Visualizzazione post con etichetta liberalizzazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta liberalizzazioni. Mostra tutti i post

lunedì 23 gennaio 2012

Tutti gli scioperi anti-liberalizzazioni: dai taxi alle farmacie

imagesource net1news.org
Ce n'è per più di un mese di scioperi a rotazione che coinvolgono tutte le categorie professionali  interessate dalle liberalizzazioni del Decreto cresci Italia. Utilizzo la fonte Ansa come riferimento per questo periodo di rivendicazioni e anche di disagi per i cittadini.







  • Taxi - 23 gennaio. Lo sciopero va dalle 8:00 alle 22:00 in tutte le città. Non partecipa allo sciopero Confartigianato taxi.
  • Tir - 23-27 gennaio.Cinque giorni di sciopero per gli autotrasportatori della sigla Trasporto Unito.
  • Ferrovieri - 27 gennaio. Dalle 21:00 del 26 gennaio alle 21:00 del 27 scioperano i ferrovieri del sindacato Orsa.
  • Farmacie - 1 febbraio. Sciopero proclamato da Federfarma.
  • Avvocati 23-24 febbraio. Prima tranche di una serie di sette giorni di sciopero, gli altri a marzo.
  • Benzinai 10 giorni. Le date dello sciopero sono da definire e non potrà superare i tre giorni consecutivi.
  • Protesta dei forconi fino al 26 gennaio. Continua lo sciopero, almeno fino al 26 gennaio. Il 25 incontro tra Lombardo e Monti. A margine: Coldiretti afferma che finora il danno subito dalle imprese dell'agroalimentare a causa dello sciopero ammonta a 50 milioni.

venerdì 20 gennaio 2012

Adiconsum: quanto si risparmia con le liberalizzazioni?

Una stima di Adiconsum dei giorni scorsi, in attesa del decreto sulle liberalizzazioni atteso per oggi, tenta di calcolare i risparmi che porterebbero agli italiani l'abolizione di ordini professionali e numero chiuso.
In totale, l'associazione dei consumatori ritiene che il risparmio  per famiglia potrebbe aggirarsi sui 1000 euro annui, così suddivisi

  70 euro per spesa farmaceutica
350 euro per la liberalizzazione del commercio
250 euro per la liberalizzazione dei carburanti
400 euro per la liberalizzazione delle professioni
[fonte Adiconsum]

Non è dato sapere, ma è augurabile, quanto queste stime siano realistiche. L'altro augurio, e qui mi associo a quello fatto da Pietro Giordano di Adiconsum, è quello che il Governo tenga ben presente la differenza tra liberalizzazione e privatizzazione, essendo quest'ultima prassi più associata alla svendita  nelle mani di privati dei migliori assets nazionali.

Consiglio dei Ministri sulle liberalizzazioni

Oggi alle 10:00 è convocato l'undicesimo Consiglio dei Ministri che dovrebbe avviare la cosiddetta fase 2, quella del rilancio economico. Intanto l'Italia è in subbuglio: scioperano i camionisti in Sicilia, i tassisti a Roma, protestano i farmacisti, insomma quasi tutte le categorie interessate dai possibili provvedimenti sono in fermento.
I temi che affronterà il Consiglio non riguarderanno solo le liberalizzazioni ma anche l'università, per esempio. Ecco il dettaglio [fonte Governo.it]

venerdì 13 gennaio 2012

Travaglio: Stato & Banche, a quando la liberalizzazione del settore bancario?

Ha ragione Travaglio, a quando una liberalizzazione del settore bancario?

Liberalizzazioni: la bozza del decreto legge del Governo

Repubblica e Corriere pubblicano questa bozza del decreto legge sulle liberalizzazioni. Non si sa quanto sarà aderente a quella che uscirà fra qualche giorno. Intanto sembra accogliere molti punti presentati dall'Antitrust. Ecco il testo, che si intitola
Norme generali sulle liberalizzazioni e tutela dei consumatori
Art 1 (Liberalizzazioni delle attività economiche e riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese)
1. Fermo restando quanto previsto dal decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n.214, sono abrogate le norme che prevedono limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nulla osta o preventivi atti di assenso dell’amministrazione comunque denominati per l’avvio di un’attività economica a far data dal 30 ottobre 2012, con esclusione delle norme che disciplinano il servizio taxi e i servizi professionali che sono regolati dai seguenti articoli… (indicarli)2. Per l’avvio delle attività per le quali sono stati soppressi, ai sensi del comma 1, i limiti numerici e i preventivi atti di assenso dell’amministrazione, si applica quanto previsto dal comma 6 dell’art. 34 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.
3. Al fine di garantire lo sviluppo della concorrenza e la libertà di iniziativa economica privata, il mantenimento di un regime amministrativo volto a subordinare l’avvio di un’attività economica al previo rilascio di licenza, autorizzazione, nulla osta o preventivi atti di assenso dell’amministrazione comunque denominati, deve essere giustificato sulla base dell’esistenza di un interesse generale, costituzionalmente rilevante e compatibile con l’ordinamento comunitario, nel rispetto del principio di proporzionalità. I requisiti soggettivi e oggettivi per l’esercizio di un’attività economica devono essere individuati sulla base dell’esistenza di un interesse generale, costituzionalmente rilevante e compatibile con l’ordinamento comunitario, nel rispetto del principio di proporzionalità. 
...continua a leggere sul Corriere o su Repubblica

giovedì 12 gennaio 2012

Proposte dell'Antitrust al Governo sulle liberalizzazioni

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) meglio conosciuta come Antitrust, è stata creata nel 1990. Il suo compito è quello di rimuovere e impedire che si formino ostacoli alla libertà dei mercati e alla libera concorrenza, specialmente se avviene a danno dei cittadini.
In merito alle cosiddette liberalizzazioni, prossima serie di riforme nell'agenda del governo della cosiddetta fase 2,  ha preparato un suo rapporto dal titolo ANTITRUST  PROPONE A GOVERNO E PARLAMENTO ALCUNE MISURE  POSSIBILI PER FARE RIPARTIRE AL PIU’ PRESTO LA CRESCITA ECONOMICA, disponibile sul sito.
Punti essenziali di questo rapporto sono (riassunto, per il testo completo vedi sito Authority):

  • SERVIZI PUBBLICI LOCALI, LIBERALIZZARE E PRIVATIZZARE. Definizione dei servizi da erogare e verifica della possibilità di concorrenza, per migliorare il servizio e abbassare i costi.
  • APPALTI PUBBLICI, VIETARE I LAVORI IN HOUSE. Per gli appalti pubblici divieto di affidamento in house (cioè internamente) mentre per i servizi fissare dei limiti e verifica benefici.
  • NORMA ‘TAGLIOLA’ PER LE AUTORIZZAZIONI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E DETRAZIONI DELLA ‘TASSA’ BUROCRAZIA. Delega al Governo per le autorizzazioni necessarie e abrogazione di quelle inutili. Disincentivo alla reintroduzione delle autorizzazioni portandole in detrazione.
  • CARBURANTI, RAZIONALIZZARE LA RETE E INCENTIVARE L’AUTONOMIA DEI GESTORI. Indipendenza degli operatori dalle compagnie, divieto di vincoli da parte delle Regioni al numero di impianti, creazione di impianti di distribuzione multimarca.
  • ENERGIA ELETTRICA E GAS, AUMENTARE LA CONCORRENZA A VALLE RIDUCENDO IL GAP INFORMATIVO TRA DISTRIBUTORI E I VENDITORI FINALI NON INTEGRATI VERTICALMENTE. Separazione tra parte monopolistica e  parte concorrenziale e tra rete di trasporto e stoccaggio.
  • AUTOSTRADE E AEROPORTI,RIVEDERE I MECCANISMI DI REVISIONE DELLE TARIFFE E RIDURRE LA DURATA DELLE CONCESSIONI. Riduzione della durata cinquantennale delle concessioni, aumento della qualità dei servizi.
  • AUTOTRASPORTO SU GOMMA, ELIMINARE LE TARIFFE MINIME. Eliminazione tariffe minime.
  • AUMENTARE LE SANZIONI A TUTELA DEI CONSUMATORI. Da 500 mila a 5 milioni sanzioni per pubblicità ingannevole, estensione della norma che tutela il consumatore alle microimprese.
  • PROFESSIONI, ABOLIRE QUALSIASI TARIFFARIO, AMPLIARE PIANTA ORGANICA DEI NOTAI. Abolizione di qualsiasi tariffa, riforma degli Ordini, ed eliminazione autorizzazione degli Ordini.
  • FARMACI, LIBERALIZZARE LA FASCIA C, AUMENTARE IL NUMERO DELLE FARMACIE. Liberalizzazione farmaci in fascia C e rimozione ostacoli apertura nuove farmacie.
  • SU TAXI LIBERALIZZAZIONI CON LICENZE ‘COMPENSATIVE’. Aumento del numero delle licenze nelle città con più carenza e compensazione con una licenza gratuita agli attuali possessori.
Questi alcuni dei punti evidenziati dall'Agcm. Il rapporto completo è disponibile qui.

Alcune liberalizzazioni veramente necessarie

Sono d'accordo con quello che scrive Massimo Giardina su Tempi. Le liberalizzazioni più importanti, senza delle quali anche quelle che ha in mente di fare il Governo sarebbero inefficaci, sono quelle riguardanti le infrastrutture fiscali, burocratiche e della giustizia, la cui inefficienza  scoraggia gli investimenti stranieri e anche quelli interni.
Aggiungiamoci anche un mercato del lavoro ingessato e sbilanciato e il quadro è completo.
In questo caso, ovviamente, si gioca sull'assonanza: non si tratta di liberalizzare ma di liberare chi vuole intraprendere un'attività da tutti quegli adempimenti che fanno del nostro paese uno dei meno appetibili al mondo in fatto di investimenti economici. Dati World Bank alla mano, siamo 87esimi su 189 nazioni,   quanto ad appeal agli investimenti stranieri. Se ci aggiungi che siamo tra i paesi a più alta tassazione, specialmente sul lavoro (134esimi su 189) e che occorrono fino a 258 giorni per aprire un'attività produttiva  e che solo dopo 30 giorni (negli altri paesi invece da subito) che hai fatto richiesta della partita iva puoi iniziare l'attività, si capisce bene come sia quasi un mezzo miracolo che, nonostante tutto, esista un qualche tipo di attività economica.
Non è solo il miraggio del basso costo della manodopera ad attirare i capitali stranieri altrimenti, come nota Giardina, l'Africa ne attirerebbe a frotte. Vi è da considerare un insieme di fattori: costo della manodopera, infrastrutture, apparato burocratico, imposizione fiscale, risoluzione dei contenziosi, pagamenti della pubblica amministrazione e così via.
E' forse la vera e principale liberazione che aspetta il mondo economico e delle imprese per riprendere l'agognata crescita ed essendo  in gran parte  una questione riguardante gli apparati dello Stato, virtualmente  modificabile senza problemi purchè si sia in presenza della volontà di farlo.

lunedì 9 gennaio 2012

Liberalizzazioni e burocrazia

Liberalizzazioni e burocrazia sono, come si dice, due facce della stessa medaglia. Vi si ritrovano le medesime resistenze al cambiamento, la stessa difesa dei propri privilegi e delle proprie rendite di posizione. Qualsiasi modifica dell'assetto esistente è vista come pericolosa e destabilizzante. E' lo specchio del ritardo italiano, forse una voce che pesa sulla credibilità internazionale dell'Italia, unita a un certo rifiuto dei giovani per gli impieghi manuali, alle barricate dei sindacati e all'incentivo alle diseguaglianze, attuato premiando le raccomandazioni e non il merito.
Su tutto questo, ora, si instilla l'intento governativo delle liberalizzazioni, per dare spazio alla concorrenza e ai giovani. Monti le chiama le protezioni che avvantaggiano chi sta dentro la roccaforte e danneggiano chi sta fuori. Il che è sicuramente vero, anche se c'è da notare che il recente referendum sulla privatizzazione dell'acqua che ha avuto esito negativo,  conferma che alcune liberalizzazioni sono sgradite all'opinione pubblica. Ma altre si possono e si devono tranquillamente fare. Sono il retaggio di un'epoca borbonica, di un modello di accesso alle professioni di stampo medioevale. Periodo storico però al quale è rimasta ancorata anche la nostra burocrazia: lenta, spesso inutile, farraginosa, indisponente, anti-tecnologica e incollata in modo durevole ai propri privilegi.
E allora mi viene da chiedere: a quando una liberalizzazione anche nel settore burocratico?

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...