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giovedì 10 maggio 2012

Fornero e Passera si accorgono della crisi (e della cura troppo pesante)

Prima il Ministro Fornero  che, alla conferenza di Confcooperative, ammette a denti stretti che ci sarebbe voluta una maggiore attenzione a chi è più in sofferenza;


poi il Ministro Passera che alla conferenza di Rete Imprese Italia ammette "Il disagio sociale diffuso è legato alla mancanza di lavoro'' che investe "metà della nostra società", e ancora  "Il disagio sociale diffuso è legato alla mancanza di lavoro in Europa in generale ma che nel nostro Paese è più ampia di quello che le statistiche dicono'' [vedi AdnKronos Passera: "A rischio tenuta sociale"]. Finalmente se ne è accorto che le statistiche sono troppo ottimistiche, e ancora prima, lo stesso Monti si lasciava andare a queste affermazioni [vedi Agi, Monti: drammi umani della crisi Rifletta chi li ha provocati]

domenica 15 aprile 2012

Fornero, gli esodati e la colpa delle imprese

Si può dire, allo stesso tempo, una cosa vera e una cosa falsa? Il difficile equilibrismo accade al Ministro del Lavoro Fornero, con la frase:
«Gli esodati li creano le imprese che mandano fuori i dipendenti a carico del sistema pensionistico pubblico e della collettività»   [fonte Corriere]
Giova notare che le imprese, per bocca di Confindustria, replicano seccamente:
 «Queste parole [...] danno una rappresentazione del mondo delle imprese che non solo non trova riscontro nella realtà, ma è anche offensiva». [Corriere cit.]
 La parte vera riguarda la prassi delle imprese di ristrutturare mettendo in pre-pensionamento. Questa pratica la potremo chiamare una forma di flessibilità in uscita ante litteram, perchè basata su incentivi ad andare in pensione anticipatamente che possono configurarsi come una specie di licenziamento per motivi economici. Occorre però ricordare, se è vero quanto diceva il sottosegretario Polillo alla trasmissione In Onda su La7 in riferimento agli esodati [vedi qui], e cioè che si poteva eliminare la norma che obbligava il pre-pensionato a non avere altre occupazioni, che è lo  Stato stesso che prevedeva e autorizzava implicitamente la pratica del pre-pensionamento.

Da qui il falso della medesima affermazione: perchè scaricare solo sugli imprenditori quello che le norme vigenti prima della Riforma delle Pensioni prevedevano? Di che colpa possiamo accusare gli imprenditori se utilizzano degli strumenti perfettamente leciti e poi lo Stato cambia le carte in tavola? Se non fosse intervenuta la Riforma delle pensioni non esisterebbero esodati ma soddisfatti pre-pensionati.
Perchè allora il Ministro Fornero non ha palesato prima il suo pensiero su questa categoria di pensionati e sulle prassi consolidate e, meglio ancora, non ha considerato la loro esistenza?
Assomiglia molto all'effetto Lega: trovato un colpevole (o due) si ritorna subito santi.


imagecredit ilsecoloxix.it

venerdì 6 aprile 2012

Guida del Governo al disegno di legge di Riforma del mercato del lavoro

Il Governo pubblica una Guida alla Riforma del mercato del Lavoro per spiegare, al di là del formalismo sintattico e terminologico del linguaggio burocratico, quali saranno gli effetti e le ricadute di questo disegno di legge.
Interessa l'opinione pubblica, o almeno le fonti di stampa, la questione dell'articolo 18. La modifica che il Pd e i sindacati chiedevano è quella riguardante i licenziamenti oggettivi o economici. Sul licenziamento soggettivo o per giusta causa vi era già un doppio binario che prevedeva reintegrazione o indennizzo, mentre nel caso di licenziamento oggettivo o economico era sempre previsto l'indennizzo. La nuova versione introduce la reintegrazione anche per il licenziamento oggettivo, ma solo nei casi in cui si dimostri originato da motivi discriminatori o disciplinari:
Per i licenziamenti oggettivi o economici, infine, il giudice, qualora accerti l’inesistenza del giustificato motivo oggettivo addotto, dichiara risolto il rapporto di lavoro con effetto dalla data del licenziamento, disponendo il pagamento, in favore del lavoratore, di un’indennità risarcitoria onnicomprensiva, che può essere modulata tra 12 e 24 mensilità di retribuzione, tenuto conto di vari criteri.  Al fine di evitare la possibilità di ricorrere strumentalmente a  licenziamenti oggettivi o economici che dissimulino altre motivazioni, di natura discriminatoria o  disciplinare, è fatta salva la facoltà del lavoratore di provare che il licenziamento è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari, nei quali casi il giudice applica la relativa tutela.  Per i licenziamenti economici è previsto, altresì, che l’intimazione del licenziamento sia preceduta da una procedura di comunicazione preventiva alla Direzione territoriale del lavoro, come si è detto sub art. 13.

giovedì 5 aprile 2012

Disegno di legge sulla Riforma del mercato del lavoro. Testo completo

In attesa di capire se vi sono le novità annunciate in fatto di reintegrazione, ecco il probabile testo del disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro. E' disponibile sul sito di Repubblica o del Corriere o del Sole 24 ore . 


Aggiornamento 15:27: è uscita la versione ufficiale sul sito del Governo (uguale a quelle postate dai giornali).


Tra le modifiche richieste e apparentemente adottate in questa nuova versione: il famoso reintegro per ingiustificato licenziamento oggettivo o economico

Il giudice, nelle ipotesi in cui accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, perché il fatto contestato non sussiste o il lavoratore non lo ha commesso ovvero perché il fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base delle tipizzazioni di giustificato motivo soggettivo e di giusta causa previste dai contratti collettivi applicabili, annulla il licenziamento e condanna il datore di lavoro alla reintegrazione nel posto di lavoro di cui al primo comma e al pagamento di un’indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione
e lo spostamento dell'onere della prova del giustificato/ingiustificato motivo dal lavoratore al datore di lavoro.

lunedì 26 marzo 2012

Gabanelli al Ministro Fornero: rinunci ai privilegi del retributivo

Filmato e trascrizione di un appello di Milena Gabanelli al Ministro Fornero su Report, sulla situazione di alcune categorie di pensionati dopo la recente riforma delle pensioni. Riguarda sia le pensioni in genere, il limbo nel quale si trovano alcune categorie, sia il fatto che anche la pensione del Ministro, a quanto rifererisce la Gabanelli, sarebbe basata sul retributivo, tanto odiato. La puntata di Report andata in onda ieri sera, dal titolo Previdenza asociale (di B. Iovene) è disponibile qui.
Intanto, non sarebbe male se il Ministro Fornero chiarisse la cosa.



Un po’ di tempo fa il ministro Fornero in
una lettera al Corriere della sera ha definito questa norma giusta, che mette fine ai
privilegi. E’ un momento terribile, lo capiamo tutti, però a mio parere le vigliaccate
andrebbero chiamate con il loro nome. La differenza fra 1200 euro e 800 per un
pensionato che non ha niente altro, è quella che passa  fra la povertà e la dignità.
Puniti solo per aver cambiato datore di lavoro. Ora lei dice - il sistema retributivo è un
privilegio - di cui anche lei si avvantaggia. Bene intanto che ripensa a questa norma, e
speriamo che ci ripensi per questo gruppo di persone, per questo gruppo di pensionati
coinvolti in queste ricongiunzioni e diciamo non sappiamo che numero sono ma sono
migliaia, intanto che dice “fate sacrifici”, ne faccia uno anche lei e rinunci al
retributivo.

sabato 24 marzo 2012

Riforma del lavoro. Il testo integrale

Il Consiglio dei Ministri di ieri ha licenziato il testo della Riforma del Lavoro, presentata come disegno legge e non come decreto. Sarà necessario dunque il passaggio parlamentare prima che possa entrare in vigore. Interessante la formula usata dal governo nell'approvare il testo: "Si è svolto oggi a Palazzo Chigi il Consiglio dei Ministri. Approvato il disegno di legge, salvo intese [corsivo mio], di riforma del mercato del lavoro."
L'espressione prefigura interventi di intesa prossimi futuri che potrebbero anche stravolgere l'attuale disegno. Però è quasi sicuro che l'attuale riforma non verrà stravolta anche se modifiche di intesa sono molto probabili. Il Pd, del resto, l'ha dichiarato: non si sa se per accontentare la piazza o meno, sta di fatto che Bersani ha detto che non è possibile eliminare la scelta del reintegro da quelle a disposizione del giudice. E' alle viste qualche complicato sistema di scelta tra le opzioni disponibili da parte del giudice del lavoro che alla fine, probabilmente, ne lascerà come praticabile solo una, l'indennizzo. Staremo a vedere. Intanto, per chi voglia leggersela, questa è la Riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita (noto che ha fatto bene il Ministro a specificarlo, sul fatto della crescita). Eccone un breve estratto:

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