario, il nostro debito scenderà.
[...] "Dal 2008 ad oggi il nostro debito pubblico è cresciuto, in rapporto al Pil, meno di quello di altri importanti paesi europei.
Dati economici. [...]  "Il Governo italiano ha risanato i conti pubblici e conseguirà l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Il debito pubblico in rapporto al PIL è stato ricondotto su un sentiero di progressiva riduzione. Nel 2014 avremo un avanzo di bilancio (corretto per il ciclo) pari allo 0,5% del PIL, un avanzo primario pari al 5,7% del PIL e un debito pubblico al 112,6% del PIL. Per realizzare questo obiettivo sono state approvate durante l'estate in tempi record due importanti manovre di finanza pubblica che comporteranno una correzione del deficit tendenziale nel quadriennio 2011-2014 pari rispettivamente a 0,2%, 1,7%, 3,3% e 3,5% del PIL. Nel 2011 si prevede un avanzo primario consistente pari allo 0,9% del PIL. Nonostante l'aumento delle spese per il servizio del debito, questo consentirà la riduzione del rapporto debito/PIL già nel 2012.I dati relativi ai primi otto mesi dell'anno in corso sono coerenti con questi obiettivi. E' doveroso segnalare che la nuova serie dei conti nazionali indica che nel 2010 il Pil italiano è cresciuto dell'1,5% e non dell'1,3% e, nei due anni della crisi, il Pil si è ridotto meno di quanto prima stimato (-1,2% invece di -1,3% nel 2008 e -5,1% invece di -5,2% nel 2009). Come conseguenza della revisione contabile operata da Eurostat il rapporto deficit/Pil, che è stato confermato a 4,6% per il 2010, è praticamente allineato a quello della Germania, rivisto dal 3,3% al 4,3%. Si noti, inoltre, che l'Eurostat ha rettificato al rialzo anche i rapporti deficit/Pil della Francia (dal 7% al 7,1%), della Spagna (dal 9,2% al 9,3%), della Grecia (dal 10,5% al 10,6%) e del Portogallo (dal 9,1% al 9,8%). In conclusione, nel 2010 l'Italia aveva, insieme alla Germania, il comportamento largamente più virtuoso in termini di indebitamento netto in rapporto al Pil.
Misure.  Entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all'attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori
Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese Entro 6 mesi, l'adozione di misure che favoriscano l'accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l'efficacia 
Entro 8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione".
[...] 
Tale piano d'azione sarà definito entro il 15 novembre 2011. 
a) promozione e valorizzazione del capitale umano 
b) efficientamento del mercato del lavoro; 
c)  apertura dei mercati in chiave concorrenziale; 
d)  sostegno all’imprenditorialità e all’innovazione; 
e)  semplificazione normativa e amministrativa; 
f)  modernizzazione della pubblica amministrazione; 
g)  efficientamento e snellimento dell’amministrazione della giustizia; 
h) accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia; 
i)  riforma dell’architettura costituzionale dello Stato.
 Finanza pubblica. 
PensioniGrazie al meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010 (art. 12 commi 12-bis e 12-ter, DL 78/2010, come modificato con art. 18 comma 4, DL 98/2011), il Governo italiano prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026. [...] Contestualmente, per dare massima garanzia sul rispetto dei saldi è stata introdotta una clausola di salvaguardia. La clausola prevede che, in caso di ritardo nell'attuazione della delega oltre il 30 settembre 2012, le agevolazioni fiscali vigenti saranno ridotte del 5% per l'anno 2012 e del 20% a decorrere dal 2013. In alternativa, anche parziale, si è stabilita la possibilità di disporre con decreto del Presidente del consiglio, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, la rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, inclusa l'accisa.
 Dismissioni patrimonio pubblico 
Entro il 30 novembre 2011, il Governo definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico che prevede almeno 5 miliardi di proventi all'anno nel prossimo triennio. Previo accordo con la Conferenza Stato-Regioni, gli enti territoriali dovranno definire con la massima urgenza un programma di privatizzazione delle aziende da essi controllate. I proventi verranno utilizzati per ridurre il debito o realizzare progetti di investimento locali.
 Debito pubblico. 
Entro il 31 dicembre 2011, il governo affiderà l'elaborazione di un piano organico per l'abbattimento del debito attraverso anche le dismissioni ad una commissione ristretta di personalità di prestigio, in collaborazione con gli enti territoriali e con le principali istituzioni economiche e finanziarie nazionali ed internazionali. 
l costo degli apparati istituzionali 
Il Governo riconosce la necessità di rafforzare gli interventi volti a ridurre i costi degli apparati istituzionali. In particolare, verrà perseguita entro il 2012, una razionalizzazione e soppressione delle provincie e la riallocazione delle funzioni delle Province alle Regioni o ai Comuni, in modo da assicurare un significativo snellimento dei relativi apparati burocratici e degli organi rappresentativi.Verrà rafforzato il regime di incompatibilità fra le cariche elettive ai diversi livelli di governo.
Le prime pagine dei giornali di oggi, che hanno a che fare con l'obbligo della sintesi per quanto riguarda i titoli, individuano un paio di fattori di maggiore interesse: licenziamenti e pensioni.
Questo è il Corriere

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Questa è Repubblica

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Questa è La Stampa

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Ma non tutti titolano allo stesso. Ad esempio, Il Giornale

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e Libero, preferiscono spostare l'attenzione su altri punti.

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lunedì 24 ottobre 2011

Merkel e Sarkozy: pressioni sull'Italia. Berlusconi: pensione a 67 anni

E' diventato famoso il video in cui la Merkel e Sarkozy sorridono in seguito ad una domanda sull'Italia misura, dicono alcuni, dell'imbarazzante situazione nella quale siamo messi. Perdita di credibilità? Barzellette raccontate da Berlusconi nel precedente incontro a tre? 
Berlusconi afferma di non essere mai stato bocciato ma quello che ha raccolto dall'Europa è esattamente quello che l'Europa già gli aveva dato e voleva concedergli: miglioramento dei conti pubblici, riduzione del debito, misure per lo sviluppo.
Improvvisamente, la Spagna si ritrova tra i buoni e l'Italia si ritrova  insieme alla Grecia, tra i cattivi.
Tra le cose da fare per migliorare i conti vi è l'innalzamento dell'età pensionabile con il nuovo limite fissato a 67 anni. Ma questo si scontra con il cavallo di battaglia della Lega: non toccheremo le pensioni.



La Reuters  riporta le parole di Van Rompuy, Presidente del Consiglio Europeo
He indicated that Italy, the euro zone state now in the markets' firing line, had been told to come up with a more convincing plan this week to implement structural economic reforms to raise its growth potential.
"Between now and Wednesday, some members of the European Council will have to convince colleagues that their country is implementing the promised measures fully," Van Rompuy said.
Egli ha indicato che all'Italia, lo stato della zona euro che si trova adesso nel mirino dei mercati ', era stato chiesto di venire in questa settimana con un piano più convincente,  per implementare le riforme economiche strutturali e per aumentare il suo potenziale di crescita.

"Tra oggi e Mercoledì, alcuni membri del Consiglio europeo dovranno convincere i colleghi che il loro paese sta attuando completamente le misure promesse", ha detto Van Rompuy.
Insomma abbiamo avuto i compiti da fare a casa. Improvvisamente, le misure per la crescita diventano improrogabili, e il "non c'è fretta" si dimostra poco lungimirante. In più, per rimettere a posto i conti, bisognerà toccare le pensioni, come detto nota dolente per l'impegno della Lega a non modificarle.
Commissariati da "Merkozy", dicono su Repubblica, a sottolineare il ruolo che hanno assunto i due leader di Germania e Francia nel dirigere le operazioni.
"Metterò mano alle pensioni" titola il Corriere, evidenziando l'argomento sgradito alla Lega. E si torna anche a parlare della vendita degli immobili pubblici, purchè non con questi risultati.

Anche Sallusti, sul Giornale, si accorge della leggera ironia del duo Merkel Sarkozy accostando il Presidente francese  a Zidane, 
I francesi hanno un brutto vizio. Quando sono in difficoltà con noi italiani perdono il controllo, diventano arroganti. E si mettono a tirare testate, pensando così di risolvere i problemi.
Il problema, secondo lui, non è tanto legato ai conti pubblici e alla bassa crescita economica dell'Italia, quanto al duplice aspetto della distribuzione delle cariche che vede protagoniste Italia e Francia: Mario Draghi al vertice della Bce e Bini Smaghi che non si dimette per lasciare posto a un francese. Visione piuttosto riduttiva, visto che, tanto per dire, anche la Merkel rideva.

Stessa linea su Libero che titola Sarkozy ride del Cavaliere. Ma il vero buffone è lui
Sarkozy prende in giro Berlusconi ma le cose per lui (a parte la nascita di sua figlia Giulia)  non girano poi così bene. Intanto i suoi consensi sono in calo e il suo avversario alle prossime presidenziali, il socialista Hollande, è dato per vincente. E poi la Francia è ingrave difficoltà sul piano bancario.
Certamente non fa piacere essere i protagonisti dell'ilarità altrui, seppure leggera, e la prima cosa che si fa, in questi casi, è andare a vedere nell'orticello altrui. Non vorrei, però, che questo spulciare nei problemi degli altri impedisca di pensare ai propri, che sono reali e urgenti, cosa del resto evidenziata da numerosi osservatori, interessati o meno.
 In tutto questo stato di cose, qual è quella che ha più importanza o influenza: la situazione economica dell'Italia, o la credibilità del suo Presidente del Consiglio e governo?

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