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venerdì 17 maggio 2013

Se un segretario generale guadagna il triplo del Capo dello Stato: l'Italia e la burocrazia

Spesso mi chiedo come è stato possibile che si sia arrivati a questo punto. Il punto è quello riassunto (fatta salva la veridicità dei dati), per l'ennesima volta, oggi da Stella sul Corriere in questo titolo e incipit: Politici mediocri, burocrati arroganti.
"Non c'è Paese al mondo dove un segretario generale del Senato in pensione guadagni con l'aggiunta della prebenda di consigliere di Stato quasi il triplo del capo dello Stato [grassetto mio]. Solo in Italia succede. È l'effetto del patto sventurato che lega da decenni una classe politica per sua stessa ammissione sempre più mediocre e una struttura burocratica resa arrogante proprio dalla inferiorità del ceto dirigente." 
(Per la cronaca, fonte internet, lo stipendio del Capo dello Stato dovrebbe essere di circa 230 mila euro lordi l'anno). Ed è ancora il punto sollevato a suo tempo da Gabanelli e Iovine, che parlano di stipendi dei dirigenti pubblici, oltre che spropositati, anche percepiti per funzioni non svolte, o quello evidenziato dal rapporto IREF che sottolinea il grave handicap rappresentato per l'economia dal freno burocratico. Si potrebbe continuare a lungo per finire sempre alla stessa conclusione, che è poi quella di Stella: una classe politica imbelle che ha fatto crescere una casta burocratica abnorme che soffoca lo Stato (già lo diceva, a suo tempo, Max Weber, e noi siamo proprio un esperimento sociologico sul campo):
L'ha scritto Max Weber: «Ogni burocrazia si adopera per rafforzare la superiorità della sua posizione mantenendo segrete le sue informazioni e le sue intenzioni». [Corriere cit.]

venerdì 6 gennaio 2012

I contributi e i finanziamenti elettorali ai partiti: più alti o più bassi d'Europa?

imagecredit salon-voltaire
Simpatico duetto a suon di lettere al direttore quello avvenuto circa un mesetto fa sul Corriere a proposito dei finanziamenti ai partiti o, come si chiamano adesso, rimborsi elettorali. I protagonisti: da una parte Ugo Sposetti deputato Pd e dall'altra il solito duo Rizzo Stella.
Con la sua lettera al direttore Ugo Sposetti, ex tesoriere dei Ds, intende dire una parola chiara e definitiva sui rimborsi elettorali ai partiti sia in Italia che nei principali paesi europei contrastando il bugiardino dei due editorialisti. Il deputato Pd utilizza i dati contenuti in un recente rapporto a cura del Servizio Studi della Camera, che prende in considerazione la situazione del finanziamento pubblico ai partiti in tre paesi europei come Francia, Spagna e Germania. Pur nella diversità delle situazioni, infatti negli altri paesi vi sono sia il finanziamento diretto che il contributo elettorale mentre in Italia il finanziamento è stato abolito con referendum, tenta una comparazione.

Per esempio, dice Sposetti

  • Germania: contributo annuale ai partiti a carico dello Stato non può superare i 133 milioni.Poi sono da aggiungere i contributi alle fondazioni di partito, altri 95 milioni a carico del ministero dell'Interno e 233 milioni a carico del ministero dello Sviluppo, il che fa 328 milioni. Se si sommano ai contributi annuali danno un totale di 461 milioni, pari a 5,64 euro per abitante.
  • Francia: il contributo annuale è di circa 75 milioni al quale va aggiunto il contributo per le campagne elettorali (sempre che vi siano elezioni). Prendendo a riferimento il 2007 in cui vi sono state due elezioni, il contributo campagne elettorali è di 87 milioni che sommato al contributo ai partiti porta a 162 milioni totali, pari a 2,46 euro per abitante (ma molto meno in assenza di elezioni, 1,15 euro per abitante).
  • Spagna: contributo annuale ai partiti 82 milioni, più 4,2 milioni per la sicurezza, più 44 milioni come rimborso elettorale che fanno 131 milioni pari a 2,84 euro per abitante.
  • Italia: il contributo spese elettorali per il 2011 è di 180 milioni, pari a 2,97 euro per abitante. Dalla prossima legislatura però, grazie ai vari tagli previsti, il contributo elettorale sarà di 145 milioni pari a 2,39 euro per abitante.

A questi rilievi però risponde il duo Rizzo Stella, dipingendo un quadro meno idilliaco di quello del deputato che, secondo loro, tende a sottostimare (infatti appartiene al centrosinistra, vedi qui) i contributi ai partiti italiani.


  • Nel 2010 i partiti hanno ricevuto 285 milioni, non 180, ai quali bisogna aggiungere i contributi ai gruppi parlamentari, altri 75 milioni e quelli ai gruppi consiliari regionali, più o meno altri 75 milioni. A questo punto siamo sui 435 milioni di euro, ma ancora non è finita, dicono Rizzo e Stella, perchè ci sono da aggiungere anche il 19% di detrazioni sui finanziamenti privati ai partiti, che ammontano a 49 milioni. Il 19% di 49 milioni fa  9 milioni che sommati a 435 danno 444 milioni, pari a 7,36 euro per abitante. Il 30% più della Germania e solo il triplo di Francia e Spagna. A onor del vero occorre aggiungere che fino al 2010 era in vigore il doppio rimborso ai partiti ora eliminato ma, non considerando per il 2011 questo doppio rimborso rimangono pur sempre 339 milioni, pari a 5,62 euro per abitante, come per la Germania ma con un Pil inferiore del 23 % e qualità dei servizi che lascio a voi giudicare.

mercoledì 4 gennaio 2012

Non solo stipendi parlamentari: può uno stenografo del Parlamento guadagnare come il Re di Spagna?

presa della Bastiglia
Piano piano ecco che vengono fuori le verità nascoste, trasformate in diritti acquisiti e intoccabili, che non riguardano solo la parte elettiva dei dipendenti pubblici ma anche quella assunta. E così, sul Corriere, grazie al solito duo Rizzo-Stella, si apprende che dopo gli attacchi da destra e da sinistra (dell'opinione pubblica) sugli stipendi dei parlamentari, il Questore leghista Paolo Franco si lascia andare a pesanti commenti
«Il contratto dei dipendenti di palazzo Madama è fenomenale. Consente progressioni di carriera inimmaginabili. Ed è evidente che contratti del genere non se ne dovranno più fare. Bisogna cambiare tutto»
Ma chi li ha fatti questi contratti? Non saremo stati per caso noi, senza saperlo? Non era lui stesso al governo fino a qualche mese fa? Sentite come proseguono Rizzo e Stella
Come può reggere un sistema in cui uno stenografo arriva a guadagnare quanto il re di Spagna? Sembra impossibile, ma è così. Senza il taglio del 10% imposto per tre anni da Giulio Tremonti per i redditi oltre i 150 mila euro, uno stenografo al massimo livello retributivo arriverebbe a sfiorare uno stipendio lordo di 290 mila euro. Solo 2mila meno di quanto lo Stato spagnolo dà a Juan Carlos di Borbone, 50 mila più di quanto, sempre al lordo, guadagna Giorgio Napolitano come presidente della Repubblica: 239.181 euro.
Ma non è finita qui. Sentite
 Al lordo delle tasse e dei tagli tremontiani, un commesso o un barbiere possono arrivare a 160 mila euro, un coadiutore a 192 mila, un segretario a 256 mila, un consigliere a 417mila. E non basta: allo stipendio possono aggiungere anche le indennità. Alla Camera un capo commesso ha diritto a un supplemento mensile di 652 euro lordi che salgono a 718 al Senato. Un consigliere capo servizio di Montecitorio a una integrazione di 2.101, contro i 1.762 euro del collega di palazzo Madama. Per non dire dei livelli cosiddetti «apicali». Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai rapporti col Parlamento Antonio Malaschini, quando era segretario generale del Senato, guadagnava al lordo nel 2007, secondo l'Espresso, 485 mila euro l'anno. Arricchito successivamente da un aumento di 60 mila che spappolò ogni record precedente per quella carica. 
Come è possibile continuare a mantenere questi assurdi privilegi e, peggio ancora, come è stato possibile arrivare a questi obbrobri, quando  la gente si toglie la vita perchè non ha più soldi? E' uno scandalo enorme, taciuto e nascosto che ora viene fuori solo perchè i politici sono aggrediti dall'opinione pubblica. Alzi la mano chi non si sente scandalizzato da questi trattamenti mentre il popolo è affamato. Occorre una rivoluzione, pacifica, ma occorre una rivoluzione. Questo governo dei tecnici non è in grado di farla, si vada subito alle elezioni e si spazzi via la classe politica che ha dato origine a tutti questi disgustosi privilegi per questa parte di dipendenti pubblici. Si metta subito una pesante tassa su questi stipendi da nababbi e si ponga immediatamente fine a questi anacronistici privilegi di supercasta. Ma nè questo  Governo nè questo Parlamento vogliono farlo. Per una volta ha ragione la Lega: elezioni subito.

domenica 2 ottobre 2011

La società civile italiana è meglio o peggio della classe politica? Dal Politici ora basta di Della Valle all'uguaglianza politica-società di Profumo

Diego Della Valle
In seguito alla pubblicazione  a pagamento, su alcuni giornali, delle accuse al mondo politico di Diego Della Valle (qui il testo) quello stesso mondo politico ha avuto differenti reazioni. In particolare una reazione mi ha colpito, venuta da Alessandro Profumo, ex ad di Unicredit e ora consulente Eni, azionista di Linkiesta, vicepresidente dell'Abi e innamorato della politica [TMnews]. L'occasione è il convegno a Chianciano Democratici davvero al quale è presente insieme a Rosy Bindi, pure critica verso Della Valle. La frase che si lascia sfuggire Profumo è questa [fonte Corriere]
«l'idea e il pensiero che la società civile sia così meglio della classe politica, è proprio sbagliata».
Alessandro Profumo
Forse Profumo ha ragione, o forse no. Intanto gli propongo questi dati. Si va dal numero dei politici indagati o condannati [Tutti i politici indagati o condannati]   fino alla relazione tra stipendi di Consiglieri e Presidenti regionali e benessere dei cittadini, scoprendo che vi è una correlazione negativa [Relazione tra stipendi delle regioni e benessere dei cittadinie ancora, dalla constatazione che i nostri politici sono i più pagati d'Europa ma che  l'Italia è l'unico paese europeo in cui lo stipendio dei parlamentari non è correlato positivamente al Pil [I parlamentari italiani: i più pagati d'Europaal costo della burocrazia fiscale italiana, quattro volte superiore alla media europea [Quanto costa la burocrazia fiscale in Italia?], per non parlare poi di parentopoli [Parentopoli: parenti e politica] o dell'indice di produttività parlamentare [Indice di produttività Parlamentare: onorevoli lavoratori e fannulloni] o, infine, della crescita economica italiana, da un pezzo ormai ben sotto la media UE [Istat.Rapporto annuale 2011 dell'Italia].

Oltre questi graziosi fatti, su cui occorre precisare che alcuni se ne verificano anche nella società italiana, anche se in percentuale inferiore, vi è a dar manforte  all'ipotesi pro società civile e contro la classe politica, l'ultimo libro del duo Stella-Rizzo, gli inventori del termine casta e già autori di La casta, La deriva e Vandali, che danno ora alle stampe Licenziare i padreterni, Rizzoli 2011. Su questo libro tornerò diffusamente in un altro articolo. Per ora vi basti qualche assaggio anche se, va detto in difesa degli stomaci più delicati, si tratta di bocconi avvelenati.
Vi è una leggina, che forse pochi conoscono, che a rotazione tutti i politici assicurano, a parole, di voler cambiare. Si tratta del Dpr 22 dicembre 1986 n. 917 che recita
chi regala soldi a un partito politico ottiene sconti fiscali fino a 50 volte superiori a chi dona quegli stessi soldi a una organizzazione umanitaria.
Per fare un esempio. Poniamo che qualcuno voglia donare 100 mila euro ad una organizzazione umanitaria. Dalle tasse, detrarrà una cifra pari al 19% del tetto massimo di 2065,83 euro, cioè 392 euro e 50 centesimi.
Ma, se quella stessa somma la donasse a un partito politico, potrà detrarre il 19% di un tetto 50 volte superiore, cioè quasi 104 mila euro, e la cifra che potrà detrarre sarà molto più alta, 19 mila euro.
Ma non è solo questo. Spesso e volentieri i rappresentanti della classe politica al governo affermano sconsolati che la situazione finanziaria attuale, con il debito pubblico al 120% del Pil
"è tutta colpa del debito che abbiamo ereditato".
Sapete però chi erano i consulenti economici di Craxi, in quel famoso 1983 al quale si fa risalire l'impennata del debito pubblico? Guardate se li riconoscete: 
Giulio Tremonti, Renato Brunetta, Maurizio Sacconi e Domenico Siniscalco.
Ta-dan! Non è cambiato niente! I consiglieri economici di Craxi nel 1983 sono i governanti del 2011, e se ne vede, devo dire perfettamente, la continuità politica.
E allora? 

Se Profumo ha ragione, allora la società civile italiana è messa proprio male. Ma forse è solo questione di intendersi sul valore da accordare a "così", forse la società civile è solo un po' meglio della politica.

Oppure Profumo non si riferiva a tutta la classe politica, ma solo a una parte, segnatamente quella all'opposizione, a suo parere più vicina al livello della società civile di quella al governo.
Quien sabe? Noto, in alcuni ambiti dell'agire politico, una paurosa continuità tra maggioranza e opposizione. Spero di sbagliarmi. Del resto, non è improbabile che a breve se ne possa avere la riprova.





venerdì 2 settembre 2011

Tutti addosso agli evasori fiscali

Gli emendamenti alla manovra, giunta ormai alla terza versione, contengono delle novità per il nostro ordinamento: l'arresto per evasori fiscali sopra i 3 milioni di euro. O meglio, una delle quasi novità  perchè, a quanto ricorda Gian Antonio Stella sul Corriere, già negli anni ottanta Franco Reviglio lo adottò, e nei primi due anni di applicazione portò a circa 93 arresti. Poi la cosa sfumò, anche perchè intervennero sentenze di Cassazione che consentirono di sanare la posizione anziché con l'arresto con una sanzione in denaro.
Diversa è la situazione in altri paesi, soprattutto gli Stati Uniti. Ricorda Stella che in quel paese non si scherza con l'evasione fiscale, se è vero che, all'incirca, una metà dei detenuti è composta da spacciatori e l'altra da colletti bianchi ovvero, in gran parte, tax evader.
Anche la Germania non è meno tenera con gli evasori. Nel 2008 il governo tedesco comprò, da un ex dipendente di una banca del Liechtenstein, al costo di 4 milioni e mezzo di euro, un elenco di più di 4.500 clienti tedeschi che esportavano valuta, per poterli incriminare.
Fuori dal mondo è, come sempre la Cina, anche se cerca di rientrarci un po' alla volta. A quanto racconta Stella, in Cina, fino a poco tempo fa, per gli evasori era prevista la pena di morte, fortunatamente commutata in arresto e sanzione.
Ecco una comparazione tra le misure adottate da 4 paesi nei confronti degli evasori.
  • Stati Uniti. Carcere fino a 5 anni e multe fino a 100 mila dollari.
  • Cina. Carcere fino a 7 anni e multe fino 5 volte l'importo evaso (se supera il 30% del dovuto).
  • Germania. Carcere fino a 5 anni (alternativa sanzione pecuniaria). Casi gravi carcere fino a 10 anni.
  • Gran Bretagna. Pur se perseguiti sia penalmente che civilmente, di solito si paga l'ammontare evaso più interessi.


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