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giovedì 6 marzo 2014

L'Antitrust sanziona Novartis e Roche con una multa di 180 milioni sui farmaci Avastin-Lucentis

Nel febbraio 2013 alcune organizzazioni, tra cui la SOI (Società Oftalmologica Italiana)  presentavano  all'Autorità Garante della Concorrenza una denuncia contro alcune aziende farmaceutiche per delle presunte violazioni in merito alla vendita di due farmaci, Avastin e Lucentis.
Le aziende in questione sono F.Hoffmann-La Roche Ltd. (Roche), Genentech Inc. (Genentech), Novartis AG (Novartis), Novartis Farma S.p.A. (Novartis Farma), Roche S.p.A. (Roche Italia), e le presunte violazioni riguardano le  infrazioni dell’articolo 101 TFUE (Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea) che recita:
1. Sono incompatibili con il mercato interno e vietati tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato interno ed in particolare quelli consistenti nel ...[...]

sabato 24 agosto 2013

Consumo di farmaci in Italia: un osservatorio dal 2000 al 2011

Se si vuol conoscere l'andamento del consumo di farmaci in Italia uno strumento molto utile è questo VideoFar, messo a disposizione da Epicentro, il portale epidemiologico dell'Istituto Superiore di Sanità. Nella pagina dedicata all'applicazione sarà possibile scegliere i vari gruppi e sottogruppi di farmaci, verificandone il consumo anno per anno, con la possibilità di vederne il risultato d'insieme in una mappa. Di notevole interesse è anche il trend del consumo di farmaci disponibile, come per ogni altro dato, sia a livello di singola regione che nazionale. Per esempio, nel periodo preso in esame, che va dal 2000 al 2011, mentre il consumo di alcuni tipi farmaci è rimasto più o meno costante o ha subito lievi aumenti, altri hanno avuto una notevole impennata. E' il caso dei farmaci contro il dolore che, con un aumento di più di 20 volte tra 2000 e 2011, sono passati da 0,2 DDD/1000 abitanti die (ovvero "numero medio di dosi di farmaco consumate giornalmente da 1000 abitanti") a 4,6; oppure dei farmaci contro l'osteoporosi, la perdita di massa ossea, che sono passati da 0,8 DDD/1000 abitanti die,  a 12,2, con un aumento di ben 15 volte, o degli ipolipemizzanti, farmaci tipicamente impiegati per abbassare il livello del colesterolo LDL (low density lipoprotein) che da una media di 10,6 DDD/1000 abitanti die sono passati a 65,9

venerdì 16 novembre 2012

Big Pharma: quello che l'industria farmaceutica non dice

Cattive medicine è il titolo di copertina di Internazionale di questa settimana. Parla di quella che viene comunemente chiamata big pharma, la grande industria del farmaco che sta dietro la produzione dei medicinali. Un aspetto critico segnalato con forza da un epidemiologo inglese è il fatto che le case farmaceutiche non sono obbligate a pubblicare i dati negativi relativi alla sperimentazione di un farmaco. Autore di questa TED conference e protagonista dell'articolo di Internazionale è Ben Goldacre, un medico autore di libri di successo e del blog Bad Science. Da anni si batte affinchè tutti i dati sperimentali, anche quelli negativi, vengano pubblicati sulle riviste, pure quelli del passato che non hanno mai trovato spazio. Parafrasando il titolo della sua conferenza ho intitolato appunto Big Pharma: quello che l'industria farmaceutica non dice, con riferimento ai possibili risultati negativi che i ricercatori non pubblicano, perchè chi finanzia la ricerca vuole solo risultati positivi, perchè le riviste non li accettano e così via. Non vuole essere un generico atto di accusa contro l'industria farmaceutica ma solo un tentativo di comprendere. Un organismo vivente è una cosa molto complessa, faremmo un torto a quella complessità se ci volessero far credere che esistono solo risultati positivi.

mercoledì 1 agosto 2012

Farmaci generici: sono efficaci e sicuri come gli originali?

La recente querelle relativa alle prescrizioni mediche che non dovrebbero contenere il nome del farmaco ma solo il principio attivo, norma presente all'interno del decreto sulla spending review approvato in Senato, mi fa venire in mente una domanda fondamentale: ma i farmaci generici, a minor costo rispetto ai loro omologhi originatori, e verso i quali si vorrebbe maggiormente indirizzare i medici, sono perfettamente  equivalenti agli originali?
Il farmaco equivalente è stato introdotto in italia nel 1995, con la legge 28/12/1995 n. 549, art. 3 comma 130. Si tratta di un farmaco, equivalente all'originatore, che può essere prodotto e messo in commercio una volta che sia esaurita la protezione del brevetto. La legge prescrive che i  farmaci cosiddetti generici siano "bioequivalenti rispetto a una specialita'  medicinale  gia' autorizzata con la stessa composizione quali-quantitativa in principi attivi,  la  stessa  forma  farmaceutica  e  le  stesse   indicazioni terapeutiche".
Posto questo vincolo è allora sempre e sicuramente vero che farmaco originatore e farmaco bioequivalente sono sempre uguali, come efficacia terapeutica, biodisponibilità, escrezione, effetti collaterali e così via?

mercoledì 2 maggio 2012

Aspartame, un dolcificante sicuro?

Quando si tratta della nostra salute e di sostanze artificiali siamo portati a credere maggiormente a pochi studi che lanciano accuse di tossicità  più che ai tanti studi che mostrano la sicurezza. Premetto che non ho nessun interesse a difendere l'una o l'altra tesi se non quello della ricerca della verità e, soprattutto, della difesa della salute. Non ho neanche molti strumenti per indicare come più credibile una ricerca rispetto a un'altra. La sensazione generale è che siamo, molto spesso, nelle mani del caso e, se non è il caso, è l'interesse personale.
Sto parlando dell'aspartame (ri)tornato agli onori della cronaca dopo una recente trasmissione di Report su Rai 3 [vedi Report, Dolce è la vita]. Ne parlano anche, nell'ordine, Paolo Gifh [L'aspartame della discordia], Annarita Ruberto [Aspartame, vediamoci chiaro] e Gianluigi Filippelli [Aspartame, 2012], almeno tra quelli che conosco.
Due di questi articoli [Gifh e Ruberto] si basano sui lavori del ricercatore italiano Morando Soffritti  mentre Filippelli riporta un po' di recente letteratura.

giovedì 22 marzo 2012

Il Carnevale della Chimica # 15: La chimica dei farmaci

Il tema di questa edizione del Carnevale della Chimica, la # 15, è La Chimica dei farmaci.
Per gli uomini, in genere, niente è più importante della riproduzione e della nutrizione. Ma qualcosa ci si è avvicinato: la cura delle malattie è una di queste. All'interno della nutrizione, in quelle popolazioni pre-culturali o nelle popolazioni animali, è racchiusa sia la prassi dell'alimentazione che quella della manutenzione o della cura. Cura preventiva, se vogliamo. Questa pratica è comunemente diffusa nel regno animale, ognuno di noi l'ha osservata: chi ha un gatto o un cane, avrà osservato questi fenomeni, che non sono culturali come li intendiamo noi ma appartengono ai comportamenti ereditari della specie. Gli scimpanzè, vera e propria specie di confine tra quelle a comportamento ereditario puro e quella con comportamento culturale o appreso, sono stati osservati assumere foglie o piante con un basso apporto calorico ma dalle spiccate  caratteristiche di antiparassitari [Krief et al. 2005].
L'uomo, chiaramente, da questo punto di vista rappresenta l'unica eccezione. Un momento che segna uno spartiacque nella storia della terapia medica  può essere fatto risalire al 400 a.C. In quel periodo si impone una scuola sorta intorno a un grande studioso: Ippocrate. A lui e alla sua scuola si fa risalire De morbo sacro (Sulla malattia sacra) in cui si afferma:
Per quanto concerne la cosiddetta malattia sacra le cose stanno così: per nulla la ritengo più divina delle altre malattie o più sacra, ma anch'essa scaturisce da una causa naturale come le altre malattie.  Sono stati la perplessità e lo stupore a indurre gli uomini a crederla divina; perchè non assomiglia in nulla alle altre malattie.[1]
imagecredit mnews.it
E' il passaggio dal sacro al profano, dalla malattia come punizione alla malattia come perturbazione dell'equilibrio naturale dell'organismo. E quale malattia più dell'epilessia poteva assurgere a malattia sacra per eccellenza? Anche Gesù, 400 anni dopo Ippocrate, ancora  guarisce gli epilettici scacciando i loro spiriti maligni, a significare la persistenza di questa convinzione che resiste ancora oggi negli esorcismi. Ma non si creda che gli ippocratici fossero ostili alla religione. E' vero il contrario: ritengono che cercare di guarire le malattie ponendosi allo stesso livello degli dei sia offensivo; bisogna mettersi al di sotto e cercare la cura tra le cose  materiali, nella natura. 
L'esperienza è la vera guida del medico ippocratico: non la pratica magica e nemmeno le teorie scientifiche. E l'alimentazione è il metodo capace di guidare l'uomo lungo la strada della salute: la dieta non è soltanto l'elenco dei cibi permessi è la giusta misura, giusta misura che si ottiene con l'esperienza  che si materializza poi nella techne.
Dalla teoria dei 4 umori, caldo, freddo, umido e asciutto, che il medico ippocratico ritrova nel sangue, nel muco, nella bile gialla, e nella bile  nera, discende la diagnosi e può anche stabilirsi la terapia: la malattia è una perturbazione, il medico non deve fare altro che ripristinare l'equilibrio spezzato.
La dieta come base fondante della terapia medica è però opposta all'uso dei farmaci. Il pharmakon è, allo stesso tempo, pianta officinale e veleno o amuleto. Molti medici, come ad esempio Asclpeiade, ritengono che il farmaco  danneggi lo stomaco e contenga umori cattivi mentre altri invece, Pedanio Dioscoride, scrivono trattati di farmacologia. In Sulla Materia medica descriverà oltre 600 tra piante officinali e rimedi minerali o di origine animale, opera notevole se ancora nel XVI secolo, per lui che la scrisse nel 100 d.C., era usata come libro di testo.
Come non citare infine Galeno e lasciarvi, oltre che con il peso dei suoi studi anche con un suo racconto aneddotico riguardante antidoti e re: era prassi di reggenti e potenti, timorosi di essere assassinati (un po' come accade ai giorni nostri, i despoti hanno sempre paura di essere uccisi), cercare di acquisire un'immunità ai veleni provando tutti i farmaci che vantavano qualche successo. E ogni volta che pensavano di averne trovato uno lo univano a quelli già conosciuti per ottenere infine un antidoto universale contro tutti i veleni. La cosa andò oltre ogni rosea aspettativa e l'immunità ai veleni che raggiunse uno di questi re, Mitridate VI re del Ponto, fu tale che,  caduto nelle mani dei romani e non volendosi far catturare vivo, volle suicidarsi con del veleno ma non riuscendovi dovette ricorrere alla spada di un suo soldato.


Bene, questa era solo una piccola introduzione al tema di oggi,  la chimica dei farmaci, e alla constatazione di quanto siano stati importanti i farmaci nella storia dell'uomo e a quante discipline siano state coinvolte nella loro ricerca. Non c'è niente di meglio per spingerci a cercare la soluzione a qualcosa di un bel problema, a maggior ragione se quel problema riguarda la nostra salute. Con il pungolo del benessere e della cura l'uomo ha investigato questa cosa complessa che è un organismo vivente per cercare di conservare quella cosa cui tutti, in definitiva, riservano il valore più alto: la salute.  

mercoledì 1 dicembre 2010

Il business del farmaco: un video e una trasmissione televisiva

La storia del rapporto tra industria farmaceutica e classe medica è spinosa e delicata. Da una parte vi è la giusta necessità del medico ad essere informato e dall'altra vi è sempre presente il rischio di indebite pressioni o condizionamenti. Come si risolve questo problema e, soprattutto, sono presenti, questi condizionamenti, nelle storie sanitarie recenti e passate del nostro Paese? Questa sera, su Current, Vanguard presenta un'inchiesta sul Business farmaceutico, cos'è e come funziona  il marketing farmaceutico. E' il caso di dire: l'industria  farmaceutica alla conquista della nostra salute, la creazione di un mondo di "malati" e delle medicine per curarli?
Clicca qui per andare sul sito di Current
Qui l'articolo del Corriere.






Aggiungo i link ad alcuni articoli sull'argomento scritti da Emanuela Zerbinatti su Arte e Salute
questo
http://arteesalute.blogosfere.it/cerca/?search=h1n1
dove si affronta il tema dell'ultima epidemia influenzale (vera o presunta) 
e quest'altro
http://arteesalute.blogosfere.it/cerca/?search=disease+mongering
dove si parla delle "nuove" patologie.




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