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mercoledì 3 aprile 2013

Bersani: dopo il "no al governissimo e il disimpegno M5S" nessuna nuova proposta

Dopo il no al governissimo e il quasi no a nuove elezioni Bersani, in conferenza stampa di ieri, avanza un'altra proposta: un governo, chiaramente del Pd, con un programma limitato (forse i punti che sceglieranno i famosi saggi) e la raccolta a spaglio della fiducia in Parlamento. E' la proposta avanzata fin dall'inizio, andare allo sbaraglio in Parlamento e lì cercare di raccattare una maggioranza, non si sa quanto presente e quanto, eventualmente, durevole. 
Per quanto riguarda le possibili alleanze, Bersani rileva il "disimpegno conclamato del M5S" e la richiesta irricevibile del PdL, che sarebbe disponibile a raccogliere la proposta del Pd, purchè questa volta il Presidente della Repubblica sia scelto tra i moderati. Come si vede, la situazione è in pieno stallo.
Anche se, a quanto sembra,  questa della scelta del nuovo Capo dello Stato potrebbe essere l'unico ostacolo che impedisce la grande coalizione o governissimo, al quale Bersani dice, apparentemente, di no. Forse, se si troverà un accordo, anche indiretto, sul nome, seguirà un governo. Comunque, l'esecutivo appare rimandato a dopo elezione Capo dello Stato.

mercoledì 27 marzo 2013

Consultazioni: incontro tra Bersani e il M5S. Diretta streaming

L'incontro tra il Presidente del Consiglio incaricato Bersani e i capigruppo del M5S avviene in diretta streaming. Qualche malizioso ritiene che ciò possa avvenire più per esigenze di controllo da parte di Grillo che per quelle di trasparenza. Sta di fatto che non dispiace questa diretta streaming. A partire dalle 10:00.
E' disponibile su La Cosa e su La7.
Rettifico, sul canale Youtube della Camera e su La7.




sabato 23 marzo 2013

Da Bersani a Grillo: la buona politica emerge dall'egoismo o dall'abnegazione?

Non vi sorprenda sapere che ogni attività umana risente di quella cosa imponderabile che è il temperamento o il carattere individuale. A tal fatta che spesso noi preferiamo gettarci, per la nostra cocciutaggine, nel baratro piuttosto che darla vinta agli altri. La metto giù in maniera così informale solo perchè sia ben chiaro quello che intendo. E lo vedo avvenire così tante volte intorno a me, e ne sono vittima pure io come tutti gli altri, che il semplice fatto di averne contezza e di sapere che questo fattore ha un'influenza così forte sulle nostre vite, senza poter fare niente, mi manda in paranoia.
Tanto per fare qualche esempio, così ci capiamo meglio, se fossi nei panni di Bersani e avessi a cuore il bene del paese, così come ripete costantemente, non ci penserei un attimo a farmi da parte pur di ottenere il risultato finale, cioè il bene dell'Italia. 
Si dirà: allora, nei panni di Grillo che faresti? Perchè non indossi pure quelli e fai, anche da quella parte, un passo indietro (o di lato)?
Questa è una giusta osservazione. 

venerdì 22 marzo 2013

Governo: verso un mandato esplorativo a Bersani, atteso alle 17:00 in Quirinale

Oggi alle 17:00 Bersani dovrebbe salire al Colle, convocato da Napolitano. Lo riporta una nota del Quirinale
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha convocato per le ore 17.00 di oggi, al Palazzo del Quirinale, l'Onorevole Pierluigi Bersani.
Si va verso un mandato esplorativo al leader del centrosinistra, anche se le speranze di riuscire a portare a casa la fiducia sono scarse. Da una parte Berlusconi chiede la Presidenza della Repubblica, dall'altra, il M5S chiede attraverso Crimi, come riporta Repubblica, che "Bersani rinunci a rimborsi, poi parliamo" anche se poi aggiunge "Non lo farà mai. Nel caso lo facesse sarebbe il primo atto di un cambiamento vero, reale, provato. Faccia questo gesto e poi ne riparliamo".
In alternativa, sembra proprio che il M5S sia disponibile ad assumersi l'incarico di formare un governo. Quanto a un esecutivo guidato da una personalità come Zagrebelsky, ecco cosa risponde Crimi sul Fatto:
 “Bisogna capire chi porta Zagrebelsky, dove e come lo circonda – prosegue il capogruppo al Senato -. Il suo come quello di altri che vengono citati, è un nome assolutamente stimato e impeccabile, ma messo lì e circondato da questa politica e da questo Pd, non so fino a che punto sarebbe un cambiamento”
Video del conferimento dell'incarico a Bersani da parte del Presidente Napolitano, da Corriere Tv.


sabato 2 marzo 2013

Bersani: il piano per il paese con le otto proposte a Grillo

Ma non potevano pensarci prima? Esce su Repubblica un'intervista di Giannini a Bersani dopo il patatrac  elettorale, riassunta sul sito del PD: Il mio piano per governare
Sono le famose sette-otto proposte da presentare in Parlamento (a Grillo) e sulle quali costruire il governo. Ma prima occorre superare lo scoglio della fiducia.
Eppure, vi sono ancora due piccoli difetti: primo, otto proposte sono troppe, non troppe in senso assoluto, ma troppe per quella che potremmo definire una seconda campagna elettorale alla ricerca dei voti del Movimento 5 Stelle; secondo, non sono tutte chiare ed efficaci come un colpo di frusta. Comunque sono sempre meglio di quello che è passato nella prima campagna elettorale del centrosinistra.
  1. Interventi urgenti per occupazione e crescita
  2. Sblocco dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni alle imprese
  3. Dimezzamento numero parlamentari
  4. Taglio degli stipendi dei politici (retribuzione come quella dei sindaci)
  5. Regolamentazione di partiti e finanziamenti ai partiti
  6. Norme anti-corruzione
  7. Conflitto d'interesse
  8. Sviluppo sostenibile e protezione ambientale

sabato 8 dicembre 2012

E' iniziata la crisi di Governo: il PdL non sostiene più Monti

Quali sono le reali motivazioni dell'intervento di Alfano alla Camera nonchè della presa di posizione di quasi tutto il PdL contro il Governo Monti e il Pd?

Questioni elettorali. Non si capisce, infatti, questa esplosione critica quando mancano ormai due o tre mesi alla tornata elettorale e una chiusura anticipata della legislatura non porterebbe a un anticipo di elezioni. Dunque, questa forte presa di posizione contro Governo e Partito Democratico ha tutte le caratteristiche dell'inizio della campagna elettorale, specialmente dopo l'ultimo ritorno di Berlusconi quale candidato unico.
Serve a riavvicinare PdL e Lega in ottica anti-Monti e a riaccendere la campagna berlusconiana del pericolo comunista troncando questa grande, e inedita,  alleanza che sosteneva il Governo tecnico.
Un risultato comunque potrebbe essere stato ottenuto: se c'erano voluti 12 mesi per riconquistare un po' di fiducia internazionale al nostro paese c'è il rischio di riperderla tutta in pochi giorni.


lunedì 3 dicembre 2012

Primarie del centrosinistra: vince Bersani

Una prima differenza tra il discorso del vincente Bersani e del perdente Renzi è dato dalla quantità di parole usate e dall'inflessione prosodica dei due candidati. Non che questa differenza non fosse visibile anche prima, ma è notorio che le situazioni di stress o di calma interiore accentuano i nostri tratti.
Così Bersani fa un discorso pacato, scandisce lentamente le parole, quasi sillabandone alcune, a rimarcarne la fondamentale importanza,  più di quanto avesse fatto nel periodo pre-primarie. Invece Renzi è un fiume in piena, ripete mille volte le parole sconfitto/perso, che personalizza togliendo loro anche l'effetto distributivo del noi e focalizzandole sull'io, a rimarcare il fatto che la sconfitta è solo sua.

domenica 2 dicembre 2012

Primarie del centrosinistra: il ballottaggio del 2 dicembre. Diretta streaming dei risultati

Sulla Rai sia Rai2 che Rai3 hanno previsto degli speciali per il ballottaggio tra Bersani e Renzi per le primarie del centrosinistra. Per chi volesse seguire online l'andamento del ballottaggio ecco alcuni link disponibili.

Dalle 21:00 e fino alle 22:35 su Rai2 ci sarà uno Speciale TG2 Primarie centrosinistra;

su Rai3 invece, a partire dalle 23:30, e fino all'01:00 circa, ci sarà lo Speciale TG3 Ballottaggio centro sinistra;

anche La7 trasmette uno speciale del TG La7 a partire dalle 21:30, ma ancora non è dato sapere se sarà disponibile online. Diretta del Tg La7 disponibile qui.


Ovviamente anche il sito del Partito Democratico e quello di Primarie Italia bene comune seguiranno l'evolversi della situazione, con l'aggiornamento sull'andamento dei voti.




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giovedì 29 novembre 2012

Striscia la notizia e l'elettore che vota più volte alle primarie del centrosinistra

In due puntate consecutive andate in onda dopo le primarie del centrosinistra, Striscia la notizia, la trasmissione satirica  ideata da Antonio Ricci, mostra come sia stato possibile per un loro inviato votare tre volte in tre distinte sezioni elettorali. L'avventura dell'inviato viene ripresa con una videocamera nascosta che porta addosso e, come dice Greggio, per non influire sulle elezioni,  gli viene detto di votare sempre per il Gabibbo. In un'altra puntata invece, un elettore delle primarie dichiara che gli sono state consegnate tre schede elettorali e che lui ha votato quindi tre volte.




mercoledì 25 aprile 2012

Finanziamento pubblico partiti: Bersani dimezziamolo, Alfano eliminiamolo

Siccome è sempre bene ragionare, anche sulle proposte troppo allettanti, come si spiega l'atteggiamento così divergente dei due maggiori partiti sul finanziamento o rimborso pubblico ai partiti che dir si voglia?
Per il Pd è da dimezzare ma per il PdL è da eliminare o meglio, il partito lo rifiuterà, contando solo sulle iscrizioni.
Non si capisce se è una proposta una tantum o è la nuova linea del PdL sui rimborsi ai partiti, comunque è ben diversa da quella del Pd, che pure sembra far leva su un senso di responsabilità dei partiti.

La prima ipotesi che viene da fare, nonostante l'impegno di Alfano a mettere un tetto ai contributi volontari per non avere azionisti di riferimento, è che l'azionista di riferimento c'è e il tetto può essere aggirato facilmente finanziando a proprie spese il contributo altrui. La seconda ipotesi è la consapevolezza di poter contare su sostenitori più danarosi di quelli del Pd.
Seppure assai allettante, non vorrei  che la proposta Alfano concentrasse l'esistenza dei partiti nelle mani di chi può permettersi il maggior numero di iscrizioni pesanti (imprenditori).
Secondo aspetto, inderogabili due proposte del Pd: controllo dei bilanci da parte della Corte dei Conti e pubblicazione in chiaro su internet. 

Pena? Se la Corte dei Conti scoprisse  anomalie nel finanziamento dei partiti che dovrebbe accadere? Agirebbe solo la moral suasion dell'elettorato?
Al di là della forza dirompente di una proposta forte come quella del PdL, che può portare una certa percentuale di voti, come mai il Pd è su posizioni più caute? Di solito, organizzazioni così complesse come grandi partiti non fanno proposte alla cieca ma solo quelle che possono sopportare. Dunque la domanda è: l'azionariato popolare creerebbe una disparità di accesso politico ventilando possibili derive populiste? Oppure il Pd non rinuncia ai contributi pubblici perchè ha una struttura più macchinosa e pesante?


Tertium: è possibile un sistema misto, in cui alcuni partiti rinunciano e altri no?

domenica 15 aprile 2012

Bersani: no a tre rate Imu e no taglio rimborsi luglio

Potremmo chiamarlo mister no.
Quando Bersani dice che fare tre rate per il pagamento dell'Imu sconvolgerebbe i bilanci dei Comuni mettendoli a rischio default, tale da non riuscire a pagare gli stipendi [fonte Agi] e quando dice che alla tranche di finanziamenti pubblici ai partiti che arriverà a luglio, di quasi 100 milioni, lui non potrà rinunciare, perchè quei soldi il Pd li ha già spesi [fonte Il Fatto Quotidiano] mi sorge spontanea una domanda: qual è l'interesse primario di Bersani?

Io temo che Bersani non sarebbe un buon revisore della spesa pubblica. Per lui, i soldi dei Comuni servono sempre e solo a fornire servizi e pagare stipendi e i rimborsi ai partiti difendono la libertà di associazione politica.

Temo invece che parte dei soldi spesi dai Comuni e la maggior parte di quelli spesi dai partiti siano mal spesi. Troppe volte i soldi pubblici vengono usati dagli amministratori, che sono pur sempre uomini di una parte politica, per coltivare il proprio orticello, con assunzioni, erogazioni, patrocini, e così via. Peggio mi sento per quanto riguarda i partiti, veri e propri centri di potere che hanno perso moltissimo del loro portato ideologico e ideale e sono solo macchine da guerra elettorali.

Che idee nuove ci si può aspettare da chi mantiene questi reperti fossili del concetto di partito? Da chi difende a spada tratta i rimborsi elettorali? Pronto a difendere le spese, meno i cittadini. 
Inoltre, una volta tanto pensare anche a chi soffre una pesante crisi economica, in questo momento che spinge fino al suicidio, magari tagliando o riducendo quelle spese non troppo utili che gravano sui cittadini? 
Perchè non accettare una norma che prevede la rateizzazione, pesando di meno sulle finanze degli italiani, anche in considerazione dell'ipotesi Fassina di una maggior quota riservata ai Comuni? E perchè non gravare meno sulle spalle degli elettori, riducendo fortemente il rimborso?

Passi per i Comuni, anche se dovrebbero rivedere  certe spese ingiustificate, ma per i partiti bisognerebbe tornare al tempo in cui erano gli iscritti e i simpatizzanti che li mantenevano, non come adesso in cui  l'80-90% dei finanziamenti vengono dai soldi pubblici.



imagecredit it.electionsmeter.com

mercoledì 28 marzo 2012

Su legge elettorale e riforma Costituzione: intesa tra Alfano Bersani Casini

Dice che la legge elettorale non appassiona i cittadini. Non so se sia vero e se siano sufficienti i sondaggi al riguardo a dimostrarlo, sta di fatto che invece i cittadini dovrebbero essere interessati alla legge elettorale. E' chiaro che non è che di colpo, cambiandola, si risolvono tutti i problemi. Ma  la bacchetta magica in politica forse non esiste. Meglio accontentarsi di qualche piccolo miglioramento, sempre ammesso che non si tratti di peggioramento.
E infatti il think tank delle teste pensanti della nuova coalizione parlamentare che sorregge il Governo si è riunita nell'ufficio di Berlusconi noto come  Corea (guarda alle volte i nomi, che fosse un implicito omaggio al premier Monti dopo  il suo editto da Seul?). [fonte]
D'altra parte, il Presidente della Repubblica, che ormai è un protagonista a tutti gli effetti, immediatamente si compiace di questa riunione pensante. Ecco cosa comunica Napolitano:

"Aprezzamento per l'impegno a collaborare per avviare senza indugio un insieme di modifiche della Costituzione e la revisione della legge elettorale"


Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questo pomeriggio a Palazzo del Quirinale il Presidente del Senato, Renato Schifani.



Nel corso dell'incontro, il Capo dello Stato ha espresso il suo vivo apprezzamento per l'impegno manifestato dal PDL, dal PD e dal Terzo Polo a collaborare per avviare senza indugio - "incardinandole parallelamente" - un insieme di modifiche della Costituzione e la revisione della legge elettorale. 

Il Presidente Schifani ha dal canto suo prospettato concrete ipotesi di organizzazione a tal fine dei lavori del Senato.

sabato 17 marzo 2012

Incontro Monti, Alfano, Bersani, Casini. Gli accordi raggiunti: la fotografia su Twitter

imagecredit politicaesocieta.blogosfere.it
Speriamo che la cosa più interessante di questo summit tra Monti e i leader dei tre maggiori partiti non sia la famosissima fotografia postata su Twitter da Casini.
Intanto, tra i temi affrontati (o meglio, tra quelli che si potevano affrontare) c'è il lavoro. Scrivono nel comunicato del Governo
Il Presidente ha sottolineato la necessità di una riforma ad ampio raggio dei diversi aspetti del mercato del lavoro per la credibilità dell’impegno riformatore del Governo anche a livello internazionale e soprattutto per giungere ad un aumento dell’occupazione e della crescita.
Ora, l'Europa ci chiede tante cose che se uno dovesse  adeguarsi a tutte c'è il rischio che l'Italia diventi un paese serio. Nel mondo del lavoro così com'è strutturato oggi vi sono indubbiamente delle cose da modificare. Prima di tutto c'è la riduzione dell'enorme numero di tipologie contrattuali. In secondo luogo le misure generiche e specifiche per facilitare le assunzioni di donne e giovani. In terzo luogo la revisione degli ammortizzatori sociali, dei quali bisognerà capire se quanto danno (salario minimo garantito)  poi non tolgono raddoppiato da un'altra parte (cancellazione della cassa integrazione straordinaria). E infine il tema del licenziamento: gli imprenditori vogliono poter licenziare in caso di problemi economici, le cosiddette ristrutturazioni, e vogliono poter licenziare anche i dipendenti fannulloni. Lamentano, evidentemente, l'impossibilità di licenziare il dipendente svogliato che però non commetta violazioni gravi. Vi è sicuramente un  rischio di mobbing, cioè coercizioni e angherie sotto la minaccia del licenziamento. Per esempio, alla Ferrari, riferisce il Fatto, le lavoratrici sarebbero discriminate dal ricevere il bonus produttività in quanto soggette alla maternità. Se ci aggiungiamo una maggior facilità di licenziamento (fatto salvo, a parole, il licenziamento senza giusta causa), si capisce come la bilancia finirebbe con il pendere ancora di più dalla parte dell'imprenditore.

mercoledì 7 marzo 2012

Primarie: i candidati del Pd vincono 18 volte su 23

imagecredit it.electionsmeter.com
Ci tiene a precisare Bersani che in tutte le primarie fin qui disputate il candidato Pd ha vinto 18 volte su 23. Tra le vittorie più importanti cita
I candidati sostenuti dal PD hanno vinto ad Asti, a Lecce, a Monza a Piacenza, Oristano, L'Aquila, Parma, Verona, Alghero, Gorizia, Como. A Rieti ha vinto il candidato di SeL Simone Petrangeli con 53 voti di scarto sul candidato PD Simeoni. A Genova vittoria di Doria (indipendente).
E poi Palermo. Ora comunque la sfida importante è quella del 6-7 maggio e perciò tutti a sostenere il candidato che ha vinto le primarie. Del resto, se Ferrandelli fosse stato inviso al Pd perchè farlo partecipare? Che abbia raccolto, come afferma Orlando, i voti del centrodestra è un aspetto secondario: se non vi era certezza su di lui, perchè accettare la sfida? Le primarie non sono obbligatorie. Anche se, una volta cominciato, è difficile dire: no, qui non si fanno primarie.
Però, pur  nel riconoscere la vittoria di Ferrandelli, Bersani lancia qualche piccolo messaggio:
Le primarie - ha ribadito Bersani - sono un meccanismo che sicuramente favorisce il rapporto con i cittadini. Ma certo non risolvono i problemi politici. Se correzioni vanno fatte al meccanismo delle primarie - ha spiegato il leader PD - è per mettere la politica prima delle primarie, per decidere se e come. Non bisogna escludere che ci siano più candidati del Pd ma deve essere una situazione straordinaria.
Come dire che questa concorrenza interna tra Ferrandelli e Borsellino deve essere vista come una situazione straordinaria e non come l'ordinarietà. Ma avrà ragione?

sabato 5 novembre 2011

Manifestazione del Partito democratico a S. Giovanni: Ricostruzione. La diretta video

Per chi fosse interessato il Corriere propone la diretta della manifestazione del Partito Democratico in piazza S. Giovanni a Roma. Alle 16:00 previsto l'intervento del segretario Pierluigi Bersani. Cliccare sull'immagine per accedere alla diretta del Corriere.

Diretta terminata.
Qualche estratto dalla manifestazione su Repubblica e su Youdem Tv.

venerdì 6 maggio 2011

"Stiamo tutti bene"? editoriale di Travaglio ad Annozero

Ma quant'è difficile fare il politico! E quant'è difficile avere una linea! Non c'è l'ha il governo, ondivago, a seconda di quale vento soffia più forte: quello americano soffiato da Obama, o quello interno della Lega. E così l'opposizione, divisa su tutto. La realtà è che la politica non è diversa dalla vita. Come noi siamo bravi a confabulare, che sarebbe come dire arrampicarci sugli specchi, così sono maestri eccelsi i politici. 
Del resto, è così difficile essere coerenti, coerenti e politici poi...

martedì 16 novembre 2010

L'elenco della spesa di Bersani e Fini a Vieni via con me



E così, nonostante le polemiche  e i diktat, i famosi elenchi di Bersani e Fini sono andati in onda. Vediamo  cosa c'era dunque, dentro questi famosi elenchi.

Comincia Bersani
con quello che dovrebbe essere il cardine dell'azione politica e il modo di intendere i rapporti sociali e umani di quell'universo inquieto che va sotto il nome di centrosinistra.
"La sinistra è l'idea che se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli puoi fare davvero un mondo migliore per tutti". Ecco il principio cardine, forse un po' retorico, ma i buoni sentimenti lo sono sempre. Però questo principio fondante ribalta il punto di vista classico, quello aggressivo dei nostri mondi capitalistici.
In linea generale noi apparteniamo più alla parte dei deboli che a quella dei forti, nei confronti delle Istituzioni, nei confronti delle grandi aziende, eppure l'appartenere a questa classe non ci rende più consapevoli ma più agguerriti. Comprendere il nostro stato è il primo passo per cercare di cambiare ma è chiaro che è più facile essere egoisti e pensare a sè che aspettarsi il cambiamento dalla collaborazione.
"Nessuno può stare bene da solo. Stai bene se anche gli altri stanno un po' bene. Se pochi hanno troppo e troppi hanno poco l'economia non gira perché l'ingiustizia fa male all'economia". Velato messaggio ai tycoon dell'economia (e anche della politica)? L'attuale sistema di sviluppo del mondo occidentale è basato sull'individualismo. Ognuno intraprende un'attività solo per i benefici economici che porta, e a quel risultato conforma tutto il suo agire. Non è facile dire se è il sistema migliore per tenere unita una nazione. Noto che la Cina, pur non avendo un governo così democratico, alleggerisce le tensioni liberalizzando l'economia, e c'è chi pensa che questo sia il viatico migliore allo sviluppo delle caratteristiche politiche democratiche. Sta di fatto che forse il capitalismo non è l'unico sistema economico possibile. Un paese che abbia raggiunto la stabilità sociale  e democratica forse può permettersi il lusso di non avere più, come unico collante, un modello di sviluppo economico solamente capitalistico.
"Chi non paga le tasse mette le mani nelle tasche di chi è più povero di lui" 
"L'insegnante che insegue un ragazzo per tenerlo a scuola è l'eroe dei nostri tempi" 
"La condizione della donna è la misura della civiltà di un Paese" 
"Infine chi si ritiene di sinistra, chi si ritiene progressista deve tenere vivo il sogno di un mondo in pace"
Ecco, sommariamente, i punti essenziali dell'elenco di Bersani. Le idee contenute non sono nuove, ma questo non significa che siano superate. Vi è una obiettiva difficoltà a metterle in pratica, per l'innato egoismo che ci pervade e per il timore atavico di lasciare una condizione conosciuta, seppure sgradita e provarne una meno conosciuta, ma molto più desiderata. L'elenco completo in questa pagina di Repubblica.

Passiamo all'elenco di Fini.
Fini comincia con un tono patriottico. "Per la destra è bello, nonostante tutto, essere italiani". Un certo tono retorico su Patria e Nazione distingue da sempre la destra, ma non è detto che sia sempre un aspetto deteriore. Solo che spesso il patriottismo insorge come movimento di difesa, quando qualcuno critica la Patria. Come noto, le critiche non piacciono a nessuno, ma non è detto che siano sempre sbagliate. Fare fronte comune quando ti attaccano da fuori e avere un giudizio sempre negativo verso i propri connazionali sono i due  atteggiamenti classici dell'italiano. Forse si può cercare di modulare questo modo di vedere.
"[sono] meritevoli di apprezzamento le imprese e le famiglie che danno lavoro agli immigrati onesti, i cui figli domani saranno anch'essi cittadini italiani perché la patria non è più solo terra dei padri". Si dice spesso che la destra abbia un atteggiamento xenofobo, però bisogna distinguere, almeno in questi ultimi tempi, tra due destre. La destra leghista e quella "progressista". Molti rimproverano a Fini questo suo cambiamento, sia nei confronti degli stranieri che degli omosessuali, per esempio. Mi viene da creare un parallelismo tra le mutazioni del vecchio Partito Comunista e del vecchio Movimento Sociale. Non si può rimanere fossilizzati in atteggiamenti che risentono di tutto il loro carico storico. L'apertura verso i cambiamenti della società e l'allargamento dei diritti (e possibilmente il rispetto dei vecchi doveri) sono condizioni essenziali per non ripetere antichi errori di discriminazione. E questo Fini fa. 
"Destra vuol dire senso dello Stato e dell'etica pubblica". Il primo, come detto, fa parte del dna delle formazioni di destra, il secondo è forse una reazione agli avvenimenti "recenti", al degrado, anche se un certo degrado (vedi Tangentopoli) c'è sempre stato. Non so se oggi ci sia più degrado e meno senso etico o se è lo stesso della Prima Repubblica. Forse oggi, con maggiore indipendenza (e bisognerebbe vedere quanto in buona fede) la magistratura aggredisce i comportamenti illeciti, una volta rotto l'argine con Mani Pulite.
"La destra sa che senza autorevolezza e buon senso delle istituzioni [...] non c'è libertà ma anarchia, prevalenza dell'arroganza e furbizia"
"Lo Stato deve essere efficiente ma non invadente, spendere bene il denaro pubblico senza alimentare burocrazie e clientele"
"La destra vuole un paese in cui chi lavora di più, e meglio, viene pagato di più"
Ed ecco anche i punti essenziali dell'elenco di Fini. A un'occhiata superficiale potrebbe sembrare che questo elenco contenga punti in contrasto con il suo recente passato e che anzi siano nati come conseguenza di quelle frequentazioni. Come accennato, non si può mai dire dove comincia una maturazione personale o dove finisce l'acredine verso gli amici passati. Sta di fatto che queste non sono parole vuote, sotto punti di vista condivisibili. 
L'elenco completo in questa pagina di Repubblica.

Nessuno dei due però ha posto l'accento su un fatto forse essenziale per riguadagnare la fiducia popolare nelle Istituzioni, al di là delle appartenenze di partito.Come dice Grillo: togliamo i soldi dalla politica. Riduciamo sprechi e privilegi, riconquistiamo la semplice passione politica. Lo so che, dopo un certo tempo, le passioni pure cedono il posto agli interessi impuri, però è già troppo tempo che stiamo in questa "impurità", è ora di ricominciare il ciclo.







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