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domenica 6 maggio 2012

Presidenziali Francia: Hollande verso la vittoria. La stampa francese

Il ballottaggio delle Presidenziali francesi sembra percorrere il cammino previsto un po' da tutti. Secondo gli exit polls infatti  Hollande  è dato vincente al 52%.
I giornali francesi danno ovviamente ampio risalto all'evento seguendolo passo passo.

Le Figarò titola: Hollande eletto Presidente. Sarkozy comincia a prendere sul serio la sconfitta.

giovedì 3 maggio 2012

Hollande, Sarkozy e l'amicizia di Berlusconi

Da quando non è più al Governo molti negano di esserne stati amici. Non so se Sarkozy (dalla famosa risatina con la Merkel) fosse tanto amico di Berlusconi, anche se entrambi fanno parte del PPE, il Partito Popolare Europeo, sta di fatto che non ci sta a fare la parte di chi ne era amico, quasi questa amicizia fosse una clava nelle mani degli avversari politici e una patata bollente nelle proprie [chiedo scusa per l'involontaria battuta/gaffe].


martedì 31 gennaio 2012

Conclusioni del Consiglio Europeo su crescita ed euro: il testo completo

imagecredit governo.it
Sul sito del Governo è disponibile in lingua italiana la Dichiarazione dei membri del Consiglio Europeo del 30 gennaio 2012 e le Comunicazioni sull'euro degli Stati membri in inglese. Come si avverte nella premessa è stato un Consiglio informale, propedeutico al fiscal compact, strumento di controllo comunitario dei bilanci dei vari Stati perchè i più spendaccioni non siano a carico dei meno.C'è questa famosa soglia del 3% del deficit, superata la quale scatterebbero le sanzioni automatiche e la soglia del debito pubblico portata al 60%, con riduzioni di circa 1/20 l'anno per arrivare a regime. Insomma, una rigidità dei conti sconosciuta a molti paesi e paurosa per i potenziali effetti recessivi, già paventati da Moody's.

giovedì 24 novembre 2011

Vertice di Strasburgo Sarkozy, Merkel, Monti: video conferenza stampa

clicca per vedere il filmato
Francia - Germania - Italia, Strasburgo 24 novembre 2011. Conferenza stampa finale. Monti conferma l'obiettivo di pareggio nel 2013.
L'Italia ritorna tra i grandi, e Monti ne approfitta per invitare a un prossimo vertice a Roma il duo Sarkozy-Merkel. Tra le ipotesi del summit, una revisione del Trattato dell'Unione Europea. Nelle parole del Presidente francese
“proposte comuni per modificare i trattati e migliorare la governance della zona euro, affinché ci sia più integrazione e convergenza delle politiche economiche”. [fonte Euronews]
Per intanto raccogliamo questa ricostituita credibilità a livello europeo, in attesa di recuperare anche quella dei mercati.



giovedì 17 novembre 2011

Il Gruppo di Francoforte che comanda in Europa

imagecredit theaustralian.com.au
La Compagnia dell'Euro potrebbe chiamarsi questo Gruppo di Francoforte recentemente costituitosi a difesa della comune moneta. Ne  fanno parte, ovviamente, il duo Merkel e Sarkozy, definiti direttorio da qualche giornalista patrio, ai quali si aggiungono il Primo Ministro lussemburghese, J.C. Juncker, J.M. Barroso e O. Rehn dalla Commissione Europea, il Presidente del Consiglio Europeo H. Van Rompuy, il Presidente della Banca Centrale Europea M. Draghi  e il Presidente del Fondo Monetario Internazionale C. Lagarde [1].
Uno dei risultati attribuiti a questo gruppo di Francoforte sarebbero le dimissioni dei Presidenti del Consiglio di due paesi europei, uno dei quali conosciamo molto bene: Silvio Berlusconi e Georges Papandreou.
Ne parla in questi termini lo Spectator, con Fraser Nelson (uso la traduzione di Presseurope)
 il mese scorso Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno incontrato l'élite burocratica dell'Ue, organizzando quello che in un altra era sarebbe stato definito un putsch.
Ma, per quale motivo il direttorio Merkel-Sarkozy (Merkozy) ha ritenuto di dover fondare questo palese Frankfurt Group? A quanto sembra, c'entra qualcosa l'impossibilità di arrivare a decisioni quando si è in molti a decidere 
Merkozy e i burocrati si erano stancati dei vertici dell'eurozona, dove i leader discutono incessantemente ma non arrivano mai a una decisione comune. C'era bisogno di formare un gruppo più ristretto, in grado di esercitare il potere con fermezza ma anche in maniera informale.
Un leggero risentimento aleggia nei media inglesi per il fatto che l'Inghilterra non è stata inclusa nel Gruppo, e forse sarà per questo che alcuni giornali inglesi ne parlano in termini critici.
Questo Gruppo di Francoforte è in realtà composto per la maggior  di gente non eletta dai cittadini, che quindi non rappresenta una volontà popolare, ma che però si è autodesignata leader in Europa, assumendo iniziative attraverso le quali costringere i partner, continua Nelson. Addirittura, nell'articolo riporta le confidenze di qualche funzionario del Ministero degli esteri britannico che avrebbe affermato
"Siamo sulla buona strada per deporre Berlusconi". Un tempo una frase del genere sarebbe apparsa oltraggiosa. E invece all'inizio di novembre era ormai chiaro che era in atto un'operazione per far rovesciare il Cavaliere.  
Con il che, se fosse vero, potrebbero farmi diventare improvvisamente simpatico il Cavaliere.
Il quadro dipinto non è dei più consolatori, ipotizzando non solamente una possibile esautorazione dei mercati, ai quali eventualmente la politica potrebbe rispondere adeguatamente, ma ventilando l'esistenza di
una fusione tra la gerarchia Ue e il potere finanziario della Germania. Una sorta di Bruxelles sul Reno. Prima dell'avvento della crisi, in un'epoca segnata dagli scrupoli sul ruolo preminente della Germania, una simile unione non sarebbe mai stata possibile. Oggi i tedeschi non hanno più bisogno di giustificarsi. "La risposta alla domanda 'chi può accettare un modello tedesco?' è stata data dai mercati", ha spiegato di recente un portavoce del governo di Berlino. 
che potrebbe sostituire, a tutti gli effetti, la sovranità dei singoli Stati attraverso decisioni non votate dalla maggioranza ma prese da un piccolo gruppo ristretto, al quale sarebbe un po' più difficile replicare.

Ne sa qualcosa il premier greco Papandreou con la sua idea di referendum accolta, a essere buoni, con freddezza dal duo Merkel-Sarkozy, tanto da costringerlo a una frettolosa marcia indietro con annesse dimissioni. Che Europa si sta dipingendo? Alcune confidenze non lasciano ben sperare:
alcuni funzionari  europei si abbandonano (anonimamente) a considerazioni del tipo "Svegliatevi e rendetevi conto di quello che sta succedendo. Questo è ciò per cui avete messo la firma".
E' questa l'Europa che volevamo? Una specie di governo nel governo, autoproclamato, che decide per tutti? Che l'adesione all'Unione Europea significasse la cessione di una parte di sovranità ci stava anche. Che si dovessero subire le decisioni della maggioranza europea, le quali vincolano all'adesione alle scelte comuni, è un fatto che fa parte del processo democratico basato sulla maggioranza: accade all'interno dei singoli Stati e accade anche nelle unioni di Stati. Ma dovrebbero essere appunto decisioni a maggioranza e non il risultato delle scelte di un piccolo direttorio, composto per la maggior parte di non eletti.

© altan
Realtà? Fantasia? I famosi poteri forti sono questi? In realtà la definizione è troppo generica. Chi si sognerebbe di non definire Berlusconi come parte di quei cosiddetti poteri forti? Ma anche i bocconiani ne fanno parte, attraverso i collegamenti con l'elite finanziaria internazionale, anche i banchieri, anche i grandi fondi di investimento. Il fatto che proprio un governo di centrodestra come quello italiano sarebbe stato nel mirino di questi poteri forti potrebbe far presumere che l'intento non fosse quello di combattere una certa idea di democrazia di marca socialdemocratica. Quale obiettivo perseguirebbe, allora, questo Gruppo di Francoforte?
Dell'Unione Europea fanno parte 27 paesi. 17 di questi 27 hanno adottato una moneta comune, l'euro. E' possibile che le decisioni vengano prese solo da un gruppo ristretto? Ma anche un altro pensiero prende corpo: queste decisioni, poichè in definitiva i governanti questo alla fin fine fanno, anche quando non decidono, dicevo, in definitiva, queste decisioni del Gruppo sono giuste o sbagliate? Questo per ricordare che, Gruppo o non Gruppo, almeno una delle due dimissioni avvenute recentemente, non sono state salutate come una disdetta da una parte dei cittadini. 
Cosa ci riserva, dunque, il futuro: essere governati, magari male, da  governi democraticamente eletti o essere costretti, con dolce coercizione, a farci governare, magari bene, da un governo autoimposto dalle contingenze? Le stesse due opzioni anche per l'altra domanda: cosa è meglio?




imagecredit http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_europea




[1]  EU's inner 'politburo' flexes its muscles

giovedì 3 novembre 2011

G20 di Cannes: il Programma

imagecredit the telegraph
A chi fosse interessato, questo è il Programma del summit del G20 che si tiene oggi e domani a Cannes.

Giovedi 3 novembre

  • ore 10:00 incontro Sarkozy e Obama
  • ore 11:20 Sarkozy incontra Bill Gates co-presidente della Bill & Melinda Gates Foundation, incarica dal Presidente del G20 di riferire sui finanziamenti per lo sviluppo 
  • ore 11:35 incontro tra Sarkozy e il Primo Ministro indiano Manmohan Singh
  • ore 12:30 Sarkozy da il benvenuto ufficiale ai capi delle delegazioni
  • ore 13:00 pranzo di lavoro. Tema: Piano d'Azione sulla situazione economica globale per la crescita e l'occupazione
  • ore 14:30 lavori. Tema: continuazione del Piano d'Azione e Riforma del Sistema Monetario Internazionale (IMS)
  • ore 16:00 foto di gruppo dei capi delle delegazioni
  • ore 16:30 lavori. Tema: Sviluppo e Commercio
  • ore 18:15 conferenza stampa del Presidente francese
  • ore 19:30 cena di lavoro. Tema: Governance Globale
Venerdi 4 novembre
  • ore 09:00 sottoscrizione da parte del G20 della Convenzione sulla lotta all'evasione fiscale
  • ore 09:15 lavori. Tema: Regolamentazione Finanziaria
  • ore 10:30 lavori. tema: Agricoltura, Energia, Clima
  • ore 11:45 lavori. Tema: lotta alla corruzione e  dimensione sociale della globalizzazione
  • ore 13:30 pranzo di lavoro. Tema:  adozione del comunicato,  priorità della presidenza messicana per il 2012
  • ore 14:15 conferenza stampa del Presidente francese




Fonte

venerdì 28 ottobre 2011

Il carattere nazionale degli italiani: da Berlusconi a Bini Smaghi non si dimette mai nessuno

Forse ci vorrebbe una maggior facilità di licenziamento anche per politici e alti dirigenti pubblici, oltre quella relativa a tutti gli altri lavoratori che il Governo ha promesso all'Europa, e che aveva anticipato con il famoso articolo 8 della manovra, quello sulla flessibilità.
Invece i nostri politici e dirigenti pubblici sono affetti dalla malattia dell'anti-dimissione: non si dimettono mai, contrariamente a quanto avviene in tutto il resto del mondo. E' quello che accade a Berlusconi, ad esempio, al quale un giorno si e l'altro pure sia l'opposizione che parte della maggioranza chiede il famoso passo indietro, nuova sorta di balletto politico, che lui ovviamente non fa. Ed è quello che accade anche a Bini Smaghi, membro del board della Bce, sacrificato per  far passare la candidatura di Mario Draghi alla presidenza della Bce. Cosa della quale, però, Bini Smaghi non si dà per inteso, tenendo sulla graticola il Governo nei confronti della Francia, che aveva dato il suo appoggio a Draghi in cambio di un proprio membro nel board della Bce.
Realpolitik, come dicono alcuni, che si scontra con il real-attaccamento di politici e dirigenti pubblici alle proprie poltrone. Niente di strano che Bini Smaghi faccia tanta resistenza: fa parte del carattere nazionale non dimettersi mai.

mercoledì 26 ottobre 2011

Ballarò: la vicenda Merkel Sarkozy sulle televisioni straniere. Ferrara: una risata antifrancese

La copertina di Ballarò riporta, inevitabilmente, la vicenda Merkel Sarkozy, ovvero l'ironia mostrata da Sarkozy e poi trasmessa alla Merkel in seguito ad una domanda sull'Italia.





 L'evento ha scatenato un sopito amor patrio, quasi come se si fosse trattato di un'onta da lavare con il sarcasmo. E così infatti ha fatto Ferrara. Rispetto la sua decisione di ripagare con moneta decuplicata la presunta offesa ricevuta ma non la condivido. Se da parte del Presidente Napolitano sono giunte parole obbligate ma contenute, quasi per legittimo dovere di difendere il buon nome della nazione, non approvo queste vendette con interessi. In fondo, anche se non è sempre vero, ognuno ha la reputazione che si merita, in media. 


Più sferzanti, come si vede da Ballarò,  i servizi sulle televisioni straniere e quindi, se uno fa il paio, ci sta anche la messinscena di Ferrara. Non so se l'intento è quello di coalizzare tutti gli italiani contro i francesi sbeffeggiatori, fare fronte comune contro l'invasione ironica. Quanto a me, temo più quello che può venire in mente ai nostri politici che qualche sorrisino francese o di altra nazionalità.
L'Italia non sfugge al suo stereotipo, lo sappiamo, e questo governo e questo presidente, oltre  a non aver fatto niente per modificarlo, hanno fatto parecchio per accentuarlo. Come noi compriamo più facilmente dai commercianti che ci stanno più simpatici o che hanno buona reputazione, allo stesso modo avvengono le relazioni politiche ed economiche a livello internazionale. Chi si assomiglia si piglia, dice un detto. E se osserviamo le amicizie del nostro premier   possiamo già trarne alcune conseguenze. Comprare dall'Italia diventa sempre più pericoloso e inaffidabile, e questo fatto ha pesanti ripercussioni.
Ora, un governo con un forte senso di responsabilità e che avesse a cuore le sorti del popolo che amministra, quantunque obbligato, per certi versi, ad ottemperare alle pressioni europee, avrebbe potuto trovare altre fonti di risparmio (costi della politica: rimborsi elettorali, finanziamento della stampa -soprattutto di partito-, vitalizi dei parlamentari: fanno quasi 1 miliardo), nuove entrate una tantum o permanenti (patrimoniale sugli immobili, Tobin tax) e invece no. Meglio colpire i soliti che prendere un po' a chi ha tanto. Tanto è vero che il Ministro Gelmini ha detto che la patrimoniale (e le tasse sulla ricchezza in genere) non fa parte del programma di governo e quindi non si farà mai. Rassegnamoci, tocca ancora a noi.

lunedì 24 ottobre 2011

Merkel e Sarkozy: pressioni sull'Italia. Berlusconi: pensione a 67 anni

E' diventato famoso il video in cui la Merkel e Sarkozy sorridono in seguito ad una domanda sull'Italia misura, dicono alcuni, dell'imbarazzante situazione nella quale siamo messi. Perdita di credibilità? Barzellette raccontate da Berlusconi nel precedente incontro a tre? 
Berlusconi afferma di non essere mai stato bocciato ma quello che ha raccolto dall'Europa è esattamente quello che l'Europa già gli aveva dato e voleva concedergli: miglioramento dei conti pubblici, riduzione del debito, misure per lo sviluppo.
Improvvisamente, la Spagna si ritrova tra i buoni e l'Italia si ritrova  insieme alla Grecia, tra i cattivi.
Tra le cose da fare per migliorare i conti vi è l'innalzamento dell'età pensionabile con il nuovo limite fissato a 67 anni. Ma questo si scontra con il cavallo di battaglia della Lega: non toccheremo le pensioni.



La Reuters  riporta le parole di Van Rompuy, Presidente del Consiglio Europeo
He indicated that Italy, the euro zone state now in the markets' firing line, had been told to come up with a more convincing plan this week to implement structural economic reforms to raise its growth potential.
"Between now and Wednesday, some members of the European Council will have to convince colleagues that their country is implementing the promised measures fully," Van Rompuy said.
Egli ha indicato che all'Italia, lo stato della zona euro che si trova adesso nel mirino dei mercati ', era stato chiesto di venire in questa settimana con un piano più convincente,  per implementare le riforme economiche strutturali e per aumentare il suo potenziale di crescita.

"Tra oggi e Mercoledì, alcuni membri del Consiglio europeo dovranno convincere i colleghi che il loro paese sta attuando completamente le misure promesse", ha detto Van Rompuy.
Insomma abbiamo avuto i compiti da fare a casa. Improvvisamente, le misure per la crescita diventano improrogabili, e il "non c'è fretta" si dimostra poco lungimirante. In più, per rimettere a posto i conti, bisognerà toccare le pensioni, come detto nota dolente per l'impegno della Lega a non modificarle.
Commissariati da "Merkozy", dicono su Repubblica, a sottolineare il ruolo che hanno assunto i due leader di Germania e Francia nel dirigere le operazioni.
"Metterò mano alle pensioni" titola il Corriere, evidenziando l'argomento sgradito alla Lega. E si torna anche a parlare della vendita degli immobili pubblici, purchè non con questi risultati.

Anche Sallusti, sul Giornale, si accorge della leggera ironia del duo Merkel Sarkozy accostando il Presidente francese  a Zidane, 
I francesi hanno un brutto vizio. Quando sono in difficoltà con noi italiani perdono il controllo, diventano arroganti. E si mettono a tirare testate, pensando così di risolvere i problemi.
Il problema, secondo lui, non è tanto legato ai conti pubblici e alla bassa crescita economica dell'Italia, quanto al duplice aspetto della distribuzione delle cariche che vede protagoniste Italia e Francia: Mario Draghi al vertice della Bce e Bini Smaghi che non si dimette per lasciare posto a un francese. Visione piuttosto riduttiva, visto che, tanto per dire, anche la Merkel rideva.

Stessa linea su Libero che titola Sarkozy ride del Cavaliere. Ma il vero buffone è lui
Sarkozy prende in giro Berlusconi ma le cose per lui (a parte la nascita di sua figlia Giulia)  non girano poi così bene. Intanto i suoi consensi sono in calo e il suo avversario alle prossime presidenziali, il socialista Hollande, è dato per vincente. E poi la Francia è ingrave difficoltà sul piano bancario.
Certamente non fa piacere essere i protagonisti dell'ilarità altrui, seppure leggera, e la prima cosa che si fa, in questi casi, è andare a vedere nell'orticello altrui. Non vorrei, però, che questo spulciare nei problemi degli altri impedisca di pensare ai propri, che sono reali e urgenti, cosa del resto evidenziata da numerosi osservatori, interessati o meno.
 In tutto questo stato di cose, qual è quella che ha più importanza o influenza: la situazione economica dell'Italia, o la credibilità del suo Presidente del Consiglio e governo?

mercoledì 27 aprile 2011

Berlusconi, tra Libia e nucleare a Ballarò

Libia e nucleare, con l'intermezzo della manovra aggiuntiva. Ecco i temi di Ballarò di ieri.
Sgradita ai leghisti la partecipazione dell'Italia ai bombardamenti sulla Libia.
Sgradita agli italiani, almeno quelli del referendum, la manovra del governo per evitare il referendum.
Sgradita a tutti la manovra finanziaria se prevede tagli o nuove tasse.

Ma forse, una delle poche cose buone è appunto questa: dichiarare apertamente che si vogliono evitare i referendum su alcune iniziative del governo. Ma la volontà popolare dovrebbe essere sovrana, anche al di là dei governi di turno. O no?
Forse noi non sappiamo bene qual è il nostro interesse, o forse siamo influenzati dalle reazioni emotive dei fatti di Fukushima. Una cosa certa è che anche tra i cosiddetti esperti le idee in tema centrali nucleari non sono molto più chiare.
In più, sulla Libia, non vorrei che gli alleati facessero ancora una volta lo stesso errore, quello fatto in Afghanistan, in Iraq e in tanti altri paesi. Non vi è nessuna garanzia che un governo degli insorti possa essere un governo democratico  anche se, rispetto a quello esistente del colonnello, è lecito e doveroso provarci. Non so però se con ogni mezzo e ad ogni costo.

C'è da dire che le rivoluzioni (democratiche e non), come la storia insegna, raramente avvengono pacificamente.


giovedì 2 dicembre 2010

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