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sabato 25 agosto 2012

Breivik: i norvegesi approvano il verdetto della giuria

"Solo il 4% dei norvegesi non è d'accordo con la corte che ha giudicato Breivik sano di mente, mentre l'85% ritiene che lo sia e che deve scontare la sua pena in carcere", così sul Norway Post.
Per il precedente Ministro della Giustizia questa sentenza è una pietra miliare e un primo passo verso il carcere a vita: "Questa è la sentenza più rigorosa che si poteva avere, in un certo senso questo cambia la nostra pratica legale in meglio".
Anche il vicepresidente del Comitato Permanente sulla Giustizia pensa che la sentenza contribuirà a far sì che Breivik non esca più di prigione. Nonostante il massimo della pena previsto dal codice penale norvegese sia 21 anni, sono in molti a pensare che l'assassino di Utoya debba rimanere in carcere a vita.
Anche il Primo Ministro norvegese Stoltenberg ha avuto parole di elogio per i giudici e per i norvegesi:"La corte ha superato il test gestendo il caso con cura e in maniera organizzata" e a proposito del popolo norvegese ha detto che ha affrontato l'evento con una dignità che incute rispetto.
C'è da osservare, comunque, che la condanna a 21 anni può essere prolungata, ogni volta, di 5 anni, se si ritiene il soggetto ancora pericoloso per la società. 



imagecredit bbc.co.uk

martedì 5 giugno 2012

Durante il processo a Breivik un giudice gioca al solitario

Non vorrei dire tutto il mondo è paese ma mi sembra di aver visto qualche politico nostrano fare altrettanto. A volte serve per ri-concentrarsi...

lunedì 16 aprile 2012

Oslo: l'ingresso di Breivik in aula

E' l'autore di 77 omicidi e, pazzo o savio che sia, a seconda delle perizie, forse è bene che non esca tanto presto dal carcere. Intanto, si esibisce in un saluto nazista e nel  non riconoscere la corte. Invoca la legittima difesa.
Un'osservazione a margine è l'estremo senso di correttezza che si respira nei tribunali norvegesi.

martedì 2 agosto 2011

Gli eroi di Utoya: la lettera di un ragazzo scampato al massacro di Breivik


Ecco la lettera di uno degli  eroi di Utoya. E' un ragazzo di 16 anni, si chiama  Ivar Benjamin Oesteboe  ed è uno di quelli scampati al massacro di Breivik. Ne pubblica una versione inglese The Sidney Morning Herald, sull'originale pubblicato dal sito norvegese Dagbladet.



 "You describe yourself as a hero, as a knight. You are no hero," Ivar Benjamin Oesteboe, who lost five friends in the shootings, said in the letter addressed: "Dear Anders Behring Breivik."

"But one thing is certain, you have created heroes. On Utoya on that warm July day, you created some of the greatest heroes the world has seen, you united the people of the world," the teenager wrote.

"We are not responding to evil with evil as you wanted. We are fighting evil with good. And we are winning.
"Maybe you think you've won. Maybe you think you've destroyed the Labour Party and people around the world who stand for a multicultural society by killing my friends and fellow party members.
"Know that you failed," said the letter posted on Facebook and published yesterday in Norway's Dagbladet newspaper.
On July 22, the day of the attacks, Ivar hid with others on the island's shore when he heard the first gunshots. They thought Breivik, who was dressed in a police uniform, was there to help them.
"We called out to him, waving our arms. He was there, trying to reassure those around him. All of a sudden, without batting an eye, he turned around and started shooting at people in the water," he said.
The young man survived by running towards police who arrived on the island at 6.25pm, about 80 minutes after the shooting rampage started.
"You have united us ... You have killed my friends, but you have not killed our cause, our opinion, our right to express ourselves. Muslim women have been hugged by Norwegian women in the street in sympathy ... Your act has worked against its purpose. We have created a community," he told his attacker.
"You deserve to hear how your plan worked. A lot of people are angry, you are Norway's most hated man. I am not mad. I am not afraid of you. You can't get to us, we are bigger than you."



". Ti descrivi come un eroe, come un cavaliere Tu non sei un eroe,Ivar Benjamin Oesteboe, che ha perso cinque amici nella sparatoria, ha detto nella lettera indirizzata"Caro Anders Behring Breivik"."Ma una cosa è certahai creato degli eroi. A Utoya, in quel giorno di un caldo mese di luglio, hai creato alcuni dei più grandi eroi che si siano visti al mondo, hai  unito tutti i popoli del mondo". "Non risponderemo al male con il male, come  voleviStiamo combattendo il male con il bene. stiamo vincendo."Forse  pensi di aver vinto. Forse, uccidendo i miei amici e colleghi di partito, pensi di aver distrutto il partito laburista e la gente di tutto il mondo che lotta per una società multiculturale ."Sappi che non ci sei riuscito", così diceva la lettera pubblicata su Facebook e pubblicata ieri sul quotidiano norvegese Dagbladet.Il 22 luglioil giorno degli attacchi, Ivar si era nascosto con gli altri sulla spiaggia dell'isola, quando aveva sentito i primi spari. Pensavano che Breivik, che era vestito con una divisa della polizia, fosse lì per aiutarli."L'abbiamo chiamato, agitando le bracciaEra lì, cercando di rassicurare coloro che lo circondavano.Tutto ad un trattosenza batter cigliosi è voltato e ha iniziato a sparare alla gente in acqua," .Il giovane è sopravvissuto correndo verso la  polizia  arrivata ​​sull'isola alle 18:25circa 80 minuti dopo l'inizio del massacro."Tu ci hai uniti ... Hai ucciso i miei amici, ma non hai ucciso la nostra causail nostro pensieroil nostro diritto di esprimerci. In strada, le donne musulmane sono state abbracciate dalle donne norvegesi, in segno di solidarietà ... Il tuo gesto  ha sortito l'effetto contrarioAbbiamo creato una comunità ", ha detto al suo aggressore."Meriti di sapere come il tuo piano ha funzionato. Un sacco di gente è arrabbiata, sei l'uomo più odiato della Norvegia. Io non sono pazzoIo non ho paura di te. Non puoi arrivare a noi, siamo più grandi di te".

giovedì 28 luglio 2011

Le parole del male: Breivik e la Dichiarazione di indipendenza europea

Su Liberation hanno analizzato con wordle le 1500 pagine di deliri di Breivik (2083, una dichiarazione di indipendenza europea ), alla ricerca delle parole e dei temi dominanti. Ne è uscita fuori questo, in immagine e in video. Europeo, islamico, Europa, musulmano, islam, cristiano, politico, occidente, sono alcuni dei termini più usati.



mercoledì 27 luglio 2011

Breivik: sorpreso di non essere stato ucciso prima della strage di Utoya (Oslo)

conferenza stampa dell'avvocato di Breivik
Così riporta un articolo del Guardian: Anders Breivik si è detto sorpreso di non essere stato ucciso o comunque fermato dopo l'esplosione dell'automezzo nel centro di Oslo.
Si aspettava di essere ucciso lungo il tragitto che l'avrebbe portato a Utoya, per compiere la strage.
Geir Lippestad, l'avvocato di Breivik, riferisce che il suo cliente
"He was a little surprised he succeeded – in his mind succeeded,""He was expecting to be stopped earlier by the police or someone else during the actual day. He was surprised that he reached the island."He thought he would be killed after the bombing, after the action in the island, and he also thought he would be killed at the trial. He believes someone will kill him."
è rimasto sorpreso di aver avuto successo nella sua operazione. Pensava che la polizia l'avrebbe fermato dopo l'attentato.
Tra i tanti deliri usciti dalla bocca e dalla mente di questo pazzoide, ce n'è uno che, purtroppo, potrebbe rivelarsi tragicamente veritiero (e qualche anticipazione c'è stata pure in questi giorni in Italia)
"He believes this is the start of a war that will go on for 60 years," 
Egli crede che questo è solo l'inizio di una guerra che durerà per 60 anni.  Anche ad essere molto ottimisti, sembrerebbe di poter dire che, nonostante episodi come l'olocausto, i genocidi, e via dicendo, perpetrati da folli che riuscirono a convincere troppa gente con le loro malsane idee, e nonostante il fatto che tutto quello che sta succedendo noi l'abbiamo già visto, certi individui continueranno a comportarsi come se mai niente fosse accaduto, odiando chi è diverso da loro, chi non rispetta i loro standard, chi si discosta dall'ideale che ricercano.  

Alle parole di sorpresa di Breivik si aggiungono, comprensibilmente (vedi Strage di Utoya: perchè i soccorsi sono arrivati così tardi?) le pressioni sulla polizia, accusata di aver impiegato più di un'ora per raggiungere Utoya.
A queste critiche, Johan Friedrikson, capo della polizia di Oslo, risponde
 it had taken police 47 minutes once they were notified to get counter-terrorism officers to the island and another two minutes on the island until Breivik surrendered.
La polizia ha impiegato 47 minuti per arrivare sull'isola e due minuti per arrestare Breivik, ribadendo

"I can't see how this could have gone any faster. We would do it the same way if we had the same situation again," he said.
Non so come avremmo potuto fare più in fretta. Se capitasse di nuovo rifaremmo le stesse cose. Però, secondo l'articolista del Guardian, sarebbe emerso che il pilota dell'elicottero più vicino era in ferie, impedendone l'utilizzo. Altre testimonianze raccolte tra parenti dei ragazzi sull'isola e gente del luogo, raccontano che ai ragazzi fu detto
  to stay off the line because authorities were dealing with the earlier Oslo bombing.
Gli fu detto di stare fuori tiro perchè erano tutti impegnati con l'esplosione di Oslo. Anche i servizi di intelligence sono sotto pressione. Breivik era già sotto osservazione dopo l'enorme quantitativo di concime chimico acquistato, ma non è stato fatto niente per scoprire cosa c'era dietro. Come spesso succede, siamo completamente impreparati alle evenienze inaspettate, anche se prevedibili.

lunedì 25 luglio 2011

Breivik, il mostro di Oslo e il razzismo nel mondo

Dietro il mostro di Oslo, a volte a nostra insaputa, si nasconde un mondo di odio razziale di inaspettata dimensione. Non so se esiste una mappa mondiale del razzismo so che ne esiste una dell'odio, che riguarda gli Stati Uniti. L'ha preparata il Southern Poverty Law Center (SPLC). Ecco la Mappa dell'odio degli U.S. Se cliccate sull'immagine e poi selezionate uno Stato vedrete la lista delle associazioni che promuovono l'odio razziale.


Nella lista di organizzazioni che diffondono l'odio, che l'associazione SPLC  ha preparato, figurano anche (tratta da Wikipedia)


  •  186 diversi gruppi del Klu Klux Klan (con 52 siti internet)
  •  196 gruppi neo-Nazisti (con 89 siti internet)
  •  111 gruppi di Nazionalisti bianchi (con 190 siti internet)
  •  98  gruppi Potere bianco skinhead (con 25 siti internet)
  •  39 gruppi Identità Cristiana (con 37 siti internet)
  •  93 gruppi neo-Confederati (con 25 siti internet)
  •  113 gruppi Separatisti neri (con 40 siti internet)
  •  159 gruppi Movimento patriottico 
  •  90 gruppi generici divisi in anti-gay, anti-immigrati, negazionisti dell'Olocausto e così via (con 172 siti internet)
In mezzo a tutte queste organizzazioni dell'odio vi sono gli anti-islamici o islamofobici, ai quali sembrerebbe appartenere anche il mostro di Oslo. L'islamofobia o anti-islamismo è un pregiudizio nei confronti di tutto il mondo islamico. Si ritiene che possa datare fin dalla fine degli anni 80 del secolo scorso (K. Annan 2004) ma è senz'altro esplosa dopo l'11 settembre.
Da un rapporto preparato dalla British Runnymede Trust, vi sono 8 fattori che contribuiscono ad alimentare l'islamofobia
  • L'Islam è visto come un blocco monolitico, statico, che non risponde al cambiamento.
  • E'  visto come una cosa separata, come "altro". Non ha valori in comune con le altre culture, non è influenzato da loro e non li influenza.
  • E' visto come inferiore all'Occidente, come barbaro, irrazionale, primitivo, e sessista.
  • E' visto come violento, aggressivo, minaccioso, di sostegno del terrorismo, e impegnato in uno scontro di civiltà.
  • E' visto come una ideologia politica, usata per scopi politici o militari.
  • Le critiche dei musulmani all'Occidente sono immediatamente rifiutate.
  • L'ostilità verso l'Islam è usata per giustificare pratiche discriminatorie nei confronti dei musulmani e la loro esclusione dalla società.
  • L'ostilità anti-islamica è vista come naturale e normale.
Anche The Atlantic prepara un'altra mappa, sempre sulla situazione americana, riguardo alla Geografia dell'odio, che segnala ad una prima occhiata la disposizione dei gruppi che fomentano l'odio razziale


Il quadro che ne viene fuori è quello, desolante, del proliferare di gruppi dediti all'odio, incuranti delle esperienze del passato e dei progressi della convivenza tra diverse etnie. Ma, come noto, spesso il passato non insegna a migliorarsi ma a peggiorarsi.


Breivik il mostro di Oslo: in teoria rischia solo 21 anni di carcere

photo the telegraph
Sembra che il massimo della pena in Norvegia che, ricordiamo, non contempla la pena di morte, sia di 21 anni, qualsiasi delitto tu abbia commesso, compresa la strage. Inoltre, la legge norvegese prevede che il delitto di strage sia deciso come reato a sè, cumulativo, e che quindi Breivik non possa essere condannato per i 93 omicidi che, singolarmente, porterebbero la pena vicino a 2000 anni.
A dirlo è Staale Eskeland professore di diritto penale ad Oslo, sul Telegraph.
La pena di 21 anni però, a giudizio della Corte, può essere rinnovata di 5 anni al suo scadere, se si rilevano rischi di ripetizione del reato. Teoricamente può essere rinnovata di 5 anni in 5 anni fino a diventare un vero e proprio ergastolo.

E' in discussione, nel parlamento norvegese, l'innalzamento della pena fino a 30 anni, per reati di terrorismo, ma nei confronti di Breivik non può essere adottata perchè non è stata ancora approvata.

Con tutto il rispetto per la civilissima Norvegia, ritengo che sarebbe un affronto imperdonabile alle vittime innocenti se il mostro Breivik uscisse di galera prima di essere cadavere. Nonostante la pena non restituisca mai le vittime pure, il nostro senso di giustizia, per quanto insufficientemente rappresentato dalla condanna, ha necessità di sapere che i colpevoli stanno scontando la meritata pena che, nel caso di Breivik, non può che essere l'ergastolo.

domenica 24 luglio 2011

Strage di Utoya (Oslo): perchè i soccorsi sono arrivati così in ritardo?

E' normale che nell'imminenza dei fatti la ricostruzione, da parte di chi non ha vissuto gli eventi, non sia affidabile. Le voci si sovrappongono, le trascrizioni delle testimonianze sono imprecise. Soprattutto se manca una versione ufficiale. Non si sa esattamente per quanto tempo Breivik, il folle assassino, ha sparato sui ragazzi, prima dell'intervento delle forze dell'ordine. Una fonte parla di due ore (Guardian)
The killer began just after 5pm; it was two hours before 32-year-old Anders Behring Breivik, wearing the uniform of a police officer and protective earplugs against his own deafening gunshots, apparently ran out of ammunition and was arrested by police Swat teams sent from Oslo.
Un articolo di oggi, su Repubblica, parla di un'ora
Sembra un paradiso terrestere Utoya, con i suoi pini che scendono fino all'acqua, le macchie di roccia e qualche striscia di sabbia, è bella anche sotto la pioggia battente e il cielo sempre più nero, un'oasi baciata dalla natura che solo la lucida follia di un pluriomicida ha potuto trasformare nel giro di un'ora nell'isola della morte.
Comunque, un'ora o due, mi sembra un tempo interminabile. Come mai i soccorsi non sono arrivati prima? E' vero che c'era stata l'esplosione, forse organizzata apposta per creare confusione, ma non può essere stato solo quello.
Le testimonianze dei sopravvissuti cominciano con Adrian Pacon, uno degli organizzatori del campo
"It was about 5pm. We had heard about the bomb in Oslo and had been gathering to discuss it, because of course some people had families in Oslo and were worried
Una della possibili cause potrebbe essere l'eccessivo numero di telefonate al pronto intervento della polizia. Sempre Pacon dice 
"I tried to call the police [on my mobile], but so did 200 others, so the system went down. I lay down and acted as if I were dead.
Però è anche vero che sull'isola vi erano 600 persone, le quali, a quanto riportano i giornali, hanno avuto il tempo di pubblicare dei commenti sulle loro pagine di Facebook e Twitter, nonchè di inviare sms ai parenti. Perché allora non chiedere di avvisare immediatamente la polizia? 
 Prableen Kaur, the Oslo deputy leader of AUF, the Labour party youth wing, was chatting with friends when she heard the first shots. "Everyone was texting all around me. I texted my mum and dad to say I loved them. My mum rang and was crying. I cannot describe the fear."
Prableen Kaur, una delle leader del partito Laburista, stava chattando quando ha sentito i primi spari. Ha subito inviato un sms alla madre che l'ha richiamata. Perchè non chiedere subito l'intervento della polizia (sempre ammesso che non l'abbia fatto)?
Un'altra testimonianza del ritardo (ripeto, ancora non imputabile esattamente a qualcuno) della polizia è quella di Hana Barzingi
In the confusion she was able to throw herself into the lake, hiding between bodies. She was lying in the water for two hours before she heard the police helicopters above and knew help was on its way and was pulled from the water by two local men in a boat.


C'erano circa 600 ragazzi sull'isola, tra i 14 e i 25 anni. Un testimone afferma che Breivik sparava a singolo colpo, con calma. Un intervento tempestivo della polizia forse avrebbe evitato che la strage assumesse queste tragiche dimensioni. Forse ora non ha più importanza comprendere le cause di questo ritardo. O forse lo ha. E forse ha importanza se è dipeso da cause dovute alle abitudini dei giovani, così tempestivi a pubblicare sui social ma forse meno pronti a fare subito le cose più importanti. O forse, l'ora di tempo trascorso è il tempo minimo di intervento, considerato tutto quello che stava succedendo.
Ripeto: secondo me non è pura questione accademica. Comprendere anche i motivi del ritardo, se ritardo c'è stato, è un modo di rendere onore alle vittime innocenti. Come anche l'aumento della sorveglianza dei vari social, sui quali questi pazzi non hanno reticenza a scrivere. Perchè nessuno ne ha compreso la tragica portata? Sono disposto ad una più ampia ingerenza della polizia, se serve ad evitare queste stragi. Perchè, purtroppo, una delle conseguenze di queste tragedie, non quella più grave ma comunque importante, è quella di non imparare niente dagli errori, sempre che vi siano stati.


Un aggiornamento qui.

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