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venerdì 12 settembre 2014

"11/9 La cospirazione impossibile": il libro del CICAP (gratuito)


L'11 settembre 2001 è un giorno che sarà ricordato per sempre. Al pari di altri eventi, che però non hanno avuto l'onore di così tanta pubblicistica, ha causato molte vittime ed è stato fin da subito occasione per il proliferare delle cosiddette teorie del complotto. Nonostante i numerosi rapporti di organismi indipendenti, non solo governativi, e l'impegno di tanti per cercare di comprendere lo svolgimento dei fatti, così come accade per molti fatti della nostra storia, si pensi per esempio allo sbarco sulla Luna o alle scie di condensazione degli aerei, vi è sempre una parte dell'opinione pubblica, alimentata in mala o buona fede, che non crede alla ricostruzione degli esperti e cerca spiegazioni alternative.

Nel 2007, per i tipi della Piemme, usciva questo libro collettivo dal titolo 11/9 La cospirazione impossibile, che vedeva la collaborazione di numerosi studiosi, tra cui molti esperti del CICAP, ad ognuno dei quali veniva affidata la ricostruzione di un aspetto particolare della vicenda. Era il tentativo di ricondurre allo stato dell'arte le conoscenze su quell'infausto evento, basato su dati oggettivi di organismi ufficiali ed esperti di vari settori, confrontando le affermazioni e controllando le prove, così da fornire un quadro, seppure suscettibile di aggiustamenti, quanto più possibile aderente al vero. 
Non sono sicuro che la lettura riuscirà a convincere gli scettici che credono al complotto, ma certamente è di conforto per chi dubita e per chi cerca   la verità. 
Una volta ritornato in possesso dei diritti il CICAP rende disponibile gratuitamente il libro. Chi volesse, può scaricarlo in pdf qui: 11/9 La cospirazione impossibile.







mercoledì 15 agosto 2012

Falle nei sistemi di sicurezza e teorie del complotto: riesce a violare l'aeroporto Kennedy di New York

Per tutti quelli che continuano a sostenere imperterriti che gli attentati  dell'11 settembre  non potevano essere attuati da un gruppuscolo con poche ore di lezioni di volo e a fronte dell'elevato sistema di sicurezza americano e di come, invece, sia stato possibile e sia possibile ancora oggi, che di quell'attentato siamo consapevoli, vi è questo episodio accaduto all'aeroporto Kennedy di New York. Dico una delle numerose riprove della difficoltà di prevedere e controllare tutto da parte dei sistemi di sicurezza, per sofisticati che siano.
Ne dà notizia il Corriere, con una breve descrizione dell'accaduto che è stato sì una violazione del sistema di sicurezza ma non era un tentativo di attentato. L'apparente banalità della vicenda, unita a un malfunzionamento o a un errore umano, oppure ancora a fatalità, ha permesso a una persona di arrivare fin sulla pista dell'aeroporto, con le conseguenze immaginabili se fosse stato animato da cattive intenzioni.
Daniel Casillo, 31 anni, di Howard Beach nel quartiere Queens, era in acqua con i suoi amici per una gara di jet-ski. Ad un certo punto, di sera, la moto del giovane è rimasta senza benzina e dopo aver mandato invano richieste di aiuto ha deciso di nuotare per circa cinque chilometri per raggiungere l'unico punto illuminato che vedeva in mezzo al mare, ossia la pista 4L del Jfk. Con indosso il giubbotto di salvataggio giallo, Casillo ha scavalcato una recinzione di circa due metri e mezzo e ha camminato lungo due piste prima d'essere avvistato dall'impiegato di una compagnia aerea. [...] La recinzione che ha scavalcato, senza essere minimamente notato, fa parte di un sistema di rilevazione di intrusi dell'aeroporto. 

domenica 11 settembre 2011

11 settembre: 2001-2011

L' 11 settembre 2001, alle ore 8,46 di New York, il primo aereo dirottato colpisce la Torre Nord del World Trade Center. Alle 9,03 un altro aereo dirottato colpisce la Torre Sud. Oltre alle torri gemelle fu attaccato anche il Pentagono mentre nell'ultimo aereo i passeggeri sopraffecero i dirottatori e l'aereo precipitò al suolo.
L'11 settembre è diventato una data storica. Segna l'inizio di un evento importante, che verrà ricordato per sempre, come l'inizio di una guerra. Purtroppo, questo tipo di guerra non termina molto facilmente. Lo si è intuito dal fatto che nemmeno l'uccisione di Osama bin Laden, capo di Al Qaeda, l'organizzazione terroristica responsabile degli attacchi dell'11 settembre, è stata sufficiente a decretarne la fine.
Oggi, 11 settembre 2011, cade il decennale di quei tragici eventi. Anche quello che è seguito a quegli attacchi fa parte, a pieno diritto, della serie di orrori: dalla guerra in Afghanistan a quella in Iraq, dai continui attacchi terroristici al Patriot Act.
Gli eventi accaduti in quella data sono stati oggetto di analisi e documentazioni forse più di ogni altro evento accaduto nella storia umana, almeno sulla rete. Solo sulla query september 11 Google rimanda 3 miliardi e 590 milioni di risultati.

Tra tutto quello pubblicato su internet, dai siti e documenti ufficiali alle iniziative di organizzazioni o di privati cittadini ho scelto qualche testimonianza. La speranza è quella che l'umanità ricordi, ma lo diciamo dopo ogni grande tragedia. Così penso che ricordare non faccia parte delle prerogative dell'umanità. Però dei singoli individui sicuramente fa parte.

The Sonic Memorial Project: un grande archivio audio delle testimonianze e delle storie del dopo 11 settembre. 





9/11 Ten Years Later: ho un po' di ritegno a usare il termine interattiva, ma così è. Una mappa interattiva della zona, con filmati che illustrano i momenti drammatici che seguirono i due schianti.





102 minuti che cambiarono l'America: una diretta mondiale con filmati amatoriali e professionali.


Vi segnalo, inoltre, sul blog di Annarita Ruberto, Scientificando, un articolo sull'11 settembre con un filmato degli attacchi ripreso dallo spazio, dalla Stazione Spaziale Internazionale e un filmato della Nasa: In ricordo dell'11 settembre 2001.

giovedì 25 agosto 2011

Aspettando l'11 settembre: time lapse del 9/11 Memorial Construction

Fra un po' ricorreranno i 10 anni dell'attentato alle torri gemelle, quella data divenuta ormai simbolica: 11/9. The Atlantic propone un filmato in time lapse della costruzione del 9/11 Memorial, le due enormi cascate d'acqua che sorgeranno là dove una volta erano le torri gemelle.


lunedì 2 maggio 2011

Il Presidente degli Stati Uniti annuncia: ucciso Bin Laden

Giustizia è fatta, dice Barak Obama, ma la nostra guerra non è contro l'Islam.
Per gli americani è una delle notizie più attese da quel 11 settembre. Il capo di Al Qaeda è stato ucciso in Pakistan, ad Abbottabad a pochi chilometri da Islamabad, insieme ad altri membri della famiglia tra cui anche un figlio. Dice il Presidente degli Stati Uniti
"Operazione durata mesi, ho ordinato oggi l'intervento quando abbiamo avuto abbastanza informazioni di intelligence. E' il risultato più importante nella nostra lotta ad Al Qaeda. La battaglia non è finita, rimaniamo vigili. Ma la nostra guerra non è contro l'islam"[1]
Ma , quant'è importante aver ucciso Osama Bin Laden? Può essere un colpo mortale inferto ai terroristi? E sono da attendersi ripercussioni e nuovi attentati? Per ora è un buon colpo per il Presidente Obama.







[1] Repubblica




venerdì 2 luglio 2010

I demoni del complotto

Quando sento qualche complottista mi prende subito il malumore. Il mondo che dipingono è orwelliano, e forse ancora peggiore di quello, è un mondo che c'è ma è nascosto, tanto è vero che chi poi lo denuncia viene etichettato come complottista, che è come dire poco meno che paranoico.
Per esempio l' 11 settembre. "Non penserete che sia stato Bin Laden?" ti dicono con un leggero tono di scherno, come chi la sa lunga e ti compatisce, per la tua ingenuità. "Non crederete che già non ci siano le auto alimentate a idrogeno? Non mi direte che l'avete bevuta la storia che non riescono a chiudere il pozzo nel golfo del Messico?" e così via. 
Ogni evento o fenomeno di grande rilevanza impone una spiegazione non banale: no, in effetti proprio non ci riescono a fermare il flusso di petrolio;  no, probabilmente la tecnologia non è abbastanza matura oppure non esistono sufficienti stazioni di servizio dove caricare l'idrogeno. Queste spiegazioni di buon senso che accampi sembrano, ai loro occhi, le affermazioni di un ingenuo, uno che crede a tutto quello che il potere ti dice, mentre il potere fa e pensa le cose più terribili. Non sembra nemmeno composto da persone minimamente umane, gente che non guarda in faccia a nessuno per i propri interessi. Il che, obiettivamente, può anche essere vero. Quello che succede in Nigeria, nei pozzi petroliferi che stanno devastando un ambiente e la gente che ci vive, quello che è successo nella guerra in Irak, con documentazioni televisive degli effetti delle bombe al fosforo, per non parlare di quello che è successo durante la seconda guerra mondiale, o di quello che è avvenuto e avviene nei regimi comunisti, o anche tutto quello che accade in giro per il mondo, con persone che si fanno esplodere per uccidere altri umani.In effetti, come direbbe quel tale, a pensare male si fa peccato ma di solito si indovina.
Perchè ci può essere uno come il terrorista kamikaze che agisce contro l'umanità senza nessuna remora e non ci può essere l'uomo di potere che fa altrettanto? Almeno come tipo psicologico?
E poi, come spiegare la ferocia dei campi di concentramento nazisti, per non parlare di tutti gli altri campi e eccidi avvenuti in tempi più recenti? Sembra, e forse è vero, non esserci un limite alla malvagità esprimibile da un umano, almeno per certe persone, e dunque,  teoricamente, è ipotizzabile pensare anche ai  politici come a individui senza scrupoli.
(continua)

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