Visualizzazione post con etichetta burocrazia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta burocrazia. Mostra tutti i post

mercoledì 11 giugno 2014

Italia: sempre più tasse e sempre più burocrazia

Nella sua relazione annuale del 10 giugno 2014 Confartigianato ha dato alcuni numeri riguardo al tema sempre scottante di burocrazia e fisco. Una volta di più  si verifica come le promesse (dei politici) non vadano mai d'accordo con i fatti: dal 2008 al 2014 
629 norme fiscali, di cui 389 introducono nuovi adempimenti per le imprese: quindi quasi 2 nuove norme fiscali su 3 aumentano i costi burocratici per le imprese. In pratica, in 6 anni il fisco si è complicato alla velocità di 1 nuova norma alla settimana.
Questo porta l'Italia ad avere una pressione fiscale del 43,9% pari a 25,7 miliardi più della media dell'eurozona. E non è finita: per la sola burocrazia le imprese italiane pagano quasi 31 miliardi, il 2% del PIL. Tutto questo, insieme alla corruzione, ci porta ad essere 23esimi su 28 paesi UE e 65esimi su 189 paesi del mondo nel doing business, cioè nel fare impresa.
A questo ci devi aggiungere la lentezza dei processi civili, aggravata dalla farraginosità della legislazione: 
la durata media dei processi civili legati ad inadempienza contrattuale è di 1.185 giorni, ben 641 giorni in più rispetto alla media europea, un gap che colloca il nostro Paese al 2° posto dietro solo alla Grecia. I tempi lunghi della giustizia civile provocano maggiori costi per le imprese che ammontano a 1.032 milioni di euro.
Queste e altre poco rassicuranti notizie sono incluse nella relazione dell'Ufficio Studi  di Confartigianato, presentata all'Assemblea Nazionale. Per chi volesse leggersi la relazione del Presidente di Confartigianato e il comunicato stampa su burocrazia e tasse, fare riferimento al sito di Confartigianato.
Con queste premesse è possibile credere ancora alle promesse di questa classe politica?

image credit beppegrillo.it

venerdì 17 maggio 2013

Se un segretario generale guadagna il triplo del Capo dello Stato: l'Italia e la burocrazia

Spesso mi chiedo come è stato possibile che si sia arrivati a questo punto. Il punto è quello riassunto (fatta salva la veridicità dei dati), per l'ennesima volta, oggi da Stella sul Corriere in questo titolo e incipit: Politici mediocri, burocrati arroganti.
"Non c'è Paese al mondo dove un segretario generale del Senato in pensione guadagni con l'aggiunta della prebenda di consigliere di Stato quasi il triplo del capo dello Stato [grassetto mio]. Solo in Italia succede. È l'effetto del patto sventurato che lega da decenni una classe politica per sua stessa ammissione sempre più mediocre e una struttura burocratica resa arrogante proprio dalla inferiorità del ceto dirigente." 
(Per la cronaca, fonte internet, lo stipendio del Capo dello Stato dovrebbe essere di circa 230 mila euro lordi l'anno). Ed è ancora il punto sollevato a suo tempo da Gabanelli e Iovine, che parlano di stipendi dei dirigenti pubblici, oltre che spropositati, anche percepiti per funzioni non svolte, o quello evidenziato dal rapporto IREF che sottolinea il grave handicap rappresentato per l'economia dal freno burocratico. Si potrebbe continuare a lungo per finire sempre alla stessa conclusione, che è poi quella di Stella: una classe politica imbelle che ha fatto crescere una casta burocratica abnorme che soffoca lo Stato (già lo diceva, a suo tempo, Max Weber, e noi siamo proprio un esperimento sociologico sul campo):
L'ha scritto Max Weber: «Ogni burocrazia si adopera per rafforzare la superiorità della sua posizione mantenendo segrete le sue informazioni e le sue intenzioni». [Corriere cit.]

sabato 5 maggio 2012

Italia: burocrazia vero freno della crescita

Un rapporto recentemente pubblicato dall'IREF (Istituto di Ricerche Educative e Formative) preparato per il 24° Congresso Nazionale delle Acli, riporta alcuni dati interessanti. Per la verità erano già circolati ma vale la pena ribadirli, tanto per comprendere quali siano i probabili freni della crescita, la risoluzione di alcuni dei quali potrebbe pure essere a costo zero. Si osservi questa tabella:


E' tratta dai dati della Banca Mondiale e dimostra come probabilmente siano altri gli impedimenti agli investimenti stranieri, non (solo) l'articolo 18: difficoltà nell'aprire un'impresa, nell'allacciare l'elettricità, nel far rispettare i contratti, nell'ottenere credito, nel pagamento delle tasse e così via. L'Italia è 30 esima tra gli Stati Oecd (Ocse) come Indice di facilità di fare impresa. Ricordo, en passant, che dell'Oecd fanno parte 34 Stati [fonte].

Il rapporto dell'IREF è disponibile sul sito dell'Acli.



imagecredit acli.it, iref

giovedì 12 gennaio 2012

Alcune liberalizzazioni veramente necessarie

Sono d'accordo con quello che scrive Massimo Giardina su Tempi. Le liberalizzazioni più importanti, senza delle quali anche quelle che ha in mente di fare il Governo sarebbero inefficaci, sono quelle riguardanti le infrastrutture fiscali, burocratiche e della giustizia, la cui inefficienza  scoraggia gli investimenti stranieri e anche quelli interni.
Aggiungiamoci anche un mercato del lavoro ingessato e sbilanciato e il quadro è completo.
In questo caso, ovviamente, si gioca sull'assonanza: non si tratta di liberalizzare ma di liberare chi vuole intraprendere un'attività da tutti quegli adempimenti che fanno del nostro paese uno dei meno appetibili al mondo in fatto di investimenti economici. Dati World Bank alla mano, siamo 87esimi su 189 nazioni,   quanto ad appeal agli investimenti stranieri. Se ci aggiungi che siamo tra i paesi a più alta tassazione, specialmente sul lavoro (134esimi su 189) e che occorrono fino a 258 giorni per aprire un'attività produttiva  e che solo dopo 30 giorni (negli altri paesi invece da subito) che hai fatto richiesta della partita iva puoi iniziare l'attività, si capisce bene come sia quasi un mezzo miracolo che, nonostante tutto, esista un qualche tipo di attività economica.
Non è solo il miraggio del basso costo della manodopera ad attirare i capitali stranieri altrimenti, come nota Giardina, l'Africa ne attirerebbe a frotte. Vi è da considerare un insieme di fattori: costo della manodopera, infrastrutture, apparato burocratico, imposizione fiscale, risoluzione dei contenziosi, pagamenti della pubblica amministrazione e così via.
E' forse la vera e principale liberazione che aspetta il mondo economico e delle imprese per riprendere l'agognata crescita ed essendo  in gran parte  una questione riguardante gli apparati dello Stato, virtualmente  modificabile senza problemi purchè si sia in presenza della volontà di farlo.

lunedì 24 gennaio 2011

Quanto costa la burocrazia fiscale in Italia?

burocrazia fiscale
Un recente comunicato stampa di Contribuenti.it intitolato La burocrazia costa 21,1 mld l'anno, è l'occasione per ragionare su quanto ci costa questo mastodonte burocratico, nella fattispecie quello fiscale, quello cioè che si occupa della gestione della raccolta delle tasse delle imprese.
Le imprese, quest'anno, dovranno pagare 21,1 miliardi di euro di "tassa occulta", come la definiscono quelli di contribuenti.it, dovuta alla stessa massa burocratica impegnata nella riscossione e gestione dell'armamentario di tasse che colpisce i possessori di partita Iva. 
Rispetto al 2010 c'è stato chiaramente un aumento: di 3,8 miliardi. In media, si tratta di quattro volte quello che pagano in Europa paesi come Francia, Germania o Gran Bretagna.
Le voci coinvolte nella spesa generale sono le seguenti

  •  compilazione dichiarazione dei redditi
  •  dichiarazione IVA
  • sostituti d'imposta
  • studi di settore
  • redditometro
  • spesometro
  • software fiscali
  • contabilità
  • trasmissione telematica
  • gestione crediti fiscali
  • istanze di autotutela
  • contenzioso tributario
  • adempimenti privacy
  • antiriciclaggio
  • formazione personale
  • adempimenti contabili e fiscali
burocrazia napoleonica fonte numistoria
Questa è la bella lista, incompleta, degli adempimenti, obblighi, compilazioni e via dicendo cui sono sottoposte piccole, medie e grandi aziende, con, ciliegina sulla torta, una relazione inversa tra dimensione e carico burocratico: quanto più  piccola è l'azienda tanto più alta la percentuale che incide. Per esempio, per aziende con meno di 5 dipendenti, l'incidenza è del 10,1% del fatturato, mentre per aziende sopra i 250 dipendenti si tratta dell'8,5% del fatturato. Certo, l'ammontare sarà chiaramente diverso perchè notevolmente differente è il fatturato. Sta di fatto che, rispetto a paesi come Germania, Francia o Svezia, per citarne solo alcuni, noi paghiamo moltissimo in più: 5.979 euro all'anno gli italiani, 860 gli svedesi.
Anche il numero degli adempimenti, sempre secondo contribuenti.it è inversamente proporzionale alla dimensione aziendale: 
  • 11,4 adempimenti per addetto per le microimprese 
  • 7,6 per le piccole imprese
  • 4,3 per le medie imprese
Non solo. Il tempo impiegato (contribuenti.it usa il termine "perso") per questi adempimenti è pari a
  • 114 ore, pari a 14 giornate lavorative, per addetto,  per quanto riguarda le microimprese
  • 89 ore, pari a 11 giornate, per addetto, per le piccole imprese
  • 81 ore, pari a 10 giornate, per addetto, per le medie imprese
Sottolineo che si tratta di statistiche per addetto, da moltiplicare cioè per il numero di persone che lavorano in un'impresa.
Un recente articolo dell'Ansa, Italiani vessati da burocrazia fiscale -tre adempimenti al giorno- non è meno caustico.
Tra i paesi OCSE siamo al terzo posto come pressione fiscale (43,5% nel 2009) dietro Danimarca e Svezia, però per quanto riguarda la burocrazia siamo al primo posto.
  • 694 sono gli adempimenti fiscali che attendono le imprese in questo 2011, secondo un'analisi di Confesercenti
  • 285 le ore impiegate in media dalle aziende per gli adempimenti fiscali, il doppio di Francia e Olanda, 60 ore in più della media europea
  • 16  pagine, solo  per elencare tutte le scadenze
  • 45 adempimenti in un giorno solo: il 16 luglio (più o meno in concomitanza con la presa della Bastiglia)
Ma non si parlava da sempre di semplificare? e anche di ridurre (l'imposizione)?







LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...