Si è parlato molto ieri dell'intervista del Presidente Monti a Unomattina e dei suoi presunti o veri attacchi a destra e a manca. Proprio così, non c'è giornale o telegiornale che non abbia titolato usando la parola attacchi. Per la verità, un'uscita che si poteva risparmiare c'è, ed è quella "professore di una certa statura accademica", che quasi tutti hanno interpretato in senso ironico ma che io, come ho fatto per le lacrime del Ministro Fornero, non escludo essere stata fatta in buona fede (la locuzione si usa abitualmente).
Ma, al di là di questo singolo episodio, quelle di Monti sono normali critiche all'operato dei suoi concorrenti o almeno di alcuni di loro, quasi sempre in risposta a precedenti considerazioni non certo tenere.
Brunetta. Per rendersene conto, si legga cosa scrive Brunetta di Monti riguardo, per esempio, la famosa agenda:
[...] ho pensato di mettere nero su bianco una serie di valutazioni critiche, con il solo intento di fare chiarezza e di fornire un contributo, non tanto a Lei, che non ne ha bisogno, quanto al dibattito politico programmatico in vista delle elezioni, in un momento così complicato per il nostro paese. Mi concentrerò soprattutto sulla parte relativa all’Europa e alla finanza pubblica e alla riforma fiscale e del mercato del lavoro. Mentre sul resto lascerei stare, un po’ perché quanto letto sembra più il frutto di un banale taglia e cuci che una originale elaborazione, un po’ perché trattasi di affermazioni generiche, già ampiamente discusse, tanto in sede politica quanto in sede teorica, e quindi non meritevoli di particolare attenzione. Un solo rammarico: mi aspettavo di più. Molto di più. Ma tant’è.










