C'è questo, la dottrina Merkel del rigore fiscale, il pareggio di bilancio, ineludibile, tanto che hanno voluto che fosse scritto nelle Costituzioni.
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venerdì 18 maggio 2012
martedì 15 maggio 2012
Gramellini: breve storia dell'anti-Merkel a Quello che (non) ho
Gramellini a Quello che (non) ho spiega la storia di Hannelore Kraft, vincitrice con la Spd in Wesfalia e possibile sfidante della Merkel. Kraft in tedesco significa forza: da qui la battuta finale il lato meno oscuro della forza.
lunedì 14 maggio 2012
Amministrative in Germania: i tedeschi si dimettono per un niente
Dopo aver appreso dagli exit poll che il suo partito avrebbe probabilmente subito una pesante sconfitta si è dimesso [fonte Bild, Corriere: Germania, crolla la Cdu]. Si tratta di Norbert Roettgen, Ministro dell'Ambiente del Governo Merkel e capo del partito della Cdu in quella Nord Reno Westfalia nella quale si sono svolte le elezioni. E appunto da capo della Cdu nella NRW si è dimesso Roettgen: il suo partito, secondo gli ultimi exit poll [13 maggio ore 22:00] raccoglierebbe il 26,3%, dal 34,6% dal quale partiva [fonte Bild.de].
giovedì 15 marzo 2012
Conferenza stampa al termine dell'incontro Monti-Merkel. Il video
Conferenza stampa congiunta del Presidente del Consiglio Mario Monti e del Cancelliere della Repubblica Federale di Germania Angela Merkel, al termine dell'incontro avvenuto lunedì. Cliccare sull'immagine per il video della conferenza.
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| imagecredit it.ibtimes.com |
Qui la pagina con altri formati video.
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lunedì 27 febbraio 2012
Merkel: doccia gelata a base di birra
Da noi le docce gelate ce le fa provare il Governo ma non così accade in Germania: lì è il Governo (nella persona della Cancelliera Merkel) a subirle. Autore dell'involontaria inversione di tendenza è un cameriere e il liquido usato per la doccia è una bella birra gelata.
Non oso immaginare che fine abbia fatto il maldestro cameriere.
Da Repubblica TV.
martedì 31 gennaio 2012
Conclusioni del Consiglio Europeo su crescita ed euro: il testo completo
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| imagecredit governo.it |
Sul sito del Governo è disponibile in lingua italiana la Dichiarazione dei membri del Consiglio Europeo del 30 gennaio 2012 e le Comunicazioni sull'euro degli Stati membri in inglese. Come si avverte nella premessa è stato un Consiglio informale, propedeutico al fiscal compact, strumento di controllo comunitario dei bilanci dei vari Stati perchè i più spendaccioni non siano a carico dei meno.C'è questa famosa soglia del 3% del deficit, superata la quale scatterebbero le sanzioni automatiche e la soglia del debito pubblico portata al 60%, con riduzioni di circa 1/20 l'anno per arrivare a regime. Insomma, una rigidità dei conti sconosciuta a molti paesi e paurosa per i potenziali effetti recessivi, già paventati da Moody's.
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mercoledì 11 gennaio 2012
Conferenza stampa Monti Merkel. La diretta
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venerdì 30 dicembre 2011
Wall Street Journal: la Merkel chiamò Napolitano per un cambio di governo?
L'incipit dell'articolo del WSJ, che ha sollevato un bel polverone nella sonnacchiosa cronaca politica di questi giorni, assomiglia per efficacia al classico incipit della Metamorfosi di Kafka, tanto è (potenzialmente) deflagrante e semplice allo stesso tempo:
On a chilly October evening in her austere chancellery, Angela Merkel placed a confidential call to Rome to help save the euro.
In una fredda serata di ottobre, nella sua austera cancelleria, Angela Merkel chiamò in via confidenziale Roma, per cercare di salvare l'euro.
Il problema era l'Italia, in quel momento, oltre la Grecia, ovviamente. Se non si fosse fermata l'ondata di vendite dei titoli pubblici, l'Italia sarebbe fallita e, con lei, l'Europa.
La telefonata non fu, però, verso Palazzo Chigi ma verso il Quirinale. La preoccupazione della Merkel, in quel momento, riguardava la capacità di Berlusconi di portare l'Italia fuori della crisi. Ella apprezzava gli sforzi dell'esecutivo, ma se non fosse riuscito a far riprendere la crescita, il contagio si sarebbe allargato all'intera Europa: era necessario un cambio di governo, con qualcuno che fosse in grado di fare le riforme necessarie.
This Wall Street Journal reconstruction, based on interviews with more than two dozen policy makers, including many leading actors, as well as examinations of key documents, reveals how Germany responded to the dangers in Italy by imposing its power on a divided euro zone.
Si basa, secondo quanto riferiscono, su interviste con più di due dozzine, quasi fossero uova, di responsabili politici, inclusi molti protagonisti, così come dall'esame di documenti chiave.
Del resto, ricordano a Repubblica, voci di pressioni tedesche su Napolitano erano conosciute già a suo tempo
Della chiamata era già giunta notizia, ma alcuni dettagli della telefonata sono stati rivelati solo oggi dal Wall Street Journal.
Le reazioni del PdL non si sono fatte attendere
Daniele Capezzone attacca: "C'è davvero da sperare che giungano smentite, e che tali smentite siano realmente convincenti. In caso contrario, avremo un'idea chiara sull'autonomia e sulla libertà dell'Italia, nonché sullo stato di salute della nostra democrazia e sul residuo valore della sovranità popolare"
Sempre su Repubblica sono riportate le precisazioni del Quirinale in merito alla telefonata,
Nella telefonata tra Merkel e Napolitano, si legge in una nota del Quirinale, non venne posta "alcuna questione di politica interna italiana, né tanto meno avanzò alcuna richiesta di cambiare il premier".
"La conversazione (niente affatto segreta) - viene sottolineato ancora dalla note - ebbe per oggetto soltanto le misure prese e da prendere per la riduzione del deficit, in difesa dell'Euro e in materia di riforme strutturali".
Questa è la nota del 20 ottobre presente sul sito del Quirinale.Telefonata del Presidente Napolitano con il Presidente dell'Eurogruppo, Juncker e il Cancelliere tedesco, Merkel
N o t a
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha avuto oggi cordiali telefonate con il Presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker, e con il Cancelliere della Repubblica Federale di Germania, Angela Merkel, per uno scambio di vedute sui temi oggetto del prossimo Consiglio Europeo.
Quale che sia la verità, ci siano cioè state pressioni tedesche per un cambio di governo oppure non ci siano state, resta il fallimento di un'intera classe politica, con la massima responsabilità chiaramente per chi ha governato. E come riesca o sia riuscita l'Italia, pur con queste classi politiche qui e con l'insieme di corruzione e privilegi che la soffocano, ad essere una delle più grandi potenze economiche internazionali resta un mistero, che però indirettamente segnala cosa potremmo fare con dei governanti all'altezza.
giovedì 24 novembre 2011
Vertice di Strasburgo Sarkozy, Merkel, Monti: video conferenza stampa
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| clicca per vedere il filmato |
Francia - Germania - Italia, Strasburgo 24 novembre 2011. Conferenza stampa finale. Monti conferma l'obiettivo di pareggio nel 2013.
L'Italia ritorna tra i grandi, e Monti ne approfitta per invitare a un prossimo vertice a Roma il duo Sarkozy-Merkel. Tra le ipotesi del summit, una revisione del Trattato dell'Unione Europea. Nelle parole del Presidente francese
“proposte comuni per modificare i trattati e migliorare la governance della zona euro, affinché ci sia più integrazione e convergenza delle politiche economiche”. [fonte Euronews]
Per intanto raccogliamo questa ricostituita credibilità a livello europeo, in attesa di recuperare anche quella dei mercati.
giovedì 17 novembre 2011
Il Gruppo di Francoforte che comanda in Europa
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| imagecredit theaustralian.com.au |
Uno dei risultati attribuiti a questo gruppo di Francoforte sarebbero le dimissioni dei Presidenti del Consiglio di due paesi europei, uno dei quali conosciamo molto bene: Silvio Berlusconi e Georges Papandreou.
Ne parla in questi termini lo Spectator, con Fraser Nelson (uso la traduzione di Presseurope)
il mese scorso Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno incontrato l'élite burocratica dell'Ue, organizzando quello che in un altra era sarebbe stato definito un putsch.
Ma, per quale motivo il direttorio Merkel-Sarkozy (Merkozy) ha ritenuto di dover fondare questo palese Frankfurt Group? A quanto sembra, c'entra qualcosa l'impossibilità di arrivare a decisioni quando si è in molti a decidere
Merkozy e i burocrati si erano stancati dei vertici dell'eurozona, dove i leader discutono incessantemente ma non arrivano mai a una decisione comune. C'era bisogno di formare un gruppo più ristretto, in grado di esercitare il potere con fermezza ma anche in maniera informale.
Questo Gruppo di Francoforte è in realtà composto per la maggior di gente non eletta dai cittadini, che quindi non rappresenta una volontà popolare, ma che però si è autodesignata leader in Europa, assumendo iniziative attraverso le quali costringere i partner, continua Nelson. Addirittura, nell'articolo riporta le confidenze di qualche funzionario del Ministero degli esteri britannico che avrebbe affermato
"Siamo sulla buona strada per deporre Berlusconi". Un tempo una frase del genere sarebbe apparsa oltraggiosa. E invece all'inizio di novembre era ormai chiaro che era in atto un'operazione per far rovesciare il Cavaliere.
Con il che, se fosse vero, potrebbero farmi diventare improvvisamente simpatico il Cavaliere.
Il quadro dipinto non è dei più consolatori, ipotizzando non solamente una possibile esautorazione dei mercati, ai quali eventualmente la politica potrebbe rispondere adeguatamente, ma ventilando l'esistenza di
una fusione tra la gerarchia Ue e il potere finanziario della Germania. Una sorta di Bruxelles sul Reno. Prima dell'avvento della crisi, in un'epoca segnata dagli scrupoli sul ruolo preminente della Germania, una simile unione non sarebbe mai stata possibile. Oggi i tedeschi non hanno più bisogno di giustificarsi. "La risposta alla domanda 'chi può accettare un modello tedesco?' è stata data dai mercati", ha spiegato di recente un portavoce del governo di Berlino.
che potrebbe sostituire, a tutti gli effetti, la sovranità dei singoli Stati attraverso decisioni non votate dalla maggioranza ma prese da un piccolo gruppo ristretto, al quale sarebbe un po' più difficile replicare.
Ne sa qualcosa il premier greco Papandreou con la sua idea di referendum accolta, a essere buoni, con freddezza dal duo Merkel-Sarkozy, tanto da costringerlo a una frettolosa marcia indietro con annesse dimissioni. Che Europa si sta dipingendo? Alcune confidenze non lasciano ben sperare:
alcuni funzionari europei si abbandonano (anonimamente) a considerazioni del tipo "Svegliatevi e rendetevi conto di quello che sta succedendo. Questo è ciò per cui avete messo la firma".
E' questa l'Europa che volevamo? Una specie di governo nel governo, autoproclamato, che decide per tutti? Che l'adesione all'Unione Europea significasse la cessione di una parte di sovranità ci stava anche. Che si dovessero subire le decisioni della maggioranza europea, le quali vincolano all'adesione alle scelte comuni, è un fatto che fa parte del processo democratico basato sulla maggioranza: accade all'interno dei singoli Stati e accade anche nelle unioni di Stati. Ma dovrebbero essere appunto decisioni a maggioranza e non il risultato delle scelte di un piccolo direttorio, composto per la maggior parte di non eletti.
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| © altan |
Dell'Unione Europea fanno parte 27 paesi. 17 di questi 27 hanno adottato una moneta comune, l'euro. E' possibile che le decisioni vengano prese solo da un gruppo ristretto? Ma anche un altro pensiero prende corpo: queste decisioni, poichè in definitiva i governanti questo alla fin fine fanno, anche quando non decidono, dicevo, in definitiva, queste decisioni del Gruppo sono giuste o sbagliate? Questo per ricordare che, Gruppo o non Gruppo, almeno una delle due dimissioni avvenute recentemente, non sono state salutate come una disdetta da una parte dei cittadini.
Cosa ci riserva, dunque, il futuro: essere governati, magari male, da governi democraticamente eletti o essere costretti, con dolce coercizione, a farci governare, magari bene, da un governo autoimposto dalle contingenze? Le stesse due opzioni anche per l'altra domanda: cosa è meglio?
Cosa ci riserva, dunque, il futuro: essere governati, magari male, da governi democraticamente eletti o essere costretti, con dolce coercizione, a farci governare, magari bene, da un governo autoimposto dalle contingenze? Le stesse due opzioni anche per l'altra domanda: cosa è meglio?
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| imagecredit http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_europea |
[1] EU's inner 'politburo' flexes its muscles
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mercoledì 26 ottobre 2011
Ballarò: la vicenda Merkel Sarkozy sulle televisioni straniere. Ferrara: una risata antifrancese
La copertina di Ballarò riporta, inevitabilmente, la vicenda Merkel Sarkozy, ovvero l'ironia mostrata da Sarkozy e poi trasmessa alla Merkel in seguito ad una domanda sull'Italia.
L'evento ha scatenato un sopito amor patrio, quasi come se si fosse trattato di un'onta da lavare con il sarcasmo. E così infatti ha fatto Ferrara. Rispetto la sua decisione di ripagare con moneta decuplicata la presunta offesa ricevuta ma non la condivido. Se da parte del Presidente Napolitano sono giunte parole obbligate ma contenute, quasi per legittimo dovere di difendere il buon nome della nazione, non approvo queste vendette con interessi. In fondo, anche se non è sempre vero, ognuno ha la reputazione che si merita, in media.
Più sferzanti, come si vede da Ballarò, i servizi sulle televisioni straniere e quindi, se uno fa il paio, ci sta anche la messinscena di Ferrara. Non so se l'intento è quello di coalizzare tutti gli italiani contro i francesi sbeffeggiatori, fare fronte comune contro l'invasione ironica. Quanto a me, temo più quello che può venire in mente ai nostri politici che qualche sorrisino francese o di altra nazionalità.
L'Italia non sfugge al suo stereotipo, lo sappiamo, e questo governo e questo presidente, oltre a non aver fatto niente per modificarlo, hanno fatto parecchio per accentuarlo. Come noi compriamo più facilmente dai commercianti che ci stanno più simpatici o che hanno buona reputazione, allo stesso modo avvengono le relazioni politiche ed economiche a livello internazionale. Chi si assomiglia si piglia, dice un detto. E se osserviamo le amicizie del nostro premier possiamo già trarne alcune conseguenze. Comprare dall'Italia diventa sempre più pericoloso e inaffidabile, e questo fatto ha pesanti ripercussioni.
Ora, un governo con un forte senso di responsabilità e che avesse a cuore le sorti del popolo che amministra, quantunque obbligato, per certi versi, ad ottemperare alle pressioni europee, avrebbe potuto trovare altre fonti di risparmio (costi della politica: rimborsi elettorali, finanziamento della stampa -soprattutto di partito-, vitalizi dei parlamentari: fanno quasi 1 miliardo), nuove entrate una tantum o permanenti (patrimoniale sugli immobili, Tobin tax) e invece no. Meglio colpire i soliti che prendere un po' a chi ha tanto. Tanto è vero che il Ministro Gelmini ha detto che la patrimoniale (e le tasse sulla ricchezza in genere) non fa parte del programma di governo e quindi non si farà mai. Rassegnamoci, tocca ancora a noi.
Ora, un governo con un forte senso di responsabilità e che avesse a cuore le sorti del popolo che amministra, quantunque obbligato, per certi versi, ad ottemperare alle pressioni europee, avrebbe potuto trovare altre fonti di risparmio (costi della politica: rimborsi elettorali, finanziamento della stampa -soprattutto di partito-, vitalizi dei parlamentari: fanno quasi 1 miliardo), nuove entrate una tantum o permanenti (patrimoniale sugli immobili, Tobin tax) e invece no. Meglio colpire i soliti che prendere un po' a chi ha tanto. Tanto è vero che il Ministro Gelmini ha detto che la patrimoniale (e le tasse sulla ricchezza in genere) non fa parte del programma di governo e quindi non si farà mai. Rassegnamoci, tocca ancora a noi.
lunedì 24 ottobre 2011
Merkel e Sarkozy: pressioni sull'Italia. Berlusconi: pensione a 67 anni
E' diventato famoso il video in cui la Merkel e Sarkozy sorridono in seguito ad una domanda sull'Italia misura, dicono alcuni, dell'imbarazzante situazione nella quale siamo messi. Perdita di credibilità? Barzellette raccontate da Berlusconi nel precedente incontro a tre?
Berlusconi afferma di non essere mai stato bocciato ma quello che ha raccolto dall'Europa è esattamente quello che l'Europa già gli aveva dato e voleva concedergli: miglioramento dei conti pubblici, riduzione del debito, misure per lo sviluppo.
Improvvisamente, la Spagna si ritrova tra i buoni e l'Italia si ritrova insieme alla Grecia, tra i cattivi.
Tra le cose da fare per migliorare i conti vi è l'innalzamento dell'età pensionabile con il nuovo limite fissato a 67 anni. Ma questo si scontra con il cavallo di battaglia della Lega: non toccheremo le pensioni.
La Reuters riporta le parole di Van Rompuy, Presidente del Consiglio Europeo
He indicated that Italy, the euro zone state now in the markets' firing line, had been told to come up with a more convincing plan this week to implement structural economic reforms to raise its growth potential."Between now and Wednesday, some members of the European Council will have to convince colleagues that their country is implementing the promised measures fully," Van Rompuy said.
Egli ha indicato che all'Italia, lo stato della zona euro che si trova adesso nel mirino dei mercati ', era stato chiesto di venire in questa settimana con un piano più convincente, per implementare le riforme economiche strutturali e per aumentare il suo potenziale di crescita."Tra oggi e Mercoledì, alcuni membri del Consiglio europeo dovranno convincere i colleghi che il loro paese sta attuando completamente le misure promesse", ha detto Van Rompuy.
Insomma abbiamo avuto i compiti da fare a casa. Improvvisamente, le misure per la crescita diventano improrogabili, e il "non c'è fretta" si dimostra poco lungimirante. In più, per rimettere a posto i conti, bisognerà toccare le pensioni, come detto nota dolente per l'impegno della Lega a non modificarle.
Commissariati da "Merkozy", dicono su Repubblica, a sottolineare il ruolo che hanno assunto i due leader di Germania e Francia nel dirigere le operazioni.
"Metterò mano alle pensioni" titola il Corriere, evidenziando l'argomento sgradito alla Lega. E si torna anche a parlare della vendita degli immobili pubblici, purchè non con questi risultati.
Anche Sallusti, sul Giornale, si accorge della leggera ironia del duo Merkel Sarkozy accostando il Presidente francese a Zidane,
I francesi hanno un brutto vizio. Quando sono in difficoltà con noi italiani perdono il controllo, diventano arroganti. E si mettono a tirare testate, pensando così di risolvere i problemi.
Il problema, secondo lui, non è tanto legato ai conti pubblici e alla bassa crescita economica dell'Italia, quanto al duplice aspetto della distribuzione delle cariche che vede protagoniste Italia e Francia: Mario Draghi al vertice della Bce e Bini Smaghi che non si dimette per lasciare posto a un francese. Visione piuttosto riduttiva, visto che, tanto per dire, anche la Merkel rideva.
Stessa linea su Libero che titola Sarkozy ride del Cavaliere. Ma il vero buffone è lui
Sarkozy prende in giro Berlusconi ma le cose per lui (a parte la nascita di sua figlia Giulia) non girano poi così bene. Intanto i suoi consensi sono in calo e il suo avversario alle prossime presidenziali, il socialista Hollande, è dato per vincente. E poi la Francia è ingrave difficoltà sul piano bancario.
Certamente non fa piacere essere i protagonisti dell'ilarità altrui, seppure leggera, e la prima cosa che si fa, in questi casi, è andare a vedere nell'orticello altrui. Non vorrei, però, che questo spulciare nei problemi degli altri impedisca di pensare ai propri, che sono reali e urgenti, cosa del resto evidenziata da numerosi osservatori, interessati o meno.
In tutto questo stato di cose, qual è quella che ha più importanza o influenza: la situazione economica dell'Italia, o la credibilità del suo Presidente del Consiglio e governo?
mercoledì 31 agosto 2011
Paese che vai, indignatos che trovi. Manovra economica tedesca e proteste
Ragionando in questi giorni sul difficile parto della nostra manovra economica, con qualcuno che prevede addirittura una manovra-ter, mi sono chiesto se negli altri paesi europei la situazione fosse simile o diversa. A parte i casi eclatanti di Grecia e Spagna, uno del quale si sente parlare poco è quello degli acampados tedeschi. Ne parla Lettera 43 in questo Tedeschi indignatevi.Gli acampados tedeschi sono cittadini di quel paese che si sono accampati in Alexanderplatz a Berlino, a partire dal 20 agosto. Per quale motivo lo fanno?
Al contrario delle centinaia di migliaia diindignados spagnoli, gli attivisti tedeschi non protestano per la mancanza di posti di lavoro in casa propria.Piuttosto, hanno puntato il dito contro la linea economica imposta dalla cancelliera Angela Merkel all'Europa e la politica estera del governo di centro-destra.«Abbiamo iniziato a protestare per svariate scelte, incompatibili con i principi democratici alla base della repubblica federale tedesca», hanno scritto gli organizzatori.
Non sono quindi proteste contro le decisioni economiche che riguardano la Germania? Pure, secondo qualcuno, motivi per protestare ce ne dovrebbero essere, per la pesantezza della manovra economica voluta dalla Merkel, 80 miliardi di euro
se è vero che l'economia tedesca mostra i migliori segnali di ripresa tra tutte quelle del mondo occidentale (in particolare per l'aumento del Pil, dovuto essenzialmente al traino delle esportazioni), è altrettanto vero che i sacrifici imposti dalla Merkel sono stati pesantissimi, a partire dalla riduzione programmata del 25% agli stipendi del pubblico impiego, all'aumento dell'imposta indiretta al 25%, all'eliminazione della cassa integrazione. Tagli incisivi ma laceranti, come si vede, che hanno determinato un crescente malcontento nella popolazione tedesca, che ormai da due anni infligge sconfitte impietose all'esecutivo della cancelliera.[1]
Nonostante il rigore tedesco, il secondo trimestre segna un rallentamento del Pil tedesco, che si aggiunge ad un andamento lento dell'economia di tutta Europa. Colpa della loro manovra? Il colpevole sembrerebbe un altro.
L’Ufficio di statistica tedesco ha spiegato che nel periodo aprile-giugno si è registrato un forte rialzo nelle importazioni, che ha avuto «un impatto negativo sulla crescita economica» della Germania nel secondo trimestre, aggiungendo che anche la spesa dei consumatori tedeschi ha visto un forte calo nello stesso trimestre.
Però, la riduzione della spesa dei consumatori può essere una conseguenza degli interventi della manovra. La manovra economica della Germania del 2010, secondo quanto riporta Euronews, è molto rigorosa, con molti tagli, eccone alcuni punti
- 80 miliardi di euro fino al 2014
- riduzione 10mila posti del pubblico impiego
- riduzione del Welfare, come i contributi alle famiglie con figli
- riduzione spesa per la difesa (diminuzione di 40mila unità nelle forze armate)
- possibile riduzione periodo di leva
- ma: 13 miliardi di investimenti in ricerca e istruzione
Che ci sia una esigenza di rigore in tutta Europa e che le misure per attuarlo siano dappertutto molto simili? Alcune differenze, però, è indubbio che vi siano.
[1] La manovra economica della Germania
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