Visualizzazione post con etichetta Mubarak. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mubarak. Mostra tutti i post

lunedì 4 aprile 2011

L'onda rivoluzionaria nel Maghreb: il sentiero della protesta. Una timeline interattiva

Interessante timeline del Guardian sulla primavera araba, l'ondata di rivoluzioni che ha interessato l'area del medioriente. Cliccate sull'immagine per accedere alla timeline interattiva. Spostando lo slider in alto si scorrono le date, oppure si può utilizzare il pulsante a sinistra con le frecce alto/basso. Passando con il mouse sopra le icone si ha una breve descrizione. Cliccandoci sopra si va all'articolo.

venerdì 11 febbraio 2011

L'Egitto ce l'ha fatta: Mubarak lascia. E la Tunisia?

E ora?


guardian.co

L'Egitto è riuscito a liberarsi del suo dittatore.

al jazeera


Non c'è giornale che non ne parli.

new york times

Ma, l'ondata iniziata in Tunisia, che fine ha fatto là? Per ora arrivano solo clandestini.
Così titola Al Jazeera il 6 febbraio "Nuove violenze esplodono in Tunisia"







Alcuni punti salienti:"Anche se il vecchio leader se n'è andato, il vecchio potere è sempre presente nella vecchia burocrazia, nei vecchi funzionari, nella polizia" e "la Tunisia non è pronta per la democrazia".
Purtroppo, due rivoluzioni alla volta non trovano posto sui giornali. Ora è l'occasione dell'Egitto. Penso però che senza l'influenza dell'occidente il vecchio regime possa tendere, come sembra accaduto in Tunisia, a riconquistare il potere.

mercoledì 2 febbraio 2011

"Lavoraci sopra finchè non confessa": il sistema delle torture in Egitto second lo Human Rights Watch

Sospetti di poliziotti infiltrati nelle manifestazioni di protesta contro Mubarak in Egitto. Lo afferma The Washington Post con il sostegno di Human Rights Watch.
"Human Rights Watch confirmed several cases of undercover police loyal to Egyptian President Hosni Mubarak's regime committing acts of violence and looting in an attempt to stoke fear of instability as demonstrations grew stronger Tuesday against the autocratic leader."
Sarebbe la classica manovra di un regime autoritario che tenta di togliere credibilità a un movimento di protesta facendolo scadere a saccheggio e violenze gratuite. Ma non è tutto qui. Human Rights Watch approfondisce il tema
"Torture is an endemic problem in Egypt and ending police abuse has been a driving element behind the massive popular demonstrations that swept Egypt over the past week, Human Rights Watch said in a report released today. Prosecuting torture and ending the emergency laws that enable a culture of impunity for the security forces should be a priority for the Egyptian government, Human Rights Watch said."
La tortura è un problema endemico, in Egitto, tra le possibili cause delle massicce manifestazioni popolari. Articolo completo qui. Sul sito di HRW c'è anche un aggiornamento live dall'Egitto.
 "Work on him until he confesses.
This report documents how President Hosni Mubarak’s government implicitly condones police abuse by failing to ensure that law enforcement officials accused of torture are investigated and criminally prosecuted, leaving victims without a remedy."
Lavoraci sopra finchè non confessa.  Questo il titolo del rapporto HRW.

mercoledì 26 gennaio 2011

Egitto, l'onda rivoluzionaria. Proteste al Cairo contro Mubarak

fonte vanderbilt.edu
Due opposte esigenze si scontrano nelle manifestazioni che coinvolgono il mondo di matrice islamica moderata: da una parte, l'occidente ha tutto l'interesse che vi siano governi che garantiscano il non cedere alla deriva del fanatismo religioso, dall'altra l'esigenza delle popolazioni, e forse anche dei politici occidentali più sensibili, di avere governi riformisti e democratici. Sembra che le due cose insieme siano difficili da avere. Vi è quindi una difficoltà nell'atteggiamento da tenere nei confronti di queste manifestazioni. Dalla parte dei governi o dalla parte del popolo che chiede riforme e libertà?
Per questo sono caute le dichiarazioni dei diplomatici. L'America esorta 
"il governo egiziano a recepire le aspirazioni del popolo per portando [sic] avanti le riforme politiche, economiche e sociali che possono migliorare la vita della gente e aiutare l'Egitto a prosperare. Gli Usa sono impegnati a lavorare con l'Egitto e il popolo egiziano per raggiungere questi obiettivi." 
Oppure, il nostro Ministro Frattini auspica che
"Mubarak continui come sempre ha fatto a governare con saggezza e lungimiranza [perché] l'Egitto è punto di riferimento per il processo di pace che non può venire meno"
A confermare questa impressione di difficoltà di atteggiamento, ci sono anche alcune dichiarazioni sempre di Frattini, che distingue gli eventi tunisini da quelli egiziani
"Non vedo una similitudine perché vi sono situazione diverse.
In Egitto vi si sono pulsioni estremiste islamiche ed è quanto in Tunisia non abbiamo visto"

Una cosa è certa: anche il mondo arabo-islamico è collegato al resto del mondo. Che sia un'onda?

[fonte citazioni: Repubblica]

giovedì 11 novembre 2010

"La nipote di Mubarak?" "e io sono Nefertiti"

Così, con una battuta degna di Spinoza, il pm Anna Maria Fiorillo smentisce il ministro dell'Interno e la Procura: "non ricordo di aver mai dato quell'autorizzazione". Così infatti afferma il magistrato ricostruendo quei momenti,  piuttosto concitati. Da qui l'iniziativa di rivolgersi al Consiglio Superiore della Magistratura per chiarire la vicenda.
Di seguito, la notizia come appare sui giornali.

pm A.M. Fiorillo (dalla rete)

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...