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venerdì 6 aprile 2012

Guida del Governo al disegno di legge di Riforma del mercato del lavoro

Il Governo pubblica una Guida alla Riforma del mercato del Lavoro per spiegare, al di là del formalismo sintattico e terminologico del linguaggio burocratico, quali saranno gli effetti e le ricadute di questo disegno di legge.
Interessa l'opinione pubblica, o almeno le fonti di stampa, la questione dell'articolo 18. La modifica che il Pd e i sindacati chiedevano è quella riguardante i licenziamenti oggettivi o economici. Sul licenziamento soggettivo o per giusta causa vi era già un doppio binario che prevedeva reintegrazione o indennizzo, mentre nel caso di licenziamento oggettivo o economico era sempre previsto l'indennizzo. La nuova versione introduce la reintegrazione anche per il licenziamento oggettivo, ma solo nei casi in cui si dimostri originato da motivi discriminatori o disciplinari:
Per i licenziamenti oggettivi o economici, infine, il giudice, qualora accerti l’inesistenza del giustificato motivo oggettivo addotto, dichiara risolto il rapporto di lavoro con effetto dalla data del licenziamento, disponendo il pagamento, in favore del lavoratore, di un’indennità risarcitoria onnicomprensiva, che può essere modulata tra 12 e 24 mensilità di retribuzione, tenuto conto di vari criteri.  Al fine di evitare la possibilità di ricorrere strumentalmente a  licenziamenti oggettivi o economici che dissimulino altre motivazioni, di natura discriminatoria o  disciplinare, è fatta salva la facoltà del lavoratore di provare che il licenziamento è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari, nei quali casi il giudice applica la relativa tutela.  Per i licenziamenti economici è previsto, altresì, che l’intimazione del licenziamento sia preceduta da una procedura di comunicazione preventiva alla Direzione territoriale del lavoro, come si è detto sub art. 13.

giovedì 5 aprile 2012

Disegno di legge sulla Riforma del mercato del lavoro. Testo completo

In attesa di capire se vi sono le novità annunciate in fatto di reintegrazione, ecco il probabile testo del disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro. E' disponibile sul sito di Repubblica o del Corriere o del Sole 24 ore . 


Aggiornamento 15:27: è uscita la versione ufficiale sul sito del Governo (uguale a quelle postate dai giornali).


Tra le modifiche richieste e apparentemente adottate in questa nuova versione: il famoso reintegro per ingiustificato licenziamento oggettivo o economico

Il giudice, nelle ipotesi in cui accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, perché il fatto contestato non sussiste o il lavoratore non lo ha commesso ovvero perché il fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base delle tipizzazioni di giustificato motivo soggettivo e di giusta causa previste dai contratti collettivi applicabili, annulla il licenziamento e condanna il datore di lavoro alla reintegrazione nel posto di lavoro di cui al primo comma e al pagamento di un’indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione
e lo spostamento dell'onere della prova del giustificato/ingiustificato motivo dal lavoratore al datore di lavoro.

giovedì 22 marzo 2012

Monti l'articolo 18 e quelli che possono porre i veti

Ci voleva una comica (e non sia definizione riduttiva, anzi), e cioè Sabina Guzzanti, per ricordarci che le parole di Monti, relativamente all'articolo 18 "Nessuno può porre veti..." [fonte GRR news] sono poco aderenti al vero, osservando la realtà dei fatti,   e che la frase andrebbe corretta come segue: nessuno può porre veti tranne che su liberalizzazioni, giustizia, rai, frequenze televisive, patrimoniale, riduzione dei vitalizi dei parlamentari, responsabilità civile dei giudici, intercettazioni, rimborso elettorale ai partiti e poche altre bazzecole.
Chissà perchè mi viene in mente l'abusata frase: forte con i deboli e debole con i forti. E infatti, quelli che non possono porre i veti mi sembrano i deboli della situazione mentre coloro che li mettono di sicuro sembrano proprio i forti.
Ora, al tempo, non è che tutta la riforma sia da buttare e infatti la Cgil contesta solo la parte riguardante l'articolo 18.
In più, arrivati a un certo punto, è chiaro che il Governo deve pervenire a una decisione, non si può trattare per sempre.
Ma allora io mi chiedo, e me lo sono chiesto molte volte ben sapendo che anche persone stimabili come Pietro Ichino sostengono queste tesi riformiste: chi è che vuole veramente il bene del lavoro e dei lavoratori? I professori e parte dei sindacati o la Cgil?
Perchè la Cgil è rimasta sola (se si eccettua l'IdV) a difendere ad oltranza l'articolo 18.
Ma questa difesa è giusta o no?

mercoledì 21 marzo 2012

Riforma del Lavoro: i sindacati sulla modifica dell'articolo 18

Questa la Cgil

Diciamo no perché la proposta del governo smonta l'articolo 18. Riforma squilibrata
L'obiettivo principale del governo sembra essere proprio quello di introdurre la libertà di licenziamento. La riforma è squilibrata anche per quanto riguarda il superamento del dualismo del mercato del lavoro. Lo ha spiegato il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, ieri sera (20 marzo) alla fine dell'incontro a palazzo Chigi con il governo. Con la proposta governativa - ha spiegato il Segretario Generale - viene meno l'effetto "deterrente" dell'articolo 18. E' anche molto significativo il fatto che la parte relativa all'articolo 18 non sia mai stata davvero messa in discussione e che il problema della lunghezza dei processi sia stato dirottato verso la riforma della giustizia. Come per le pensioni, ancora una volta i prezzi più alti si chiedono ai lavoratori. Ora la parola passa al direttivo. Giovedì nuovo appuntamento. Non ci sarà un accordo da sottoscrivere, ma una "verbalizzazione". Poi si andrà in Parlamento


Questo l'Ugl

Lavoro, Centrella: “Impianto in complesso condivisibile”
“Il nostro giudizio è sofferto ma responsabile nei confronti di un impianto nel complesso condivisibile”.
Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, al tavolo a Palazzo Chigi sulla riforma del lavoro, aggiungendo che “così come presentata e impostata ora, la riforma ha una visione più ampia e non più concentrata solo sull’art. 18. In particolare sui contratti riteniamo che il governo abbia accolto le nostre posizioni”.
“Sulla flessibilità in uscita, nel rispetto del richiamo del Presidente Napolitano e dei confronti che nel sindacato proseguiranno anche domani – ha spiegato il sindacalista – , occorre però  una maggiore attenzione verso le nostre richieste e delle altre Confederazioni per cercare di arrivare in questi pochi giorni ad una soluzione che favorisca la condivisione di tutte le parti sociali” 

Cisl e Uil non hanno ancora commentato online le loro scelte. Ascoltatevi la conferenza stampa qui.

martedì 20 marzo 2012

Riforma del lavoro: conferenza stampa Monti Fornero

Conferenza stampa del Presidente del Consiglio Monti e del Ministro del lavoro Fornero al termine dell'incontro odierno con le parti sociali. La Riforma è in dirittura d'arrivo e la Cgil lascia il tavolo delle trattative per insanabili scontri sull'ormai famosissimo articolo 18. In questa pagina sono disponibili tutte le conferenze stampa degli attori della Riforma, compresa quella in diretta delle parti sociali. Questa è la differita della conferenza Monti Fornero.

Riforma del lavoro: conferenza stampa dei sindacati

Quasi in dirittura d'arrivo la Riforma del Lavoro. Al termine dell'incontro odierno conferenza stampa dei protagonisti. Tocca ai sindacati, la Cgil in conferenza da sola, poi Cisl e Uil. Dal Corriere.




giovedì 15 marzo 2012

Riforma del lavoro: la bozza ufficiale

Corriere e Repubblica pubblicano la bozza ufficiale delle Tipologie contrattuali della Riforma del lavoro in discussione in questi giorni tra Governo e parti sociali. Sono le linee di intervento sui contratti di lavoro. I punti sui quali concentrare l'attenzione  sono 9: 8 tipologie di contratto e 1 obiettivo generale.
 1. OBIETTIVI GENERALI. - 
2. CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO. –
3.  APPRENDISTATO. –
4. CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE. –
5. CONTRATTO DI LAVORO INTERMITTENTE. –
6. COLLABORAZIONE A PROGETTO. –
7.   PARTITE IVA. –
8. ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE CON APPORTO DI LAVORO. –
9. LAVORO ACCESSORIO. 
 Questi sono i link: Repubblica, Corriere.

mercoledì 14 marzo 2012

Il Ministro Fornero e la paccata di miliardi per la riforma del lavoro

Io devo ancora capire: se veramente la Riforma del lavoro è così migliorativa delle condizioni dei lavoratori, perchè i sindacati si oppongono? Poi dopo sento che il Ministro Fornero metterebbe una paccata di miliardi (solo che si raggiungesse l'accordo) e capisco.



Basta privilegi? [Per Fornero è necessario «smantellare» le protezioni che si sono costituite «fino alla difesa dei privilegi». fonteE quali sarebbero, di grazia, i privilegi di cui avrebbero goduto i lavoratori tutti questi anni senza che nemmeno loro se ne accorgessero?
I ricchi, o i politici in questo caso, sono abituati così: pagando si ovviano i torti. E' così per i datori di lavoro sull'articolo 18, pago per non dover rispettare un diritto sancito da uno statuto ed è così anche per i tecnici, pago purchè rinunci alle tue prerogative.
E' questa idea di potersi comprare tutto che non  mi va giù.
Se il Ministro Fornero non si decide  a cambiare linguaggio finirà con il farmi odiare questa (forse) pseudo necessità di modificare l'articolo 18.

lunedì 12 marzo 2012

Camusso: sì a riforma del lavoro e Tav

Il segretario della Cgil Susanna Camusso parla chiaro: la riforma del lavoro non porterà un solo posto di lavoro in più, però bisogna farla. Chiaramente senza lo scalpo dell'articolo 18. E per quanto riguarda  la Tav, in un momento in cui ce n'è una drammatica necessità, rappresenta un investimento che crea occupazione. Queste, in sintesi, le posizioni della Cgil sui due temi più scottanti del momento.
Dunque, sulla Tav la Camusso non condivide la linea della Fiom, che ha invece sposato le ragioni dei no-Tav:
Cosa pensa della presenza dei No Tav nella manifestazione della FIOM?«Nessuna forma d'iniziativa legittima può prevaricare la vita degli altri e sconfinare nella violenza. Penso che la CGIL debba avere un giudizio netto. Del resto la nostra posizione favorevole alla Tav l'abbiamo espressa al congresso: il Paese ha un disperato bisogno di investimenti. Dopodiché sarebbe meglio avere regole su come si decide. E comunque va ricostruito il dialogo: è impensabile fare i lavori per anni con la valle contro». [fonte]



Intanto, però, all'orizzonte si profila una nuova spaccatura dei sindacati, proprio sull'argomento fondamentale.

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