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lunedì 18 luglio 2011

La casta e le promesse di riduzione dei costi della politica

Dopo l'appello di Furio Colombo dalle pagine del Fatto Quotidiano, nell'immediatezza dell'approvazione lampo della manovra economica lacrime e sangue (sempre per i soliti, del resto), che grosso modo diceva
Dopo avere ascoltato alla Camera il breve dibattito che ha consentito il voto quasi istantaneo della legge sulla manovra finanziaria, dopo avere constatato che si tratta di una manovra di classe che fa precipitare tutto il peso della presunta salvezza del Paese sui pensionati e sui poveri, sulle madri e sugli ammalati, mi sembra inevitabile il confronto con una diffusa voce popolare che sta diventando invettiva, che sta diventando tuono. [...] Chiedo al presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, di assumersi, di fronte ai deputati e assieme ai deputati, la responsabilità di affrontare il problema. 


arriva, sempre su quelle pagine, la risposta del Presidente della Camera
 “Condivido l’appello del Fatto Quotidianoaffinché il Parlamento faccia tutto quanto è in suo potere per convincere gli italiani che le Camere non sono il luogo dove una casta privilegiata si chiude a difesa dei suoi interessi.
che inizia così la sua risposta. La politica non può essere definita un costo, continua Fini
 ma è certo che a fronte dei tanti sacrifici imposti agli italiani per la precarietà dei nostri conti pubblici, un esempio in tal senso deve venire soprattutto da chi ha il dovere di rappresentare per davvero la volontà popolare, quale che sia il modo con cui è stato eletto.
Sembrano pari pari delle belle parole di circostanza sentite tante volte, ma è meglio di niente. Così a parole i nostri politici sono sempre disponibili a tutte le riduzioni dei costi, ma nei fatti accade ben poco. Fini però si sbilancia, come già un'altra volta per altro motivo, fino ad affermare
Per una elementare regola di correttezza nei confronti dell’Ufficio di Presidenza e dei colleghi, ritengo di non poter anticipare le misure concrete di riduzione della spesa che proporrò (grassetto ndr). Entro qualche giorno gli italiani avranno comunque gli elementi per giudicare, e mi auguro che nessun gruppo politico voglia sottrarsi al dovere civile di non allargare ulteriormente la distanza che separa il cosiddetto Palazzo dai cittadini.


C'è da fidarsi? Teniamoli d'occhio.

lunedì 27 giugno 2011

Travaglio: D'Alema e il salvagente (continuo) a Berlusconi

Sul Fatto Quotidiano di ieri Travaglio, nel suo editoriale Max the fox, parla dell'abitudine, inveterata, di D'Alema di offrire una ciambella di salvataggio a Berlusconi da quando è entrato in politica. Eppure, apparentemente, D'Alema non sembra così tenero nelle occasioni ufficiali in cui si confronta con esponenti del PdL.
Comincia così, con una citazione dalemiana
“Ora è molto tardi per fare una legge sulle intercettazioni e del tutto inopportuno intervenire per decreto. Ma il problema c’è: non è giusto mettere sui giornali la vita privata delle persone. Leggiamo una valanga di intercettazioni che nulla hanno a che fare con vicende penali, ma sono sgradevolmente riferite a vicende personali. Non è una cosa positiva. Occorre proteggere i cittadini”.
Allo scopo di corroborare la sua tesi Travaglio elenca tutte le precedenti occasioni in cui D'Alema ha, volontariamente o meno, preso le difese del Cavaliere
Chi l’ha detto? Massimo D’Alema naturalmente. Puntuale come una merchant bank, ogni qualvolta B. è travolto in uno scandalo, arriva la Volpe del Tavoliere a levarlo d’impaccio. O almeno a fare pari e patta. Fa sempre così, da 17 anni.

  • 1994 Tangenti alla Finanza per B. e finanziamento illecito per D'A.
  • 1996 Mediaset "grande risorsa del paese" più Bicamerale
  • 1998 1° e 2° Governo D'Alema
  • 1999 A Rete 4 la licenza di Europa 7
  • 2001 Girotondi contro Governo Berlusconi, D'Alema: evitare la piazza
  • 2005 Appoggio della scalata dell'Unipol di Consorte a BNL "vai Gianni, facci sognare"
  • 2009 Scandalo D'Addario-Tarantini: tra Palazzo Grazioli e Sandro Frisullo (dalemiano)
  • 2010 Wikileaks: D'Alema confida a Spogli (ex ambasciatore) -“La magistratura è la più seria minaccia per lo Stato italiano”
  • 2011 Sconfitta amministrative e referendum: offre un governo istituzionale col PdL. 


E questa è la conclusione del pezzo
Per lui la missione del centrosinistra è sempre stata questa: completare l’opera del centrodestra. Il guaio è che quegli stronzi degli elettori non l’hanno ancora capito.

Ma è solo D'Alema ad essere, apparentemente, comprensivo con Berlusconi o tutto il Pd o addirittura tutto il centrosinistra (visto il cambiamento di Di Pietro dopo conciliabolo con il Cavaliere)?

venerdì 11 marzo 2011

Berlusconi, il cerotto e il Quirinale

Una precisazione  via Il Fatto quotidiano e una  ipotesi via Repubblica.

Il cerotto è una precauzione del medico, anche se inusuale, e non copre una incisione sul volto. L'operazione è avvenuta all'interno del cavo orale.
"l’evidente bendatura che porta al volto da tre giorni non sarebbe altro che un sostegno ai punti interni per l’intervento maxillo-facciale al quale si è sottoposto dal suo dentista, il dottor Massimo Mazza. E’ lo stesso medico a precisarlo al fattoquotidiano.it: “Qualcuno avrà sicuramente pensato a una sceneggiata: in realtà – spiega – sono stato io a consigliare al premier di mettere un cerotto esterno a sostegno dei punti di sutura che gli ho applicato. Non è rituale, è vero. Ma il premier non si è fermato un attimo, è uno che parla molto, e dunque è stata solo una precauzione aggiuntiva”."

Il Quirinale, secondo indiscrezioni di Repubblica (e secondo quanto capisco), sarebbe il prossimo obiettivo di Berlusconi. Riguardo alla Riforma della Giustizia
" "Con queste leggi sulla giustizia teniamo impegnato il Parlamento per due anni e arriviamo a fine legislatura. Poi ci giochiamo tutto alle urne". Per Berlusconi la riforma costituzionale il suo compito in fondo l'ha già svolto: distogliere l'attenzione dai processi e riempire di nuovo carbone la caldaia spenta di palazzo Chigi. Se poi verrà approvata meglio, anche se il timore del referendum confermativo è alto. Tanto più che un'eventuale bocciatura della riforma nelle urne sarebbe una pesante ipoteca per l'ascesa del Cavaliere al Quirinale."
Significa che Berlusconi punta al Colle a fine legislatura?


Per i dettagli La carta del Cavaliere per il Quirinale  "Arriviamo al 2013 e poi mi gioco tutto"

lunedì 14 febbraio 2011

Ha attinenza? il Giornale e le foto storiche di Vendola

Il Giornale pubblica oggi una foto di un giovane Vendola che se ne gira nudo in spiaggia in un lontano 1979, insieme ad altri due compagni, nel campo nudisti di Capo Rizzuto. Questo è sufficiente per far dire all'articolista che Vendola è portatore di una doppia morale. Come, anticonformista allora e bacchettone ora?
E mi chiedo: ha attinenza?
Nichi Vendola è nato nel 1958 e nel '79 aveva 21 anni. E' giusto portare come paragone di coerenza con quello che si dice 32 anni dopo, quello che si faceva quando si aveva vent'anni?
O è solo pretestuoso? 
C'è però da dire che quelli del Giornale non sono i soli a ricorrere a questi mezzi, anche recentemente il Fatto Quotidiano su Alemanno non ha resistito a pubblicare foto e fatti storici, risalenti all'82, riguardo certe affermazioni fatte dal sindaco di Roma. Quindi, va bene così. O lo si utilizza tutti, il metodo delle foto storiche, o nessuno.
Diciamo che, personalmente, fisserei una data limite, oltre la quale non risalire, alla ricerca di incoerenze varie. Per tutti.

sabato 13 novembre 2010

Brunetta, l'Espresso e la coerenza.

fonte l'Espresso
C'è un articolo dell'Espresso, una risposta del Ministro (sul sito Istituzionale!) 
 e qualcuno che ci fa sopra sopra qualche riflessione: Gilioli e Scorza.
Com'era quella storia: predicare bene e razzolare...?

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